Gli archivi sono spazi capaci di generare nuove visioni, nuove narrazioni e nuovi linguaggi e proprio da questa idea nasce “La fabbrica dei sogni”, progetto contenuto nel dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 con cui Cinemazero apre una call per sei residenze artistiche dedicate alla ricerca e alla reinterpretazione del proprio patrimonio archivistico. L’iniziativa rappresenta uno dei percorsi attraverso cui il progetto di Capitale intende valorizzare il patrimonio culturale del territorio e, al tempo stesso, renderlo materia viva per la produzione contemporanea, mettendo in relazione memoria, territorio, ricerca artistica e nuove forme di espressione.
La call di Cinemazero invita artisti e artiste a confrontarsi con uno dei più importanti patrimoni cinematografici e fotografici del territorio nazionale, custodito da Cinemazero: un archivio che raccoglie materiali legati a figure fondamentali della cultura del Novecento, da Orson Welles ad Andrej Tarkovskij, da Federico Fellini a Pier Paolo Pasolini, da Tina Modotti a Bernardo Bertolucci e Liliana Cavani, insieme a migliaia di fotografie, centinaia di ore di registrazioni sonore con i più grandi della storia del cinema, pellicole, documenti e testimonianze che raccontano il cinema e la società, ma anche filmati di famiglia, memorie del territorio e molto altro.
Chi può candidarsi
Le residenze sosterranno pratiche artistiche contemporanee che esplorino gli archivi con libertà creativa, favorendo l’incontro tra memoria, territorio e sperimentazione. Saranno selezionati sei artisti o collettivi: tre con base in Friuli Venezia Giulia e tre provenienti dal resto d’Italia. Le candidature sono aperte a filmmaker, fotografi e fotografe, musicisti e musiciste, sound artist, performer, ricercatori, ricercatrici e artisti visivi che operano negli ambiti del cinema, della fotografia, della musica e del suono, delle arti performative e delle pratiche interdisciplinari. Durante la residenza i partecipanti avranno accesso privilegiato agli Archivi Cinemazero, ai diritti di utilizzo dei materiali selezionati, a un percorso di tutoraggio curatoriale e tecnico, agli spazi di lavoro a Pordenone e a un supporto alla produzione, con la possibilità di sviluppare collaborazioni con realtà culturali e sociali del territorio e con la filiera cinematografica nazionale.
I contributi previsti
È previsto inoltre un contributo economico comprensivo della produzione dell’opera: 3.000 euro per ciascuno dei tre artisti residenti in Friuli Venezia Giulia e 5.000 euro per ciascuno dei tre artisti provenienti dal resto d’Italia. Agli artisti non residenti sarà garantita anche l’ospitalità per alcuni periodi di permanenza. Al termine del percorso, ogni partecipante realizzerà un’opera che potrà entrare a far parte del programma pubblico di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, contribuendo a costruire un nuovo immaginario a partire dagli archivi.
Come candidarsi
Le candidature dovranno essere presentate entro il 6 settembre 2026 attraverso il formulario disponibile sul sito di Cinemazero, allegando un abstract del progetto (che dovrà rispettare quanto richiesto dalla call, anch’essa disponibile sul sito), la biografia e il piano di realizzazione/produzione del progetto. I sei artisti selezionati saranno annunciati entro la fine di settembre.
Tutte le informazioni, il regolamento e il modulo di candidatura sono disponibili sul sito di Cinemazero nella sezione Archivi Cinemazero – Residenze artistiche.
Tutte le informazioni sui progetti del dossier Pordenone 2027. Città che sorprende sono disponibili nella sezione “progetti” di questo sito.
Le residenze artistiche sono una parte importante del nostro dossier di Capitale perché rispondono a un obiettivo che ci siamo dati fin dall’inizio: fare di Pordenone e del suo territorio un vero e proprio laboratorio artistico e culturale, capace di attrarre e accogliere artisti anche provenienti da fuori regione. Vogliamo mettere il nostro territorio al centro, non soltanto come luogo in cui realizzare iniziative, ma come spazio di ricerca, di produzione e di incontro, capace di generare nuove opere e nuovi sguardi. La fabbrica dei sogni va esattamente in questa direzione: partire dal nostro patrimonio per costruire nuove possibilità creative e nuove relazioni.
Alberto Parigi, Assessore alla Cultura del Comune di Pordenone
La XIV Edizione del concorso fotografico che valorizza l’Irpinia
C’è una terra che si lascia raccontare meglio da uno sguardo che da mille parole: è l’Irpinia, e da tredici anni le sue emozioni prendono forma nei vostri scatti.
Torna Emozioni d’Irpinia, il concorso fotografico che rende protagonisti i paesaggi, i borghi, le tradizioni e la gente di questa terra straordinaria. In tredici edizioni abbiamo raccolto oltre 20.000 fotografie che hanno fatto viaggiare cuori e sguardi ben oltre i confini della provincia: sui social, nei calendari, nelle case di chi questa terra la vive e la ama davvero. Ogni fotografia è stata un piccolo, prezioso tassello per raccontare l’Irpinia autentica e spingere sempre più persone a scoprirla, attraversarla, innamorarsene.
Quest’anno il concorso si rinnova e si fa ancora più ricco: più premi, più emozioni, e una community che continua a crescere. Prendi la tua fotocamera, guardati intorno con occhi curiosi e regalaci la tua Emozione d’Irpinia: potrebbe essere lei la protagonista del calendario 2027.
Novità di quest’anno — L’edizione 2027 di Emozioni d’Irpinia può contare sul prezioso sostegno di cinque Main Sponsor: Vitros Trading S.p.A., Kia Motors, Ciemme Edile, Colella Industrie Zootecniche e Banca BCC Flumeri. Un sostegno concreto e fondamentale per continuare a raccontare e valorizzare l’Irpinia attraverso la fotografia.
Come partecipare
Partecipare è semplicissimo, ed è aperto davvero a tutti. Basta guardarsi intorno con occhi curiosi, cogliere l’attimo e inviare i propri scatti a emozionidirpinia@gmail.com.
