MediTerranei. #Storie. Mediterraneo film del 1991, diretto da Gabriele Salvatores.

Italiani – Greci: mia faza, mia raza (µία ϕάτσα, µία ράτσα) – una razza, una faccia è l’espressione resa celebre da Gabriele Salvatores nel film “Mediterraneo” e spesso usata dai Greci nell’incontro con gli Italiani, a sottolineare la vicinanza culturale, estetica e le radici comuni dei due popoli mediterranei.

Mediterraneo è un film del 1991, diretto da Gabriele Salvatores, con Diego AbatantuonoClaudio BigagliClaudio Bisio e Giuseppe Cederna, ispirato e liberamente tratto dal romanzo Sagapò di Renzo Biasion. La pellicola ha vinto l’Oscar al miglior film in lingua straniera nel 1992.

Nel giugno 1941, al termine della campagna italiana di Grecia, otto militari italiani sbarcano su una piccola isola del mar Egeo, con il compito di stabilirvi un presidio. Oltre al tenente Raffaele Montini, un insegnante di latino e greco al ginnasio appassionato di pittura, che li comanda, tra i soldati troviamo il rude sergente maggioreNicola Lorusso, il suo “assistente” Luciano Colasanti, i fratelli Libero e Felice Munaron, che, originari delle Alpi venete, non hanno mai visto il mare, il montanaro Eliseo Strazzabosco, maestro di sci, il disertore Corrado Noventa, che scrive continuamente alla moglie, e il più giovane di tutti Antonio Farina. L’isola appare deserta in quanto è stata parzialmente abbandonata dalla popolazione greca dopo aver subito la precedente sanguinosa occupazione tedesca. I soldati si rivelano assolutamente inadatti all’attività militare. La popolazione presente sull’isola, composta esclusivamente da donne, vecchi, bambini e da un prete ortodosso, sfuggiti alla deportazione che i tedeschi avevano inflitto ai maschi adulti, compare all’improvviso uscendo dai nascondigli nei quali si era rifugiata nel corso dello sbarco degli italiani. Gli isolani hanno avuto modo di osservare di nascosto quei soldati e hanno compreso che sono ben diversi dai tedeschi, che stavolta per loro non ci sono pericoli e che si può tentare una collaborazione. L’isola si rianima di un’umanità nuova, con la quale il gruppo di soldati stringe diverse forme di legame e di sodalizio. Inoltre il prete chiede al tenente Montini di restaurare gli affreschi della chiesa (“Gratis, naturalmente”) sfruttando le sue abilità pittoriche, che ha notato mentre il professore stava dipingendo il ritratto di uno degli abitanti dell’isola.

Un giorno, tre anni dopo lo sbarco dei soldati, un aereo da ricognizione italiano è costretto a compiere un atterraggio d’emergenza sull’isola. Il pilota è il tenente Carmelo La Rosa, il quale, esterrefatto, comunica ai soldati ciò che è avvenuto in Italia negli ultimi tempi: la caduta del fascismol’8 settembre, la fondazione della RSI e l’armistizio con gli anglo-americani firmato dall’Italia. Per i soldati quindi si pone il problema del rientro in patria.

Molti anni dopo il professor Montini, ormai invecchiato, accetta l’invito di Farina a recarsi di nuovo sull’isola. Il turismo di massa ha ormai stravolto la piccola isola greca e il tenente, dopo avere reso omaggio alla tomba di Vassilissa, torna a trovare Farina, insieme al quale Montini trova a sorpresa il sergente Lorusso, che, deluso dell’Italia del dopoguerra, nella quale non si è affatto compiuto quel processo di rinnovamento in cui lui sperava fortemente, aveva scelto molti anni prima di tornare sull’isola e ricongiungersi a quel compagno d’armi dal quale un tempo sembravano dividerlo tante cose. «Non si viveva poi così bene in Italia, non ci hanno lasciato cambiare niente… e allora gli ho detto… avete vinto voi, ma almeno non riuscirete a considerarmi vostro complice… così gli ho detto, e son tornato qui…»

  • Titolo: Mediterraneo
  • Genere: Commedia, Guerra
    Anno: 1991
    Regia: Gabriele Salvatores
    Attori: Claudio Bigagli, Diego Abatantuono, Giuseppe Cederna, Ugo Conti, Gigio Alberti, Vanna Barba, Claudio Bisio, Antonio Catania, Memo Dini, Luigi Montini, Vasco Mirandola
    Paese: Italia
    Durata: 105 min
    Distribuzione: Penta Distribuzione (1991) – Pentavideo, Cecchi Gori Home Video, L’unita’ Video
    Sceneggiatura: Enzo Monteleone
    Fotografia: Italo Petriccione
    Montaggio: Nino Baragli
    Musiche: Marco Falagiani, Giancarlo Bigazz
  • Produzione: A.m.a. Film, Penta Films, Silvio Berlusconi Communications
  • Interpreti e personaggi
  • Diego Abatantuono: Sergente Maggiore Nicola Lorusso
    Claudio Bigagli: Tenente Raffaele Montini
    Giuseppe Cederna: Antonio Farina
    Ugo Conti: Luciano Colasanti
    Claudio Bisio: Corrado Noventa
    Gigio Alberti: Eliseo Strazzabosco
    Antonio Catania: Tenente Carmelo La Rosa
    Memo Dini: Libero Munaron
    Vasco Mirandola: Felice Munaron
    Vana Barba: Vassilissa
    Luigi Montini: prete ortodosso
    Irene Grazioli: pastorella
    Alessandro Vivarelli: Aziz
  • Riconoscimenti
  • 1992 – Premio Oscar
    Miglior film straniero
  • 1991 – David di Donatello
    Miglior film a Gabriele Salvatores, Mario Cecchi Gori, Vittorio Cecchi Gori e Gianni Minervini
    Miglior montaggio a Nino Baragli
    Miglior sonoro a Tiziano Crotti
    Candidatura come Miglior regia a Gabriele Salvatores
    Candidatura come Miglior sceneggiatura a Enzo Monteleone
    Candidatura come Migliore produttore a Mario e Vittorio Cecchi Gori e Gianni Minervini
    Candidatura come Migliore attore protagonista a Diego Abatantuono
    Candidatura come Migliore attrice non protagonista a Vana Barba
    Candidatura come Migliore attore non protagonista a Giuseppe Cederna
    Candidatura come Miglior fotografia a Italo Petriccione
    Candidatura come Migliore colonna sonora a Giancarlo Bigazzi e Marco Falagiani
    Candidatura come Migliori costumi a Francesco Panni
  • 1991 – Globo d’oro
    Miglior musica a Giancarlo Bigazzi e Marco Falagiani
    Candidatura come Miglior film

