La Mostra Floreale FIORI IMMAGINI PAROLE organizzata dall’EDFA di NAPOLI presso la Casina Pompeiana della Villa Comunale nei giorni 16 e 17 Settembre 2021 ha confermato la qualità del progetto realizzato con passione dalle decoratrici napoletane coordinate dalla loro Insegnante Gioia Fontanelli.
Nel pomeriggio di giovedì 16 settembre, a Napoli, nel suggestivo Museo di San Martino, nella ricorrenza del 160° Anniversario dell’Unità d’Italia e del 20° Anniversario della fondazione dell’Associazione Culturale Alessandro Poerio, si è svolta l’ottava edizione del Premio Poerio Imbriani.
Il prestigioso Premio – una pregiata litografia (numerata e autografata) dell’opera dell’artista Anna Poerio intitolata “I Poerio, Taverna e Mattia Preti” – è stato conferito a:
Prof. Steve Soper (University of Georgia, Department of History), storico dell’Italia moderna, autore di saggi sui prigionieri politici del Regno delle Due Sicilie;
Prof. Pierre-Marie Delpu (Madrid Institute for Advanced Study), autore di saggi sul Risorgimento italiano e su Carlo Poerio;
Dott. Nino Daniele, già Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Presidente dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità in Campania.
Menzione Speciale a Morena Cecere, Segretario del Comitato Provinciale di Benevento dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e Assessore alla Cultura del Comune di Montesarchio.
Sono intervenuti:
Marta Ragozzino (Direttore Regionale Musei Campania);
Francesco Delizia (Direttore Certosa e Museo di San Martino);
Renata De Lorenzo (Presidente Società Napoletana di Storia Patria);
Nicola Terracciano (Presidente Comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento);
Anna Poerio Riverso (Presidente Associazione Culturale Alessandro Poerio).
Nel corso della cerimonia di premiazione è stato presentato il libro Carlo Poerio e William Gladstone. Le due lettere al Conte di Aberdeen sui processi politici del governo napoletano. I documenti dell’Archivio di Stato di Napoli (a cura di Anna Poerio Riverso, con una introduzione di Renata De Lorenzo, Rubbettino Editore 2020).
Il Direttore del Museo ha poi accompagnato i presenti nella visita alla Sezione Immagini e Memorie presentando il riallestimento delle sale dedicate al Risorgimento. L’evento, patrocinato dalla Regione Campania, dall’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e dei Comuni di Napoli, Pomigliano d’Arco, Montesarchio (BN), Taverna (CZ) e Roccapiemonte (SA) ed organizzato dall’Associazione Culturale Alessandro Poerio in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania e il Museo Nazionale di San Martino, è stato promosso dalla Società Napoletana di Storia Patria, dal Comitato Provinciale di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, dall’Associazione Amici degli Archivi onlus, dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali, dal Museo Civico di Taverna, dalla Fondazione Giuseppe Garibaldi, dal Centro Studi Storici di Mestre e dal Lions Club Essere e Tempo.
Fino al 26 settembre sarà visitabile nell’Area Bookshop del Museo la Mostra I Poerio. Storia e Poesia.
Il dipinto “I Poerio, Taverna e Mattia Preti”, olio su tela cm. 80×120, sarà donato al Museo Civico di Taverna e una riproduzione in ceramica sarà collocata nella Piazza Poerio a Taverna.
Dal 3 al 16 settembre 2021, presso il Pan, in via dei Mille 60, Napoli, l’associazione culturale premio Elsa Morante – onlus, in collaborazione con L’assessorato all’istruzione, cultura e turismo di Napoli e il Palazzo delle Arti, ha organizzato la mostra “Antivirus” che raccoglie opere, in particolare i celebri “abbracci”, della pittrice d’origine italiana e che vive a Berlino da trent’anni, Mariella Ridda. Si tratta di un’artista che espone, oltre che in Italia, a Berlino, Francia, Austria, Tokyo. La mostra è a cura di Tiuna Notarbartolo. Circa 40 tele di grandi e medie dimensioni che, con colori vitali, ipnotici, dirompenti, rappresentano un tema originale e caratteristico, coinvolgente e caldo che, fino a due anni fa, poteva apparirci scontato: quello degli abbracci. Abbracci che la pittrice ritrae da circa un decennio. E che, visto le contingenze del nostro tempo, la Notarbartolo, come curatrice, ha raccolto in una esposizione che ha titolato “Antivirus” e che comprende anche le modernissime “grida” della Ridda, le splendide tele marine e gli abbaglianti vulcani.
