1802 – 2022 ALESSANDRO POERIO  – 220º Anniversario della nascita. Napoli, 16 marzo 2022 ore 16,30 – Archivio di Stato, Sala Filangieri

Mercoledì 16 marzo 2022 ore 16,30, presso la Sala Filangieri dell’Archivio di Stato di Napoli, Piazzetta del Grande Archivio, 5,  1802 – 2022 con il patrocinio dei Comuni di Napoli, Pomigliano d’Arco e Montesarchio,

Nella ricorrenza del 220° Anniversario della nascita di Alessandro Poerio (Napoli, 27 agosto 1802-Venezia, 3 novembre 1848) mercoledì 16 marzo alle ore 16:30, con il Patrocinio dei Comuni di Napoli, Pomigliano d’Arco e Montesarchio, sarà aperta al pubblico la Mostra “I Poerio. Storia e Poesia. Genealogia e storia della famiglia Poerio”.

  • Saluti:
  • Candida Carrino, Direttrice dell’Archivio di Stato di Napoli
  • Gianluca Del Mastro, Sindaco del Comune di Pomigliano d’Arco (NA), Presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane, Professore Associato di Papirologia presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” (abilitato a professore ordinario), Professore supplente di Paleografia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
  • Morena Cecere, Assessore con delega per Beni Culturali – Turismo  – Promozione ed eventi del Comune di Montesarchio (BN)
  • Anna Poerio, Presidente dell’Associazione Culturale Alessandro Poerio, Vicepresidente per il Sud Italia del Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali
  • Nicola Terracciano, Presidente del Comitato di Caserta dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano 
  • Antonella Orefice, Storica e Scrittrice, Direttrice del Nuovo Monitore Napoletano
  • Beya Ben Abdelbaky, Console della Repubblica di Tunisia in Napoli 
  • Interventi:
  • Renata De Lorenzo, Presidente della Società Napoletana di Storia Patria, Componente del Consiglio di Presidenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano 
  • Carmine Pinto, Direttore dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Professore ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno
  • Giancristiano Desiderio, Giornalista, Scrittore, Direttore della Biblioteca Michele Melenzio di Sant’Agata de’Goti (BN)

Inaugurata per la prima volta nell’ottobre 2006, con l’Alta Adesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, la Mostra nel corso di questi anni è stata esposta in prestigiosi istituti culturali ed in luoghi di interesse storico, riscuotendo sempre grande interesse fra gli studiosi: Palazzo Poerio, Belcastro (marzo 2007); Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (maggio 2007); Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (giugno 2008); Torre Civica di Mestre (ottobre 2008); Museo Archeologico del Sannio Caudino, Montesarchio (maggio 2009); Museo della Memoria, Pomigliano d’Arco (marzo 2011); Carcere Borbonico di Montefusco (maggio 2011); Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Napoli (ottobre 2011); Castel Capuano, Sala della Regina (dicembre 2012); Maschio Angioino (giugno 2015); Museo del Risorgimento, Santa Maria C.V. (maggio 2018); Certosa e Museo Nazionale di San Martino, Napoli (settembre 2021). La mostra dedicata alla ricostruzione storica della Famiglia Poerio è stata realizzata con lo scopo di offrire ai visitatori una visione ampia dei documenti più significativi custoditi nell’Archivio di Stato di Napoli, nella Biblioteca Nazionale di Napoli, nell’Archivio di Stato di Napoli, nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ed in altri archivi. A questo scopo sono stati realizzati sedici pannelli fotografici, su ognuno dei quali sono stati riprodotti alcuni documenti che servono a ricostruire le biografie di Giuseppe, Alessandro, Carlo e Carlotta Poerio. Su ogni pannello sono indicate le notizie biografiche di questi prestigiosi personaggi storici e per ognuno di essi sono stati selezionati quei documenti che illustrano chiaramente non solo la loro attività politica e culturale, ma anche il ruolo svolto dalla famiglia Poerio nel corso delle lotte risorgimentali che portarono alla liberazione e all’unità della nostra nazione. I documenti selezionati ricoprono un arco di tempo che va dal 1799 al 1867, anno della morte di Carlo Poerio.

La Mostra, che sarà visitabile fino al 30 marzo 2022, comprende l’esposizione di documenti originali del Fondo Poerio-Pironti custodito presso l’Archivio di Stato di Napoli.

  • Comitato Promotore:
  • Archivio di Stato di Napoli,
  • Associazione Culturale Alessandro Poerio,
  • Società Napoletana di Storia Patria,
  • Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali,
  • Associazione Amici degli Archivi onlus,
  • Comitato Provinciale di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano;
  • Centro Studi Storici di Mestre,
  • Museo Civico di Taverna (CZ),
  • Associazione Faro Tricolore (Desenzano del Garda),
  • Comitato Bandiera Italiana 17 marzo (Venezia).

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione – Vesuvio, 365 giorni da raccontare

Napoli. Piazzetta Lieti, venerdì 11 marzo 2022: PROGETTO DONNA – Videopera di Antonio Gatto e Giuseppe Capuano

Dopo la performance alla Casina Vanvitelliana del Fusaro del 24 febbraio 2022 dal titolo “Motus” gli artisti Antonio Gatto & Giuseppe Capuano presentano un nuovo lavoro, una videopera sulla condizione femminile e non solo.