Vana Barba nome d’arte di Vasiliki Barba è una modella e attrice greca. È stata Miss Grecia nel 1984 ed è stata la candidata greca a Miss Mondo nel 1984, oltre ad aver posato per Playboy sempre in Grecia. Ha recitato nel cinema in Grecia e in Italia. Nel 1991 ha interpretato il ruolo della prostituta Vassilissa nel film premio Oscar Mediterraneo. Ha continuato la sua carriera nella televisione e nel teatro.

MediTerranei. #Storie. 1799. La battaglia del Canale di Procida

La battaglia del Canale di Procida fu un combattimento navale che si svolse il 17 maggio 1799 nelle acque del mar Tirreno Meridionale, sullo specchio acqueo che separa l’isola dell’arcipelago delle Pitecuse (IschiaVivara e Procida) dalla penisola flegrea, costituendo il punto d’ingresso più settentrionale del Golfo di Napoli da quello di Gaeta, collegandoli.

Allo scontro si addivenne nel vano tentativo dei repubblicani di riconquistare l’isola per mezzo di una flottiglia di imbarcazioni agli ordini di Francesco Caracciolo e posto in essere con un infruttuoso colpo di mano avente l’obiettivo di strapparla al controllo anglo-borbonico e portoghese dopo essere caduta in loro possesso assieme alle altre Pitecuse il 2 aprile 1799, imponendo il blocco navale alla città per tentare poi uno sbarco anfibio sulle coste.

La sera di mercoledì 15 maggio, dopo aver notato una ridotta sorveglianza da parte degli anglo-borbonici con la partenza di alcune navi, tra cui la HMS Culloden di Troubridge richiamata da Nelson, un fuoriuscito procidano giunto a Napoli riferì il fatto e giovedì mattina 16 maggio, dopo un proclama di Caracciolo, direttore generale della Marina, salparono verso mezzogiorno, comandate da lui, 2 galeotte, otto 8 cannoniere, 6 bombardiere e vari feluconi alla volta di Procida, dove giunsero la notte.

la mattina del 17 maggio si addivenne allo scontro, la fregata napoletana lealista Minerva comandata dal conte di Thurn fu più volte colpita e ruppe gli alberi, mentre i repubblicani, non essendosi accorti delle batterie costiere che iniziarono a far fuoco su di loro subirono il danneggiamento di una cannoniera e la perdita di 5 uomini e 3 feriti, ed essendo cambiato il vento questi si ritirarono mentre gli anglo-borbonici, oltre alla già citata fregata, subirono il anche il danneggiamento di una cannoniera e diversi morti.

La battaglia fu documentata dal Monitore Napolitano della Eleonora de Fonseca Pimentel e da due guazzi di Saverio della Gatta esposti al museo nazionale di San Martino. it.wikipedia.org – Battaglia_del_Canale_di_Procida_(1799)

E mentre il massacro si perpetrava, la notizia era giunta a Napoli. Sul numero sedici del Monitore del 2 aprile in poche righe era stato reso noto l’avvistamento di quattro vascelli e tre fregate inglesi ancorate a Procida, con la supposizione di essere imbarcazioni fuggite da Livorno che, per mancanza di vento, erano state obbligate ad entrare nel Golfo.

Sui numeri seguenti le notizie giunsero via via più precise: si disse  della cattura dei rappresentanti del Governo e di altri cittadini, l’intervento del  generale francese Macdonald presso il Comandante inglese Troubridge, minacce e trattative sul rilascio dei prigionieri, e la partenza dell’Ammiraglio Francesco Caracciolo con diverse barche cannoniere di osservazione. Il 18 maggio la Pimentel riportava la notizia di  un tentativo di riconquista dell’isola da parte dei repubblicani per effetto di un’azione dell’Ammiraglio Caracciolo che era partito con altri patrioti alla volta di Procida con due galeotte, otto cannoniere, sei bombardiere e vari feluconi.  La spedizione era stata organizzata in seguito allontanamento di alcune navi inglesi dall’isola.  In effetti l’allontanamento avvenne non per una ritirata degli inglesi, ma quando Vincenzo Speciale, a processi conclusi, tornò per affari suoi a Palermo e per la sconsacrazione dei tre sacerdoti a Cefalù. La notizia dell’allontanamento delle navi , scrisse la Pimentel, era giunta  a Napoli tramite una misteriosa persona che era riuscita ad arrivare  da Procida. Chi? Non si seppe mai.