Attraverso questa mostra d’arte, che è una precisa scelta culturale della Onlus intitolata ad Elsa Morante, si è voluto, identificando un titolo, “Antivirus” appunto, raccontare anche a futura memoria, di quel momento incomprensibile e soffocante in cui gli abbracci furono vietati. Vietati come le cose più pericolose, o le più salvifiche. Obblighi e divieti, fanno sempre riflettere sul senso profondo delle cose, sul posto meno evidente dove si annida la verità. E la verità, per noi, è che un abbraccio fa certamente bene alla salute. Forse è tra le braccia dell’altro, in questo scambio di trascurata umanità, che si ritrova la propria stessa salvezza. Il vero “Antivirus”. Quelli della Ridda sono abbracci tra uomini e donne, tra donne e donne, donne e bambini, uomini e uomini, esseri umani ed animali. Cosa passa in quegli abbracci? Amore, addii, ritrovamenti, conforto, amicizia, calore, unione, incontro, complicità, stupefazione, incanto, momenti, energie, eternità, essenze silenziose, umanità.
Sono quadri che parlano senza parole, come il più arcaico e completo dei gesti. Che “gridano” raggiungendo frequenze altre, quelle di chi sa percepire tutta la potenza e la bellezza dell’arte. Sono opere folgoranti e senza retorica, materiche, dall’impatto cromatico fortissimo. Imperdibili. La mostra è visitabile ogni giorno dalle 9,30 alle 19,30.
Nella ricorrenza del 160° Anniversario dell’Unità d’Italia e del 20° Anniversario della fondazione dell’Associazione Culturale Alessandro Poerio,il 16 settembre alle ore 17:30 si terrà nella città di Napoli, al Museo di San Martino,l’ottava edizione del Premio Poerio Imbrianicon il Patrocinio della Regione Campania, dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e dei Comuni di Napoli, Pomigliano d’Arco, Montesarchio (BN), Taverna (CZ) e Roccapiemonte (SA).
L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Alessandro Poerio in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania e il Museo Nazionale di San Martino.
Comitato Promotore: Società Napoletana di Storia Patria, Comitato Provinciale di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Associazione Amici degli Archivi onlus, Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali, Museo Civico di Taverna, Fondazione Giuseppe Garibaldi, Centro Studi Storici di Mestre, Lions Club Essere e Tempo.
Interverranno:
Marta Ragozzino (Direttore Regionale Musei Campania);
Francesco Delizia (Direttore Certosa e Museo di San Martino);
Gianluca Del Mastro (Sindaco di Pomigliano D’Arco);
Carmine Pinto (Direttore Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano);
Renata De Lorenzo (Presidente Società Napoletana di Storia Patria);
Candida Carrino (Direttore dell’Archivio di Stato di Napoli);
Nicola Terracciano (Presidente Comitato di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento);
Anna Poerio Riverso (Presidente Associazione Culturale Alessandro Poerio).
Nel corso della cerimonia di premiazione sarà presentatoil libro Carlo Poerio e William Gladstone. Le due lettere al Conte di Aberdeen sui processi politici del governo napoletano. I documenti dell’Archivio di Stato di Napoli (a cura di Anna Poerio Riverso, con una introduzione di Renata De Lorenzo, Rubbettino Editore 2020).
Dalle ore 19:30 alle 22:30 è in programma l’apertura straordinaria della Sezione Immagini e Memorie con presentazione del riallestimento delle sale dedicate al Risorgimento.