PROGETTO DONNA

Verrà proiettata sulle pareti della terza Municipalità a Napoli, zona Capodimonte, la Videopera di Antonio Gatto e Giuseppe Capuano sul tema della condizione femminile attraverso la loro interpretazione artistica. A cura dell’Associazione Museo Minimo. Direzione artistica Marilena Zanniello. Piazzetta Lieti. Venerdì 11 marzo 2022. Inizio proiezioni ore 18,45 – tre repliche a distanza di circa 30 minuti.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione

Cento artiste solidali con le donne afghane. Scoglio di Quarto. Via Scoglio di Quarto 3. Milano   

Cento artiste solidali con le donne afghane. Scoglio di Quarto. Via Scoglio di Quarto 3. Milano   Dal 5 all’8 marzo, dalle ore 16 alle ore 20.

Il progetto, che vede il coinvolgimento di artiste nazionali e internazionali, storiche dell’arte, giornaliste, critiche, fotografe e tante altre figure femminili – oltre cento -, prevede la realizzazione di un tondo di carta dal diametro di trenta/trentaquattro centimetri, in cui raccogliere impressioni, pensieri, volontà che sfociano verso ponti di libertà, un esplicito ‘urlo’ al diritto alla cultura e all’uguaglianza di tutte/i coloro che con sacrificio sopravvivono, ogni giorno, nelle angolazioni più disparate del Pianeta Terra.

Anche in questa occasione, l’Arte si pone al fianco di chi con capacità e risolutezza è pronto a cambiare il proprio destino, le Donne, che sin dalla nascita devono meritare o meglio ritagliarsi uno spazio all’interno della società. Il ‘tondo’, in memoria dell’opera di Michelangelo Buonarroti (lo stemma araldico commissionato dal ricco mercante fiorentino Agnolo Doni, a simbolo della serenità familiare, realizzato all’inizio del Cinquecento, tuttora conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze), emula l’unione, la serenità e l’amore sacro, virtù che si oppongono alla violenza e ai soprusi culturali, fisici e politici.

La mostra, fortemente inclusiva, sarà impreziosita dall’installazione “Gabbia”, e le performances “Butterfly”, “Vedere attraverso”, “Il coraggio della Donna”, “Il Cerchio delle Madri Silenti”, “…non posso volare”, una serie di eventi che si concludono, con le letture sceniche di Evelina Schatz.

Ellen G. partecipa alla mostra collettiva “Cento Artiste solidali con le donne afghane” con l’opera “City of angels”, papier collè, 2022

Durante tutta la durata della mostra, lo Spazio d’Arte Scoglio di Quarto ospita l’installazione permanente “Gabbia” dell’artista Topylabrysoltre a sei differenti performances: 

  • Sabato 5 marzo ore 17, 30 “Butterfly” di Marilena Sassi; “Cryme” vocalizzo drammatico della “soprano d’arti” Silvia Colombini 
  • Domenica 6 marzo ore 17, 30 “Vedere attraverso” di Adolfina De Stefani con l’accompagnamento di Antonello Mantovani 
  • Lunedì 7 marzo ore 17, 30 “Il Coraggio della Donna” opera video di Milena Barberis 
  • Lunedì 7 marzo ore 18 “Il Cerchio delle Madri Silenti” di Margó Volo 
  • Martedì 8 marzo ore 17, 30, “…non posso volare” di Libera Mazzoleni 
  • Martedì 8 marzo ore 17, 30, letture sceniche di Evelina Schatz 

Con questa mostra, curata da Gabriella Brembati con la presentazione di Cristina Rossi, la collaborazione di Valeria Cerabolini, i video di Luana Giardino, la partecipazione del C.I.S.D.A (Coordinamento Italiano Sostegno Donne Afghane Onlus; www.cisda.it) e la testimonianza della giovane afghana Sapeda, lo Spazio d’Arte Scoglio di Quarto vuole essere accanto alle donne afghane, alle loro lotte, condividendo la disperazione per le pesanti discriminazioni che subiscono tutti i giorni nel loro quotidiano. La mostra, inoltre, promuove una raccolta fondi a favore del C.I.S.D.A. 

  • Luogo: GALLERIA SCOGLIO DI QUARTO
  • Indirizzo: Via Ascanio Sforza 3 – Milano – Lombardia
  • Quando: dal 05/03/2022 – al 08/03/2022
  • Vernissage: 05/03/2022 ore 16
  • Curatori: Gabriella Brembati
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: ore 16-19

Domenica 6 marzo 2022, Brusciano (Na) – Museo Cripta Cristo Rivelato. Estemporanea pittorica.

Domenica 6 marzo 2022, presso il museo cripta Cristo Rivelato di Brusciano, “si terrà una manifestazione artistica, all’insegna dell’arte e della bellezza, come affermato dal direttore artistico dell’Associazione Cristo Rivelato Pietro Mingione“. Gli Artisti realizzeranno opere pittoriche che faranno parte della collezione del Museo Cristo Rivelato di Brusciano.

