Prorogata fino al 25 luglio la mostra di Giuseppe Pirozzi “SE TI OFFRO DI SFOGLIARE LA MIA TERRA”, in corso presso la PIMAC – Pinacoteca d’Arte Contemporanea di Montoro.
La mostra, curata da Andrea B. Del Guercio e organizzata dall’Associazione culturale ‘ContemporaneaMente’ APS, con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, ha visto, per la prima volta in territorio irpino, una ricca esposizione antologica di sculture, bronzi e terrecotte ingobbiate del Maestro campano, grande protagonista di una scultura di ricerca che, coniugando la figurazione classica all’informale, ha maturato nel tempo una cifra stilistica personale, segnata da una intensa tensione poetica.
Dalla sua inaugurazione, il 7 marzo scorso, la mostra ha visto un inatteso flusso di visitatori provenienti dall’intero territorio campano, oltre ad aver incontrato il vivo interesse delle scolaresche, guidate da Gerardo Fiore (presidente dell’Associazione culturale ‘ContemporaneaMente’), e da Eliana Petrizzi (Direttore artistico PIMAC).
Scrive Andrea B. Del Guercio: “Evitando le trasparenze e le raffinatezze proprie di un utilizzo degli ossidi, Pirozzi ci fornisce intatta tutta la consistenza della propria scultura, e con essa il valore di testimonianza del suo pensiero visivo. La modalità di gestione del colore fornisce tangibilità alle superfici ed ai frammenti che vi si inscrivono, produce concretezza arcaica al corpo plastico, determina l’indipendenza della lettera attraverso la ‘sottolineatura’ espressionista, si incunea tra gli spessori e mette in evidenza grumi ‘dimenticati’ di materia, opera a tratti la stessa cancellazione, pur permettendo l’affiorare della natura ancestrale della stessa terra su cui tutto si distribuisce e si trascrive.”
La mostra è stata visitata dagli allievi dell’Istituto ‘F. Galiani’ di Montoro lo scorso 21 aprile, nell’ambito del progetto ‘School Movie’, mentre il prossimo 9 maggio, saranno gli allievi del Liceo Artistico ‘Paolo Anania’ di Avellino, nell’ambito del progetto “I Tesori Nascosti della Campania”2025/2026, ad accogliere e guidare i visitatori alla mostra del Maestro Campano, e dell’intera Pinacoteca.
Previsti inoltre numerosi incontri con gruppi organizzati di visitatori, in un afflusso di pubblico che si prevede elevato soprattutto nel mese di luglio, in concomitanza delle quattro serate che animeranno la seconda stagione di ‘Estate in Pinacoteca’, con spettacoli di musica e teatro che prevedono, tra gli altri, uno spettacolo dell’attore partenopeo Peppe Lanzetta ed un monologo dell’antropologo Paolo Apolito. Pinacoteca d’Arte Contemporanea Città di Montoro – AV
Giuseppe Pirozzi – SE TI OFFRO DI SFOGLIARE LA MIA TERRA
7 marzo > 25 aprile 2026
PIMAC – Pinacoteca d’Arte Contemporanea di Montoro (AV)
A cura di Andrea B. Del Guercio
Direzione organizzativa: Gerardo Fiore
In collaborazione con: Associazione culturale ‘Contemporaneamente’ APS, MONTOROCONTEMPORANEA.
Con il Patrocinio del Comune di Montoro (AV)
Inaugurazione: sabato 7 marzo, ore 18.30
Saluti Istituzionali:
Salvatore CARRATÙ, Sindaco Città di Montoro
Andrea B. DEL GUERCIO, curatore
Eliana PETRIZZI, Direttore artistico PIMAC
Gerardo FIORE, Presidente Associazione culturale ‘Contemporaneamente APS’
Giuseppe PIROZZI, artista
Inaugura sabato 7 marzo alle ore 18.30 ‘SE TI OFFRO DI SFOGLIARE LA MIA TERRA’, la personale di scultura di Giuseppe Pirozzi, visitabile fino al 25 aprile presso la PIMAC – Pinacoteca d’Arte Contemporanea (Via Maggiore Vincenzo Citro, San Bartolomeo di Montoro (AV))
In mostra per la prima volta in territorio irpino, una ricca esposizione di sculture, bronzi e terrecotte policrome del Maestro campano, grande protagonista di una scultura di ricerca, che coniuga la figurazione classica all’informale, in una cifra stilistica propria di grande bellezza.
La mostra sarà visitabile fino al 25 aprile
Giorni e orari apertura:
-dal lunedì al venerdì: 9,00 /12,00 – 15/19
-sabato: 17,00 /19,00
Per info: 389 1629853
Pinacoteca d’Arte Contemporanea Città di Montoro – AV

Scrive Andrea B. Del Guercio:
‘Al momento in cui Pirozzi decide di ‘scrivere’ un libro di terra, testimonianza operativa di tutto un vissuto dentro la storia della sua nobile terra di grandi culture, e poi permette a noi di ‘sfogliare’ le sue ‘pagine di scultura dipinta’, prende corpo la necessità di fornirsi di un piano di appoggio, di un tavolo basso/la struttura di un letto, con valore di espositore dilatato, al cui interno lo sguardo si possa immergere, soffermarsi su quei particolari sempre diversi che contrassegnano a sbalzo la fisicità instabile dei piani, mentre il Nero, frutto tangibile di una carbonizzazione della materia, riquadra le fisiche variabili policrome dei Bianchi e degli Aranci, degli Azzurri e dei Blu.
L’osservazione perde le comodità della stabilità, obbligata a circumnavigare lo sviluppo quadrilatero dell’opera installata, seguendo – dal sepolcro all’altare – ciò che è proprio della scultura monumentale, lungo la sua antica storia. È su questa linea storica che si inserisce e si pone la dimensione progettuale di “Respiro”, esemplarmente sottolinea dall’incidenza di una ‘catasta’ centrale, frutto emozionalmente trasgressivo di una orchestrata stratificazione, malferma archiviazione di tante ‘pagine di terra ’: ‘confidenziale’ testimonianza di una maturità espressiva che ha beneficiato, senza autoreferenzialità e priva di retorica, della trasmissione del mestiere dell’arte: “Ce qui sépare l’art contemporain de l’art au sens historique du terme est que ce dernier relève d’une économie du don et non pas d’une économie spculative et marchand”.(Francois Dérivery) Azzurri e dei Blu.
Evitando le trasparenze e le raffinatezze proprie di un utilizzo degli ossidi, Pirozzi ci fornisce intatta tutta la consistenza della propria scultura, e con essa il valore di testimonianza del suo pensiero visivo. La modalità di gestione del colore fornisce tangibilità alle superfici ed ai frammenti che vi si inscrivono, produce concretezza arcaica al corpo plastico, determina l’indipendenza della lettera attraverso la ‘sottolineatura’ espressionista, si incunea tra gli spessori e mette in evidenza grumi ‘dimenticati’ di materia, opera a tratti la stessa cancellazione, pur permettendo l’affiorare della natura ancestrale della stessa terra su cui tutto si distribuisce e si trascrive.’
































