The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo, film del 2004 diretto da Roland Emmerich.

«A tempesta finita, saremo in una nuova era glaciale»

(Jack)

The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo (The Day After Tomorrow) è un film del 2004 diretto da Roland Emmerich. È una storia di fantascienza apocalittica del filone catastrofico sceneggiata dallo stesso Emmerich.

Il film è uscito in Italia il 28 maggio 2004.[1][2] Rivelatosi un successo commerciale, il film divenne il sesto maggior incasso del 2004, ma ricevette un’accoglienza mista, con lodi al reparto effetti speciali e critiche alle numerose inaccuratezze scientifiche.

La visione apocalittica del regista Roland Emmerich sul conflitto tra natura e uomo pone al centro del film l’importanza della conservazione dell’ambiente naturale, ma, mentre nella realtà il pericolo temuto è un surriscaldamento dell’atmosfera, nel film, al contrario, si prospetta un’imminente nuova era glaciale

Durante una campagna di ricerche sulla composizione degli strati di ghiaccio antartici, in stretta relazione con l’osservazione dei cambiamenti climatici, il paleoclimatologo Jack Hall, assieme ai suoi colleghi Frank Harris e Jason Evans, assiste al distacco di una porzione di banchisa dall’Antartide, pari alla superficie del Rhode Island. Alla conferenza delle Nazioni Unite sul surriscaldamento globale tenutosi a Nuova Delhi in India, esponendo i suoi dati, illustrerà le imminenti condizioni che ritiene rendano possibile l’avvento di una glaciazione, anche se non sa quando potrebbe avvenire. Presentando la relazione dei suoi studi, si scontra con il vicepresidente degli Stati Uniti, che non crede a queste previsioni catastrofiche, affermando che l’economia non è abbastanza florida per indirizzare la politica di governo sul cambiamento climatico. Un altro studioso del clima, lo scozzese Terry Rapson, prende per vere le conclusioni di Hall e inizia una collaborazione col professore statunitense.

Jack ha anche una vita privata tormentata, divisa tra lo studio, le esplorazioni e la famiglia. È sposato con una chirurga, la dott.ssa Lucy Hall, ed ha un figlio, Sam, che sente molto la mancanza della figura paterna.

Sam partecipa ai campionati di cultura tra scuole che si tengono negli Stati Uniti, e parte per New York da Washington dove abita, assieme a due compagni di studio, Laura Chapman (della quale è segretamente innamorato) e Brian Parks. L’aeroplano durante il volo entra in una turbolenza dovuta ad un eccezionale temporale, rischiando di precipitare.

Nel mondo incominciano a verificarsi strani eventi atmosferici; il professor Rapson, dal suo centro di studi in Scozia, verifica un preoccupante calo di 13 °C della temperatura oceanica. Messosi in contatto col collega Hall, lo informa dei dati in suo possesso. Sviluppando questi ultimi col suo metodo di calcolo, Jack stabilisce che è imminente una nuova glaciazione, in tempi brevissimi. Incontrando nuovamente il vicepresidente degli Stati Uniti, Jack presenta i suoi dati; ancora una volta non creduto, viene tacciato di sensazionalismo.

A New York intanto piogge torrenziali devastano la città, e un immane maremoto allaga Manhattan. Sam ed i suoi amici, in compagnia di un ragazzo conosciuto al torneo di cultura, J.D., si rifugiano nella Biblioteca Pubblica di New York. Laura nel tentativo riuscito di salvare una madre con la figlia in pericolo si ferisce ad una gamba. Sam riesce a mettersi brevemente in contatto col padre, che gli raccomanda di restare a tutti i costi in un rifugio.

Nel mondo intanto gli eventi atmosferici degenerano, fino a che Los Angeles viene distrutta da una serie di tornado. In Scozia, nel frattempo, una formazione di elicotteri da trasporto militari si addentra nell’occhio di un ciclone anomalo. Si tratta di una tempesta che trasporta rapidamente aria fredda, direttamente da strati alti dell’atmosfera, e al cui interno si raggiunge la temperatura di -101 °C (-150 °F), sufficiente a congelare il carburante dei velivoli, che si schiantano rovinosamente al suolo, con la successiva morte dell’equipaggio per congelamento istantaneo. Sapendo che il record nel mondo è di -93,2 °C. Rapson avvisa immediatamente Hall e la conclusione è che tre di questi cicloni (gli altri su Canada e Siberia) si stanno indirizzando nell’area a nord dell’equatore. È l’avvento di una nuova glaciazione.

