
“Il linguaggio della Dea” (1989), pietra miliare dell’archeomitologia, ha rivoluzionato le prospettive sulle origini della nostra cultura. L’autrice è riuscita a ricostruire la civiltà arcaica dell’Europa Antica e a riportare alla luce la presenza centrale del femminile nella storia. I suoi studi spaziano dal neolitico all’età del bronzo. A sostegno delle sue tesi, esamina i reperti, in parte già noti e in parte da lei stessa dissepolti durante i suoi scavi nel bacino del Danubio e nel nord della Grecia, che comprendono un vastissimo repertorio di oltre 2000 manufatti, tutti riprodotti nel volume, mostrando i nessi dimenticati tra il mondo materiale e quello dei miti di una cultura raffinata, la cui genesi è alle radici del patrimonio culturale dell’Occidente. https://www.ibs.it/
Il linguaggio della Dea Marija Gimbutas
Editore: Venexia
Collana: Civette di Venexia
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 1 gennaio 2008
Pagine: 390 p., ill. , Brossura
EAN: 9788887944624
Marija Gimbutas è nata a Vilnius in Lituania da genitori medici che nel 1918 avevano aperto il primo ospedale pubblico lituano; entrambi erano molto attivi per la difesa del patrimonio culturale, cosa che influenzò Marija sin dalla più tenera età. Gimbutas studiò archeologia, folklore, arte popolare e antiche religioni baltiche all’Università di Vilnius. Dopo mille peripezie riuscì a fuggire dalla Lituania durante l’invasione tedesca (come amava dire lei “in una mano mia figlia e nell’altra la tesi”) e riprese gli studi presso l’università di Tubinga, dove si laureò nel 1946 in Archeologia a indirizzo preistorico ed etnologico.
Nel 1949 si trasferì negli Stati Uniti con il marito ingegnere e le due figlie, e nel 1950 l’Università di Harvard le conferì l’incarico di scrivere un libro sulla Preistoria dell’Europa Orientale, che uscì nel 1956, e la nominò membro permanente della biblioteca e del museo Peabody. Nel 1963 si separò e si trasferì con le figlie in California, dove divenne docente di Archeologia Europea all’Università di Los Angeles, e curatrice della sezione di archeologia riservata al mondo antico presso il Cultural History Museum della stessa università. È autrice di oltre venti opere, tra cui I Baltici (Il Saggiatore, 1967), Goddesses and Gods of Old Europe, The Civilization of the Goddess, Le dee viventi (Medusa, 2005)e di più di duecento pubblicazioni su argomenti che spaziano dalla preistoria e mitologia dell’Est europeo alle origini degli Indoeuropei.
“Il Linguaggio della Dea” (Venexia, 2008) è forse il libro più noto della grande archeologa. Pubblicato per la prima volta nel 1989 negli Stati Uniti, è subito diventato una pietra miliare dell’archeomitologia e ha operato una rivoluzione radicale di prospettiva sulle origini della cultura europea.

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