Il Premio Poerio Imbriani 2021 sarà conferito alle seguenti personalità:
Prof. Steve Soper (University of Georgia, Department of History), storico dell’Italia moderna, autore di saggi sui prigionieri politici del Regno delle Due Sicilie;
Prof. Pierre-Marie Delpu (Madrid Institute for Advanced Study), autore di saggi sul Risorgimento italiano e su Carlo Poerio;
Dott. Nino Daniele, presidente dell’Osservatorio sulla camorra in Campania, già consigliere comunale di Napoli, consigliere regionale della Campania, vice presidente della Giunta Regionale, sindaco di Ercolano, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, presidente regionale e componente della Direzione Nazionale dell’ANCI, vincitore del Premio Elsa Morante 2012 per l’impegno civile con il libro firmato insieme a Tano Grasso, “La camorra e l’antiracket”.
Una Menzione Speciale sarà conferita a Morena Cecere, Segretario del Comitato Provinciale di Benevento dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e Assessore alla Cultura del Comune di Montesarchio.
Ai premiati sarà consegnata una pregiata litografia (numerata e autografata) dell’opera dell’artista Anna Poerio intitolata “I Poerio, Taverna e Mattia Preti”.
Il dipinto, olio su tela cm. 80×120, sarà donato al Museo Civico di Taverna e una riproduzione in ceramica sarà collocata nella Piazza Poerio a Taverna.
Dal 16 al 26 settembre 2021 sarà visitabile nell’Area Bookshop del Museo di San Martino di Napoli la Mostra I Poerio. Storia e Poesia.
La vera storia di Iqbal Masih, il ragazzo pakistano di 12 anni divenuto in tutto il mondo il simbolo della lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Ceduto dalla sua famiglia di contadini ridotta in miseria in cambio di un prestito di 16 dollari, costretto a lavorare in una tessitura di tappeti dall’alba al tramonto, incatenato al telaio come milioni di altri bambini nei paesi più poveri del mondo, Iqbal troverà la forza di ribellarsi, di far arrestare il suo padrone, di denunciare la “mafia dei tappeti”, contribuendo alla liberazione di centinaia di altri piccoli schiavi. Un romanzo di denuncia, commosso e appassionato, sul valore della libertà e della memoria che, a tutti i costi, va salvata, perché senza memoria non c’è speranza per il futuro. https://www.edizioniel.com/
Il grande pregio di questo lungometraggio, che dovrebbe essere mostrato al numero più ampio possibile di coetanei del protagonista, è quello di affrontare temi importanti ad altezza di sguardo di bambino. Perché se il tema di fondo è quello dello sfruttamento del lavoro minorile in condizioni di schiavitù, entrano in gioco anche l’emigrazione, la corruzione di chi dovrebbe essere preposto a salvaguardare la legalità nonché le responsabilità degli occidentali che comprano prodotti senza minimamente preoccuparsi di sapere (oppure sapendolo ma voltando la testa dall’altra parte) da chi e come siano stati realizzati. La scelta di un doppio stile di grafica (le vicende di Iqbal e dei suoi compagni di lavoro e i suoi sogni) potenzia poi la narrazione offrendo un caleidoscopio onirico ricco di fantasia. Viviamo in tempi in cui l’amministratore delegato di Air France-Klm Alexandre de Juniac dinanzi a una platea formata da manager, uomini d’affari e diplomatici nel dicembre 2014 afferma “Come si fa a dire chi è un bambino, visto che un tempo il divieto era ai minori di otto anni, poi è passato a dodici e poi a sedici?”, arrivando a chiedersi se sia giusto o meno non farli lavorare (il video è sul web). Questo film non è solo utile ma qualcosa di più: è necessario.
“‘Iqbal’ non era rassicurante, non era rilassante, non era “natalizio”. Era il racconto più lontano dai buoni sentimenti di quello che si potesse immaginare. Era terribilmente vicino alla cronaca di questo periodo.
