Il volume intende rovesciare i presupposti del mito, a lungo coltivato dai suoi ammiratori, secondo il quale Rocco Scotellaro (1923-1953) è stato il “poeta contadino”. Militante socialista, giovane sindaco di Tricarico nel secondo Dopoguerra, poeta e narratore in costante formazione, Scotellaro fu, anzitutto, uno degli interpreti più lucidi delle trasformazioni sociali che investirono l’Italia postbellica, in ragione del suo impegno concreto e di un’idea di cultura – di prassi letteraria e politica – mai scissa dalla sua verifica sociale. Del mondo contadino o, per meglio dire, dei gruppi sociali subalterni, ai quali era prossimo senza appartenervi del tutto, fu studioso e gramsciano “persuasore”, convinto che l’impegno meridionalistico non potesse essere disgiunto da un progetto pedagogico di emancipazione culturale. A questa missione civile Scotellaro ottemperò con gli strumenti, mai statici, della mediazione e della mimesi, passando dalla poesia alla narrazione, dalla drammaturgia alla ricerca sociale. Il libro restituisce, alla stregua di una cartografia, il seppur breve itinerario di Scotellaro, focalizzandosi sulla centralità della formazione culturale – tutt’altro che ingenua, come è stata, spesso, a torto giudicata – e sulla meditazione costante attorno alle ragioni della militanza a favore delle classi oppresse.
Marco Gatto – Insegna Critica letteraria e Teoria della letteratura presso l’Università della Calabria. Fra i suoi volumi, Marxismo culturale. Estetica e politica della letteratura nel tardo Occidente (Quodlibet, 2012), Nonostante Gramsci. Marxismo e critica letteraria nell’Italia del Novecento (Quodlibet, 2016), Resistenze dialettiche. Saggi di teoria della critica e della cultura (manifestolibri, 2018) e Fredric Jameson (Futura, 2022).
Prefazione di Goffredo Fofi 1. Uno scrittore al bivio La fatica della mediazione/Gli anni di apprendistato/Dalla solitudine alla politica/«Costruire una vita»/La scelta dell’impegno/Due fratelli maggiori 2. Politica e poetica La vicenda amministrativa/Crisi e rinascita/Castigo senza delitto/Verso il romanzo 3. La terrena mimesis Regredire e mediare/Un nuovo Noi/Tre momenti/Crepuscolare o neorealista?/«La poesia facile non esiste»/Non solo questioni di filologia 4. Dall’autonomia alla mediazione, da Levi a de Martino Contro lo storicismo ristretto/Potenzialità contrastive/Folklore progressivo e coscienza di classe/Mediazione nella totalità/Fermi a Eboli?/Il protagonismo storico delle masse contadine/Un patto di lavoro e fedeltà/La polemica sui canti popolari/Autorialità e cooperazione 5. L’ora dell’inchiesta sociale A Portici, la morte/La repubblica di Mulieri/Matera, 6 febbraio 1955/Fortuna intermittente/Un erede
Sarà presentato martedì 18 aprile 2023 alle ore 10:00 a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica (Piazza Madama 11), su iniziativa del Senatore Marco Scurria, il libro “Al di là delle nuvole – Sulle ali del mio Angelo” di Giusy D’Arrigo, edito da Armando Curcio Editore.
Relatori:
. Marco Scurria, Senatore
. Lavinia Mennuni, Senatrice
. Donatella Bianchi, Conduttrice Rai (Linea Blu);
. Giuseppe Rogolino, Giornalista e artista.
Moderatrice:
. Simona Cangelosi, Giornalista del Corriere della Sera
Sarà presente l’Autrice.
Il libro – Angelo D’Arrigo, campione mondiale di volo libero, è stato un pilota, un maestro, un appassionato della natura e degli animali, ma è stato anche un fratello, un padre, un amico. Attraverso le parole della sorella Giusy, Angelo ritorna a parlare di sé, mostrando come sia possibile sconfiggere le proprie paure, superare gli ostacoli apparenti della vita, raggiungendo infine, di nuovo, le porte dell’impossibile. Da Parigi fino al suo gravissimo incidente a Bassano del Grappa, per poi ritornare sulle correnti ascensionali del cielo in mille e una sfida contro l’impossibile. Prefazione di Giuseppe Rogolino. Presentazione di Ultimo Sergio De Caprio.