Riconoscimenti

#LoSCAFFALEdelCONOSCERE: Ritratto di signora – dipinto a olio su tela di Gustav Klimt 

Il Ritratto di signora è un dipinto a olio su tela di Gustav Klimt realizzato tra il 1916 e il 1917 e custodito all’interno del museo Galleria d’arte moderna Ricci Oddi di Piacenza.

Acquisito dal collezionista Giuseppe Ricci Oddi nel 1925 da Luigi Scopinich, un’analisi a raggi X effettuata nel 1996 per intuizione della maturanda Claudia Maga rivelò che il ritratto era una versione ridipinta di un lavoro perduto di Klimt, scomparso nel 1917. Il ritratto originale mostrava una donna con un cappello, Ritratto di ragazza. Quest’ultimo venne esposto nel 1912 a Dresda, ed era stato rappresentato solamente nell’illustrazione pubblicata sulla rivista Velhagen & Klasings Monatshefte (XXXII-XXXIII. 1917-18, p. 32).

Il dipinto è stato ufficialmente smarrito il 22 febbraio 1997  poco prima di una mostra speciale in galleria, durante i lavori di ristrutturazione dell’edificio. Il furto avvenne qualche giorno prima e la sua cornice fu lasciata sui tetti dell’edificio.

Nell’aprile 1997, la polizia scoprì un falso del quadro a Ventimiglia, in un pacchetto indirizzato all’ex Presidente del Consiglio dei ministri italiano Bettino Craxi che era a Hammamet, in Tunisia.[5] Il caso venne riaperto nel 2014.

Nel dicembre 2019, 23 anni dopo il furto, una borsa contenente il dipinto è stata recuperata da un incavo in una parete esterna della galleria da dei giardinieri che stavano eseguendo dei lavori di pulizia.[7] A metà gennaio 2020 il dipinto è stato autenticato,[8] e verrà esposto dal 28 novembre 2020 presso la Galleria di arte moderna Ricci Oddi di Piacenza.

More than 17 years since it was stolen from a gallery in northern Italy, Gustav Klimt’s Portrait of a Woman is reportedly once again the subject of a police investigation after technological advances allowed for the case to be reopened.

Lettera di Gustav Klimt a Emilie Flöge, 18 novembre 1895. Inchiostro di china nero su carta, 3 fogli di carta da lettera (piegati): 17,6 x 22,6 cm (2 fogli), 17,6 x 11,2 cm (1 foglio) Busta: 9,2 x 12 cm, timbro postale: Praga 18.11.95, Vienna 19.11.95. Collezione privata © Alfred Weidinge

The oil painting, believed to date from 1916-1917, was stolen from the Ricci-Oddi gallery in Piacenza in February 1997 and disappeared without a trace. Gustav Klimt theft case reopens in Italy 17 years onGustav Klimt theft case reopens in Italy 17 years on

Ma chi è la donna ritratta in due momenti diversi da Klimt? Perché l’artista avrebbe cancellato il primo ritratto per realizzarne un altro sopra? Da chi è stato rubato il quadro, chi è stato ad averlo restituito e perché? “Da piacentino – spiega l’autore – e da persona che lavora in Ricci Oddi come assistente del compianto direttore Stefano Fugazza, il furto di questo Klimt è stato un vero un trauma storico. Un pezzo di storia della città è sparito per molti anni, distendendo una cappa di silenzio. Dietro questo lavoro si cela poi il mio rapporto di grande amicizia con Stefano Fugazza, uomo e storico dell’arte formidabile, la cui carriera è stata molto segnata da quell’episodio. Il fatto che il quadro fosse stato ritrovato alla vigilia della mostra che avevo curato per celebrare Fugazza, a dieci anni dalla scomparsa, in un dicembre reso incantato da una rara nevicata che ha imbiancato Piacenza, mi è sembrato un messaggio straordinario, fortemente narrativo. Così ho dato inizio alla mia storia”.“Da piacentino – spiega l’autore – e da persona che lavora in Ricci Oddi come assistente del compianto direttore Stefano Fugazza, il furto di questo Klimt è stato un vero un trauma storico. Un pezzo di storia della città è sparito per molti anni, distendendo una cappa di silenzio. Dietro questo lavoro si cela poi il mio rapporto di grande amicizia con Stefano Fugazza, uomo e storico dell’arte formidabile, la cui carriera è stata molto segnata da quell’episodio. Il fatto che il quadro fosse stato ritrovato alla vigilia della mostra che avevo curato per celebrare Fugazza, a dieci anni dalla scomparsa, in un dicembre reso incantato da una rara nevicata che ha imbiancato Piacenza, mi è sembrato un messaggio straordinario, fortemente narrativo. Così ho dato inizio alla mia storia”.