“Iqbal” è un film tv che, sia pure con quegli inevitabili bruschi passaggi dei film tv, con quelle inevitabili superficialità psicologiche, riesce a mandare di traverso il panettone di Natale. E a farci diventare indigesti anche i tappeti.” (Alessandra Comazzi, “La Stampa” 23 dicembre 1998) DEDICATO ALLA MEMORIA DI IQBAL MASIH, IL PICCOLO PAKISTANO RIDOTTO IN SCHIAVITU’ CHE HA LOTTATO PER I DIRITTTI DEI BAMBINI SFRUTTATI DAI FABBRICANTI DI TAPPETI, SACRIFICANDO LA PROPRIA VITA.
Selezionati e organizzati da M.S. Deshpande, gli scritti contenuti in “La via verso Dio” si basano su una vita di esperimenti con la verità e rivelano l’essenza degli insegnamenti di Gandhi sull’amore, l’anima, la meditazione, il servizio, l’abbandono e la preghiera. Qualunque sia la sua fede, il lettore troverà saggezza e ispirazione nei molti messaggi presenti nella raccolta. Questo libro esplora le profonde radici religiose delle imprese terrene di Gandhi e, utilizzando le sue stesse parole, rivela il suo approccio intellettuale, morale e spirituale al divino. Questa edizione comprende una prefazione di Arun Gandhi, nipote del Mahatma, e un’introduzione di Michael Nagler, professore emerito di letteratura classica e comparata presso l’Università della California a Berkeley.
Quando mio nonno aveva confessato ai suoi amici cristiani quanto fosse rimasto impressionato dal discorso della montagna, loro gli avevano chiesto: “Perché non ti converti al cristianesimo?”. La sua risposta era stata: “Quando mi convincerete che tutti i cristiani vivono secondo il discorso della montagna, sarò il primo a cambiare religione”. In un’altra occasione aveva affermato che la religione è come una madre: per quanto buona possa essere quella del tuo amico, tu non puoi rinunciare alla tua. Nello spirito dell’amore per la propria madre, scelse di rimanere induista, ma la sua scelta fu anche dettata dalla libertà che quella filosofia garantisce all’individuo. Definisco l’induismo una filosofia, poiché non è né una religione organizzata né uno stile di vita, ma è fondato sulla fede e lascia l’individuo libero di decidere come praticare il culto. Si dice che l’induismo abbia più di cinquantamila divinità, ma questo non significa necessariamente che gli induisti credono nell’esistenza di altrettanti dei. Vuol dire solo che le immagini di Dio sono così numerose, e dal momento che nessuno conosce la sua vera immagine, chi può condannare quella particolarmente cara a qualcuno? Gandhi preferiva attingere dall’induismo, perché era l’unica confessione religiosa che gli permetteva la forma di culto universale da lui praticata, che includeva inni e preghiere di tutte le principali religioni del mondo. La maggior parte delle altre religioni organizzate la considererebbe una blasfemia, tuttavia non si può negare che vi sia una grande differenza fra l’essenza o il nucleo dell’induismo scoperto e adottato da Gandhi e quello che oggi viene praticato come religione. Gandhi credeva sinceramente nell’unicità di Dio: le immagini e i nomi sono diversi, ma Dio è uno. Spero che l’essenza del suo messaggio raggiunga i lettori attraverso i suoi scritti e venga correttamente capita e accettata dall’umanità intera, affinché le diverse immagini di Dio possano essere comprese e rispettate. Arun Gandhi https://www.ibs.it/
La Mostra “LIBERVM ES” “Arte in Omaggio” alle artiste più grandi della storia dell’arte femminile:
Artemisia Gentileschi, Berthe Morisot, Camille Claudel, Frida Kahlo, Giovanna Garzoni, Mary Cassatt, Marie Guillemine Benoist, Rebecca Horn, Tamara de Lempicka
In memoria di Evelyn Nesbit e Pippa Bocca.
Rita Valenzuela, curatrice.
Ringraziamo le donne artiste e aspiranti artiste che si sono unite per questo omaggio:
Scultrici:
ITALIA: Ambra Graziani, Maria Grazia Cotugno e Maria Rosaria Riccardi Brizzi,
BRASILE: Corina Proietti.