L’autrice – L’artista Giusy D’arrigo è nata a Parigi e vive ed opera a Roma. Ha trascorso l’adolescenza a diretto contatto con gli artisti francesi che hanno avuto come riferimento la Scuola di Fontainebleau. Ha frequentato gli studi tenuti nella Ville Lumiere, culla dell’arte moderna e ha conseguito il Titolo Accademico presso l’Academie des Beaux Arts di Parigi. Ha partecipato ai concorsi di pittura promossi dagli Istituti d’Arte di Francia in tutta Europa e ha preso parte a numerose mostre collettive di arti figurative presso il salon de printemps di Parigi, esponendo sia nei Boulevards che presso gli ateliers Parigini. Ha proseguito la sua attività di pittrice e scultrice, presentando i suoi lavori in prestigiose gallerie e città del mondo, integrando negli anni progetti e opere importanti, che l’hanno vista crescere in modo esponenziale. Si è fatta promotrice di numerose iniziative, anche televisive, legate al concetto di eco sostenibilità e salvaguardia dell’ambiente. Servendosi della sua espressione artistica ha voluto dare un contribuito significativo nel diffondere messaggi di alto profilo morale e sociologico. I valori espressivi degli eventi a cui ha partecipato attivamente, sono sempre stati di pressante attualità. Coinvolgendo le nuove generazioni, sta portando avanti temi riguardanti strettamente la difesa degli equilibri naturali; temi con i quali l’uomo di ogni tempo si è confrontato senza una particolare costrizione, ma che oggi però non costituiscono più una scelta opzionale poiché rientrano tra gli imperativi categorici su cui si fonda il destino del pianeta. Le sue apprezzate opere sono presenti in diverse gallerie d’arte e presso numerosi collezionisti che hanno contribuito a diffondere il suo pensiero artistico. Le sue opere nelle quali il pensiero si fa colore e il colore pensiero, sono oggetto di studio da parte di un pool di neurologi capitanati da Fabrizio Vinci.
Il titolo della mostra“Annerite scaglie”, personale di Aulo Pedicini(classe 1942), a cura di Generoso Bruno, nasce dalle parole di un ultimo componimento dedicato all’artista dal fratello Gerardo, critico d’arte e poeta, scomparso di recente (1937-1922), che suggeriscono una origine primordiale, quasi alchemica della sua scultura.
Nato a Foglianise nel 1942 e attivo dagli anni ’60 sulla scena artistica napoletana, Pedicini ha attraversato le neoavanguardie degli anni ’70, muovendo dagli echi del post-cubismo e del surrealismo dada, utilizzando anche materiali non convenzionali.
Le opere in mostra, quasi un centinaio, rappresentano una vera e propria antologia della produzione del poliedrico artista, arricchita degli ultimi lavori, nei quali Pedicini è tornato all’assemblaggio, questa volta attraverso la tecnica del collage. Si parte dalle teche degli anni ’60, passando ai più recenti bronzi (circa 15 opere) – esposti nella sala che introduce la sezione epigrafica – per arrivare agli ultimi lavori pittorici (circa 85). Racconta il curatore Generoso Bruno: “Tornano in esposizione le teche e le sculture di assemblaggio, per la creazione delle quali Pedicini interviene sulla frazione di scarto di quella che definisce l’effimera opulenza della società dei consumi, indagando la produzione di massa e il suo uso sociale, quasi come un archeologo teso alla ricostruzione del tempo presente attraverso i suoi residui”.
Nella sala che introduce alla sezione “metropolitana”, che ospita la mostra, aperta da uno scatto di Mimmo Jodice all’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, è presentata l’intera serie fotografica della performance “Progressione in uno spazio definito”, del 1966, in cui Pedicini è ritratto dall’obiettivo dello stesso Jodice. “In anni più recenti Pedicini giunge al Mito, evocato come originaria narrazione dell’esistente. Nel tempo dell’isolamento pandemico l’artista è ritornato sull’operazione dell’assemblaggio, questa volta utilizzando come base la carta con la tecnica del collage”.
Note biografiche – Aulo Pedicini (Foglianise, 1942), scultore, pittore, performer, grafico, incisore e decoratore di tessuti, vive e lavora a Napoli. Si diploma nel 1960 all’Istituto Statale d’Arte Filippo Palizzi di Napoli, fra il 1962 e il 1967 consegue il diploma di Magistero e si diploma in Scultura presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli.
Negli anni Sessanta le sue produzioni sono segnate da uno stile immediato ed informale. Nel decennio successivo, Pedicini prende parte alla Quadriennale di Roma (1975), alla XXXVII Biennale di Venezia (1976) e al Festival Dada (1979) a Los Angeles. Al tempo, la sua pratica scultorea indaga il consumo, l’oggetto, lo scarto e la sua possibilità assemblativa. Negli stessi anni l’artista realizza performance di grande impatto: Il Malato, realizzata presso l’Ospedale Psichiatrico Frullone di Napoli, fu presentata a Venezia in occasione della Biennale del 1976. Con la produzione in bronzo Pedicini recupera l’idea della pratica scultorea di grande dimensione, nella quale si riconoscono suggestioni metafisiche. Le sue opere sono presenti in diversi musei e istituzioni pubbliche in Italia e nel mondo.