Gli artisti che si esibiranno sono: 

“Sarà una giornata importante che ha come obiettivo quello di costruire qualcosa per le nuove e future generazioni, uno spazio dove respirare arte, un luogo dove interrogarsi e meravigliarsi.” Un luogo costruttivo per la collettività, che possa essere utile per la comunità. Ringrazio tutti voi a nome mio, di Ciruzzo Ciccone e tutta l’associazione del Cristo Rivelato.

Ringrazio Angelo Di Maio – Dima Colori – per averci fornito colore e materiale. Un ringraziamento anche all’inossidabile falegname ultra 80 enne che si è prestato a tagliare ed assemblare i telai delle tele, il caro Zio Felice Cerciello e Vincenzo Andrea Napolitano. Il grafico Sebastiano Lo Presti – Sebastiano Stampart – per la grafica della locandina. Un ringraziamento particolare al Sindaco Avv Giacomo Romano, l’assessore Monica Cito ed il Comune di Brusciano per il patrocinio morale”,  a conclusione il direttore artistico Pietro Mingione.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione

Bacoli, Casina Vanvitelliana al Parco Borbonico del Fusaro: personale “Sergio Spataro – Pittore”.

Da Giovedì 24 febbraio 2022 fino al 13 marzo, alla Casina Vanvitelliana al Parco Borbonico del Fusaro, è visitabile la personale “Sergio Spataro – Pittore”.
La mostra del Maestro Sergio Spataro è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Bacoli ed è curata, nell’ambito della programmazione degli eventi artistico-culturali al Parco Borbonico del Fusaro, da Antonio Ciraci.
La mostra, è un’antologica di largo spettro che presenta opere del poliedrico artista napoletano a cavallo tra i due secoli. Sergio Spataro, pur se famoso per la sua grande abilità creativa di assemblare materiali diversi, dalla ceramica al ferro fino agli innesti lignei o tessili, resta ed è prima d’ogni altra cosa un Pittore, profondo conoscitore e padrone della sua forza espressiva.
Presente sulla Scena Artistica dal 1979 ha esposto in numerosissime personali e collettive in dimensioni sia nazionali che estere, dove anche le sue opere risultano presenti, in collezioni private e pubbliche.
La mostra sarà visitabile ogni venerdì e sabato dalle 17,00 alle 20,30 e le domeniche dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 20,30, nonché negli eventi programmati con prenotazione, fino al 20 febbraio 2022.

Nell’ambito della mostra di Sergio Spataro “Pittore”, 

l’Associazione Culturale Museo Minimo presenta M O T U S  videopera di Antonio Gatto e Giuseppe Capuano

#Tratti e #Ritratti: Generazioni, Creatività, Luoghi – #01

  1. LucioDallaLive – La neve con la luna …
  2. Quello di Igort, al secolo Igor Tuveri, era uno degli esordi più attesi della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia
  3. L’Adamello è una montagna delle Alpi Retiche meridionali, in Lombardia (Val Camonica) – #ascoltando Rexanthony – Polaris Dream

LucioDallaLive – La neve con la luna … è un doppio CD live del cantautore bolognese Lucio Dalla, registrato durante il tour del 2008 successivo alla pubblicazione dell’album Il contrario di me.

Sul palco, Lucio Dalla è stato accompagnato da Iskra Menarini, con cui duetta nella traccia Amore disperato, tratta dall’opera teatrale da lui stesso curata Tosca – Amore disperato, cantata originariamente in duetto con Mina nell’album Lucio, del 2003. L’attore Marco Alemanno, invece, introduce la traccia Henna, recitandone il testo, cui il cantautore fa capire di essere profondamente affezionato. Dell’album è disponibile una versione DVD; la regia delle riprese è affidata ad Ambrogio Lo Giudice FONTE

Lucio Dalla – Lucio Dalla Live – La Neve Con La Luna……
Etichetta:Pressing Line – 88697228022, Sony BMG Music Entertainment – 88697228022
Formato:2 x CD, Album, Digipak
Uscita:

Quello di Igort, al secolo Igor Tuveri, era uno degli esordi più attesi della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia apertasi ufficialmente ieri con la proiezione dell’intenso La vérité di Kore-eda. Dell’adattamento cinematografico del suo romanzo grafico più noto, 5 è il numero perfetto, se ne parlava difatti da più di un decennio. Inizialmente tra i produttori doveva figurare l’ex direttore del Festival di Venezia Marco Müller e dietro la macchina da presa nel corso degli anni si è pensato al regista romano classe 1955 Egidio Eronico e al cineasta cinese Johnnie To, con Igort che avrebbe dovuto partecipare solo in veste di sceneggiatore. Il progetto però ha preso definitivamente piede solo quando il nostro, in assoluto uno dei più celebri autori di fumetti e illustratori italiani a livello internazionale insieme a Lorenzo Mattotti (curioso come anche quest’ultimo abbia esordito nel lungometraggio con l’ottimo La famosa invasione degli orsi in Sicilia), ha accettato di curarne la regia.

