Zhang Ailing: Lussuria. Traduzione Maria Gottardo e Monica Morzenti.

Nessuno scrittore ha mai usato la lingua cinese con tanta crudeltà come Zhang Ailing, e nessun racconto è bello e crudele come Lussuria.
Ang Lee

Lussuria - Ailing Zhang - copertina
Lussuria
Zhang Ailing
Traduttore: M. GottardoM. Morzenti
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: Scrittori contemporanei
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 171 p., Brossura
EAN: 9788817018753

Nella Shanghai degli anni Quaranta, fascinosa e cupa, amore e spionaggio si mescolano in un’alchimia fatale. Una studentessa diventa l’amante di un funzionario del governo nazionalista durante l’invasione giapponese. Nel tempo circoscritto in cui la moglie di lui gioca con le amiche una partita di majiang, la ragazza attira l’amante in una gioielleria dove è stato preparato l’attentato che deve ucciderlo. Lui vuole regalarle un anello, lei attraversa tutte le fasi del dubbio, dell’indecisione, del rimorso.
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Lussuria, da cui nel 2007 Ang Lee, autore di una breve prefazione al testo, ha tratto l’omonimo film, Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia, è in tal senso un classico: Jiazhi è una giovane attrice a cui viene chiesto di sedurre un funzionario collaborazionista per indurlo a cadere in una trappola mortale. La donna però si innamora sul serio, con conseguenze tragiche. I fiori di Yin Baoyan, pur se il meno riuscito del lotto, conserva una freschezza rinfrancante nel raccontare la relazione impossibile tra una studentessa e il suo professore, sposato e con figli. Infine Quanto odio getta uno sguardo lucido e cinico al tradimento e alle bassezze umane: Jiayin incontra Zongyu al cinematografo, ma rifiuta il suo corteggiamento. In cerca di lavoro, accetta di fare da insegnante privata alla piccola Xiaoman, ignara che il padre sia proprio Zongyu. Ne nasce una irrefrenabile relazione extraconiugale resa ancora più cupa dall’intrusione del padre perdigiorno di Jiayin, deciso loscamente a trarre tutti i possibili frutti dalla situazione.

Scritti tra il 1979 e il 1983, e qui tradotti dal cinese da Maria Gottardo e Monica Morzenti, i tre racconti, ambientati negli anni ’40, sono lo specchio nudo di un’epoca tormentata, decadente, inquieta. Zhang Ailing (1920-1995), insolita figura di donna indipendente, colta, consapevole di sé, è rimasta un modello insuperato di gusto e convinzione, ancora oggi amata e ricordata come una delle scrittrici più raffinate di tutta la letteratura cinese.

Lussuria – Seduzione e tradimento è un film del 2007 diretto da Ang Lee, tratto dall’omonimo romanzo di Zhang Ailing.

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Il tempo dei gitani. Regia: Emir Kusturica

Il tempo dei gitani è un film del 1988 diretto da Emir Kusturica.

Perhan, giovane gitano, si trova nelle mani di un branco di malviventi che trafficano con gli esseri umani nella Jugoslavia precedente alla dissoluzione della repubblica titoista. I protagonisti finiranno nell’ambiente della microcriminalità milanese.

Il visionario regista, spesso paragonato a Truffaut e Fellini, sfrutta umorismo surreale e amaro per dipingere lo spaccato di vita di un villaggio gitano che si snoda tra personaggi pittoreschi a due e quattro zampe: furfanti, vecchie maghe, papere, nani e giovani alla ricerca di una sposa.

Un romanzo di deformazione a parabola discendente che divide il film a metà: una prima parte colorata da voli pindarici e una seconda parte amara e maledettamente attuale, visibile ogni giorno agli angoli delle strade delle grandi città.

Kusturica voleva originariamente realizzare un film sui Doukhobors, una minoranza russa che vive in Canada, ma ha cambiato idea dopo aver letto su un quotidiano che una famiglia di rom aveva venduto un neonato in Italia. Per sviluppare la storia il regista visitò per due mesi la comunità rom di Skopje (dove poi girò la prima parte del film) informandosi sulla cultura gitana e facendosi raccontare storie che poi utilizzò per scrivere la sceneggiatura. Durante questi sopralluoghi vennero anche selezionati 120 zingari tra i quali alcuni vennero scelti per interpretare ruoli importanti nel film. In particolare la nonna del protagonista, Baba, lo zio Merdzan e il vicino Zabit. Il protagonista Perhan invece è interpretato da un giovane Davor Dujmović, che aveva già lavorato con Kusturica in Papà è in viaggio d’affari. Il film è stato recitato in lingua romaní ed in serbocroato. Alcune scene del film sono un omaggio al film del regista jugoslavo Aleksandar Petrovic “Ho incontrato anche zingari felici” (menzionato anche dal cantante Claudio Lolli nel 1976 in “Ho visto anche degli zingari felici”).

Titolo originale: Дом за вешање (Dom za Vesanje)
Paese: Inghilterra/Italia/Jugoslavia
Anno: 1988
Durata: 142 min
Genere: drammatico
Regia: Emir Kusturica
Soggetto: Emir Kusturica
Sceneggiatura: Emir Kusturica, Gordan Mihic
Produttore: Mirza Pasic, Harry Saltzman
Casa di produzione: Forum Sarajevo
Distribuzione: (Italia)Columbia Pictures
Fotografia: Vilko Filac
Montaggio: Andrija Zafranovic
Musiche: Goran Bregović
Scenografia: Miljen Kreka Kljakovic
Costumi: Mirjana: Ostojic