L’Ammiraglio Francesco Caracciolo giunse sull’isola tentando di portare il suo tanto sospirato aiuto solo a metà maggio, dopo oltre un mese e mezzo da che era stata presa dai Borboni, ed il porto di Marina Grande era ancora popolato da fregate e corvette inglesi nelle cui stive  i prigionieri allo stremo, pativano torture infernali. Seppur inferiori di numero, i patrioti repubblicani comandati dall’Ammiraglio riuscirono a fare fuoco ed a far ricadere delle bombe sulle imbarcazioni nemiche. Al grido di Viva la Repubblica, Viva la Libertà, riuscirono a rompere gli alberi della fregata, ma gli inglesi risposero da terra provocando ingenti danni anche alla flotta repubblicana. Caracciolo fu costretto a  tornare a Napoli con  cinque morti e tre feriti.

I nostri patrioti prigionieri, oramai tramortiti, vissero ore di trepidazione: si aggrapparono a quello spiraglio di luce sperando e pregando con tutta l’anima, si illusero che quell’incubo stava per finire e finalmente sarebbero potuti  tornare liberi. E invece no! Dopo una estenuante battaglia sentirono le navi di Caracciolo allontanarsi e l’inesorabile morte farsi più vicina. Il  tentativo di riconquista dell’isola da parte dei repubblicani  passò alla storia come una impresa eroica: Vincenzo Cuoco, nel suo Saggio Storico sulla rivoluzione napoletana del 1799, con queste testuali parole lo descrisse:

-Caracciolo valeva una flotta. Con pochi, mal atti e mal serviti barconi, Caracciolo osò affrontar gli inglesi: l’officialità di marina, tutta la marineria era degna di secondar Caracciolo. Si attacca, si dura in un combattimento ineguale per molte ore; la vittoria si era dichiarata finalmente per noi, che pure eravamo i più deboli; ma il vento viene a strapparcela dalle mani nel punto della decisione e Caracciolo è costretto a ritirarsi lasciando gli inglesi malconci, e si potrebbe dire anche vinti se l’unico scopo della vittoria non fosse stato quello di guadagnar Procida. Un altro momento, e Procida forse sarebbe stata occupata. Quante grandi battaglie, che sugli immensi campi del mare han deciso della sorte degli Imperi, non si possono paragonare a questa picciola azione per l’intelligenza e pel coraggio dei combattenti!. Il vento che impedì la riconquista di Procida fu un vero male per noi, perché tratanto i pericoli della Patria si accrebbero. Le disgrazie diluviavano: dopo due o tre giorni si ebbero altri mali a riparare, più urgenti di Procida; e la nostra non divisibile marina fu costretta a difendere il cratere della Capitale. Il ministro della guerra Gabriele Manthonè cercò allora di organizzare un estremo tentativo di attacco dalle spiagge vicine di Miliscola e Pozzuoli.  Palpitante di amor di Patria la sua lettera a tutti i rappresentanti della Marina:

-Cittadini. Voi sentite il sacro fuoco della Libertà. Voi  lo sviluppate  contro il più scellerato de’ nostri nemici l’Inglese. Egli fa la guerra; ma quella dell’inganno e del tradimento. Marinai scuotetevi contro costoro. Gli inglesi fanno la guerra contro il popolo e contro i suoi diritti: rinfacciategli  che la guerra si fa con le armi, e contro le armi, non già con la frode. Mostrate nel vostro coraggio l’orrore per i loro misfatti, la pietà per quegli infelici che essi trascinano alle stragi…Inglesi… l’ora del disinganno suona tra il Popolo Napoletano… Conoscerà la perfidia che vi guida, i disastri che provocate contro degli infelici, vi maledirà…vi aborrirà, volerà infine, raccolto in massa a farvi espiare con la morte la serie mostruoso dei vostri delitti. Si: sarete una volta conosciuti e puniti: Viva il Popolo Napoletano. (Napoli 30 Fiorile.anno  7 della Libertà). Ma anche questo tentativo risultò vano. Nonostante l’ardente amor di Patria, dalle spiagge vicine i patrioti altro non poterono fare che osservare il nemico mentre riparava velocemente i danni subiti alle imbarcazioni e si fortificava tirando a terra un’altra cannoniera. A nulla servirono i propositi di vendetta. Il primo giugno la Repubblica Napoletana santificò i suoi primi eroi. Il patibolo fu eretto nella piazza di Santa Maria delle Grazie, nello stesso luogo in cui i patrioti avevano piantato il loro albero della libertà, dove era nato l’amore tra Bernardo ed Aurora ed  in cui la storia, quasi un secolo dopo, avrebbe immortalato la loro memoria su un cenotafio. Dopo due mesi di catene e torture ascesero al patibolo: Vincenzo Assante, Francesco Buonocore, Giuseppe Cacace, Andrea Florentino, Salvatore Schiano, Onofrio Schiavo, Francesco Feola, Giacinto Calise, Cesare Albano di Spaccone, Michele Costagliola, Michele Ciampriamo, Leopoldo D’Alessandro.

