
Le stanze di lavanda. Il romanzo di un’infanzia armena
di Ondine Khayat
- Editore:Piemme
- Collana:Bestseller
- Traduttore:Lanterna P.
- Data di Pubblicazione:settembre 2010
- EAN:9788856615173
- ISBN:8856615177
- Pagine:281
- Formato:brossura
. «Vivevamo a Marache, in Turchia, al confine con la Siria. È lì che sono venuta al mondo nel 1901. Mio nonno, Joseph Kerkorian, era armeno. Un uomo importante e saggio, solido come una roccia. Se, dopo l’inferno che ho conosciuto, dentro di me è rimasta una particella di fiducia nell’umanità, è grazie a lui. Avevamo una casa magnifica, e un immenso giardino dai fiori di mille colori. Sono stata amata da mio padre, dalla mamma dai baci di lavanda, dalla sorellina Marie, dal mio impetuoso fratello Pierre e da Prescott, il nostro gatto armeno con un nome da lord inglese. E da Gil, il piccolo orfano ribelle che un giorno, sotto il salice piangente, mi ha dato il mio primo bacio. Erano giorni immensi, eppure non potevano contenerci tutti. Nell’aprile 1915, il governo turco ha preso la decisione che ha precipitato le nostre vite nell’orrore: gli armeni dovevano sparire.»
La storia viene raccontata in prima persona da Louise, una bambina armena che vive la sua infanzia in una grande casa assieme alla sua amata (e amabile) famiglia, una famiglia dove tutti vanno d’amore e d’accordo e sono tutti felici e benestanti. L’infanzia di Louise prende una piega decisamente amara quando nel 1917 i turchi (all’epoca c’era ancora l’Impero Ottomano e l’Armenia come Stato non esisteva ancora, ma gli armeni erano una minoranza all’interno dell’Impero) i turchi decidono di eliminare tutti gli armeni. Così Louise assiste al massacro della sua famiglia, ma riesce a fuggire assieme alla delicatissima sorellina Marie; iniziano mesi difficili, dove lei signorina borghese e viziata si ritrova in mezzo ai campi profughi, a diretto contatto con la violenza e la morte. Louise e Marie finiscono in collegio ad Aleppo, dove la vita è durissima ma certamente meglio che il campo profughi. Le amarezze della vita però per Louise non sono finite, perché sembra quasi che una maledizione le porti via tutto ciò al quale lei si affeziona.
Ondine Khayat è nata nel 1974 da madre francese e padre armeno. Attualmente vive a Parigi, dove collabora con varie ong per la realizzazione di progetti umanitari. Le stanze della lavanda, suo primo romanzo, racconta le memorie della nonna armena.
Lucine ha quattordici anni quando il 24 aprile 1915, per ordine del Ministro dell’Interno del governo turco, Talaat Pacha, circa seicentomila intellettuali sono arrestati a Istanbul e un mese dopo, il 27 maggio, viene promulgata la “ legge provvisoria di deportazione” che stabilisce il quadro regolamentare dei massacri e della spoliazione delle vittime.
Mai, sognando il suo futuro, avrebbe immaginato di perdere le persone che ama nel giro di una notte, quella in cui la sua casa è data alle fiamme e solo lei e la piccola Marie scampano al rogo.
Quella mattina, scortati dai gendarmi, sotto il sole cocente, senza acqua né cibo, gli armeni di Marache si mettono in marcia, le due bambine sono tra loro…
Seguirono sputi e insulti. Il mio corpo non era che una conchiglia svuotata, rigettata sulla riva dalla furia del mare.
Dopo quattro mesi le due bambine giungono ad Aleppo, dove raccolte da un prete vengono sistemate in un collegio.
La piccola Marie sceglierà il convento, Lucine, che ha avuto salva la vita, rimarrà per molti anni incapace di amare, riversa su quella strada polverosa.
Lentamente e con il cuore pietrificato Lucine ricomincerà a scrivere, prima per gli altri e poi per sé. Lucine, Luna, Estrella, Aurora, Joraya … ci vorranno cinque generazioni per sentire di nuovo nell’aria il profumo della lavanda …



![  Territory held by Armenia and the Karabakh Council.   Other territories claimed by Armenia.   Area given to Armenia by the Treaty of Sèvres.[1]](https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/31/First_Republic_of_Armenia.png/1024px-First_Republic_of_Armenia.png)


































