Tutte le fotografie ricevute saranno pubblicate online, sulla pagina Facebook di Info Irpinia, contribuendo insieme a raccontare la straordinaria bellezza del nostro territorio.
Le pubblicazioni sulla pagina Facebook partiranno martedì 1° settembre 2026 alle ore 12:00, con indicati il luogo ritratto e il nome dell’autore. Puoi iniziare da subito: non aspettare, inviaci le tue emozioni!
Tema — Ogni foto deve raccontare un’Emozione d’Irpinia: un paesaggio, un borgo, un mestiere, una tradizione, un gesto quotidiano… tutto ciò che parla la lingua autentica della nostra terra.
I vincitori — I 13 scatti più amati comporranno il Calendario Emozioni d’Irpinia 2027: uno per ogni mese, più uno per la copertina.
Premi
Il talento e la passione dei partecipanti saranno celebrati durante la presentazione ufficiale del Calendario Emozioni d’Irpinia 2027, in programma venerdì 27 novembre 2026 alle ore 18:00, presso la sede storica dell’Istituto Agrario “Francesco De Sanctis” di Avellino, in via Tuoro Cappuccini n. 44.
Tutti gli autori delle 13 fotografie vincitrici, selezionate per comporre il Calendario Emozioni d’Irpinia 2027, riceveranno una pergamena di riconoscimento e una copia omaggio del calendario.
A questi riconoscimenti si aggiungono i premi speciali messi in palio dai partner dell’iniziativa e da Info Irpinia:
1° Premio
Vitros
€ 1.000
2°Premio
Kia Motors
€ 600
3° Premio
EdileCiemme
€ 300
Premio Tradizione
Colella Industrie Zootecniche
€ 300
Premio Like
Info Irpinia
KIT borraccia, penna, sacca e usb
Come si vincono i premi?
I premi di 1°, 2° e 3° posto saranno assegnati alle tre fotografie, tra le 13 vincitrici, che avranno ottenuto il punteggio complessivo più alto nella graduatoria finale, determinato dalla valutazione congiunta della Giuria Emozionale e della Giuria Tecnica.
Il Premio Tradizione sarà assegnato direttamente da Info Irpinia alla fotografia che, per soggetto, atmosfera e capacità narrativa, saprà far rivivere al meglio una tradizione irpina, raccontando l’identità e la memoria del nostro territorio.
Il Premio Like, infine, sarà assegnato alla fotografia che avrà ottenuto il maggior numero di “Mi piace” in assoluto sulla pagina Facebook di Info Irpinia durante il concorso.
Regolamento La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.
Le foto vanno inviate all’indirizzo e-mail emozionidirpinia@gmail.com, indicando: nome e cognome dell’autore, luogo dello scatto, data e un riferimento telefonico dell’autore.
Sono ammessi scatti realizzati con qualsiasi dispositivo (smartphone o fotocamera) che abbiano l’Irpinia come tema centrale: paesaggi, tradizioni, borghi e tutte le meraviglie che la caratterizzano.
Ogni partecipante può inviare fino a 10 fotografie.
Le foto saranno inserite in album dedicati sulla pagina Facebook di Info Irpinia e votate dagli oltre 54.000 followers.
Gli scatti saranno pubblicati dal 1° settembre 2026 al 1° ottobre 2026, in ordine di ricezione.
Le 13 foto che, tra le finaliste, otterranno il maggior numero di like su Facebook saranno inserite nel Calendario Emozioni d’Irpinia 2027, con il nome dell’autore.
Se un partecipante invia più di 10 foto, Info Irpinia effettuerà una selezione.
Le fotografie devono essere originali, non violare copyright altrui e avere meno di 8 anni.
Possono partecipare anche foto delle precedenti edizioni, purché non siano state vincitrici.
Formato richiesto: orizzontale (rapporto indicativo 3:2). La copertina sarà scelta tra le foto verticali: si consiglia quindi di inviare 9 scatti orizzontali e 1 verticale.
Non sono ammessi watermark (firme) né elementi artefatti o incollati (come cieli falsi).
Le foto possono ritrarre persone singole solo con liberatoria, oppure folle e gruppi in eventi pubblici tradizionali.
Le fotografie saranno valutate da due giurie — Giuria Emozionale (Info Irpinia), che valuta l’impatto emotivo, e Giuria Tecnica (Foto Diego Avellino), che valuta la qualità fotografica. Le foto più originali riceveranno mezzo punto in più. La media dei due punteggi produrrà una prima classifica: le 15 foto più alte in graduatoria si sfideranno poi su Facebook, a colpi di like.
La partecipazione implica l’accettazione integrale del presente regolamento, il consenso al trattamento dei dati personali, l’autorizzazione a Info Irpinia per la pubblicazione online e offline delle foto — anche dopo il termine del concorso — e la rinuncia a qualunque diritto di rivalsa nei confronti dei vincitori (D.P.R. 600 art. 30 del 29/09/73).
Si parte martedì 1° settembre 2026 alle ore 12:00 con la pubblicazione delle prime foto arrivate. La fase si concluderà giovedì 1° ottobre 2026 alle ore 12:00.
Le fotografie possono essere inviate già da ora e saranno pubblicate in ordine di ricezione, all’interno di album dedicati da 50 foto ciascuno.
Ogni “mi piace” ricevuto varrà come preferenza, ma attenzione: saranno considerati validi solo i like provenienti da utenti che già seguono la pagina Facebook di Info Irpinia.
Un piccolo consiglio strategico: prima invii la foto, più tempo avrai per raccogliere consensi durante l’arco del mese.
Fase 2 — Il giudizio delle giurie
Al termine della prima fase (ore 12:00 del 1° ottobre) entra in gioco la valutazione delle due giurie: la Giuria Emozionale, a cura di Info Irpinia, e la Giuria Tecnica, a cura di Foto Diego Avellino.
Saranno valutate le prime 400 foto in ordine di like: questi serviranno solo a stabilire l’ordine di esame e a dare un’indicazione di gradimento, ma non garantiranno da soli l’accesso alla finale. A contare sarà la media tra i voti delle due giurie.
Messaggio importante: non basta accumulare molti like nella prima fase — l’unico vero modo per arrivare in finale è scattare una foto di qualità e impatto.