I condannati giunsero alla forca incatenati, trascinandosi a stenti  l’un l’altro, ed al loro seguito uno stuolo di sgherri, marinai e preti. L’efferato Speciale mantenne la sua perversa promessa. I familiari furono costretti a presenziare e ad indossare abiti  a festa come tutto il folto pubblico che accorse ad assistere al macabro spettacolo. Il tripudio doveva essere grande. L’ignoranza e la tirannia  avevano  vinto sull’intellighentia, la democrazia e la libertà! Le urla delle mogli dei condannati si udirono per tutta l’isola. La moglie di Buonocore, dopo che anche Napoli fu presa, fu rinchiusa nelle carceri della Vicaria ed ebbe compagna di cella Luisa Sanfelice. Dopo due mesi partorì una bambina già morta, tutti i beni furono confiscati e la vendetta del Borbone perseguitò la sua famiglia per generazioni. www.nuovomonitorenapoletano.it

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MediTerranei. #Suoni. L’infinitamente piccolo – Angelo Branduardi

L’infinitamente piccolo è un album del cantautore italiano Angelo Branduardi, pubblicato nel 2000.

Nel disco, il musicista lombardo ha messo in musica la storia di san Francesco d’Assisi. Tutti i testi sono curati da Luisa Zappa e sono basati sulle fonti francescane.

Tracce
  1. Il cantico delle creature – 3:35
  2. Il sultano di Babilonia e la prostituta (cantata con Franco Battiato) – 5:25
  3. Il lupo di Gubbio – 3:58
  4. Audite poverelle (con Nuova Compagnia di Canto Popolare) – 3:06
  5. Divina Commedia, Paradiso, Canto XI – 4:42
  6. Il trattato dei miracoli – 4:02
  7. Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò per pregare e tutto tacque (con Madredeus) – 3:49
  8. La regola – 3:30
  9. La predica della perfetta letizia – 4:33
  10. La morte di Francesco (con I Muvrini) – 5:35
  11. Salmo (diretta da Ennio Morricone) – 3:14

Al disco è seguito un lungo tour europeo che continua tuttora sotto varie versioni tra cui La lauda di Francesco: un viaggio in musica che ripercorre la vita del santo di Assisi, che la Chiesa celebra il 4 ottobre, raccontata dallo stesso cantautore con l’ausilio di attori, ballerini e mimi.

Formazione

L’album nasce da una commissione francescana, accettata invero con qualche dubbio da Branduardi. Evidentemente però, e lo testimonia la musica, l’artista è stato ispirato dai testi del frate umbro. Utilizzando un vasto repertorio di strumenti, in particolare percussivi, Branduardi crea delle ballate rock dal fascino immediato e mai banale. La voce particolarmente dal vivo, le registrazioni non rendono pienamente giustizia a Branduardi, è calda e unica riuscendo a fondere le parole nel dettato musicale con esiti di alta comunicatività poetica. Tutte le canzoni sono immediatamente orecchiabili ma non esauriscono mai la loro carica evocativa al primo ascolto. Particolarmente riuscito il “Cantico delle creature”, “La regola” e “Audite Poverelle” per il loro ritmo incalzante e l’uso originale delle percussioni. L’Album vanta la collaborazione di grandi artisti come Ennio Morricone, Franco Battiato, la Nuova Compagnia di Canto Popolare e il gruppo portoghese dei Madredeus.

Nella seconda parte del concerto Branduardi si concede, come prassi, ai suoi cavalli di battaglia facendo andare in delirio il suo pubblico. Accanto alla “Pulce d’Acqua”, “La Fiera dell’est” e “Si può fare” però aggiunge anche alcune canzoni intimiste per cui si accompagna solamente con la chitarra ribadendo, se ce ne fosse bisogno, la sua vocazione di menestrello. https://www.operateatro.it/it/Recensioni-Cultura-e-musica/Branduardi-LInfinitamente-Piccolo

Io, straniero ai miei fratelli,
pellegrino per mia madre,
ho guardato
ma non c’era chi potesse
consolarmi… 
Il fascino di Francesco si nutre anche delle sue debolezze: 
ne conosciamo la grande solitudine che ce lo fa apparire vicino a noi 
proprio perchè diverso dalle irreali figure mistiche di cui l’agiografia abbonda.

L’INCONTRO CON FRANCESCO (SAN) – Presenza d’obbligo di tutti i suoi concerti, le canzoni su testi francescani dell’album L’infinitamente piccolo. «Uscì nel 2000, da allora ha continuato a vendere senza mai fermarsi. Credo che ormai sia il mio album più venduto. E pensare che quando lo presentai, a Milano, al teatro Smeraldo, mi guardavano come un pazzo. Era giugno, mi dicevano: vedrai che ci saranno al massimo trecento paganti in costume da bagno. Si sbagliavano di grosso. C’era una tale ressa fuori del teatro che ci vollero i carabinieri. Del resto, il mio incontro con Francesco era atteso, stava nella logica delle cose, nel mio percorso». Perché San Francesco? «Ma, intanto, chi era Francesco? Le due immagini più frequentate sono, da un lato, quella del ribelle, un antesignano della teologia della liberazione, una sorta di Frate Mitra. L’altra è quella del giullare di Dio, del menestrello un po’ pazzo, come nel film di Rossellini. Dei film su Francesco a me, detto fra parentesi, ne piace uno solo, il secondo di Liliana Cavani, con Mickey Rourke. Questi due stereotipi non mi hanno mai convinto. Io però non volevo neppure fare un Francesco per devoti e pellegrini. Cosa che nemmeno richiedevano i francescani di Assisi: a loro interessava una figura in grado di parlare a tutti, non solo inter nos, per i fedeli e basta. C’era poi anche il problema dei testi, che io volevo rispettare integralmente, senza alterare o adattare nemmeno una parola. Insomma è stato un gran lavoro, ma il pubblico lo ha capito». «Certo, Francesco è una figura complessa, uomo di pace e non violento ma non pacifista come si dice oggi; uomo di mediazione, che va a parlare con il Sultano; uomo che non vuole rompere con la Chiesa, magari per riformarla dall’interno ma senza drastiche fratture. E poi, quel suo Cantico delle creature non è una cosa da volemose bene. È un’opera profondissima, che echeggia le più antiche cosmogonie che parlano di un canto incrociato fra creatore e creature, in uno scambio di suono e luce. Qualcosa che fa pensare ai riti degli sciamani. Per questo c’è voluto molto tempo per comporre quest’opera».