“L’ager Nolanus è un territorio ricco di testimonianze archeologiche e artistiche, ma pregno allo stesso tempo di religiosità – ha spiegato Felice Napolitano, presidente della Fondazione Premio Cimitile -. Per questo la Fondazione Premio Cimitile, da quasi un trentennio, opera su questo territorio con l’obiettivo di promuovere attività di comunicazione e valorizzazione, tese a sperimentare nuove forme di fruizione. In tal senso, la Fondazione nell’anno scorso ha attivato con l’ausilio di studiosi ed esperti una cabina di regia che svolge funzioni di indirizzo e coordinamento degli interventi di valorizzazione, allo scopo di promuovere la consapevolezza del patrimonio culturale del territorio e implementare gradualmente il flusso dei turisti tutto l’arco dell’anno”.
Al tavolo della conferenza stampa l’Assessore Regionale al Turismo e alla Semplificazione Amministrativa della Regione Campania, Felice Casucci, il Sindaco di Pompei e delegato al turismo della Città Metropolitana di Napoli, Carmine Lo Sapio e alcuni tra i componenti della cabina di regia Carlo Ebanista (docente all’Università degli Studi del Molise), Mario Cesarano (Archeologo e funzionario della Sovrintendenza), Antonia Solpietro (Direttrice Uffici Beni Culturali della Diocesi di Nola) ed Elia Alaia (presidente dell’associazione Obiettivo III Millennio).
Il risultato ottenuto in questi primi mesi di lavoro si presenta con due itinerari pilota – uno archeologico, denominato “Prima e dopo Nola, archeologia di un territorio” (Complesso basiliche di Cimitile, Museo Storico Archeologico di Nola, Anfiteatro di Avella), l’altro religioso, dal titolo “Felice, Paolino e le origini del cristianesimo” (Santuario di San Felice, Santuario di Maria Santissima del Carpinello a Visciano e Santuario di Santa Maria a Parete a Liveri), strutturati in modo da integrare l’offerta turistica esistente con una proposta unica nel suo genere perché accosta ai siti più conosciuti, mete meno note al grande pubblico.
Il primo itinerario delinea un vero e proprio viaggio nel tempo che segna le tappe della crescita di Nola e del suo territorio dalla preistoria al medioevo. Il secondo itinerario, invece, descrive la diffusione del cristianesimo nell’area nolana e nei territori limitrofi, nella quale ha giocato un ruolo di primo piano il complesso basilicale di Cimitile, tra i più affascinanti esempi di arte paleocristiana in Italia. “A partire dal progetto ci siamo posti la domanda di cosa fosse l’Ager Nolanus – ha spiegato Carlo Ebanista – e quindi abbiamo pensato di organizzare un lavoro di ricerca che portasse a un prodotto finale di divulgazione di grande livello. A corredo di questo progetto è stato realizzato un volumetto di 60 pagine dal titolo, “Ager Nolanus. Musei, siti archeologici e santuari”, un depliant pieghevole su Cimitile e l’agro nolano, un sito internet cimitilearcheotour.it, una pagina Facebook, instagram e un canale Youtube”.
La promozione continuerà e sarà intensa per tutto il 2023 a partire già dai prossimi giorni. Giovedì 20 e venerdì 21 aprile si svolgerà, infatti, il convegno internazionale di studi “Materiali, tecniche e sedi di lavoro fra tarda antichità e medioevo”, che porterà nella splendida cornice del complesso basilicale di Cimitile studiosi di alto profilo, provenienti da prestigiosi istituti di ricerca italiani ed europei. L’evento, organizzato dalla Fondazione Premio Cimitile in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione dell’Università del Molise e il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’, con il patrocinio di Regione Campania, Città Metropolitana di Napoli, Comune di Cimitile e Centro Studi Longobardi, intende promuovere la diffusione dei risultati della ricerca archeologica nel campo della produzione, incoraggiando una più ampia riflessione sul rapporto fra uomini, risorse e ambiente in età tardoantica e medievale.
Come è evidente, il filo conduttore di queste iniziative è l’area nolana che custodisce una singolare densità di monumenti archeologici, musei e santuari la cui fruizione, se messa in rete, può fornire un nuovo impulso in termini di sviluppo economico con importanti ricadute nel settore turistico. Quest’ultimo aspetto è senz’altro facilitato dall’ottimale posizione geografica che rende il territorio una vera porta di accesso all’Irpinia e al Sannio, pur collocandosi a breve distanza da Napoli.
Unicef insieme con i borghi lucani. Il 14 aprile nel comune dei murales e delle cantine, presso il Polifunzionale, è stata organizzata la cerimonia di sottoscrizione della Lettera di intenti Unicef e Rete “BEL”, Borghi Eccellenti Lucani del progetto “Unicef per ogni Comune della Basilicata”. La lettera di intenti sarà sottoscritta tra Unicef Comitato Italiano nella persona della Presidente Nazionale Carmela Pace, con delega anche a Unicef Comitato Regionale Basilicata e i Comuni della rete “Bel” alla presenza del Prefetto di Potenza S.E. Michele Campanaro e Prefetto di Matera, S.E. Sante Copponi del Presidente Bardi., della Presidente Unicef Basilicata, Angela Granata, e dei Sindaci della rete “BEL”, Borghi Eccellenti Lucani ( al momento sono: Rapone, Castelgrande, San Fele, Bella, Filiano, Baragiano, Ruoti, Vietri di Potenza, Savoia di Lucania, Satriano di Lucania, Brienza, Sasso di Castalda, Vaglio Basilicata, Brindisi di Montagna, Castelmezzano, Pietrapertosa, Salandra, Grumento Nova, Sarconi, Guardia Perticara).