Al termine, le 15 foto con la media più alta voleranno in finale.
Fase 3 — La sfida finale
La finale sarà un’emozionante maratona di 24 ore: dalle ore 12:00 di sabato 3 ottobre alle ore 12:00 di domenica 4 ottobre 2026.
Un nuovo album conterrà solo le 15 foto finaliste selezionate dalle giurie. Le 13 foto che riceveranno più like in questo arco di tempo entreranno nel Calendario Emozioni d’Irpinia 2027 — una per ogni mese, con il nome dell’autore. La foto verticale destinata alla copertina sarà inserita in ogni caso.
In caso di ex aequo, prevarrà lo scatto con la valutazione più alta della Giuria Tecnica nella seconda fase. Se due foto ritraggono lo stesso tema o paesaggio, vincerà, anche in questo caso, quella con il punteggio tecnico più alto nella seconda fase.
Naturalmente vale sempre la stessa regola d’oro: prima si invia la foto, maggiore sarà il tempo per raccogliere i like durante l’arco del mese
Premiazione
La consegna dei premi avverrà durante il convegno di presentazione del nuovo calendario Emozioni d’Irpinia 2027, che si terrà ad Avellino venerdì 27 novembre 2026 alle ore 18:00, presso la sede storica dell’Istituto Agrario “Francesco De Sanctis” di Avellino, in via Tuoro Cappuccini n. 44.
Lo scorso anno, nella XIII edizione, il primo premio è stato conquistato dal giovane Pasquale Battaglia con uno splendido scatto dedicato a Rocca San Felice. In occasione della premiazione abbiamo avuto il piacere di invitare anche il Sindaco del Comune, che ha personalmente consegnato il riconoscimento al vincitore, condividendo con noi un momento di grande valorizzazione per l’intera comunità. Un’esperienza che dimostra quanto ogni fotografia possa diventare uno straordinario strumento di promozione territoriale: per questo invitiamo tutti i Sindaci irpini a coinvolgere cittadini, giovani e appassionati, incoraggiandoli a raccontare attraverso le immagini la bellezza, l’identità e le tradizioni del proprio paese.
Questo concorso nasce per raccontare la bellezza dell’Irpinia in un modo semplice, partecipato e diretto, coinvolgendo chiunque desideri raccontare la nostra terra attraverso le immagini e, così facendo, invogliare sempre più persone a scoprirla e viverla. Chi non condivide questo spirito e il presente regolamento è pregato di astenersi dalla partecipazione.
Sarà visitabile fino al 27 settembre nel Giardino Inglese della Reggia di Caserta
Resta oltre un mese per poter scoprire la mostra fotografica “Il Panda siamo noi” alla Reggia di Caserta. L’esposizione realizzata in occasione del 60esimo anniversario del WWF Italia, in collaborazione con il Museo del Ministero della Cultura e Opera Laboratori, sarà visitabile fino a domenica 27 settembre. La mostra, nata da un’idea dei fotografi Alessandro Dobici, Alberto Cambone e Roberto Isotti, è un progetto visivo che vuole celebrare i 60 anni del WWF Italia coinvolgendo 12 grandi artisti del cinema italiano in una sfida di mimesi artistica: interpretare lo sguardo di una specie animale a rischio estinzione, per ricordare che proteggere la natura significa salvare noi stessi. Inaugurata lo scorso 17 luglio e inizialmente visitabile fino al 31 agosto è stata prorogata fino a fine settembre negli orari di ordinaria apertura del sito museale, e inclusa nel regolare biglietto/abbonamento alla Reggia. Dal lupo alla leonessa, dal bonobo alla mantide religiosa, fino all’orso bruno e all’orso polare: negli scatti, gli artisti si fondono simbolicamente con gli animali, dando vita a un racconto visivo che sottolinea una verità sempre più urgente: fra le specie a rischio oggi ci siamo anche noi esseri umani.
La mostra, realizzata nell’ambito del Bando di Valorizzazione UNESCO, è parte della campagna del WWF Italia #IlPandaSiamoNoi, che inverte la prospettiva da cui siamo abituati a guardare le cose per renderci sempre più consapevoli del valore e dell’impatto che le nostre azioni quotidiane hanno sul Pianeta e sul nostro stesso futuro. Dopo anni di lavoro e di impegno da parte dell’organizzazione, il Panda non è più una specie a immediato rischio di estinzione ma ancora vulnerabile. La biodiversità è invece tuttora in pericolo e con essa anche il benessere e la sopravvivenza dell’umanità sono a rischio. Ogni giorno animali selvatici scompaiono e i loro habitat si impoveriscono. Oggi il panda, la specie a rischio, siamo noi: condividiamo con la Natura le stesse sembianze, la stessa casa, lo stesso destino.
Gli sguardi di Alan Cappelli Goetz, Maria Grazia Cucinotta, Sabrina Ferilli, Stefano Fresi, Caterina Guzzanti, Vinicio Marchioni, Caterina Murino, Giorgio Panariello, Lillo Petrolo, Virginia Raffaele, Maya Sansa e Luca Ward e quelli degli animali, si intrecciano così con quelli degli spettatori per mandare un messaggio importante: proteggere la Natura e le specie a rischio è un’azione vitale per la sopravvivenza dell’umanità stessa. Gli animali sono veri e propri alleati per garantire i servizi ecosistemici. La perdita di una specie, infatti, provoca un effetto “domino”, che favorisce l’estinzione di altre o il degrado degli ecosistemi che da questa dipendono con danni che si ripercuotono fino noi umani. A causa delle nostre azioni oggi si stima un tasso di estinzione mille volte superiore a quello naturale. Ma il potere di riscrivere il futuro è nelle nostre mani. Nelle nostre scelte.