MediTerranei. #Sogni, #Scelte, #Sapori, #Suoni. “Il bacino del Mediterraneo”

Il bacino del Mediterraneo è un’area geografica riferita agli stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo; nella biogeografia ci si riferisce invece alle nazioni che possiedono un clima mediterraneo, e quindi con ecosistemi adatti a questo clima. Il bacino del Mediterraneo è compreso fra le terre emerse di tre continentiEuropaAsia ed Africa, ha forma allungata in direzione est-ovest e si estende dall’Europa alla parte occidentale dell’Asia, comprendendo la penisola dell’Anatolia, con l’eccezione della parte centrale con clima differente.

L’Europa costituisce il bordo settentrionale del bacino, con tre penisole: l’iberica, l’italiana e la balcanica che si protendono nel bacino mediterraneo e posseggono clima corrispondente. Queste tre penisole sono separate dall’Europa centrale da sistemi montuosi come i Pirenei, che dividono la Spagna dalla Francia, le Alpi, che separano l’Italia dall’Europa centrale, e i Monti Balcani, che separano la penisola balcanica dal clima continentale formatisi nel corso dell’orogenesi alpina. Il bacino è delimitato meridionalmente dalle coste settentrionali africane, tra queste la regione del Maghreb che è separata dal deserto del Sahara dalla catena montuosa dell’Atlante.

Gli stati che vi si affacciano sono:

  1. Gibilterra (Regno Unito)
  2. Spagna
  3. Francia
  4. Monaco
  5. Italia
  6. Malta
  7. Slovenia
  8. Croazia
  9. Bosnia ed Erzegovina (Neum)
  10. Montenegro
  11. Albania
  12. Grecia
  13. Turchia
  14. Cipro
  15. Cipro del Nord
  16. Akrotiri e Dhekelia, tre tratti di costa separati (Regno Unito)
  17. Siria
  18. Libano
  19. Israele
  20. Palestina (Striscia di Gaza)
  21. Egitto
  22. Libia
  23. Tunisia
  24. Algeria
  25. Marocco tre tratti di costa separati dalle Plazas de soberanía spagnole

C’è un mare Mediterraneo, un bacino che unisce una decina di paesi. Gli uomini che strepitano nei caffè concerto in Spagna, quelli che gironzolano nel porto di Genova, sui moli di Marsiglia, la razza curiosa e forte che vive sulle nostre coste, provengono tutti dalla stessa famiglia. Quando si viaggia in Europa, scendendo verso l’Italia o la Provenza si ritrovano con un sospiro di sollievo uomini sbracati e quella vita intensa e colorata che ben conosciamo. Ho passato due mesi in Europa centrale, dall’Austria alla Germania, a chiedermi da dove venisse la strana angustia che mi pesava addosso, l’inquietudine sorda che mi abitava. Di recente l’ho capito. Tutti erano sempre abbottonati fino al collo. Non sapevano lasciarsi andare. Non conoscevano la gioia, così diversa dal riso. (Albert Camus)

Che il Mediterraneo sia | la fortezza ca nun tene porte | addo’ ognuno po’ campare | d’a ricchezza ca ognuno porta, | ogni uomo con la sua stella | nella notte del dio che balla | e ogni popolo col suo dio | che accompagna tutti i marinai | e quell’onda che non smette mai. (Eugenio Bennato)

Sono convinto che mai come oggi, pur vivendo in contesti sempre più dilatati, nei quali i contatti sono velocissimi, per resistere non dobbiamo mai abbandonare le nostre radici. Per diventare internazionali, dobbiamo appartenere a un Paese. Quel Paese, per me, è il Mediterraneo, che è sterminato patrimonio di culture e di visioni. (Mimmo Paladino)

Il Mediterraneo è una grande patria, una dimora antica. A ogni mia nuova visita me ne accorgo con evidenza sempre maggiore. Che esista anche nel cosmo, un Mediterraneo? (Ernst Jünger)

  • Various – Mediterranean
  • Etichetta: Travelogue – TRAVCD004
  • Formato:
  • CD, Compilation
  • Uscita: 2002
  • Genere: Folk, World, & Country
Riccardo Tesi & Banditaliana - Argento album cover
Etichetta:Visage Music – VM 3020
Formato:CD, Album
Paese:Italy
Uscita:
Genere:Folk, World, & Country

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione –  Vesuvio, 365 giorni da raccontare

Procida capitale della cultura 2022. Cerimonia inaugurale del 9 aprile.