Promotore dell’iniziativa il sindaco di Sant’Angelo Le Fratte, Michele Laurino, “l’obiettivo è favorire la diffusione, nei trenta cinque Comuni della rete “BEL” appunto, questo importante e significativo progetto. Il progetto, proposto dall’Unicef Basilicata, già realizzato nel Comune di Sant’Angelo e in altri 9 Comuni della Provincia di Potenza, prevede, in ciascun Comune del territorio regionale, l’installazione, in uno spazio dedicato all’Unicef, di due cartelloni, di cui il primo riporterà “l’Albero dei Diritti dell’Infanzia” e il secondo i “17 Goals dell’Agenda 2030 e i Valori”, in un luogo in cui i bambini possono incontrarsi e giocare nell’ottica della difesa del Diritto al Gioco ed allo Sport.
Unicef ed i Sindaci della rete “BEL ” (Borghi Eccellenti Lucani) si impegnano a sottoscrivere ed a realizzare opportune forme di collaborazione istituzionale con enti e organismi che concorrono alla programmazione e all’attuazione di interventi di promozione e sviluppo del territorio in ogni suo aspetto e, nello specifico, azioni per migliorare il benessere delle bambine, dei bambini, degli adolescenti, delle famiglie, nonché progetti attinenti a sostenere lo sviluppo dell’infanzia e dell’adolescenza, in particolare attraverso iniziative con le scuole locali.
La collaborazione cosÌ declinata persegue l’obiettivo di promuovere azioni di inclusione e pari opportunità attraverso I’impegno attivo delle comunità locali per la promozione della conoscenza e della consapevolezza dei diritti umani e di un modello di sviluppo sostenibile. e programmi di educazione alla cittadinanza attiva nelle scuole, università e organizzazioni giovanili. Michele Laurino Sindaco
Si terrà giovedì 13 aprile 2023 alle ore 18:00 presso la Biblioteca comunale “Lorino Mangano” di Giardini Naxos (ME), Via Umberto n. 119 – 121, la conferenza stampa di presentazione del libro di Elviro Langella “Omaggio alla Virgen de la Caridad di Cartagena nel trecentenario dell’arrivo da Napoli ~ 1723”, a cura di Sergio Visconti.
La Conferenza stampa, parte del progetto “2022 ~ 2023. Giardini Naxos – Procida – Napoli – Cartagena il Viaggio in Sogno” elaborato e sviluppato dallo studioso di Storia dell’Arte e della scultura napoletana del ‘700 Elviro Langella, sarà aperta ad una rappresentanza delle associazioni culturali e delle autorità civili e religiose di Giardini Naxos e di Messina.
Saluti istituzionali:
. Giorgio Stracuzzi, Sindaco di Giardini Naxos
Introduzione:
Ariana Talio, Assessore ai Servizi Sociali e Politiche Sociali, alle Pari Opportunità, alla Cultura e Beni Culturali, al Turismo, allo Spettacolo, agli Eventi, e alla Pubblica Istruzione del Comune di Giardini Naxos
Interventi:
Sergio Visconti, presidente dell’A.C. di Messina
Mimmo Macaluso, Ispettore Onorario dei Beni Culturali della Regione Siciliana
Carla Santoro, Dirigente dell’Istituto “Ugo Foscolo” di Taormina
Giuseppe Perna, Presidente dell’Associazione “Annalisa Durante” di Napoli, che interverrà da remoto
L’autore mostrerà il video di presentazione del libro – tradotto anche in spagnolo e corredato da 100 illustrazioni di sua creazione – da lui realizzato, testimonianza altresì delle precedenti tappe del progetto a Procida e a Napoli; tappe che hanno ispirato l’ulteriore – attuale – elaborazione e il prossimo incontro a Cartagena dal 21 al 25 aprile 2023, suggello di una sorta di gemellaggio con la città spagnola, che il 17 aprile darà il via al ricco programma di eventi in vista delle celebrazioni dell’imminente trecentenario della “Virgen de la Caridad”, giunta al porto di Cartagena da Napoli nel 1723.
Alla conferenza stampa di presentazione del libro seguirà a breve giro un secondo evento che vedrà esibirsi l’Orchestra giovanile “Città di Taormina” dell’Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Taormina, diretta dal docente Mirko Raffone, e il M. Riccardo Buzzurro e gli altri insegnanti di strumento, che interpreteranno – rispettivamente – le musiche e i brani per sola chitarra classica di cui al video di presentazione.