Pittrici:
ITALIA: Natalia Lombardo, Natascia Campanelli, Germana Brida, Gianna Attiani, Caterina Mulieri, Raffaella Catalano, Stefania Z Zeta, Tiziana Trusiani, Maria Pia Michieletto e Patrizia Parodi.
Calligrafa :
GERMANIA: Susanna Cardelli
Fotografe:
CANADA: Norma Troiano.
COLOMBIA: Karyna Palacios
ITALIA: Mina Pugliese.
LITUANIA: Agnè SuMonte.
REPUBBLICA DOMINICANA: Rita Valenzuela
Creatrice di gioielli:
ITALIA: Elisabetta Buosi
Poetessa:
ITALIA: Letizia Leone
INGRESSO LIBERO
INFO: 347 682 6636
Disponibilità di prenotazioni
Dal 7 al 13 maggio 2021, dalle 9.00 alle 21.00, nella galleria Arca de Noesis via Ostilia 3b, Colosseo, Roma, Italia.
Il giardino dell’Eden (o di Eden) è un luogo citato nel libro biblico Genesi.
È descritto come il luogo paradisiaco in cui il dio Yahweh (corrispondente al Dio cristiano e musulmano) pose a vivere Adamo ed Eva, la prima coppia umana (dopo averli creati da un’altra parte), perché se ne prendessero cura. La regione di Eden, in cui Yahweh piantò il giardino, è detta trovarsi a oriente; dal giardino usciva un corso d’acqua che si divideva in quattro rami fluviali: il Tigri, l’Eufrate, il Pison (che circondava la terra di Avila) e il Gihon (che circondava la terra di Kush).
“Eden” è un sostantivo ebraico che significa “piacere, delizie”, perciò nella Vulgata di Girolamo la locuzione Gan ‘Eden (גן עדן) fu tradotta come “paradisus voluptatis”, ovvero “giardino/paradiso di delizie” (“paradisus” indicava un tipo di giardino comune nel mondo persiano, il pairidaeza); secondo questa versione “Eden” non indica dunque una regione geografica, trattandosi semplicemente di un attributo del giardino stesso, oppure la regione potrebbe chiamarsi “Delizia”, così come il paese in cui Caino fuggirà si chiamerà Nod, “Fuga”. Gli studi dell’ultimo secolo hanno invece proposto di far derivare “Eden” dal termine sumerico (adottato anche nelle lingue semitiche) edenu, che significa “steppa, deserto”; con ciò Gan ‘Eden (גן עדן) verrebbe ad assumere il significato di “giardino/paradiso nel deserto, oasi”; secondo questa versione “Eden” non indica una regione geografica specifica, ma soltanto una steppa orientale qualsiasi.
Secondo il racconto biblico tra tutti gli alberi piantati nel giardino due erano particolari: l’albero della conoscenza del bene e del male e l’albero della vita. Dio proibì all’uomo di mangiare i frutti del primo e la disobbedienza portò alla cacciata dal giardino dell’Eden, negando all’uomo anche i frutti del secondo, come in Genesi 3,22: Poi Dio YHWH disse: «Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre».
Nella Divina Commedia di Dante Alighieri il paradiso terrestre è posto sulla sommità del monte del purgatorio (situato agli antipodi del mondo allora conosciuto) e rappresenta l’ultima tappa del percorso di purificazione che compiono le anime per poter accedere al paradiso. È rappresentato come una foresta lussureggiante percorsa dal fiume Letè che toglie la memoria del male commesso e il fiume Eunoè che rinnova la memoria del bene compiuto. Il giardino dell’Eden compare in tutti i canti dal ventottesimo al trentatreesimo del Purgatorio. Il poeta fa qui il suo primo incontro con Beatrice e conosce Matelda, una donna che funge da allegoria dello stato d’innocenza dell’uomo prima del peccato originale. Inoltre assiste a una processione che rappresenta la storia dell’uomo e del suo rapporto con la fede, dal peccato originale al tempo di Alighieri.