Suddivisa in due sezioni: la centrale, intitolata “Il Panda siamo Noi” ha come protagonisti i 12 dittici composti dal ritratto di un artista, realizzato da Alessandro Dobici, accostato al ritratto di un animale, appartenente ad una specie a rischio, realizzato da Alberto Cambone e da Roberto Isotti. I dittici mostrano la profonda connessione tra specie umana e specie animali. La seconda sezione della mostra, intitolata Vanishing Beauty dal progetto di Homo ambiens, è dedicata alla biodiversità a rischio estinzione e ospita 32 ritratti di animali realizzati da Alberto Cambone e Roberto Isotti. Queste due sezioni condividono la scelta del formato e del bianco e nero, per mettere in evidenza la simmetria tra il destino umano e quello degli altri animali. Reggia di Caserta
60 anni del WWF: la mostra fotografica Il Panda siamo noi arriva alla Reggia di Caserta
In occasione del 60esimo anniversario del WWF Italia, la mostra fotografica “Il Panda siamo noi” arriva per la prima volta in Campania in un luogo d’eccezione: la Reggia di Caserta. Sarà visitabile dal 17 luglio al 31 agosto al Giardino Inglese.
Dal 17 luglio al 31 agosto sarà aperta al pubblico e compresa nel biglietto per la visita al Complesso vanvitelliano – 12 artisti del cinema italiano in simbiosi con specie animali a rischio per ricordarci che proteggere la natura significa salvare noi stessi
L’esposizione è realizzata in collaborazione con il Museo del Ministero della Cultura e Opera Laboratori. Un progetto visivo potente e originale, nato da un’idea dei fotografi Alessandro Dobici, Alberto Cambone e Roberto Isotti, che coinvolge 12 volti noti del cinema italiano in una sfida di mimesi artistica: interpretare lo sguardo di una specie animale a rischio estinzione. Dal lupo alla leonessa, dal bonobo alla mantide religiosa, fino all’orso bruno e all’orso polare: negli scatti, gli artisti si fondono simbolicamente con gli animali, dando vita a un racconto visivo che sottolinea una verità sempre più urgente: fra le specie a rischio oggi ci siamo anche noi esseri umani. La mostra è parte della campagna del WWF Italia #IlPandaSiamoNoi, che inverte la prospettiva da cui siamo abituati a guardare le cose per renderci sempre più consapevoli del valore e dell’impatto che le nostre azioni quotidiane hanno sul Pianeta e sul nostro stesso futuro. Dopo anni di lavoro e di impegno da parte dell’organizzazione, il Panda non è più una specie a immediato rischio di estinzione ma ancora vulnerabile. La biodiversità è invece tuttora in pericolo e con essa anche il benessere e la sopravvivenza dell’umanità sono a rischio. Ogni giorno animali selvatici scompaiono e i loro habitat si impoveriscono. Oggi il panda, la specie a rischio, siamo noi: condividiamo con la Natura le stesse sembianze, la stessa casa, lo stesso destino. Gli sguardi di Alan Cappelli Goetz, Maria Grazia Cucinotta, Sabrina Ferilli, Stefano Fresi, Caterina Guzzanti, Vinicio Marchioni, Caterina Murino, Giorgio Panariello, Lillo Petrolo, Virginia Raffaele, Maya Sansa e Luca Ward e quelli degli animali, si intrecciano così con quelli degli spettatori per mandare un messaggio importante: proteggere la Natura e le specie a rischio è un’azione vitale per la sopravvivenza dell’umanità stessa. Gli animali sono veri e propri alleati per garantire i servizi ecosistemici. La perdita di una specie, infatti, provoca un effetto “domino”, che favorisce l’estinzione di altre o il degrado degli ecosistemi che da questa dipendono con danni che si ripercuotono fino noi umani. A causa delle nostre azioni oggi si stima un tasso di estinzione mille volte superiore a quello naturale. Ma il potere di riscrivere il futuro è nelle nostre mani. Nelle nostre scelte. Il percorso espositivo La mostra presenta due sezioni. La sezione centrale, intitolata “Il Panda siamo Noi” ha come protagonisti i 12 dittici composti dal ritratto di un artista, realizzato da Alessandro Dobici, accostato al ritratto di un animale, appartenente ad una specie a rischio, realizzato da Alberto Cambone e da Roberto Isotti. I dittici mostrano la profonda connessione tra specie umana e specie animali. La seconda sezione della mostra, intitolata Vanishing Beauty dal progetto di Homo ambiens, è dedicata alla biodiversità a rischio estinzione e ospita 32 ritratti di animali realizzati da Alberto Cambone e Roberto Isotti. Queste due sezioni condividono la scelta del formato e del bianco e nero, per mettere in evidenza la simmetria tra il destino umano e quello degli altri animali. La mostra sarà allestita negli spazi della Casa del Giardiniere nel Giardino Inglese della Reggia di Caserta negli orari di ordinaria apertura del Museo. La visita sarà inclusa nel costo ordinario del biglietto/abbonamento alla Reggia di Caserta. L’esposizione “Il Panda siamo noi” è realizzata nell’ambito del Bando di Valorizzazione UNESCO . Foto di Alessandro Dobici, Alberto Cambone e Roberto Isotti – Reggia di Caserta
Si chiude a Procida il ciclo di incontri estivi della Giannini Editore, l’ultimo appuntamento sarà la presentazione del libro “La formula della verità” di Guido Trombetti. L’evento si terrà giovedì 27 agosto alle ore 19 presso l’Associazione Vivara, via Marcello Scotti 24. Dialogheranno con l’autore: la giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante Tiuna Notarbartolo e l’ex magistrato e scrittore Sergio Zazzera.
“La formula della verità”, pubblicato nella collana Sorsi, Guido Trombetti immagina un dialogo impossibile e affascinante tra Renato Caccioppoli ed Ettore Majorana, due figure leggendarie della scienza italiana del Novecento, entrambe avvolte da un’aura di genio e mistero. Il volume si apre con due articoli pubblicati su Il Mattino, che offrono un profilo sintetico dei due scienziati, per accompagnare il lettore nella comprensione del loro spessore umano e scientifico. Un terzo contributo affronta il tema della divulgazione dei concetti fondamentali della scienza, richiamando l’opera teatrale Copenhagen, esempio straordinario di narrazione del pensiero scientifico. Da qui prende avvio la parte immaginaria: un confronto ideale tra due menti eccelse, tra matematica e fisica, tra rigore logico e inquietudine esistenziale. Un testo che intreccia memoria, riflessione e fantasia, invitando il lettore a interrogarsi sul rapporto tra scienza, responsabilità e destino.