Klimt, Riam Munk e il doppio ritratto
“Uno dei problemi che più gravano su Klimt è che è stato un artista che ha scritto poco o niente. La poca corrispondenza che abbiamo riguarda sempre cose molto concrete che il pittore doveva fare o comunicare. Questo ripensamento, questa opera doppia resta un mistero. Non abbiamo appunti di lavoro. Tuttavia nell’ultima fase della sua produzione, esiste un soggetto funebre ripetuto, l’ebrea Ria Munk, morta giovane e della quale la madre chiese a Klimt un ritratto. Lui la rifece tre volte cercando una certa perfezione nell’esecuzione. Mi è sembrato che questo potesse essere il percorso di interpretazione anche per il Ritratto di signora, una sorta di celebrazione post mortem. Da lì si è generata tutta la storia romanzesca, ma strettamente intessuta sui dati storici”. http://www.arte.it

Gustav Klimt © Archiv des Belvedere, Wien, Nachlass Ankwicz-Kleehoven

Il doppio ritratto
“Se il doppio ritratto non esistesse non esisterebbe nemmeno il resto. Tutto quello che rimane è un ritratto ed è doppio. Mi ritrovai a pensare che se la nostra era una famiglia di madri che morivano dando alla luce i propri figli, il Ritratto di Klimt era la chiave di tutto” scrive Dadati.
Ogni personaggio talvolta, ignaro di cosa sia e di dove stia andando, un po’ come il doppio ritratto di Klimt, si muove su un terreno di sabbia come in un precario equilibrio dominato dal tema del doppio. Tutte le vite, che prendono forma su un palcoscenico quasi teatrale, diventano così metafora dell’opera, mentre quello che emerge è un senso di grande incertezza, che accomuna le figure di queste pagine all’opera di Klimt.

#LoSCAFFALEdelCONOSCERE #ascoltando

Opere uniche di Tonino Dal Re

Tonino Dal Re nacque l’otto dicembre del 1924 da una famiglia contadina alla periferia di Imola. Fin da bambino dimostrò un carattere estroverso, molto irrequieto, sempre alla ricerca del nuovo, con una spiccata predisposizione per il disegno e la manualità. Ancora oggi, il figlio del suo maestro elementare, conserva gelosamente un quadro che Tonino fece all’età di 10 anni e che regalò al maestro. Adolescente, conobbe il poeta Luigi Orsini che lo stimolò a valorizzare la sua vena artistica e gli fece conoscere i pittori imolesi Anacleto Margotti ed il Conte Tommaso Dalla Volpe.

ciclisti

L’assidua frequentazione di questi pittori contribuì alla sua formazione artistica, soprattutto quella con Tommaso Dalla Volpe, con il quale rimase un legame affettivo molto forte, fino alla sua scomparsa negli anni ’60. Tonino Dal Re aveva ormai fatto la sua scelta artistica ed iniziò a dipingere producendo molte opere, raffiguranti paesaggi e momenti caratteristici della sua Romagna. Negli anni ’50 ebbe l’opportunità di affrescare una chiesa, cosa che aveva desiderato fin da bambino. Affrescò in seguito molte chiese, residenze private e teatri. Nel corso degli anni la sua pittura si è molto evoluta nella continua ricerca della narrativa del movimento e del nuovo. Molte le correnti e le tecniche a cui si è dedicato. Dal figurativo, caratterizzato da paesaggi, fiori, ricordi agresti della sua Romagna, ciclisti, pretini e ritratti ha poi spaziato in argomenti più complessi e ricercati: partendo dal surreale fantastico passando al surreale simbolico approdando infine al fantastico visionario.
Dal figurativo, caratterizzato da paesaggi, fiori, ricordi agresti della sua Romagna, ciclisti, pretini e ritratti ha poi spaziato in argomenti più complessi e ricercati: partendo dal surreale fantastico passando al surreale simbolico approdando infine al fantastico visionario.