Questo secondo evento, al quale parteciperanno anche attivamente i ragazzi delle scuole siciliane, rappresenta attraverso il racconto per immagini della drammatica odissea della “Virgen de la Caridad” salpata da Napoli del prof. Langella, un momento di confronto con le giovani generazioni su quel sottile fil rouge di Bellezza che lega l’Italia e la Spagna, ed il contestuale invito a prendere consapevolezza del valore educativo e dell’azione salvifica dell’Arte, in ogni sua espressione.
Dª. Noelia Arroyo sindaco di Cartagena in Spagna, il 17 aprile darà il via al ricco programma di eventi spalmati per l’intero arco dell’anno in corso, in vista delle celebrazioni dell’imminente trecentenario della “Virgen de la Caridad”, giunta al porto di Cartagena nel 1723 da Napoli, commissionata ai nostri artisti su incarico del Santo e Reale Ospedale della Carità. Molteplici sono di fatto, le ricorrenze che vanno ricordate quest’anno nella città della Murcia: dall’arrivo della Santa Patrona di Cartagena avvenuta 10 anni dopo la fondazione dell’Ospedale nel 1763, all’inaugurazione della Chiesa, nel 1893, con la quale l’attuale Basilica festeggia il suo 130° anniversario.
Il commovente capolavoro dedicato alla Patrona della splendida città spagnola è tra le opere più rappresentative delle prestigiose botteghe d’Arte sacra dei nostri maestri napoletani. Scultori della levatura di Carmine Lantriceni, Giacomo Colombo, Matteo Bottiglieri, Nicola Fumo, Giuseppe Sanmartino, che hanno goduto nel Sei e Settecento della grande fortuna artistica anche oltre i confini nazionali, segnatamente in Spagna, con le loro creazioni ispirate al più antico modello della Pietà di Michelangelo. Il Comune di Giardini Naxos intende ora dare eco anche in Sicilia allo storico evento di Cartagena invitando il prof. Elviro Langella, studioso di Storia dell’Arte e della scultura napoletana del ‘700, a tenere la presentazione del suo libro “2022 – 2023. Omaggio alla Virgen de la Caridad di Cartagena”.
Di concerto con l’Assessore alla Cultura, Dott.ssa Ariana Talio, il sindaco Dott. Giorgio Stracuzzi, e Dott. Sergio Visconti, Vicepresidente dell’A.C. della Diocesi di Messina, si è concordato di articolare la manifestazione in due momenti:
1° evento – In sintonia con la ricorrenza del trecentenario, il 13 aprile, presso la Biblioteca comunale avrà luogo la conferenza stampa aperta ad una rappresentanza delle associazioni culturali e delle autorità civili e religiose di Giardini Naxos e Messina. Dopo i saluti istituzionali del Sindaco e l’introduzione dall’assessore alla Cultura, che illustrerà il proposito dell’amministrazione di condividere l’entusiastica partecipazione all’evento con Dª. Noelia María Arroyo Hernández, Sindaco di Cartagena, la presentazione del libro sarà affidata a Sergio Visconti, vicepresidente dell’A.C. della Diocesi di Messina.
L’intervento dell’autore si alternerà alla lettura del messaggio inviato dal prefatore del libro Dott. Mimmo Macaluso, Ispettore Onorario dei Beni Culturali della Regione Siciliana, e dalla Prof.ssa Carla Santoro, Dirigente dell’Istituto “Ugo Foscolo” di Taormina. Mentre il Presidente dell’Associazione “Annalisa Durante”, il Dott. Giuseppe Perna, offrirà da remoto il suo contributo alle finalità della pubblicazione, in attesa di riproporla presto alla Biblioteca a porte aperte di “Piazza Forcella” a Napoli.
I contenuti del libro saranno illustrati dal video curato da Langella, che documenta il progetto a monte con riferimento alle precedenti tappe a Procida, a Napoli in vista del prossimo incontro in occasione del suo soggiorno a Cartagena dal 21 al 25 aprile. Tutte le informazioni sul libro tradotto anche in lingua spagnola, e corredato dalle 100 illustrazioni create dall’autore stesso, sono pubblicate sulla pagina dedicata Elviro Langella
2° evento – Prevede un momento di incontro con i ragazzi delle scuole invitati non solo quali spettatori passivi alla mostra delle 100 illustrazioni che ripercorrono la drammatica odissea della “Virgen de la Caridad” salpata da Napoli, ma soprattutto per incoraggiare un loro attivo coinvolgimento alla manifestazione. Infatti, le musiche montate a commento del video dedicato all’evento saranno eseguite dal vivo dall’Orchestra giovanile “Città di Taormina” dell’Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Taormina, sotto la direzione del loro docente, Mirko Raffone. Mentre gli altri brani per sola chitarra classica saranno affidati al loro maestro Riccardo Buzzurro e agli altri insegnanti di strumento. Gli antichi canti devozionali che scorrono nel video, tratti dalla tradizione napoletana sono affidati alla voce di Fiorenza Calogero, alla quale fa da contrappunto Diana Navarro, tra le più virtuose interpreti delle “saetas” della Semana Santa in Spagna.