Guido Trombetti (Napoli, 1946) è matematico e accademico italiano. Professore ordinario di Analisi matematica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, di cui è stato Rettore dal 2001 al 2010, ha ricoperto anche l’incarico di Vicepresidente della Regione Campania. Autore di numerosi lavori scientifici e interventi divulgativi, affianca all’attività accademica una costante attenzione al rapporto tra scienza, cultura e società.
Rompere i cliché sul Sud per raccontare le sue vere fratture, lunedì 24 agosto alle ore 22 presso la Libreria Feltrinelli, via Porto ad Acciaroli frazione di Pollica (SA), Roberto Laringe presenterà il suo libro “Squilibri”: un’analisi acuta e provocatoria che riporta la questione meridionale al centro del dibattito contemporaneo. Il libro è pubblicato dalla Giannini Editore nella collana Stella del Sud. Dialogherà con l’autore il sindaco Stefano Pisani, modera l’avvocata Stefania Ursumando.
“Squilibri” ricostruisce le radici e gli sviluppi del dualismo Nord-Sud, intrecciandoli con il più ampio processo di arretramento del Paese rispetto all’Europa. Dall’Unità d’Italia fino all’attualità politica: Tangentopoli, il Federalismo e l’Autonomia Differenziata. Il libro mostra come promesse e risorse si siano troppo spesso tradotte in sprechi, clientelismo e strategie mancate. Il Mezzogiorno, ricco di potenzialità ma intrappolato in deficit strutturali e fragilità istituzionali, diventa specchio del declino complessivo dell’Italia, incapace di riformarsi e di competere con le principali economie europee. L’appendice dedicata ai Campi Flegrei offre l’immagine emblematica di un Sud dalle immense ricchezze naturali e culturali ma ancora sottovalutato. Il libro è pubblicato nella collana Stella del sud.
Roberto Laringe (Pozzuoli, 1964) è imprenditore, dottore commercialista ed esperto di turismo e sviluppo territoriale. Da oltre trent’anni promuove la valorizzazione dei Campi Flegrei attraverso progetti che integrano cultura, accoglienza e impresa. Presidente di Federalberghi Campi Flegrei e fondatore del Gruppo Laringe, guida una rete di imprese nel settore turistico alberghiero ed è co-founder della rete “Campi Flegrei Active”. Docente a contratto presso l’Università Parthenope di Napoli (2025), è membro del Consiglio di indirizzo in materia di Turismo della Regione Campania. Ha sostenuto numerose iniziative editoriali e culturali, convinto che l’impresa turistica debba essere anche identità e narrazione del territorio.
PROMOSSO DA: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI)
GESTITO DA: MIDJ – Associazione Musicisti Italiani di Jazz
PREMESSA Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in collaborazione con MIDJ – Associazione Musicisti Italiani di Jazz, presenta la nuova edizione di “OltreConfine – Il Jazz Italiano nel Mondo”. Il programma è dedicato al sostegno dell’internazionalizzazione del jazz italiano contemporaneo e alla valorizzazione della musica come strumento di diplomazia culturale.
Dopo il successo dell’edizione 2025 – che ha sostenuto 26 progetti artistici in 22 Paesi, generando oltre 150 eventi tra concerti, workshop e attività formative – il programma si rinnova con l’obiettivo di consolidare e ampliare la presenza di musicisti e musiciste italiani nei circuiti internazionali.
Potranno essere finanziati fino a un massimo di 35 progetti, compatibilmente con le risorse effettivamente rese disponibili dal MAECI.
Gli obiettivi del programma:
Favorire la creazione di reti professionali e nuove collaborazioni all’estero.
Costruire relazioni durature con operatori culturali stranieri.
Valorizzare il jazz italiano contemporaneo nel mondo, anche attraverso la rete degli Istituti Italiani di Cultura.
Creare opportunità professionali concrete e durature, favorendo nuove tournée, collaborazioni internazionali e continuità lavorativa anche oltre la conclusione del programma.
MIDJ e il MAECI promuovono i principi di pari opportunità, valorizzazione della diversità e inclusione, riconoscendo il ruolo della cultura come strumento di dialogo e crescita. Il programma incoraggia la presentazione di progetti che contribuiscano concretamente a tali obiettivi, con particolare attenzione alla valorizzazione e al sostegno della partecipazione femminile nel settore jazz.
MIDJ, in quanto associazione di riferimento della comunità professionale del jazz italiano, cura la gestione operativa del programma, garantendo un intervento coerente con le reali esigenze del settore.
DESTINATARI E REQUISITI DI PARTECIPAZIONE
La presente call è rivolta a tutti i musicisti e alle musiciste jazz:
senza limiti di età a partire dai 18 anni
non necessariamente iscritti all’Associazione MIDJ
titolari di partita IVA e non
in qualità di solisti o in formazioni di ensemble
residenti in Italia o di nazionalità italiana*
*Nota: per gli ensemble il requisito è soddisfatto se la maggioranza assoluta dei membri (metà più uno) possiede la residenza o la nazionalità italiana. Nel caso specifico del duo, è sufficiente che almeno uno dei due componenti soddisfi tale criterio.
PROGETTI AMMISSIBILI
Tipologia di attività e composizione del progetto
OltreConfine sostiene progetti di concerti o tournée internazionali che prevedano l’esecuzione dal vivo di opere musicali in ambito jazz, realizzate da artiste e artisti di nazionalità italiana o residenti in Italia.
Non sono ammissibili ai fini della call concerti o tournée internazionali già finanziati e/o sostenuti da Fondazioni / Istituzioni / Centri culturali / Organizzazioni / Associazioni Pubblici/Pubbliche Italiani/Italiane e/o Enti della Pubblica Amministrazione Italiana (compresi Istituti Italiani di Cultura), o da programmi internazionali ed europei che coinvolgano le Istituzioni Italiane.
Le attività principali sono i concerti che dovranno rappresentare almeno i due terzi (2/3) delle attività complessive proposte.
Oltre ai concerti, sono ammesse attività complementari come workshop, masterclass, lezioni-concerto, lecture, che dovranno rappresentare al massimo un terzo (1/3) delle attività complessive proposte.