Si è inoltre cimentato nel disegno, nell’acquerello e nelle incisioni. Seppur in minima parte si è dilettato nella tecnica della creta creando svariate statuette. Tonino Dal Re vanta una carriera artistica di ben 75 anni; dal primo quadro fatto a 10 anni all’ultimo quadro da lui dipinto un mese prima della morte a 85 anni

quattro rose

Quando parlava della sua morte, Tonino immaginava sempre che arrivasse all’improvviso, costringendolo a lasciare incompiuto il quadro a cui stava lavorando in quel momento. Negli ultimi tempi, ancora lucidissimo, non era più in grado di accudirsi da solo e dipendeva totalmente dagli altri. Una situazione per lui estremamente umiliante ed insostenibile. Quando si è stancato di vivere in quelle condizioni, ha voluto chiudere in bellezza programmando la sua fine come aveva sempre programmato la sua vita.

Un mese prima della morte aveva iniziato un quadretto raffigurante una scena di pretini che però mise da parte perché l’incontro inaspettato con una nuova modella gli aveva infuso energia, stimolandolo a dipingere il quadro che ha intitolato. La poltrona rossa In esso ha racchiuso un insieme di sensazioni profonde e la carica erotica che ha caratterizzato tutta la sua produzione artistica e la sua vita. Non c’è volgarità, è un omaggio alla donna e alla sua sensualità. Si è identificato nella poltrona rossa che sorregge la donna con espressione allegra e compiaciuta, quasi a dire: “Ho vissuto a lungo e bene” e così ha salutato la vita. Ha poi rimesso sul cavalletto il quadretto dei pretini ma, volutamente, non lo ha completato posando definitivamente i pennelli. Aveva deciso che quella sarebbe stata l’opera incompiuta. Opere uniche di Tonino Dal Re.

premio della montagna

Mostra Floreale FIORI IMMAGINI PAROLE – Villa Comunale Napoli 16 e 17 Settembre 2021

La Mostra Floreale FIORI IMMAGINI PAROLE organizzata dall’EDFA di NAPOLI presso la Casina Pompeiana della Villa Comunale nei giorni 16 e 17 Settembre 2021 ha confermato la qualità del progetto realizzato con passione dalle decoratrici napoletane coordinate dalla loro Insegnante Gioia Fontanelli.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione

Premio Poerio Imbriani. Museo di San Martino – Napoli, 16 settembre 2021 

Nel pomeriggio di giovedì 16 settembre, a Napoli, nel suggestivo Museo di San Martino, nella ricorrenza del 160° Anniversario dell’Unità d’Italia e del 20° Anniversario della fondazione dell’Associazione Culturale Alessandro Poerio, si è svolta l’ottava edizione del Premio Poerio Imbriani. 

Il prestigioso Premio – una pregiata litografia (numerata e autografata) dell’opera dell’artista Anna Poerio intitolata “I Poerio, Taverna e Mattia Preti” – è stato conferito a:

  • Prof. Steve Soper (University of Georgia, Department of History), storico dell’Italia moderna, autore di saggi sui prigionieri politici del Regno delle Due Sicilie;
  • Prof. Pierre-Marie Delpu (Madrid Institute for Advanced Study), autore di saggi sul Risorgimento italiano e su Carlo Poerio;
  • Dott. Nino Daniele, già Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Presidente dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità in Campania. 
  • Menzione Speciale a Morena Cecere, Segretario del Comitato Provinciale di Benevento dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e Assessore alla Cultura del Comune di Montesarchio.
  • Sono intervenuti:
  • Marta Ragozzino (Direttore Regionale Musei Campania); 
  • Francesco Delizia (Direttore Certosa e Museo di San Martino); 
  • Renata De Lorenzo (Presidente Società Napoletana di Storia Patria); 
  • Nicola Terracciano (Presidente Comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento); 
  • Anna Poerio Riverso (Presidente Associazione Culturale Alessandro Poerio).