L’Eden si collocherebbe nell’odierna regione della Mesopotamia meridionale, più precisamente nella pianura attraversata dal fiume Shatt al-‘Arab, sepolto sotto decine di metri di sedimenti. Nello Shatt al-‘Arab oggi confluiscono due dei fiumi citati nella Genesi: il Tigri e l’Eufrate. Se poi si considera che il golfo Persico era completamente all’asciutto durante l’ultima glaciazione ed è stato allagato dalla trasgressione marina fra i 5000 o 6000 anni prima di Cristo, è possibile che l’Eden si trovi ora in fondo al mare. Questa teoria e l’identificazione degli altri due fiumi (Pison e Ghicon) è stata proposta dall’archeologo Juris Zarins.
Un’altra ipotesi sulla localizzazione dell’Eden si trova nel saggio Omero nel Baltico di Felice Vinci, dove l’autore, nell’ambito della totale localizzazione geografica dei poemi omerici in Scandinavia, teorizza diversi collegamenti con le mitologie di molti altri popoli, tra cui quello ebraico; e una volta identificata l’Etiopia con la penisola di Nordkynn, anche in Norvegia: «Esaminiamo […] uno dei fiumi che la bagnano, il Tana (che pertanto potrebbe corrispondere al Gihon biblico): esso nasce in una zona della Lapponia finlandese […] da cui effettivamente si dipartono altri corsi d’acqua. Uno è l’Ivalo, che i Lapponi chiamano Avvil. L’assonanza con Avila […] da sola potrebbe essere casuale, ma proprio questo territorio è ricco d’oro». Il passo citato prosegue con l’identificazione di Tigri ed Eufrate con i loro corrispettivi scandinavi; il complesso di questi fiumi delinea, secondo Vinci, “una sorta di Mesopotamia finnica, straordinariamente assomigliante a quella asiatica”. Giardino dell’Eden
Man Made in the Image of God, as in Genesis 1:26 to 2:3, illustration from a Bible card published 1906 by the Providence Lithograph Company
Identifier: ridpathshistoryo01ridp (find matches) Title: Ridpath’s history of the world; being an account of the ethnic origin, primitive estate, early migrations, social conditions and present promise of the principal families of men .. Year: 1897 (1890s) Authors: Ridpath, John Clark, 1840-1900 Subjects: World history Ethnology
Tatiana Riabouchinska, ballerina di fama internazionale negli anni Trenta e Quaranta, morta all’eta di 84 anni in una clinica di Los Angeles. Considerata una delle piu versatili danzatrici dell’epoca per il repertorio classico, Walt Disney si ispiro al suo virtuosismo quando realizzo il film Fantasia, nel 1940, in cui si vedono ippopotami ballerini. E lei, molto compiaciuta, reduce dai successi dei piu importanti teatri europei ed americani, si esibi per i disegnatori della Disney per un paio di settimane. Nata a Mosca nel 1916, la sua famiglia lascio la Russia poco prima dello scoppio della rivoluzione, trasferendosi da prima a Praga e poi a Parigi. Nella capitale francese fu notata dal grande coreografo George Balanchine, che la chiamo a far parte del Balletto Russo di Montecarlo. Inizio cosi una carriera sfolgorante che porto la danzatrice a diventare una acclamata star, facendo parte dei piu importanti cast degli anni Trenta e Quaranta e amica dei piu grandi coreografi, che si ispiravano a lei per nuovi progetti.
Come il primo Classico Disney Biancaneve e i sette nani, anche Fantasia venne ritenuto un film che non avrebbe fatto successo e portato l’azienda al fallimento. A differenza però di Biancaneve, Fantasia fu effettivamente un insuccesso durante la prima distribuzione nelle sale statunitensi. Il film non poté essere esportato in Europa e fece quasi fallire l’azienda, che però recuperò un anno dopo con il quarto Classico Disney, Dumbo – L’elefante volante.
Disney ebbe l’idea di realizzare il film mentre si avvicinava il completamento dei lavori de L’apprendista stregone, un cortometraggio delle Sinfonie allegre concepito come un ritorno di Topolino, la cui popolarità era declinata. Poiché i costi di produzione erano cresciuti, superando il possibile guadagno, Disney decise di includere il corto in un lungometraggio con altri segmenti impostati su brani classici. La colonna sonora venne registrata usando un processo multicanale e riprodotta in Fantasound, un innovativo sistema di riproduzione del suono che rese Fantasia il primo film commerciale proiettato in stereofonia.