In quanto uomo di scuola legato all’abituale confronto coi giovani, attraverso il racconto per immagini della drammatica odissea della “Virgen de la Caridad” salpata da Napoli, il prof. Langella si prefigge di riuscire a diffondere efficacemente nelle nuove generazioni la consapevolezza del ricchissimo patrimonio artistico testimoniato da questo eccezionale capolavoro. Un esempio che esprime eloquentemente a quale livello di perfezione si fosse spinta la scultura lignea policromata, spesso colpevolmente ignorata nei programmi ministeriali di “Storia dell’Arte”. Un tale approccio educativo però, non può trascurare di sottolineare come la grande tradizione dell’Arte sacra non possa essere in alcun modo disgiunta dal suo imprescindibile valore devozionale radicato in Italia come in Spagna, nell’esperienza spirituale intimamente vissuta, che anima i nostri riti religiosi della Settimana Santa, in particolare, e che tuttora accomuna le nostre culture.
Nella speranza di contribuire al raggiungimento di un obiettivo così ambizioso, il prof. Langella ha programmato un’ampia diffusione dell’iniziativa che coinvolge il mondo della Scuola, a partire dalla Sicilia nelle città di Giardini Naxos, Taormina, poi, Napoli, fino al Piemonte, a Torino e a Castellamonte. Nel ciclo di future presentazioni sono incluse istituzioni come l’Istituto “Cervantes” di Napoli nonché Associazioni culturali molto attive soprattutto nei quartieri di frontiera di Napoli, dove solo l’indispensabile sensibilizzazione ai valori spirituali mediati dalla Cultura, salva i nostri giovani dalla marginalizzazione e dalle insidie della criminalità organizzata.
Collaborando da molti anni con la Congregazione dell’Immacolata dei Turchini di Procida, ai convegni di approfondimento delle locali, antichissime tradizioni legate ai riti della Settimana Santa, il prof. Langella di concerto con il Priore Matteo Germinario e Mons. Gaetano Castello, Vicario Generale per la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, terrà la presentazione del libro presso la Chiesa di San Tommaso d’Aquino, dove è conservata la pregevole scultura del Cristo deposto, opera dell’autore stesso della Virgen de la Caridad di Cartagena. Un analogo evento è stato proposto a Pompei al rettore del Santuario alla Beata Vergine del Rosario, e alla Basilica della Madonna della Neve di Torre Annunziata (Napoli).
Tutte le informazioni sul libro corredato dalle 100 illustrazioni alla pagina dedicata pubblicata sul sito Elviro Langella
Marcello Erardi con il suo libro “Napoli-Vedute, scorci e monumenti” , ci propone un bellissimo viaggio nella Napoli che tanti ci invidiano, offrendoci vedute mozzafiato, scorci, in taluni casi sconosciuti, e monumenti che sono vanto per l’Italia nel mondo. Attraverso i suoi occhi, si passa dalla Napoli di Capodimonte, dei Colli Aminei, dei tradizionali Castel dell’ovo e Maschio Angioino, a scorci dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia, che ci restituiscono la Napoli più vera, cruda, vissuta. E poi i monumenti storici, come La fontana della Sirena, Porta Capuana, i resti dell’acquedotto romano. “continua” – CLAUDIOEDIANA.HOME.BLOG
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Domenica 9 aprile 2023 ore 11:30 – Chiesa Madre di Santa Maria della Neve di Castronuovo di Sant’Andrea (PZ)
Domenica 9 aprile 2023 alle ore 11:30, nella Chiesa Madre di Santa Maria della Neve di Castronuovo di Sant’Andrea (PZ), una inedita tovaglia d’altare, appositamente realizzata dallo scultore Giuseppe Pirozzi, andrà ad impreziosire la solennità del giorno della Resurrezione di Gesù. L’iniziativa, avviata nel 2014 con la tovaglia d’altare di Maria Lai, seguita da quelle di Guido Strazza, Claudio Palmieri, Giulia Napoleone, Roberto Almagno, Ettore Consolazione, Ernesto Porcari, Anna Addamiano, Nino Tricarico, si ripete anche quest’anno, grazie al coinvolgimento dell’artista napoletano, già ospite di Castronuovo per il Presepe dono entrato nelle collezioni del Museo Internazionale del Presepio Vanni Scheiwiller.
Pirozzi, per la sua tovaglia, ha composto una sequenza di immagini, distribuite in modo apparentemente casuale sullo sfondo bianco tenute insieme da segni che ricordano una sorta di cucitura: una serie di foto in basso restituiscono scenari di guerra, mentre nel registro superiore si susseguono le riproduzioni di alcuni bassorilievi in terracotta dell’autore caratterizzati da affioramenti di volti e frammenti di figurazione in un caos di forma/materia. Al centro, in alto, uno scatto immortala l’abbraccio tra due soldati e intorno si condensano i simboli cristiani dal pesce, della colomba e della mano tesa che rimandano ai concetti della pace e della rinascita in Cristo.