  • L’inaugurazione dà il via a un programma culturale diretto da Agostino Riitano di 44 progetti (di cui 34 originali) e 150 eventi distribuiti in un cartellone di quasi 300 giorni di programmazione, con 350 artisti provenienti da 45 Paesi differenti del mondo.
  • Il 9 aprile tutto comincia da Calata Porta di Massa, nell’area portuale di Napoli, con una sequenza di tre spettacoli e azioni performative curate dal Teatro dei Venti: con “Il pianoforte sospeso” alle 14, le note accompagneranno l’ingresso degli ospiti sul traghetto che li condurrà da Napoli a Procida, con Renata Benvegnù, talentuosa pianista italiana che suonerà venendo sollevata a tre metri d’altezza e rimanendo sospesa nel ventre della nave.
  • Alle 16.30 a Procida, in piazza Marina Grande, andrà in scena la grande rappresentazione teatrale “Moby Dick”, con la regia di Stefano Tè, con il nucleo di 20 artisti a cui si uniranno i cittadini procidani, inclusi in alcune scene dello spettacolo a conclusione di percorsi laboratoriali con i bambini dell’Istituto comprensivo Capraro di Procida e con il Coro Polifonico San Leonardo. Gli spettatori assisteranno alla trasformazione di un carro-nave nella leggendaria balena bianca.
  • Alle 18.00 la Grande Parata, un attraversamento del cuore dell’isola, tra strettoie, salite, discese e balconi, in dialogo profondo con le sue specificità architettoniche. Lo spettacolo vede la partecipazione di Amici della musica – Banda Musicale Isola di Procida Aps, degli allievi della Scuola di teatro “Iolanda Gazzerro” di ERT / Teatro Nazionale (Modena), i trampolieri di Fenice Show Events (Milano) e diversi artisti locali. La performance è stata ideata insieme agli abitanti nei giorni precedenti la cerimonia inaugurale, attraverso un laboratorio di creazione collettiva che ha coinvolto gli studenti dell’ISS “F. Caracciolo – G. Da Procida”.
  • Alle 19.00, con “Les Tambours et Poupées auteurs dans un univers aquatique” di Transe Express, l’isola risuonerà delle suggestioni e degli echi dello spettacolo itinerante. Da Piazza della Repubblica, cuore geografico dell’isola, la performance della compagnia francese, con il supporto della Fondazione Campania dei Festival, si snoda lungo via Libertà e arriva al porto di Marina Grande.
  • Alle 19.45, il borgo di Marina Corricella, cartolina identitaria dell’isola e dell’intero Mediterraneo, ospita uno straordinario intervento di visual show architetturale a cura di Gio Pistone e Alessandra Carloni: sulle tipiche architetture mediterranee prenderanno forma i miti misteriosi del mare.
  • Lo spettacolo sarà in replica alle 20.45 e alle 21.45 e, domenica 10 aprile, alle 19.45, alle 20.45, alle 21.45 e alle 22.45.
  • Al tramonto, sarà inaugurata, all’ingresso di via Vittorio Emanuele, una luminaria a cura dell’artista Domenico Pellegrino per Voiello, main sponsor di Procida 2022. Si tratta di una luminaria, che evoca riti e tradizioni meridionali. Il visual, ideato da Claudia Bartoli, illustratrice e docente alla Nuova Accademia di Belle Arti di Roma, raffigura Procida, mitologica Nutrice di Enea e incarnazione dell’isola, che diventa simbolo di abbondanza insieme ai tre prodotti gastronomici tipici del territorio.
  • Alle 18.40, nell’ex convento di Santa Margherita Nuova a Terra Murata, prende il via la cerimonia istituzionale, introdotta dalla Fanfara dei Carabinieri.
  • Prima dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono previsti i saluti istituzionali di Dino Ambrosino, Sindaco di Procida, Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, Dario Franceschini, Ministro della Cultura, e Agostino Riitano, Direttore di Procida 2022. Segue una relazione sul tema della speranza di Giovanni D’Antonio, diciottenne campano classificatosi primo in Europa, e quarto al mondo, tra i migliori studenti di filosofia.
  • Ad accompagnarlo le musiche del chitarrista Osvaldo Di Dio.
  • In occasione di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022, la Regione Campania provvede a un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico terrestri, insieme con Eav, e di quelli marittimi, per un importo complessivo di 3,6 milioni di euro.
  • Alle 19.45 alcuni dei più importanti monumenti della Campania si illumineranno di rosa, colore tematico di Procida 2022. In collaborazione con Regione Campania e Fondazione Campania dei Festival, saranno protagonisti il colonnato della Basilica di San Francesco di Paola in Piazza del Plebiscito e Castel Sant’Elmo a Napoli, i Templi di Paestum, la Reggia di Caserta, l’Arco di Traiano a Benevento e il Castello Marchionale di Taurasi.
  • Nel corso della cerimonia inaugurale sarà obbligatorio indossare, anche all’aperto, mascherina FFP2, e rispettare, naturalmente, tutte le vigenti norme anti covid. Sono previste due corse marittime speciali da Napoli per Procida (e viceversa), prenotabili gratuitamente a partire da lunedì 4 aprile – seguendo le istruzioni sul sito www.procida2022.com (fino a esaurimento posti). Anche per due eventi (“Il pianoforte sospeso”, “Moby Dick”) occorrerà prenotarsi seguendo, a partire dal lunedì 4 aprile, le istruzioni disponibili sul sito www.procida2022.com
  • L’intera cerimonia inaugurale di Procida 2022 sarà trasmessa in diretta streaming sulla piattaforma ecosistema digitale della cultura della Regione Campania (procidainsieme.regione.campania.it/streaming/) e sulla pagina Procida 2022 – Capitale Italiana della Cultura .

Napoli – Terza Municipalità, “Marzo Donna 2022” 26 MARZO: Nel Mondo di Ellen G.

In occasione del “Marzo Donna” 2022 numerose sono le iniziative organizzate nel territorio della Terza Municipalità, nel segno delle pari opportunità, contro la violenza di genere e della prevenzione in materia di salute.

  • 20 MARZO h.11.00
    nel Real Bosco di Capodimonte Porta di mezzo a cura dell’Ass.ne
    MUSICAPODIMONTE “Malammore” la donna nella canzone napoletana; a cura dell’ANPI
    racconto storico “La Resistenza delle Donne e nomi comuni di persone straordinarie”
    Ass.ne Megaride Falcones Aps lettura del brano “La Fanciulla di Capodimonte “ tratto dal libro
    “Le leggende di Napoli” Matilde Serao.
  • La fanciulla di Capodimonte di Matilde Serao
  • 25 MARZO h.16.30
    presso Centro Diurno Progetto OASI manifestazione conclusiva di attività laboratoriali e percorsi delle donne “NEL NOME DELLE DONNE”.
  • 26 MARZO h.10.00/11.00 – h.11.00/12.00 – h.12.00/13.00
    Iniziativa proposta Ass.ne Museo Minimo “Nel Mondo di Ellen G.” visite guidate contingentate negli orari previsti presso la casa-studio dell’artista Palazzo dei Principi Albertini di Cimitile, in Via S. Teresa degli Scalzi 76.

Ellen G. è un’artista attiva in vari settori delle arti visive, in particolare nel papier collé e nella ceramica. Ha condotto laboratori di arte ceramica per bambini e adulti nell’ambito dei quali ha realizzato murales, plastiche ornamentali e pannelli decorativi installati in spazi pubblici. Le sue opere sono state esposte in mostre collettive e personali e acquisite in collezioni private e musei.

Ellen G. è il nome d’arte di Francesca Pirozzi. Francesca insegna Storia dell’Arte nella scuola secondaria di secondo grado. Ha conseguito due lauree (Architettura e Conservazione dei Beni Culturali), è PhD in Storia dell’Arte Contemporanea e svolge attività di ricerca. Ha all’attivo numerose pubblicazioni in storia e critica d’arte. Ellen G.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione – Vesuvio, 365 giorni da raccontare

1802 – 2022 ALESSANDRO POERIO  – 220º Anniversario della nascita. Napoli, 16 marzo 2022 ore 16,30 – Archivio di Stato, Sala Filangieri

Mercoledì 16 marzo 2022 ore 16,30, presso la Sala Filangieri dell’Archivio di Stato di Napoli, Piazzetta del Grande Archivio, 5,  1802 – 2022 con il patrocinio dei Comuni di Napoli, Pomigliano d’Arco e Montesarchio,

Nella ricorrenza del 220° Anniversario della nascita di Alessandro Poerio (Napoli, 27 agosto 1802-Venezia, 3 novembre 1848) mercoledì 16 marzo alle ore 16:30, con il Patrocinio dei Comuni di Napoli, Pomigliano d’Arco e Montesarchio, sarà aperta al pubblico la Mostra “I Poerio. Storia e Poesia. Genealogia e storia della famiglia Poerio”.

  • Saluti:
  • Candida Carrino, Direttrice dell’Archivio di Stato di Napoli
  • Gianluca Del Mastro, Sindaco del Comune di Pomigliano d’Arco (NA), Presidente della Fondazione Ente Ville Vesuviane, Professore Associato di Papirologia presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” (abilitato a professore ordinario), Professore supplente di Paleografia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
  • Morena Cecere, Assessore con delega per Beni Culturali – Turismo  – Promozione ed eventi del Comune di Montesarchio (BN)
  • Anna Poerio, Presidente dell’Associazione Culturale Alessandro Poerio, Vicepresidente per il Sud Italia del Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali
  • Nicola Terracciano, Presidente del Comitato di Caserta dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano 
  • Antonella Orefice, Storica e Scrittrice, Direttrice del Nuovo Monitore Napoletano
  • Beya Ben Abdelbaky, Console della Repubblica di Tunisia in Napoli 
  • Interventi:
  • Renata De Lorenzo, Presidente della Società Napoletana di Storia Patria, Componente del Consiglio di Presidenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano 
  • Carmine Pinto, Direttore dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, Professore ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Salerno
  • Giancristiano Desiderio, Giornalista, Scrittore, Direttore della Biblioteca Michele Melenzio di Sant’Agata de’Goti (BN)

Inaugurata per la prima volta nell’ottobre 2006, con l’Alta Adesione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, la Mostra nel corso di questi anni è stata esposta in prestigiosi istituti culturali ed in luoghi di interesse storico, riscuotendo sempre grande interesse fra gli studiosi: Palazzo Poerio, Belcastro (marzo 2007); Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (maggio 2007); Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (giugno 2008); Torre Civica di Mestre (ottobre 2008); Museo Archeologico del Sannio Caudino, Montesarchio (maggio 2009); Museo della Memoria, Pomigliano d’Arco (marzo 2011); Carcere Borbonico di Montefusco (maggio 2011); Istituto Italiano per gli Studi Filosofici Napoli (ottobre 2011); Castel Capuano, Sala della Regina (dicembre 2012); Maschio Angioino (giugno 2015); Museo del Risorgimento, Santa Maria C.V. (maggio 2018); Certosa e Museo Nazionale di San Martino, Napoli (settembre 2021). La mostra dedicata alla ricostruzione storica della Famiglia Poerio è stata realizzata con lo scopo di offrire ai visitatori una visione ampia dei documenti più significativi custoditi nell’Archivio di Stato di Napoli, nella Biblioteca Nazionale di Napoli, nell’Archivio di Stato di Napoli, nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ed in altri archivi. A questo scopo sono stati realizzati sedici pannelli fotografici, su ognuno dei quali sono stati riprodotti alcuni documenti che servono a ricostruire le biografie di Giuseppe, Alessandro, Carlo e Carlotta Poerio. Su ogni pannello sono indicate le notizie biografiche di questi prestigiosi personaggi storici e per ognuno di essi sono stati selezionati quei documenti che illustrano chiaramente non solo la loro attività politica e culturale, ma anche il ruolo svolto dalla famiglia Poerio nel corso delle lotte risorgimentali che portarono alla liberazione e all’unità della nostra nazione. I documenti selezionati ricoprono un arco di tempo che va dal 1799 al 1867, anno della morte di Carlo Poerio.

La Mostra, che sarà visitabile fino al 30 marzo 2022, comprende l’esposizione di documenti originali del Fondo Poerio-Pironti custodito presso l’Archivio di Stato di Napoli.

  • Comitato Promotore:
  • Archivio di Stato di Napoli,
  • Associazione Culturale Alessandro Poerio,
  • Società Napoletana di Storia Patria,
  • Coordinamento Nazionale delle Associazioni Risorgimentali,
  • Associazione Amici degli Archivi onlus,
  • Comitato Provinciale di Caserta dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano;
  • Centro Studi Storici di Mestre,
  • Museo Civico di Taverna (CZ),
  • Associazione Faro Tricolore (Desenzano del Garda),
  • Comitato Bandiera Italiana 17 marzo (Venezia).

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Napoli. Piazzetta Lieti, venerdì 11 marzo 2022: PROGETTO DONNA – Videopera di Antonio Gatto e Giuseppe Capuano

Dopo la performance alla Casina Vanvitelliana del Fusaro del 24 febbraio 2022 dal titolo “Motus” gli artisti Antonio Gatto & Giuseppe Capuano presentano un nuovo lavoro, una videopera sulla condizione femminile e non solo.

PROGETTO DONNA

Verrà proiettata sulle pareti della terza Municipalità a Napoli, zona Capodimonte, la Videopera di Antonio Gatto e Giuseppe Capuano sul tema della condizione femminile attraverso la loro interpretazione artistica. A cura dell’Associazione Museo Minimo. Direzione artistica Marilena Zanniello. Piazzetta Lieti. Venerdì 11 marzo 2022. Inizio proiezioni ore 18,45 – tre repliche a distanza di circa 30 minuti.

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Domenica 6 marzo 2022, Brusciano (Na) – Museo Cripta Cristo Rivelato. Estemporanea pittorica.

Domenica 6 marzo 2022, presso il museo cripta Cristo Rivelato di Brusciano, “si terrà una manifestazione artistica, all’insegna dell’arte e della bellezza, come affermato dal direttore artistico dell’Associazione Cristo Rivelato Pietro Mingione“. Gli Artisti realizzeranno opere pittoriche che faranno parte della collezione del Museo Cristo Rivelato di Brusciano.

Gli artisti che si esibiranno sono: 

“Sarà una giornata importante che ha come obiettivo quello di costruire qualcosa per le nuove e future generazioni, uno spazio dove respirare arte, un luogo dove interrogarsi e meravigliarsi.” Un luogo costruttivo per la collettività, che possa essere utile per la comunità. Ringrazio tutti voi a nome mio, di Ciruzzo Ciccone e tutta l’associazione del Cristo Rivelato.

Ringrazio Angelo Di Maio – Dima Colori – per averci fornito colore e materiale. Un ringraziamento anche all’inossidabile falegname ultra 80 enne che si è prestato a tagliare ed assemblare i telai delle tele, il caro Zio Felice Cerciello e Vincenzo Andrea Napolitano. Il grafico Sebastiano Lo Presti – Sebastiano Stampart – per la grafica della locandina. Un ringraziamento particolare al Sindaco Avv Giacomo Romano, l’assessore Monica Cito ed il Comune di Brusciano per il patrocinio morale”,  a conclusione il direttore artistico Pietro Mingione.

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Bacoli, Casina Vanvitelliana al Parco Borbonico del Fusaro: personale “Sergio Spataro – Pittore”.

Da Giovedì 24 febbraio 2022 fino al 13 marzo, alla Casina Vanvitelliana al Parco Borbonico del Fusaro, è visitabile la personale “Sergio Spataro – Pittore”.
La mostra del Maestro Sergio Spataro è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del comune di Bacoli ed è curata, nell’ambito della programmazione degli eventi artistico-culturali al Parco Borbonico del Fusaro, da Antonio Ciraci.
La mostra, è un’antologica di largo spettro che presenta opere del poliedrico artista napoletano a cavallo tra i due secoli. Sergio Spataro, pur se famoso per la sua grande abilità creativa di assemblare materiali diversi, dalla ceramica al ferro fino agli innesti lignei o tessili, resta ed è prima d’ogni altra cosa un Pittore, profondo conoscitore e padrone della sua forza espressiva.
Presente sulla Scena Artistica dal 1979 ha esposto in numerosissime personali e collettive in dimensioni sia nazionali che estere, dove anche le sue opere risultano presenti, in collezioni private e pubbliche.
La mostra sarà visitabile ogni venerdì e sabato dalle 17,00 alle 20,30 e le domeniche dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 20,30, nonché negli eventi programmati con prenotazione, fino al 20 febbraio 2022.

Nell’ambito della mostra di Sergio Spataro “Pittore”, 

l’Associazione Culturale Museo Minimo presenta M O T U S  videopera di Antonio Gatto e Giuseppe Capuano