Fantasia debuttò in un numero limitato di sale in tredici città degli Stati Uniti a partire dal 13 novembre 1940. Ricevette reazioni critiche contrastanti, e non fu in grado di realizzare un profitto. Fu dovuto in parte alla seconda guerra mondiale, che tagliava fuori il redditizio mercato europeo, ma anche agli elevati costi di produzione del film, alle spese di affitto dei cinema e all’installazione delle attrezzature Fantasound per le proiezioni limitate. Inoltre parte del pubblico si allontanò dalla Disney improvvisamente diventata “colta”, preferendo le animazioni standard. La pellicola venne riproposta più volte con video e audio eliminati, restaurati e modificati a partire dal 1945 subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, permettendo al film di essere riscoperto dal pubblico europeo. Ad oggi, Fantasia ha incassato 76 milioni di dollari di entrate nazionali ed è il ventiduesimo maggior incasso cinematografico di tutti i tempi negli Stati Uniti al netto dell’inflazione.[2] Il nipote di Walt, Roy E. Disney, co-produsse un sequel uscito nel 1999 dal titolo Fantasia 2000.
Ciro Adrian Ciavolino è nato a Torre del Greco dove vive e lavora. Ha compiuto gli studi presso l’Istituto Statale d’Arte di Napoli diplomandosi in Scultura Decorativa. Insegnante di ruolo per concorso nazionale. Esercita attività di scultore e soprattutto di pittore, divenendo uno degli artisti della generazione di mezzo della pittura figurativa napoletana, con presenze di prestigio nel panorama artistico dagli anni sessanta a oggi. Innumerevoli le presenze in mostre di carattere nazionale, ottenendo innumerevoli riconoscimenti, con alto numero di primi premi dei quali è difficile tenere il conto. Presente in gallerie e collezioni private. Ha tenuto Mostre Personali in molte regioni italiane, in particolare centro-sud. Molte collettive minori. Tre personali al Caffè Letterario Portico 340, Napoli con il ciclo Pulcinella, Abbasciammare e San Gennaro è passato di qui, tra quelle recenti. Tra le più importanti le mostre per il Maggio dei Monumenti del Comune di Napoli nel 2004, 2010 e 2015, con il ciclo di 20 opere di grande formato “Una Lady alla Corte dei Borbone” e con il ciclo “Gli Ultimi Canti” nella Basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli, dedicata a Giacomo Leopardi.
In occasione della Visita di S.S. Giovanni Paolo II a Torre del Greco ha realizzato per il palco il grande altorilievo, m. 7 x 2, con Storie del Beato Vincenzo Romano, opera trafugata. L’opera pittorica “San Gennaro protegge Napoli” è stata donata da S.E. il Cardinale Giordano alla Prefettura di Napoli. L’opera “La Pace”, del 1988 è nell’atrio della Scuola Media Angioletti. Alla Scuola “G. Mazza” è il grande telero M. 4 x 4. “Il bene nel mondo”.
Alcuni altorilievi sono in scuole pubbliche.Ha realizzato, inoltre, scenografie teatrali, illustrazioni, murales.Per la Festa dei Quattro Altari che si tiene a Torre del Greco ha relizzato circa 20 tappeti floreali e almeno 15 Altari, dei quali la metà tridimensionali.Svolge attività di scrittore. E’ presidente della Associazione Culturale Il Perseo iscritta all’Albo Comunale delle Associazioni Culturali. Con tale Associazione è sorta la Libera Accademia dell’Arte. E’ iscritto all’Albo Comunale di Torre del Greco dei professionisti in qualità di artista. E’ stato insignito delle Onorificenze di Cavaliere e di Ufficiale dell’Ordine “ Al merito della Repubblica Italiana” con decreti del Presidente della Repubblica: Saragat (1968) e Pertini (1981)