Nel corso della cerimonia di premiazione è stato presentato il libro Carlo Poerio e William Gladstone. Le due lettere al Conte di Aberdeen sui processi politici del governo napoletano. I documenti dell’Archivio di Stato di Napoli (a cura di Anna Poerio Riverso, con una introduzione di Renata De Lorenzo, Rubbettino Editore 2020). 

Il Direttore del Museo ha poi accompagnato i presenti nella visita alla Sezione Immagini e Memorie presentando il riallestimento delle sale dedicate al Risorgimento. L’evento, patrocinato dalla Regione Campania, dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e dei Comuni di Napoli, Pomigliano d’Arco, Montesarchio (BN), Taverna (CZ) e Roccapiemonte (SA) ed organizzato dall’Associazione Culturale Alessandro Poerio in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania e il Museo Nazionale di San Martino, è stato promosso dalla Società Napoletana di Storia Patria, dal Comitato Provinciale di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, dall’Associazione Amici degli Archivi onlus, dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali, dal Museo Civico di Taverna, dalla Fondazione Giuseppe Garibaldi, dal Centro Studi Storici di Mestre e dal Lions Club Essere e Tempo.


Fino al 26 settembre sarà visitabile nell’Area Bookshop del Museo la Mostra I Poerio. Storia e Poesia.

Il dipinto “I Poerio, Taverna e Mattia Preti”, olio su tela cm. 80×120, sarà donato al Museo Civico di Taverna e una riproduzione in ceramica sarà collocata nella Piazza Poerio a Taverna.

NAPOLI – Pan, Palazzo delle Arti, la mostra “Antivirus” – i quadri dell’artista italo-berlinese Mariella Ridda, 3 | 16 settembre 2021

Dal 3 al 16 settembre 2021, presso il Pan, in via dei Mille 60, Napoli, l’associazione culturale premio Elsa Morante – onlus, in collaborazione con L’assessorato all’istruzione, cultura e turismo di Napoli e il Palazzo delle Arti, ha organizzato la mostra “Antivirus” che raccoglie opere, in particolare i celebri “abbracci”, della pittrice d’origine italiana e che vive a Berlino da trent’anni, Mariella Ridda. Si tratta di un’artista che espone, oltre che in Italia, a Berlino, Francia, Austria, Tokyo. La mostra è a cura di Tiuna Notarbartolo. 
Circa 40 tele di grandi e medie dimensioni che, con colori vitali, ipnotici, dirompenti, rappresentano un tema originale e caratteristico, coinvolgente e caldo che, fino a due anni fa, poteva apparirci scontato: quello degli abbracci. Abbracci che la pittrice ritrae da circa un decennio. E che, visto le contingenze del nostro tempo, la Notarbartolo, come curatrice, ha raccolto in una esposizione che ha titolato “Antivirus” e che comprende anche le modernissime “grida” della Ridda, le splendide tele marine e gli abbaglianti vulcani.

Attraverso questa mostra d’arte, che è una precisa scelta culturale della Onlus intitolata ad Elsa Morante, si è voluto, identificando un titolo, “Antivirus” appunto, raccontare anche a futura memoria, di quel momento incomprensibile e soffocante in cui gli abbracci furono vietati. Vietati come le cose più pericolose, o le più salvifiche. Obblighi e divieti, fanno sempre riflettere sul senso profondo delle cose, sul posto meno evidente dove si annida la verità. E la verità, per noi, è che un abbraccio fa certamente bene alla salute. Forse è tra le braccia dell’altro, in questo scambio di trascurata umanità, che si ritrova la propria stessa salvezza. Il vero “Antivirus”. Quelli della Ridda sono abbracci tra uomini e donne, tra donne e donne, donne e bambini, uomini e uomini, esseri umani ed animali. Cosa passa in quegli abbracci? Amore, addii, ritrovamenti, conforto, amicizia, calore, unione, incontro, complicità, stupefazione, incanto, momenti, energie, eternità, essenze silenziose, umanità.