Presentato in concorso alle Giornate degli Autori, 5 è il numero perfetto è un adattamento piuttosto fedele della pluripremiata graphic novel edita in Italia nel 2002 e poi pubblicata in numerosi paesi del mondo: siamo a Napoli nel 1972 e il vecchio guappo Peppino Lo Cicero (Toni Servillo), ritiratosi da tempo a vita privata, si trova costretto a tornare in azione per vendicare il figlio, giovane sicario ucciso durante una notte di lavoro in seguito al tradimento di un uomo di cui non si conosce l’identità. Per raggiungere il proprio scopo, Peppino coinvolge di nuovo il suo storico braccio destro, il temibile Totò ‘o Macellaio (Carlo Buccirosso), con il quale farà scorrere molto sangue per le vie del capoluogo campano alla ricerca della verità sulla morte dell’amato figlio. articolo completo: www.fabriqueducinema.it

Ad Igort più che il personaggio realisticamente inteso, sembra interessare la maschera; nella graphic novel un personaggio non è un vero attore e nemmeno un disegno statico, Igort li definisce “maschere che si muovono” e la creazione dei sentimenti è tutta legata all’abilità dell’autore.
“5 è il numero perfetto” è una grandissima graphic novel, ed averla letta dopo averne visto la trasposizione cinematografica, è stato un piacere supplementare. In una chiacchierata con l’autore, nel settembre scorso, ho avuto conferma che il modo migliore per scoprire se un fumetto è di buona qualità, è sfogliarlo velocemente, percependo il segno, il colore (in questo caso la raffinatissima bicromia).
Inutile cercare nel testo i prodromi di una grande storia, nella graphic novel, la percezione può avvenire solo attraverso il colpo d’occhio, il sentore visivo. Una pratica che metto in atto da anni, senza aver mai sbagliato un colpo.
Prendetela tra le mani, fate scorrere le pagine tra le dita, Igort, come lo spietato Peppino Lo Cicero, colpisce al cuore. Sempre. articolo completo https://offtopicmagazine.net

L’Adamello è una montagna delle Alpi Retiche meridionali, in Lombardia (Val Camonica), che costituisce la vetta principale del gruppo omonimo e della provincia di Brescia.

La vetta dell’Adamello fu vinta per la prima volta da un giovane alpinista boemoJulius von Payer, assieme alla guida alpina Giovanni Catturani, il 15 settembre 1864, tre settimane dopo la conquista della vicina Cima Presanella da parte di un’altra spedizione alpinistica. La squadra che supportò i due primi salitori era composta, oltre a loro, dall’altra guida alpina Girolamo Botteri e da un portatore locale, Antonio Bertoldi.

Partita l’8 settembre, la spedizione commise due errori, dovuti alla mancanza di orientamento, scambiando due vette secondarie (il Dosson di Genova, 3419 m, e il Corno Bianco, 3434 m) per la cima principale, conquistandole entrambe prima di affrontare la vera cima. La via di salita scelta da Payer, Botteri e Caturani è quella considerata ancora oggi come una delle più facili (anche se da allora molto è cambiato nella conformazione dei ghiacciai), partendo dalla Val Genova, sul versante trentino, e attraversando il Pian di Neve sino alle vette.

La prima ripetizione, sempre estiva, venne portata a termine, seguendo un percorso simile, da una squadra in gran parte di nazionalità britannica, composta dal londinese Douglas William Freshfield, dal celebre Francis Fox Tuckett, dagli alpinisti Fox e Backhouse, dalle guide svizzere Devouassoud e Michel, e per finire dal portatore Gutmann.

La cima dell’Adamello si trova all’interno del territorio comunale di Saviore dell’Adamello, sebbene il confine con Edolo sia a pochi metri. Sulla vetta è installata una piccola croce montata su un cavalletto con la fotografia di Giacomo Comincioli, eroe camuno. Questa sorregge anche una campanella; sotto la croce si trova inoltre una piccola targa recante la Preghiera dell’Alpino. FONTE

#ascoltando

Museo di Palazzo Doebbing – Sutri (Vt). Èthos: Keramikos 2022, a cura di Vittorio Sgarbi, con la collaborazione di Francesca Pirozzi. Associazione Culturale Magazzini della Lupa, presidente Mirna Manni.

Sabato 5 febbraio 2022 alle ore 16.00 al Museo di Palazzo Doebbing a Sutri (VT) sarà inaugurata la mostra Èthos: Keramikos 2022, a cura di Vittorio Sgarbi, con la collaborazione di Francesca Pirozzi, organizzata dall’Associazione Culturale Magazzini della Lupa, presieduta da Mirna Manni, in collaborazione con il Museo di Palazzo Doebbing e il Comune di Sutri. 

La mostra ha il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo e del Comune di Sutri, del MIC (Museo Internazionale delle Ceramiche) di Faenza, dell’AiCC (Associazione italiana Città della Ceramica) e della testata La Ceramica Moderna & Antica.

Èthos: Keramikos 2022 sarà visitabile dal 6 febbraio al 18 aprile 2022.

