L’artista Maria Rita De Fraia omaggia Giambattista Basile donando al Museo “La Rocca delle Fiabe” di Sant’Agata Feltria (RN) “La Gatta cenerentola e le altre”, ciclo di quindici dipinti da Lei realizzati e dedicati alla favola “La Gatta Cenerentola”, tratta da “Lo Cunto de li Cunti” o “Pentamerone”.

“L’amore per le fiabe e in particolare quelle di Giambattista Basile, lo devo alla nonna Rosa. Figura predominante della mia infanzia, lei stessa era protagonista di un sapere antico: quello delle erbe medicinali e di lente nenie guaritrici fatte di parole ancestrali mai più udite. Mi scoprii pittrice quando con un bastoncino di liquirizia feci un murales in cucina all’età due anni. Unendo le due cose, col tempo ho concretizzato sulla tela i miei due amori, e dipinto quindici tavole illustranti le fiabe. L’opera di misura maggiore, un metro per ottanta, ritrae una Cenerentola dallo sguardo malizioso e accattivante (una mia amica di nome Anna), che rivolge i suoi favori a un giovane timoroso e affascinato (Alfredo, amico di mio figlio). Tutti i personaggi ritratti sono persone reali. Le ambientazioni, le suppellettili e i costumi sono stati studiati per adeguarli al milleseicento. Le altre raffigurazioni misurano cinquanta per settanta centimetri. La tecnica adoperata è olio su tela; le opere sono prodotte in originale e in copia unica. Le ho donate perché tutte assieme possano testimoniare la grandezza del maggiore favolista europeo, il nostro Giambattista Basile.”
Maria Rita De Fraia, medico chirurgo specializzato in malattie infettive, amante degli animali, in particolare dei gatti, collaboratrice UNICEF per otto anni e tuttora molto impegnata nel mondo del volontariato, soprattutto a supporto dell’infanzia, è un’artista poliedrica, scrittrice e pittrice. Ha scritto vari libri, tra i quali “La Gatta Cenerentola e le altre. Fiabe tratte da “Il Pentamerone” di Giambattista Basile”, Edizioni Ziino, da lei stessa illustrato, Piccole storie dell’imposssibile, Guida editori, e recentemente, con lo pseudonimo di Indy Jons, il gatto protagonista del libro, “Io Confesso. Prima vita Di un gatto europeo”, Europa Edizioni.
Pittrice autodidatta, protagonista di numerose mostre nazionali ed internazionali, le sue opere sono in musei, enti pubblici, chiese e collezioni private.
Attenta all’ambiente e al “riciclo”, ha recentemente creato le Cloe Poupée, bambole “ecologiche” realizzate interamente a mano con materiali riciclati (scampoli di stoffa, di lana, bottoni) accompagnate da un loro quadretto. “Il nome Cloe è quello di una discepola di San Paolo e deriva dal greco Khloe, che era anche il nome della dea Demetra, e significa germoglio; Poupée, bambola in francese, ha dato origine al napoletano Pupatella (la bambola di pezza).” Un “ritorno al passato” che guarda al futuro.
Rocca Fregoso e il Museo ‘La Rocca delle Fiabe’ a Sant’Agata Feltria Rocca Fregoso è il monumento simbolo di Sant’Agata Feltria, situato su una rupe a strapiombo per tre quarti sulla Valle del Savio. Costruita presumibilmente attorno all’anno mille dalla famiglia Cavalca dei Conti di Bertinoro, venne radicalmente trasformata dai Montefeltro nel Quattrocento. Federico da Montefeltro ne commissionò infatti l’ammodernamento al famoso architetto militare senese Francesco di Giorgio Martini. Da baluardo bellico, la Rocca divenne dimora principesca con il matrimonio tra il nobile Agostino Fregoso e la figlia di Federico da Montefetro, Gentile Feltria. Venne abbellita con opere d’arte al suo interno assumendo grande eleganza, in contrasto con l’aspetto militare esterno che però perse definitivamente tra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento, quando la Rocca venne sopraelevata di almeno due livelli sopra le merlature quattrocentesche per la realizzazione del piano nobile. Anche internamente venne ridefinita con l’aggiunta di scale, opere d’arte, soffitti a cassettoni, grandi camini rinascimentali, una cappella con affreschi del Cinquecento.

Nel 1660 il Castello tornò sotto il dominio della Chiesa, e nel 1781 venne trasformato in convento, con la costruzione della Chiesa di San Francesco della Rosa. Negli ultimi due secoli divenne poi Convento dei Frati Minori Conventuali, scuola superiore, prigione, Pretura ed infine abitazione civile. Nel 1835 Rocca subì il crollo della parte alta del Mastio Maggiore, così come si può notare oggi. Ben conservato è invece il torrioncino di Simonetto Fregoso, dove si trova la cappella. Nel 1961, il distacco di un enorme masso roccioso alto 30 metri richiese un intervento di restauro, che terminò soltanto nel 1974, quando venne istituito un Museo con i documenti dell’archivio storico del rettorato Agatense, mobili e oggetti rari del primo ‘900 e una collezione di opere grafiche. L’ultimo restauro risale al 2005, quando restò chiusa per circa 2 anni.

Oggi la Rocca è sede del Museo permanente “La Rocca delle Fiabe”, ideato dal Professor Antonio Faeti, santagatese di origini, docente di Storia della letteratura per l’infanzia all’università di Bologna, pedagogista di fama mondiale e grande esperto di grammatica della fantasia. “La Rocca delle Fiabe” si propone come un’accademia della fiaba del tutto inedita nel panorama nazionale; un’idea che nasce dall’intenzione di far divenire Sant’Agata Feltria – come proposto dall’illustre Professor Faeti – capitale del fiabesco. Partendo dalla sala introduttiva con le proiezioni dei momenti cruciali del mondo fiabesco e i ritratti dei favolisti delle varie epoche, si prosegue con le quattro stanze dedicate alla fiaba:
- “Scarpe, Scarpine, Scarpette”, con Cenerentola povera ed altri personaggi femminili perseguitati, dove è custodita all’interno di una teca la famosa scarpetta donata dal Museo Salvatore Ferragamo;
- “Il Solitario Castellano”, immerso nella sua triste solitudine;
- “Il Viaggiatore Incantato”, con oggetti, immagini e filmati accuratamente selezionati che vi condurranno attraverso il tema della fiaba nel viaggio a bordo di un bellissimo veliero;
- “Fanciulli nella Foresta”, dove potrete vivere la magia dell’ascolto della fiaba e scoprire immagini e descrizioni fiabesche mediante un grande tavolo touch-screen.
- All’ingresso del Museo, un bookshop con libri ed oggetti a tema, oltre ad un angolo per il ristoro.
- Presso la biblioteca virtuale è possibile sfogliare un prestigioso volume di fiabe. Rocca Fregoso e il Museo ‘La Rocca delle Fiabe’ a Sant’Agata Feltria
- SANT’AGATA FELTRIA (RN)
- Via Sotto la Rocca
- Orari: Da Mercoledì a Domenica: 10:00-12:00 / 15:30-18:30. Lunedì e Martedì chiuso. Chiuso da Gennaio a Marzo
- Rocca Fregoso e il Museo ‘La Rocca delle Fiabe’ a Sant’Agata Feltria
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