Sono quadri che parlano senza parole, come il più arcaico e completo dei gesti. Che “gridano” raggiungendo frequenze altre, quelle di chi sa percepire tutta la potenza e la bellezza dell’arte. Sono opere folgoranti e senza retorica, materiche, dall’impatto cromatico fortissimo. Imperdibili. La mostra è visitabile ogni giorno dalle 9,30 alle 19,30.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione

Napoli, Museo di San Martino 16 settembre 2021 alle ore 17:30, ottava edizione del Premio Poerio Imbriani.

Nella ricorrenza del 160° Anniversario dell’Unità d’Italia e del 20° Anniversario della fondazione dell’Associazione Culturale Alessandro Poerio, il 16 settembre alle ore 17:30 si terrà nella città di Napoli, al Museo di San Martino, l’ottava edizione del Premio Poerio Imbriani con il Patrocinio della Regione Campania, dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e dei Comuni di Napoli, Pomigliano d’Arco, Montesarchio (BN), Taverna (CZ) e Roccapiemonte (SA). 

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Alessandro Poerio in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania e il Museo Nazionale di San Martino. 

Comitato Promotore: Società Napoletana di Storia Patria, Comitato Provinciale di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Associazione Amici degli Archivi onlus, Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali, Museo Civico di Taverna, Fondazione Giuseppe Garibaldi, Centro Studi Storici di Mestre, Lions Club Essere e Tempo.

  • Interverranno:
  • Marta Ragozzino (Direttore Regionale Musei Campania);
  • Francesco Delizia (Direttore Certosa e Museo di San Martino);
  • Gianluca Del Mastro (Sindaco di Pomigliano D’Arco);
  • Carmine Pinto (Direttore Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano); 
  • Renata De Lorenzo (Presidente Società Napoletana di Storia Patria); 
  • Candida Carrino (Direttore dell’Archivio di Stato di Napoli); 
  • Nicola Terracciano (Presidente Comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento); 
  • Anna Poerio Riverso (Presidente Associazione Culturale Alessandro Poerio).

Nel corso della cerimonia di premiazione sarà presentato il libro Carlo Poerio e William Gladstone. Le due lettere al Conte di Aberdeen sui processi politici del governo napoletano. I documenti dell’Archivio di Stato di Napoli (a cura di Anna Poerio Riverso, con una introduzione di Renata De Lorenzo, Rubbettino Editore 2020). 

Dalle ore 19:30 alle 22:30 è in programma l’apertura straordinaria della Sezione Immagini e Memorie con presentazione del riallestimento delle sale dedicate al Risorgimento. 

  • Il Premio Poerio Imbriani 2021 sarà conferito alle seguenti personalità:
  • Prof. Steve Soper (University of Georgia, Department of History), storico dell’Italia moderna, autore di saggi sui prigionieri politici del Regno delle Due Sicilie;
  • Prof. Pierre-Marie Delpu (Madrid Institute for Advanced Study), autore di saggi sul Risorgimento italiano e su Carlo Poerio;
  • Dott. Nino Daniele, presidente dell’Osservatorio sulla camorra in Campania, già consigliere comunale di Napoli, consigliere regionale della Campania, vice presidente della Giunta Regionale, sindaco di Ercolano, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, presidente regionale e componente della Direzione Nazionale dell’ANCI, vincitore del Premio Elsa Morante 2012 per l’impegno civile con il libro firmato insieme a Tano Grasso, “La camorra e l’antiracket”. 
  • Una Menzione Speciale sarà conferita a Morena Cecere, Segretario del Comitato Provinciale di Benevento dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e Assessore alla Cultura del Comune di Montesarchio. 
  • Ai premiati sarà consegnata una pregiata litografia (numerata e autografata) dell’opera dell’artista Anna Poerio intitolata “I Poerio, Taverna e Mattia Preti
  • Il dipinto, olio su tela cm. 80×120, sarà donato al Museo Civico di Taverna e una riproduzione in ceramica sarà collocata nella Piazza Poerio a Taverna.
Dal 16 al 26 settembre 2021 sarà visitabile nell’Area Bookshop del Museo di San Martino di Napoli la Mostra I Poerio. Storia e Poesia