  • La mostra intende proporre una ricognizione dei territori dell’arte contemporanea in ceramica in Italia e prevede, accanto a una selezione di artisti attivi nel campo della scultura fittile
  • Rosana Antonelli,
  • Tonina Cecchetti,
  • Eraldo Chiucchiù,
  • Mirco Denicolò,
  • Ellen G.,
  • Luca Leandri,
  • Massimo Luccioli,
  • Mirna Manni,
  • Riccardo Monachesi,
  • Sabine Pagliarulo,
  • Angela Palmarelli,
  • Marta Palmieri,
  • Fiorenza Pancino,
  • Paolo Porelli,
  • Attilio Quintili,
  • Antonio Taschini,
  • Mara van Wees
  • – uno spazio di confronto con artisti più storicizzati –
  • Clara Garesio,
  • Nedda Guidi,
  • Giuseppe Pirozzi e
  • Aldo Rontini
  • – la cui ricerca nello stesso ambito ha rappresentato un significativo punto di partenza per le sperimentazioni successive.

Giuseppe Pirozzi partecipa con le opere Tre tempiPreghiereGiacomo L. e Questo è in qualità di artista omaggiato.

Giuseppe Pirozzi, Giacomo L. (Foto di Marco e Luciano Pedicini)

Giuseppe Pirozzi, Tre tempi (Foto di Marco e Luciano Pedicini)

Clara Garesio partecipa con le opere/installazione Balocchi e Architetture oniriche 

Clara Garesio, Architetture oniriche 

Èthos è il tema/titolo di questa edizione di Keramikos. In origine il termine greco èthos sta per “abitare un luogo” e implica quindi anche un riferimento alle tradizioni e alla cultura locali, grazie alle quali si forma il carattere e il modo di essere della persona. In filosofia e nelle scienze sociali èthos indica pertanto la norma di vita, la convinzione e il comportamento pratico dell’individuo ed è l’oggetto proprio dell’etica. Può significare inoltre “inizio”, come la volontà di una ripartenza dopo la pandemia, “apparire”, come la connotazione propriamente visivo-estetica dell’oggetto d’arte, “disposizione” e da qui anche “carattere” o “temperamento”, come proiezione nell’opera dello stato d’animo dell’artista e della propria personale Weltanschauung (concezione del mondo).

Ellen G. partecipa con l’opera/installazione Quel che resta del giorno 

Nata nel 2007 con l’intento di valorizzare la ceramica quale medium espressivo, la biennale di scultura ceramica contemporanea Keramikos testimonia la vitalità di una tradizione scultorea antichissima e la sua sempre più assidua e significativa presenza sulla scena artistica. Dal 2014 è ideata e organizzata dall’Associazione Culturale Magazzini della Lupa che negli anni ha contribuito a diffondere, attraverso mostre e pubblicazioni, la cultura ceramica.

  • La mostra è corredata da un catalogo con testi di Vittorio Sgarbi, Francesca Pirozzi e Lillo Di Mauro.
  • Museo di Palazzo Doebbing, Piazza del Duomo 1, Sutri (Viterbo).
  • Orario: dal martedì alla domenica orario continuato 10:00-17:00; ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura – chiuso il lunedì.
  • Costo del ticket: 10 euro. Ridotto: 8 euro (gruppi, soci Ali, docenti, ragazzi da 13 a 18, forze dell’ordine); ridotto residenti: 5 euro; gratuito: fino a 12 anni, disabili e accompagnatore, giornalisti accreditati.
  • Contatti: 0761.1564320 Email: sutri.archeoares@gmail.com – museopalazzodoebbing@gmail.com

Presentazione del libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella, promossa dall’Associazione Culturale “MUSEO MINIMO”. Napoli 30 gennaio 2022 

Un luogo incantato, una domenica pomeriggio d’inverno… La narrazione colta e raffinata di un personaggio storico che, a duecentocinquanta anni dalla scomparsa, è ancora argomento di studi, discussioni e tanti interrogativi.

Ma chi era davvero Raimondo di Sangro, principe di Sansevero?  

Domenica 30 gennaio 2022, Napoli, giardino della Casina Pompeiana di Palazzo Venezia; presentazione del libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella, promossa dall’Associazione Culturale “MUSEO MINIMO”, 
L’evento, organizzato nel giorno del genetliaco del Principe, ha visto protagonisti gli interventi, coordinati da Roberto Sanchez direttore artistico del «Museo Minimo» di Napoli, dell’autore e – grazie ad un video appositamente registrato, del Dottor Domenico Macaluso, Ispettore Onorario dei Beni Culturali della Regione Sicilia.
Tra il pubblico intervenuto, la storica dell’arte Regina Deckers della Bibliotheca Hertziana.

Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, uomo dalla geniale personalità poliedrica, è stato l’ideatore della Cappella Sansevero, conosciuta anche come Santa Maria della Pietà, oggi sconsacrata, uno dei monumenti più straordinari mai concepiti. Mausoleo e tempio iniziatico ricco di mistero e Bellezza, vero e proprio itinerario massonico, come la definisce l’autore Langella, la Cappella è scrigno di meravigliose opere d’arte, come il celeberrimo Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, il Disinganno di Francesco Queirolo e la Pudicizia, nota anche come Verità velata, di Antonio Corradini, che il Principe ha  fortemente voluto e finanziato.  La Cavea sotterranea oggi ospita le famose Macchine anatomiche, o Studi anatomici – originariamente collocate nell’Appartamento della Fenice – realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno, quella maschile, secondo alcune fonti, acquistata nel 1756 da Raimondo di Sangro, in seguito a una esibizione pubblica che l’anatomopatologo siciliano tenne a Napoli, e quella femminile appositamente commissionata al Salerno, che il Principe aveva nel frattempo preso a lavorare presso di sè, interessato com’era anche alla medicina e alle sperimentazioni. Inventore e studioso di tecniche, materiali e saperi, di chimica e alchimia, di esoterismo e di ogni disciplina dello scibile umano, Raimondo di Sangro può definirsi sicuramente, come sottolineato dal Macaluso, un “uomo di scienze in un periodo in cui il pensiero illuministico si stava facendo strada e la sua ricerca con metodiche di esoterismo e alchimia ed epistemologia, era contraria alla chiesa”: motivo per cui il Principe fu considerato al tempo, dedito a pratiche occulte e misteriose, quasi di stregoneria. Fatto sta che quella di Raimondo di Sangro resta ancora oggi una delle figure più discusse ed affascinanti della storia del sapere e delle scienze, protagonista di leggende e verità nascoste che forse mai riusciranno ad essere svelate.
La presentazione, ha fatto seguito alla mostra allestita al MUSEO MINIMO diretto dall’artista Roberto Sanchez: “La Cappella Sansevero nelle lastre di Umberto Santamaria Amato” Omaggio a Raimondo di Sangro a 250 anni dalla scomparsa, nell’ambito del piano culturale di ampio respiro nazionale, correlato ad un progetto didattico mirato alla diffusione della figura del Principe e delle sue opere, in continuità con le attività già personalmente intraprese dall’autore con istituzioni, scuole e associazioni del Paese, nel Trecentenario della sua nascita.

Le prossime tappe del progetto:

  • Marzo 2022: Roma – “Raimondo di Sangro convittore al Collegio Romano”Performance al Wunder Musaeum presso il Collegio Romano, a cura della Prof.ssa Clara Rech (Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico – MIUR)
  • Aprile 2022: Procida “Capitale della Cultura 2022” presentazione del libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” a cura del Dott. Domenico Macaluso. Esposizione delle illustrazioni degli episodi ambientati a Procida in omaggio a Enrichetta Capobianchi, depositaria delle più antiche tradizioni procidane.
  • Maggio 2022: Taormina – Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo”. Mostra e animazione: “il Giuoco della Lanterna magica ovvero del Disinganno”, adattamento del libro alle scuole medie.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione

30 gennaio 2022. Napoli, Palazzo Venezia. Presentazione del libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella.

La presentazione del libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella al PALAZZO VENEZIA di Napoli promossa dall’Associazione Culturale “MUSEO MINIMO”, fa seguito alla mostra allestita al MUSEO MINIMO diretto dall’artista Roberto Sanchez: “La Cappella Sansevero nelle lastre di Umberto Santamaria Amato” Omaggio a Raimondo di Sangro a 250 anni dalla scomparsa. La presentazione cade nell’anniversario di Raimondo di Sangro il 30 gennaio, e va inserita nel piano culturale di ampio respiro nazionale, correlato ad un progetto didattico mirato alla diffusione della sua figura e delle sue opere, in continuità con le attività già personalmente intraprese dall’autore con istituzioni, scuole e associazioni del Paese, nel Trecentenario della sua nascita.

Ricorre l’anniversario del principe di SANSEVERO e a 250 anni dalla scomparsa, anch’io in collaborazione con l’Associazione “MUSEO MINIMO” di Napoli, ho voluto ricordalo con un nuovo libro. Ringrazio di cuore Roberto Sanchez direttore artistico del “Museo Minimo”, il Dott. Domenico Macaluso che curerà la presentazione, assieme a quanti hanno dato il loro contributo al progetto itinerante di diffusione della figura e delle opere del Sansevero che sarà ospitato di mese in mese a Roma, a Procida “Capitale della Cultura 2022” e a Taormina. Elviro Langella

Il capitolo iniziale, la luggetèlla del Mago, introduce il mio personale approccio alla Cappella Sansevero sulla scorta degli illuminanti indizi dispensati dai due protagonisti, Umberto e Carla, che si sarebbero rivelati essenziali alla prima edizione della mia “Favola alchemica di Raimondo di Sangro”, pubblicata da Tullio Pironti nel 1983.