Limiti di candidatura
Ciascun progetto artistico può essere presentato da un solo soggetto proponente.
Ciascun artista (o artista capogruppo) può candidare un solo progetto in qualità di leader.
È consentito essere presenti come membri di un gruppo all’interno di un altro progetto, purché non si rivesta il ruolo di leader proponente in quella sede.
Termini temporali delle attività
Svolgimento delle attività: i progetti dovranno svolgersi nel periodo compreso tra il 1° giugno 2026 e il 31 maggio 2027.
Documentazione obbligatoria
Tutte le attività inserite nella candidatura dovranno essere obbligatoriamente comprovate mediante contratto, precontratto, lettera di invito o altro documento formale sottoscritto dall’ente ospitante (festival, club, associazione culturale, università, conservatorio, scuola di musica, promoter o altro soggetto organizzatore). Da tali documenti dovranno risultare chiaramente: la natura dell’attività, il luogo e le date di svolgimento.
Le candidature potranno essere presentate dall’11 agosto 2026 ed entro e non oltre le ore 23.59 del 30 settembre 2026. Faranno fede data e ora di invio.
Sono 17 i Comuni italiani che hanno ufficialmente manifestato il proprio interesse a candidarsi al titolo di “Capitale italiana della Cultura” per l’anno 2029 rispondendo all’avviso pubblicato dal Ministero della Cultura. Un primo passo che conferma la vitalità dei territori e la volontà diffusa di investire nella cultura come motore di sviluppo, coesione sociale e rigenerazione urbana.
Di seguito l’elenco delle città e delle Unioni di comuni che hanno presentato la manifestazione di interesse entro il termine fissato da bando al 1° luglio 2026:
1) Amantea (Cosenza) – Calabria
2) Bardolino (Verona) – Veneto
3) Bassano del Grappa (Vicenza) – Veneto
4) Campobasso – Molise
5) Cassino (Frosinone) – Lazio
6) Comunità montana di Valle Camonica (Brescia) – Lombardia
7) Consorzio Castelli Romani (Roma) – Lazio
8) Corigliano-Rossano (Cosenza) – Calabria
9) Cremona – Lombardia
10) Cutro (Crotone) – Calabria
11) Irsina (Matera) – Basilicata
12) Manduria (Taranto) – Puglia
13) Marcellinara (Catanzaro) – Calabria
14) Nova Siri (Matera) – Basilicata
15) Rosarno (Reggio Calabria) – Calabria
16) Tivoli (Roma) – Lazio
17) Unione Montana dei Monti Azzurri (Macerata) – Marche
Le candidature provengono da tutto il territorio nazionale e rappresentano un ampio spettro di realtà urbane, storiche e culturali: dalle città d’arte alle aree interne, dai borghi alle aggregazioni di Comuni.
Con questa prima fase si apre ufficialmente il percorso verso la designazione della “Capitale italiana della Cultura 2029”. I Comuni che hanno presentato manifestazione di interesse saranno ora chiamati a formalizzare la loro candidatura predisponendo, entro il 23 settembre 2026, un dossier di candidatura contenente il progetto culturale, le strategie di sviluppo territoriale, i soggetti coinvolti, il piano di sostenibilità economica e gli obiettivi attesi.
Successivamente, una Giuria di esperti nominata con decreto ministeriale, selezionerà la città vincitrice che sarà proclamata entro marzo del 2027.
Il titolo di “Capitale italiana della Cultura” ha lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e creativo delle città italiane e di promuovere politiche pubbliche innovative basate sulla cultura come leva di crescita, inclusione e attrattività.
Nel corso degli anni, numerose città hanno beneficiato di questa opportunità, avviando processi di trasformazione e sviluppo. Dopo le esperienze di Matera (2019 come Capitale Europea), Parma (2020-21), Procida (2022), Bergamo e Brescia (2023), Pesaro (2024) Agrigento (2025), L’Aquila (2026) e Pordenone (2027), il titolo per il 2028 è stato assegnato ad Ancona.
Il Comune di Pordenone ha pubblicato un bando nazionale da 400 mila euro destinato ad arricchire il programma di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.
L’iniziativa punta a portare in città nuovi progetti culturali per ampliare e qualificare ulteriormente l’offerta culturale per il 2027 coinvolgendo pubblici diversi e rafforzando l’attrattività di Pordenone anche oltre i confini regionali.
Il bando si rivolge alle organizzazioni culturali senza scopo di lucro con sede in tutta Italia e punta a selezionare progetti originali nei diversi ambiti della cultura: dal teatro alla musica, dalla danza alle arti visive, dalla letteratura al cinema fino ai linguaggi digitali.
Gli eventi dovranno svolgersi a Pordenone nel corso del 2027, essere coerenti con gli obiettivi del dossier di candidatura e arricchire il programma con proposte innovative.
Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 400 mila euro. Per ciascun progetto sarà possibile ottenere un contributo compreso tra 20 e 60 mila euro, fino a un massimo dell’80 per cento delle spese ammissibili.
Le domande potranno essere presentate esclusivamente online dal 5 agosto al 20 settembre 2026.
Ecco il programma della Festa della paesologia Aliano (Mt), dal pomeriggio del 19 agosto all’alba del 23 agosto
Nota d’avvio
Leggere, cantare, incontrare persone, sentire un paese che ti tiene senza che ci sia bisogno di parlarti. Ad Aliano accade questa cosa misteriosa che ti senti bene, la tua solitudine, la solitudine di tutti, viene occupata da presenze provvisorie, la tristezza viene presa da un moto espansivo, torna la confidenza, la letizia, è come licenziare l’attualità, lo sfinimento del nostro tempo. La luna e i calanchi non è da prendere per uno spettacolo, per una singola esibizione, si tratta di portare il proprio corpo nel luogo e il luogo entra con dolcezza nel tuo corpo. Aliano diventa una cerimonia dei sensi, un abbraccio, una stretta di mano.
Sant’Arcangelo, Piazza Lufrano ore 21.00 Alienate – Monologo a più voci Scritto e interpretato da Francesca Ritrovato
19 agosto
“Si viene ad Aliano per dare al mondo il meglio che abbiamo.”