In occasione della celebrazione della Santa Messa di Pasqua con l’altare adornato dalla tovaglia dipinta da Giuseppe Pirozzi, sarà possibile visitare nelle strade del borgo la Via Crucis-Forme della Croce di Giuseppe Salvatori, nelle sale del MIG la mostra José Ortega e Castronuovo Sant’Andrea, nella Cappella di Santa Maria della Stella la mostra permanente 21 artisti lucani rileggono l’opera di Sant’Andrea, nel Museo della Vita e dell’Opera di Sant’Andrea Avellino l’omaggio a Franco Mulas, recentemente scomparso, attraverso le opere realizzate in questi ultimi anni. Resteranno aperti l’Atelier Guido Strazza, il Museo Internazionale del Presepio Vanni Scheiwiller e il Museo della Vita e delle Opere di Sant’Andrea Avellino.
Giuseppe Pirozzi – Nasce nel 1934 a Casalnuovo (NA). Con la frequenza al corso di scultura nel 1954, presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli ha inizio la sua attività artistico-espositiva con opere di scultura e grafica.
Nel 1958 ottiene l’incarico alla cattedra di plastica presso il Liceo Artistico di Napoli e nel 1964 quello alla cattedra di plastica ornamentale presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, di cui diviene in seguito titolare. Da allora espone in numerosissime rassegne d’arte nazionali e internazionali ottenendo prestigiosi premi e riconoscimenti della critica. Nel contempo, tiene mostre personali in gallerie d’arte e presta la propria opera per interventi di architettura e arredo urbano; inoltre, quale vincitore di concorsi nazionali per opere d’arte, realizza opere di grandi dimensioni installate presso edifici e spazi pubblici. Nel 2000 è insignito del titolo di Accademico Scultore dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma. Le sue sculture sono esposte in collezioni private e pubbliche: GAM di Roma, MUSMA di Matera, Museo Napoli Novecento di Napoli, Collezione dell’Accademia Nazionale di San Luca di Roma, Collezione Olivetti di Ivrea, Museo dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate a Milano, CAM di Casoria a Napoli, Museu da Marioneta di Lisbona, Museo M. Cargaleiro di Castelo Branco (Portogallo), Museo Epicentro di Gala di Barcellona (ME), Raccolta Omeoart Boiron di Milano, Collezione d’Arte Contemporanea-mente della Fondazione Il Sole di Grosseto, ecc.
Origini del nome: Il suo nome ha origini medievali e compare per la prima volta in una pergamena del 1059 afferente al testamento spirituale di Luca II, abate del Monastero dei Santi Elia e Anastasia di Carbone. A tale toponimo si aggiunse, nel 1863, la specificazione “di Sant’Andrea”, in onore del suo più illustre cittadino.
Storia – Secondo una versione storiografica recente, Castronuovo fu edificato dai Romani al tempo delle guerre civili, nel 70 a.C., quando il rivoltoso Spartaco, in concomitanza con la battaglia di Chiaromonte, scese in Lucania per disorientare gli avversari. A questa ipotesi, è stata collegata anche l’origine dei nomi di alcune contrade quali Celomanico, Spadarea e Ardara (quest’ultima nella zona di Roccanova), tutte situate a ridosso del Fosso di Castronuovo. Chi ha provato a ad interpretare letteralmente tali toponimi, ha supposto che i luoghi in questione fossero stati teatro delle battaglie tra Spartaco e i Romani: a Celomanico si tenne una battaglia tra soli arcieri, per la combinazione delle voci greche kelon(“frecce”) e machomai (“combattere”); a Spadarea si combatté con le spade, ad Ardareafurono arsi tutti i corpi. Ma nella storiografia antica, non c’è traccia dei movimenti di Spartaco in questa parte della regione e neppure della battaglia di Chiaromonte, frutto di una ricostruzione romanzata, ripresa da Plutarco, descritta in un racconto edito nel 1889. Tuttavia, importanti reperti archeologici rinvenuti nelle contrade di Marcellino e Battifarano, territori adiacenti all’attuale abitato, dimostrano che la zona, tra il VI e il III secolo a. C., era occupata dai romani che qui costruirono delle fortificazioni militari per tenere a bada l’indocile popolazione locale.
La fondazione dell’attuale sito di Castronuovo, sembra essere piuttosto medievale e risalente al periodo delle prime invasioni barbariche (V-VI secolo d. C.), quando la popolazione insediata nelle campagne circostanti occupò l’attuale area del paese sviluppando, per ragioni di sicurezza, il meccanismo dell’arroccamento tipico di altri centri abitati dell’entroterra meridionale.