La seconda parte del libro, LE 3 CHIAVI, rimanda invece, al progetto maturato nel 2021 in vista delle celebrazioni di Raimondo di Sangro a 250 anni dalla scomparsa, che ritengo possa costituire una ghiotta opportunità per promuovere un proficuo gemellaggio col Collegio Romano (oggi sede del Ministero dei Beni Culturali). Un gemellaggio in linea con quello attuato quest’anno dal Museo Cappella Sansevero con Torremaggiore, città natale del Sansevero. In queste pagine ho inteso suggerire tre chiavi interpretative della famosa Cappella gentilizia legata al nome di Raimondo di Sangro, legittimamente riconosciuto il vero autore di questo gioiello, frutto della sensibilità artistica dell’illuminato mecenate che ha donato alla città di Napoli opere irripetibili nella storia dell’Arte, oramai universalmente note al largo pubblico, quali il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, la Pudicizia di Antonio Corradini, il Disinganno di Francesco Queirolo. Le voci chiamate ad interpretare i testi raccolti in queste pagine identificano tre personaggi a lui vicini. La loro affidabile testimonianza risulterà indispensabile sia per ricomporre un attendibile quadro biografico del principe di Sansevero, assai spesso alonato da una sospetta aura di leggenda, sia per tentare di ricostruire la gestazione del suo indiscusso capolavoro. Parliamo di Antonio Corradini, Theodor Tschoudy, Filippo Bonanni. Sensibili a vario titolo, agli interessi artistici, alla vocazione massonica o piuttosto, al fascino delle discipline ermetiche e in particolare dell’Alchimia, gli attori della nostra performance si alterneranno, fornendo ognuno a suo turno, la propria chiave di lettura dell’opera più rappresentativa del genio creativo di Raimondo di Sangro, la Cappella Sansevero, enigmatica ed affascinante proprio per la molteplicità di rimandi e allusioni esoteriche.

Il libro è dedicato all’editore napoletano Tullio Pironti che ci ha lasciato questo autunno. Vivendo in Sicilia a Giardini Naxos mi rammarica non aver avuto la fortuna di frequentarlo negli ultimi anni. Resta comunque inalterato il debito di riconoscenza nei suoi riguardi, per aver saputo infondermi quel fiducioso entusiasmo indispensabile a chi ambisce accostarsi alla scrittura, incoraggiandomi alla prima pubblicazione sul Principe di Sansevero già nel lontanissimo 1983. Le mie pubblicazioni sul Sansevero sono state editate negli anni successivi dall’IPPOGRIFO; da EMIS MULTIMEDIA; da OPUS MINIMUM.

L’episodio del libro ambientato sull’Isola di Procida, evoca il drammatico epilogo dell’amore contrastato di Maria Spinelli per il grande compositore, suo maestro di musica, Giambattista Pergolesi, legato da profonda amicizia con Raimondo di Sangro suo coetaneo. Il libro fornisce un’insospettata chiave interpretativa già intuita da sensibili scrittori – tra i quali Domenico Pompeo, autore del romanzo “Nel tempo felice” – che hanno voluto incarnare nel Cristo velato del Sansevero, un segreto omaggio postumo tributato all’amico precocemente scomparso mentre componeva lo struggente, inarrivabile Stabat Mater. L’amato Giobatta non sarebbe riuscito ad ultimare invece, il «Tempo Felice», la cantata ordinata dal Sansevero per il preludio scenico da rappresentare nell’occasione delle sue nozze con Carlotta Gaetani, nel teatrino ducale di Torremaggiore. Impedito dalla malattia che l’avrebbe stroncato appena ventiseienne, quello spartito non avrebbe mai visto la luce.

  1. Introduzione alla mostra e al progetto artistico realizzato da Elviro Langella.
  2. Tavole della Mostra, una galleria fotografica delle tavole della mostra a Palazzo Venezia.
  3. La Favola Alchemica del Principe di Sansevero.
  4. Elviro Langella

Elviro Langella è nato il 3 luglio del 1950 a Torre Annunziata (Napoli) e vive oggi a Giardini Naxos in Sicilia.

Ha insegnato per 35 anni la Storia dell’arte nei licei, promuovendo iniziative per sensibilizzare attivamente i giovani ad un consapevole accostamento alla ricchezza dell’inesauribile patrimonio artistico del Paese, attraverso linguaggi espressivi ad essi congeniali ed in linea con i new media. A riguardo, ricordiamo i progetti di sua creazione: Interactive Media, Viaggio nella storia del pianoforte e La stanza del sogno presentato in Sicilia e in Calabria e dedicato all’amato deltaplanista ed etologo Angelo d’Arrigo spentosi tragicamente il 26 marzo 2006. La realizzazione del progetto Il sogno di Polifilo ha richiesto l’intero arco di un triennio, articolandosi in una serie di performance multimediali ambientate in molti siti d’arte tra i più rappresentativi: dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, alle Cappelle Medicee di Firenze, all’abbazia arabo-normanna dei Santi Pietro e Paolo in Val d’Agrò in Sicilia, al Parco dei Mostri di Bomarzo, al cinquecentesco castello del Carafa di Santa Severina e all’antica Acherontia in Calabria.

È autore dei seguenti libri: “La favola alchemica di Raimondo di Sangro” per i tipi di Tullio Pironti (1a edizione) e dell’Ippogrifo (2° edizione); “I marmi filosofali del principe di Sansevero”, E.M.I.S. Multimedia editore; Una Sirena di nome Pegeen (E.M.I.S.); Kubrick. Oltre l’infinito per la rassegna organizzata dallo stesso scrittore nel 2001 a Giardini Naxos, in onore del regista Stanley Kubrick scomparso il 7 marzo 1999.