17:30, Piazza San Luigi Cominciare ballando
18.30, Sotto Casa Levi Cerimonia d’avvio Franco Arminio e Luigi De Lorenzo, Achille e i solisti di Montemarano, Pino Gala, Rino Locantore, Caterina Pontrandolfo, Giuseppe Oliveto, Mario De Carlo, Isabella Monteduro
20:00, Casa della paesologia L’arte di smarrirsi Conversazioni con Erica Minazzi
21.00, Auditorium dei calanchi Teatro del popolo: La frase a cura di Teresa Lardino e i ragazzi di Aliano
22.30, Piazza Panevino Francesco Di Bella Acqua Santa tour
00.00, Piazza Panevino Ars Nova Napoli & Assurd duo
02:00, Auditorium dei calanchi Il Cinema Naturale di Gianni Celati raccontato da Paolo Muran “Strada provinciale delle anime”
Verso le 03:00, dove capita e se capita Dolce e chiara è la notte Letture e suoni verso l’alba
20 agosto
“Si viene ad Aliano senza lezioni da impartire, ma per cedere spazio alle fantasie.”
7.00 Camminate fotografiche a cura della Casa della paesologia
8.30 Parlamenti davanti al forno
9.30, Casa della paesologia La vita in versi Parlamenti sulla poesia di Giovanni Giudici a cura di Donato Salzarulo
10.30, Casa della paesologia Tre romanzi per capire Napoli “Scende giù per Toledo” (1975) di Giuseppe Patroni Griffi a cura di Andrea di Consoli
11.30, Auditorium dei calanchi Abitare l’orlo Il sacro dei margini e il ruolo dell’arte contemporanea Conversazione con Gian Maria Tosatti e Lucrezia Longobardi
12.30, Auditorium dei calanchi La Sicilia è un sentimento. Viaggio sul limite dello stretto Conversazione con Antonio Spadaro
15:00, Casa della paesologia Caffè con Paride e Lucia a cura di Paride Leporace e Lucia Serino
16:00, Casa della paesologia L’arte di smarrirsi conversazioni con Erica Minazzi
16:30, Auditorium dei calanchi Le forme della pasta Conversazione con Massimo Montanari
18:00, Auditorium dei calanchi Nietzsche e Marx si davano la mano Conversazione con Marcello Veneziani
19:00, Auditorium dei calanchi Lo sguardo lento Un film di Bruno Palma
19:00, Sotto Casa Levi Viento Canzoni e letture sottovoce di Canio Loguercio & Grazia Coppola
20:00, Piazza San Lugi Canti e balli da sposalizio a cura di Pino Gala e Tiziana Miniati
20:00, Sotto Casa Levi Call me Ishmael Concerto di Bruno Tomasello
21:30, Piazza Panevino Vita Meravigliosa omaggio a Patrizia Cavalli con Iaia Forte musica dal vivo di Diana Tejera
23:00, Anfiteatro dei calanchi Dente e Franco Arminio Non trascurate la gioia
01:00, Piazza Garibaldi Tonuccio Corona – A tutto folk con I quadrigliari caposelesi
01:00, Auditorium dei calanchi Il Cinema Naturale di Gianni Celati raccontato da Paolo Muran “Il mondo di Luigi Ghirri”
03:00 Matinata Canti di questua con Pino Gala e suonatori occasionali
Verso le 04:00, dove capita e se capita Dolce e chiara è la notte Letture e suoni verso l’alba
05:00 Alba nei calanchi Con La Cameriera di Poesia Claudia Fabris
21 agosto
“Si viene ad Aliano perché anche la tristezza sia radiosa.”
7.00 Camminate fotografiche a cura della Casa della paesologia
8.30 Parlamenti davanti al forno
9.30, Casa della paesologia La vita in versi Parlamenti sulla poesia di Giovanni Giudici a cura di Donato Salzarulo
10.30, Casa della paesologia Tre romanzi per capire Napoli “Malacqua” (1977) di Nicola Pugliese a cura di Andrea di Consoli
11.30, Auditorium dei calanchi Umanesimo estremo Conversazione con Roberto Mancini
12.30, Auditorium dei calanchi Bari-Napoli, il nuovo asse di sviluppo dell’Italia Conversazione con Gianfranco Viesti
15.00, Casa della paesologia L’arte di smarrirsi conversazioni con Erica Minazzi
16.30 LA PASSEGGIATA NEI CALANCHI Con Dente, Rocco Papaleo, Assurd, Caterina Pontrandolfo, Ulderico Pesce, Mani Naimi, Giuseppe Oliveto, Mario Incudine, Franco Arminio
20:30, Piazza San Lugi Canti e balli da sposalizio a cura di Pino Gala e Tiziana Miniati
21.30, Piazza Panevino Una storia da non raccontare: Pasolini di e con Ulderico Pesce
23.00, Anfiteatro dei calanchi Rocco Papaleo e Franco Arminio State con noi
01.00, Piazza Garibaldi Mario Incudine Canzoni scordate
02:00, Auditorium dei calanchi Il Cinema Naturale di Gianni Celati raccontato da Paolo Muran “Visioni di case che crollano”
Verso le 03:00, dove capita e se capita Dolce e chiara è la notte Letture verso l’alba
05:30, Sotto Casa Levi Luce. Alba a sud est con Serena Gatti e Raffaele Natale
22 agosto
“Si viene ad Aliano per essere nel mondo e fuori dal mondo, per disertare l’attualità, per essere nel passato e nel futuro.”
7.00 Camminate fotografiche a cura della Casa della paesologia
8.30 Parlamenti davanti al forno
10.00, Casa della paesologia La vita in versi Parlamenti sulla poesia di Giovanni Giudici a cura di Donato Salzarulo
11.00, Auditorium dei calanchi Andrea di Consoli racconta l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters
12.00, Auditorium dei calanchi Elogio del piccolo Conversazione con Domenico Cersosimo
15:00, Casa della paesologia Caffè con Paride e Lucia a cura di Paride Leporace e Lucia Serino
15:30, Auditorium dei calanchi Da Rodio ad Aliano, luoghi del Mediterraneo interiore Con Incipit e l’Associazione Fucina Rhodium
16:00, Auditorium dei calanchi Parlamenti comunitari dedicati a chi non c’è più a cura di Franco Arminio
17:00, Auditorium dei calanchi Prendere ai ricchi per dare ai poveri Conversazione con Riccardo Staglianò
18.00, Anfiteatro dei calanchi Mani Naimi
19:00, Auditorium dei calanchi Il Cinema Naturale di Gianni Celati raccontato da Paolo Muran “Diol Kadd. Vita, diari e riprese in un villaggio del Senegal”
19:00, Da Piazza San Luigi a Piazza Montano Rito collettivo di canto della tradizione orale a cura di Caterina Pontrandolfo
20:00, Sotto Casa Levi Dulcimer Tales Isabella Monteduro
20:00, Piazza San Lugi Canti e balli da sposalizio a cura di Pino Gala e Tiziana Miniati
20:30, Sotto Casa Levi Quante arie! Con Eduarda Iscaro, Claudio Romano e Giuseppe Sasso
22.00, Anfiteatro dei calanchi Fratelli Trabace
22.30, Anfiteatro dei calanchi Fin’ara luna Canzoni e versi con Franco Arminio e un amico speciale
01.00, Piazza Panevino Giulio Bianco, Giuseppe Anglano, Massimiliano De Marco, Rachele Andrioli
02:30, Piazza Panevino Rosapaeda sound
3.30, Cimitero di Aliano Suoni vivi per i morti a cura di Fabio Barovero Gli strilli degli angioli: Amelia Rosselli e Rocco Scotellaro con Ulderico Pesce Nell’ora profondissima e pura letture di Franco Arminio e Francesca Ritrovato
5.00, Anfiteatro dei calanchi Leuca Alba con Rachele Andrioli insieme a Giulia Piccinni – Voce, violino Adele Benlahouar – voce Elisabetta Selleri – voce Maddalena Serratì – voce Silvia Perfetto – voce Roberta Marra – voce
LABORATORI
Pino Gala La poesia del corpo in letizia: tarantelle, saltarelli e balli-gioco Laboratorio didattico
Caterina Pontrandolfo Canto in luogo
PRESENZE
Artisti nella fossa del bersagliere
Ivan Fantini Prendete quel che volete, mettete quel che potete
Andreas Zampella e Luca Mauceri Proiezioni sparse
Rino Locantore Il banditore della lietezza
Giuseppe Oliveto Suonatore spaiato
Michele Ciasullo Visite mediche a chi sta bene
Piazza Panevino, piazza della pace
Nicola Luongo Conversazioni coi vecchi
Franco Arminio Leggere Sinisgalli ogni tanto
Patrizia Santoro Leggere Alfonso Gatto
Un paese per la paesologia – Isola del Piano mostra fotografica a cura della Casa della Paesologia e della Scuola del libro
Emar Orante Ambaliscjme
Ilaria Ventura La necessità degli abbracci
Claudia Fabris La magia della parola
Grazia Coppola Cerchiamo altri paesologi
Paolo Covino e Giuseppe Formiglio Dentro le case di Aliano
Accademia di Permasofia La spirale del cuore
Maria Prisco Consigli sentimentali
Teresa Palermo Praticare il pilates
Olindo Marinelli Vi racconto cosa accade nelle campagne
Musicisti di passaggio
Storie di ragazzi che tornano nei paesi
Elena Rossi L’arte di stendere il telo al mare e altre cose inutili
Fotografie del carnevale in Lucania A cura di Scatto Lucano
Leandro Genovese Poste in versi
Andrea Di Consoli Discorsi sull’ansia a stomaco vuoto
Peppe Ferraro L’arca di Noè
Un passo nel bosco Giuseppe Coppola e Ginevra Desiderio
Ilaria Gandolfi Racconto per voci della comunità che ha chiuso il manicomio di Colorno
Adele Caputo Abitare le soglie
Lorenza Macchia Lo spopolamento cognitivo, i luoghi dove se ne vanno anche quelli che rimangono
Luisa Todisco La bottega del filosofo- I luoghi dell’abitare
Ottavia Gatti Buttarsi nell’enorme è il solo modo di guarire
Giovani poeti lucani
Ideazione e Direzione Artistica: Franco Arminio Tutti gli eventi della Festa della Paesologia sono gratuiti e ad accesso libero. Foto di Giuseppe Formiglio – La luna e i calanchi
Ospite dei Concerti d’estate di Villa Guariglia, 29esima edizione, l’associazione culturale vietrese “La Congrega Letteraria” invita all’anteprima “I racconti del diavolo” sulle tracce del gotico italiano dell’Ottocento, antologia a firma di Franco Mistrali riproposta dopo oltre 160 anni da D’Amico Editore.
L’appuntamento è per Sabato 1 agosto, alle ore 19:30, presso la villa comunale di Vietri sul Mare (SA). Sull’ameno spiazzo sottostante il teatro della villa, Antonio Davide, curatore della riedizione critica dei racconti, dialogherà con l’editore Vincenzo D’Amico e il pubblico; Simone De Luca leggerà brani selezionati. …In attesa di conferma l’apparizione dello spettro dell’autore Barone Franco Mistrali.
Dopo la presentazione, seguirà il talk-concerto “Storie di jazz salernitano, tra parole e swing. Larry Nocella: Qualunque cosa mi accada”, a cura di Carlo Pecoraro e Enzo Negro X-Group. Presentazione libro a ingresso libero e gratuito; concerto con biglietto a 8 €.
Ecco restituita ai lettori, dopo oltre centosessant’anni di oblio, l’antologia “I racconti del Diavolo”, dell’eclettico e discusso barone Franco Mistrali. Storie bizzarre, gotiche, romantiche, tra macabre visioni, fantasmi, delitti di sangue, amori impossibili, ispirate agli scritti di Poe e Hoffmann. Racconti in cui si manifesta la potenza evocatrice della penna di Mistrali, che raggiungerà il suo apice nel romanzo Il vampiro. Storia vera, uno dei migliori testi fantastici della letteratura italiana ottocentesca.