A partire dall’epoca normanna, il feudo di Castronuovo fu proprietà di diverse famiglie nobili del tempo. Concesso da Bohemondo I a Ugo di Chiaromonte, membro di una delle più influenti famiglie del meridione dell’epoca, rimase proprietà dei suoi successori fino al Quattrocento quando Margherita, l’ultima discendente, lo portò in dote a suo marito Giacomo Sanseverino, Conte di Tricarico. Dai documenti relativi all’attività amministrativa delle terre di proprietà di questa famiglia, si evince che i Sanseverino, negli anni di possesso delle terre di Castello Novo, così come vengono identificate nei suddetti documenti, le subinfeudarono a diversi signori della zona. Nel 1652 furono acquistate all’asta dal Duca Carlo Missanelli che, qualche anno dopo, le cedette alla Certosa di San Nicola di Chiaromonte. Con la soppressione degli ordini religiosi, avvenuta nel 1807, il feudo di Castronuovo fu messo all’asta e acquistato, l’anno dopo, da Gaetano Villano e dal cognato Gianbattista Giura che, nel 1809, ne persero i diritti feudali. Dalle ceneri del feudalesimo, sorse l’attività dell’amministrazione comunale. Gli avvenimenti che hanno segnato la storia del paese riecheggiano, ancora oggi, nelle pietre consumate dal tempo, nei nomi che individuano i tracciati viari dell’abitato antico, in quei luoghi che furono palcoscenico di fatti che sembrano essere vivi nelle memorie di un popolo che ha costruito il suo presente in un contesto ancora intriso di storia. Castronuovo di Sant’Andrea
Chiesa di Santa Maria della Neve (Chiesa Madre). E’ molto antica ma si ignora la data della sua fondazione. Nell’elenco dei debitori, tenuti alla prestazione di censi, terraggi, ecc. verso questa Chiesa nel 1823, si trova iscritto il comune di Castronuovo per una somma dovuta a titolo di beneficienza, in base ad una Bolla di Fondazione nel 1586. Quindi in tale anno. la Chiesa esisteva già ed esisteva anche prima, perché è segnata nelle carte topografiche allegate alle rationes decimarumdella Diocesi di Anglona dei secoli XIII e XIV, compilate da Domenico Vendola.
Probabilmente funzionava sotto diverso titolo e s’identificava con quella Chiesa di S. Michele Arcangelo, elencate tra le dipendenze del Monastero di S. Elia di Carbone in età Normanna. Che fine abbia fatto la chiesa di San Michele Arcangelo non si sa. Probabilmente sorgeva sull’area dell’attuale Chiesa Madre che, sovrapponendosi ad essa, ne ha cancellato tracce materiali ed onomastiche. Chiesa di Santa Maria della Neve
Dal 17 al 26 aprile, la Fondazione Plart partecipa al FuoriSalone, il grande evento collettivo che si svolge a Milano in concomitanza con il Salone Internazionale del Mobile. Multimedialità, innovazione e design sono le parole chiave di questo appuntamento extra moenia che avrà luogo nel complesso residenziale “Stilicone 15”, in via Stilicone n. 15 (MI).
L’apertura è fissata per lunedì 17 aprile, dalle ore 10.00 alle ore 19.00, con la presentazione dell’installazione multimediale Plart Vision e l’inaugurazione di Planetaria, collezione di lampade disegnate da Marcello Pisani, a cura di Marco Petroni.
Martedì 18 aprile, alle ore 17.00, Il design nel secolo della plastica, talk con Elisa Storace (Museo Kartell) e Mario Capasso (Capware Lab); modera Marco Petroni (Accademia di Belle Arti Napoli).
Mercoledì 19 aprile, alle ore 17.30, Il design degli iperoggetti, talk con Marco Petroni.
Sabato 1 aprile si è tenuta la seconda edizione del progetto culturale “Imbrattiamo i muri attraVERSO la poesia degli autori Salentini”, con la passeggiata letteraria per le vie del paese.
L’iniziativa vede la sua nascita nel 2019 ed è stata fortemente voluta dall’assessore alla cultura Silvia Romano , dal direttore Antonio Rima, dall’associazione culturale La compagnia del libro, dal servizio civile universale e da tutti gli operatori della biblioteca comunale.
La Giornata mondiale della poesia, che cade il 21 marzo, offre l’occasione, di porre l’accento sulla vocazione alla cultura che ha dato luogo a delle vere e proprie eccellenze presenti sul territorio, talune uniche nel panorama salentino, come la “Sezione Autori Salentini Contemporanei” presso la nostra biblioteca.
Non secondario è l’aspetto urbanistico ed educativo del Progetto che contribuisce alla qualificazione estetica dell’abitato mediante l’installazione, in maniera permanente, di opere realizzate da artisti tugliesi a ciascuno dei quali è stato affidato un poeta salentino ed una poesia.
Terminata la passeggiata, presso la biblioteca è stata organizzata una mostra di pittura degli stessi artisti coinvolti, con aperitivo letterario e intrattenimento musicale della band “Gli influenzer”.
Vi invitiamo a visitare i siti tugliesi con i pannelli affissi.
Luigi Danieli (piazzale di Montegrappa/ bar Provenzano)