  1. Presentazione del libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella – informazione.it
  2. Ribera: Mimmo Macaluso cura la presentazione del libro del prof. Elviro Langella in programma a Napoli il 30 gennaio – ripost.it
  3. “La favola alchemica del Principe di Sansevero” di Elviro Langella
  4. LIBRI – “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella, presentazione a Palazzo Venezia a Napoli il 30 gennaio – napolimagazine.com
  5. – napolimagazine.com Museo Minimo
  6. LIBRI – “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella, presentazione a Palazzo Venezia a Napoli il 30 gennaio – calciomercatomagazine.com
  7. “The alchemical fable of the Prince of Sansevero” by Elviro Langella, presentation at Palazzo Venezia in Naples on 30 January

“Se non lo sai, o più avveduta tra le donne, ascolta i suoi pensieri …Una mattina, dicembre 2021 Castel di Sangro (AQ), Pinacoteca Patiniana. Presentazione del Cantico dei Cantici della scrittrice “serbo napolitana” Slobodanka Ciric.

“Non più giovane ma bella,
o rivali ancora acerbe,
sono l’idromele della poesia,
il frutto maturo e succoso.
Non criticate le mie rughe,
gli anni non lasciano carezze sul viso. 
La mia gente mi ha rinnegata: 
voleva che restassi a fare la guerra…” 
L’Amata

Una mattina, dicembre 2021 Castel di Sangro (AQ), Pinacoteca Patiniana. La presentazione del Cantico dei Cantici della scrittrice “serbo napolitana” Slobodanka Ciric, tavole interlocutorie figurative e copertina di Mila Maraniello, edita da La Città del Sole.
Dialogo a più voci,  moderato dal Sociologo e Giornalista Giuseppe Giorgio.

  • Cinzia Mattamira, Responsabile della Pinacoteca, 
  • Enia Acconcia, Assessore ai Beni artistici, alle Pari opportunità e alle Politiche per la famiglia del Comune di Castel di Sangro, 
  • la stessa scrittrice, anche nelle vesti  de “L’Amata”
  • la digital artist Mila Maraniello,
  • il professore Walter Miraldi, che per l’occasione ha vestito pure i panni de “L’Amato”
  • gli studenti delle classi IVB TUR, III TUR dell’I.I.S.S. PATINI-LIBERATORE che hanno interpretato “Il Coro” 
  • e la professoressa Giuliana Mannarelli, che si è soffermata particolarmente su tre aspetti dei versi della Ciric:
“Leggendo e rileggendo il bel testo della nostra poetessa sono stata colpita da tre aspetti:
1. La riscrittura, spiegata da lei stessa in un’intervista nella quale dichiara di volere che il suo Cantico sia “per quanto possibile aderente al testo di partenza”.
2. La scrittura dell’esilio.
3. Gli echi di movimenti poetici da me apprezzati e ai quali questo Cantico si può ricollegare. Come sappiamo, il lettore (Lector in fabula scriveva Umberto Eco) entra sempre nel testo con il proprio bagaglio culturale ed emotivo”.
“Indomita, pura lipizzana sei tu, amica mia.
Il tuo bel volto regale, eredità di sangue slavo.
Ti donano i gioielli d’argento, con grani d’onice e corallo”, 
“Se non lo sai, o più avveduta tra le donne, ascolta i suoi pensieri
sogna i suoi incubi nelle notti stese
tra l’ombra e l’anima”

La presentazione, parte del “Natale 2021 Città di Castel di Sangro” ha entusiasmato i presenti, in particolar modo i ragazzi, che tra letture, domande e risposte, si sono sentiti protagonisti di un vortice di storie, parole, colori ed emozioni che  mai avrebbero ipotizzato potesse diventare – anche solo per qualche ora – il loro “mondo”. 

…E si riprende verso nuovi “orizzonti”, il paesaggio innevato, la voglia di ri-cominciare senza trascurare quel Valore Assoluto che dice di rispetto per la Natura e le Tradizioni di Terre diverse dal caos – poco calmo – delle grandi città.

Non complicate le cose se non è necessario” Guglielmo di Occam.

MONTENERO VALCOCCHIARA

(la professoressa Giuliana Mannarelli). Il nostro gruppo, parlando di Montenero e del suo passato, ha potuto constatare la mancanza di notizie scritte sulle tradizioni e costumi che lo caratterizzavano. La vita del paese era scandita dal duro lavoro dei campi al quale quasi tutti si dedicavano fino alla grande emigrazione del secondo dopoguerra. La necessità di raccogliere e trascrivere tradizioni, usanze e pratiche agricole è stata quindi la prima forte motivazione per il nostro lavoro di ricerca affinché le nuove generazioni disponessero di una memoria scritta sul paese e i suoi abitanti. La seconda motivazione, non meno importante, è stata quella di contestualizzare la storia di Montenero inserendola nella “grande storia” dell’Ottocento e del Novecento. Abbiamo trovato nei vari archivi (Montenero, Isernia, Campobasso) documenti preziosi e talvolta sorprendenti. https://festadelricordo.com/2017/07/15/primo-articolo-del-blog/https://festadelricordo.com/

Il Piccolo Museo

…E si riscopre la voglia di non fermarsi all’ennesima malinconica realtà; il “mondo” non sempre “ascolta” la voce di quanti, a prescindere dal “dove” hanno qualcosa da raccontare. E il “suono” del Tempo conduce a nuovi incontri. Buon ascolto, buon Vivere. #Amore è #Raccontare la #Bellezza

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione