Amato Papa Francesco, nel salutarti quest’oggi, insieme alla mia Chiesa di Napoli, voglio utilizzare tre parole che sempre ci hai raccomandato durante i tuoi discorsi: permesso, scusa, grazie. | Cardinale Arcivescovo don Mimmo Battaglia

Santa Messa in suffragio di Papa Francesco
24-04-2025
“Sorelle e fratelli,
oggi siamo qui come un’unica famiglia, in comunione con tutta la Chiesa universale, per ringraziare il Signore per il dono immenso che Papa Francesco è stato, non solo per la Chiesa, ma per il nostro tempo e per questo mondo così bisognoso di testimoni credibili, di profeti coraggiosi, di annunciatori del Vangelo e difensori dei poveri.
Si, difensori dei poveri, quei poveri il cui sguardo pieno di lacrime ho incrociato ieri mattina, in Piazza San Pietro, mentre vedevano passare il “loro” Papa, il Vescovo di Roma che ci ha raccontato il sogno di una “Chiesa povera e per i poveri”, un sogno che resta per noi intatto, non come eredità da custodire, ma come compito da realizzare ancora.
Nessuno di noi immaginava che quell’abbraccio così immersivo tra la gente, nel giorno di Pasqua, sarebbe stato l’ultimo. Né che il giorno dopo, Francesco ci avrebbe salutati per sempre.
Eppure, a guardare bene le trame sottili delle coincidenze, la sua partenza proprio il lunedì dell’Angelo ha un significato che ci parla. Quel giorno è come una seconda Pasqua, più quieta, più discreta. Che la tradizione denomina “dell’angelo” quasi a sottolineare il ruolo di chi, dinanzi al sepolcro chiuso della morte, annuncia l’imprevedibile e l’imponderabile della Resurrezione, aprendo inediti spazi di vita eterna a chi credeva che tutto finisse lì, dietro a una grossa pietra.
Così, nel raccoglimento della preghiera, mi è venuto da immaginare che anche noi, come popolo di Dio, sconvolti da quella notizia, ci siamo trovati davanti a un sepolcro. E lì, in quel silenzio carico di smarrimento, abbiamo potuto ascoltare una voce – forse di un angelo, forse del Signore stesso – che ci ha guardati con dolce fermezza e ci ha detto: “Francesco non è qui. È vivo. È con me. È partecipe della mia resurrezione”.
Ed è questa la certezza che oggi vorrei annunciare a tutti voi mentre salutiamo Papa Francesco: non è morto, è vivo. Non è più tra noi come lo conoscevamo, con quella voce roca e affaticata, con le sue carezze sulle teste dei bambini, con i suoi abbracci agli ammalati e ai poveri, con il suo sguardo che sapeva consolare e provocare. Si, non è più tra noi ma è vivo. È vivo in Dio, con il Dio dei viventi. È vivo nel cuore della Chiesa che ha tanto amato. È vivo nel Vangelo che ha cercato di testimoniare e annunciare fino alla fine.
Siamo chiamati ad accogliere e custodire questa Vita Eterna che è il cuore della nostra fede e di questi giorni liturgici, nella certezza che l’annuncio della Pasqua è l’annuncio di cui oggi il mondo ha più che mai bisogno. In un tempo ferito da guerre, solitudini, incertezze, la parola della Resurrezione risuona come parola viva che illumina le tenebre e dà senso al nostro cammino, donando la forza necessaria per continuare a costruire il Regno, qui, ora, nelle piccole e grandi scelte quotidiane.
Se c’è una cosa che Papa Francesco ci ha insegnato, è proprio questa: che niente e nessuno può portarci via la gioia del Vangelo, la gioia della Pasqua. Una gioia profonda, che non è assenza di dolore, ma presenza del Signore. È la compagnia di un amore che non si arrende, che vince ogni morte. Una gioia donata, non da trattenere, ma da condividere, perché il Vangelo è per tutti, e la vita piena è promessa a ogni uomo e a ogni donna. Ed è questa gioia, alla fine, ad avere l’ultima parola sulla nostra storia illuminare la certezza che il nostro pastore, il nostro amato Papa Francesco, ora contempla il volto del Crocifisso Risorto.
Sorelle e fratelli, io sono convinto – e credo che anche voi lo siate con me – che davvero il Signore Risorto ha accolto tra le sue braccia il nostro Papa Francesco. Lo ha riconosciuto come compagno, come amico, come fratello. Perché Francesco non ha solo parlato di Cristo: lo ha amato. Non ha solo spiegato il Vangelo: lo ha vissuto. E quando un uomo, pur tra le fatiche, le contraddizioni e i limiti, si lascia plasmare dalla Parola, allora Dio lo guarda e dice: “Vieni, entra nella gioia del tuo Signore.”
Sapete, mi ha profondamente colpito il suo testamento. Così semplice, di poche parole ma chiare, quasi come l’appunto di un anziano padre lasciato ai figli sui suoi desideri ultimi e sul senso del suo ultimo tempo: parole intime, vere, profonde. Colpisce come abbia vissuto interiormente il tempo della malattia e della sofferenza, facendone un’offerta viva e totale per la pace e per la fraternità tra i popoli.
Si, Francesco ha portato nel corpo i segni della fatica e del dolore ma li ha trasformati in preghiera, in olio versato sul mondo ferito. Non ha trattenuto il dolore, l’ha consegnato. Donandosi fino alla fine. E poi il suo affidarsi a Maria, tenero e filiale, lontano da ogni formalismo. A lei ha affidato la sua vita e da Papa ancor di più ha sentito il bisogno quasi fisico di essergli vicino, affidandogli e raccontandogli i suoi viaggi, i suoi passi, le sue decisioni, le sue intenzioni. In fondo il suo continuo pellegrinaggio alla Basilica di Santa Maria Maggiore ha significato proprio questo. E come un figlio che desidera essere sepolto vicino alla propria mamma, ha disposto che il suo corpo riposasse lì, in modo semplice, nella nuda terra, senza ornamenti, con solo un nome: “Franciscus”. Come a dire: non contano i titoli, conta chi sei. A chi appartieni. E lui apparteneva al Vangelo, a Cristo, e a Colei che lo ha portato in grembo,
Maria.
Amato Papa Francesco, nel salutarti quest’oggi, insieme alla mia Chiesa di Napoli, voglio utilizzare tre parole che sempre ci hai raccomandato durante i tuoi discorsi: permesso, scusa, grazie.
Si, permesso. Ti chiediamo il “permesso”. Il permesso di trattenerti ancora un po’ e di continuare a parlare con te, di citarti, di ricordarti come se fossi ancora tra noi, perché lo sei. Perché abbiamo ancora bisogno della tua voce che sussurra misericordia, della tua mano che indica il Vangelo e ci spinge ad uscire dalle nostre sicurezze fidandoci dello Spirito, del tuo sguardo che abbraccia le periferie esistenziali e geografiche della nostra anima. Abbiamo bisogno della tua tenerezza, del tuo coraggio, della tua libertà. Della tua naturalezza. Del tuo esempio umile. Della tua capacità di riconoscere perfino gli errori, chiedendo scusa, con gentilezza. Per questo ti chiediamo “permesso”: per entrare un po’ con te nel Paradiso e continuare a sentirti nostro padre, nostro fratello, nostro compagno di cammino.
E poi ti chiediamo scusa. Scusa per tutte le volte che non ti abbiamo capito. Per quando le tue parole – così limpide, così evangeliche – ci sono sembrate troppo semplici, quasi scomode, troppo poco “strategiche” per una Chiesa spesso tentata da un linguaggio formale, accademico, prudente, a volte eccessivamente prudente. Scusa per quando le tue parole sono state fraintese, manipolate, tagliate, distorte, ridotte a slogan. Scusa per quando qualcuno ha pensato che il tuo amore per i poveri fosse solo un gesto di facciata, una debolezza da correggere, un rischio ideologico per l“ immagine” della Chiesa. E invece tu eri lì, a lavare i piedi, a toccare le piaghe, a chiamare per nome chi il mondo aveva scartato. Eri lì, come il Maestro.
Scusa per quando il tuo desiderio di una Chiesa aperta, ospitale, con le braccia larghe come quelle del Padre misericordioso, è stato letto come ambiguità, come confusione. Quando ci siamo messi a fare i contabili del perdono mentre tu, invece, spalancavi le porte della misericordia, fedele al tuo Signore.
Per tutte le porte che ti sono state chiuse. Le resistenze, i mormorii, le trincee. Che hanno abitato spesso le nostre chiese, i nostri palazzi, le nostre assemblee. Perché spesso siamo stati più innamorati delle nostre certezze che del Dio delle sorprese. Siamo stati più fedeli alle consuetudini che al soffio dello Spirito.
Scusa, Francesco, se non sempre ti abbiamo accompagnato come meritavi. Se non ti abbiamo custodito come si custodisce un sogno fragile e prezioso.
Tu ci parlavi di misericordia, e noi pensavamo a dividere il mondo in buoni e cattivi. Tu ci parlavi di carezze, e noi eravamo impegnati nei comunicati. Tu ci insegnavi a inginocchiarci davanti ai poveri, e noi cercavamo le poltrone comode.
Scusa, perché mentre tu aprivi varchi, noi innalzavamo barriere… tu camminavi leggero, noi ti volevamo rallentare con i nostri pesi… perché ci hai fatto da pastore e da profeta, ma noi abbiamo fatto finta, troppe volte, di non sentire la tua voce, come quando, mentre parlavi di Pace e di disarmo, ti applaudivamo felici per poi fare l’opposto.
E per questo, abbiamo bisogno più che mai di dirti anche un grande ed immenso grazie. Grazie per ogni gesto, ogni silenzio, ogni sorriso. Grazie per quando ci hai chiesto di non vivere da funzionari del sacro ma da pastori con l’odore delle pecore. Grazie per averci ricordato che prima delle norme viene l’incontro, che prima della regola viene la persona. Grazie per aver parlato più con la vita che con i documenti. Per aver stretto mani, asciugato lacrime, abbattuto muri.

Grazie perché ci hai fatto vedere un volto di Chiesa che somiglia di più a quello di Gesù. Grazie per aver difeso fino alla fine la Pace.
Grazie, Francesco, perché hai amato il Signore e perché ci hai amati. E questo, no, questo non si dimentica. E vorrei che tu sapessi che anche noi ti abbiamo amato e continueremo ad amarti. Come Chiesa di Napoli – che da te si è sentita guardata, capita, abbracciata – vogliamo affidare te e la Chiesa
universale che hai servito fino alla fine a Colei sotto il cui sguardo hai voluto che il tuo corpo riposasse;
Maria, madre tua e madre nostra:
Maria,
Madre nostra,
Madre della Chiesa,
Donna della tenerezza e Madre di Misericordia,
oggi ti affidiamo papa Francesco,
servo umile del Regno,
voce limpida tra le contraddizioni di questo nostro tempo,
messaggero e testimone della Pace.
Tu lo hai visto chinarsi sui volti feriti dei poveri,
accarezzare il dolore del mondo
e spezzare il pane con chi aveva fame d’amore e d’accoglienza.
Lo hai accompagnato quando ha gridato
che nessuno si salva da solo,
che la Chiesa è madre e deve cercare ogni suo figlio,
che il perdono è più forte del giudizio.
Accoglilo ora tra le tue braccia e ponilo accanto a tuo Figlio
che ha cercato, seguito e servito.
Accoglilo come si accoglie chi ha dato tutto,
chi ha consumato la vita a servizio della gioia altrui.
Accoglilo come si accoglie un figlio stanco,
che dopo aver camminato tanto ha bisogno solo di riposare
e godere della gioia di casa.
E tu, Madre nostra, mentre ti prendi cura di lui,
resta con noi e prendici per mano.
Oggi più che mai.
Resta con questa Chiesa che Papa Francesco ha amato,
con questa barca spesso sbilenca ma innamorata del tuo Figlio,
che continua a prendere il largo anche quando ha paura.
Resta con noi, popolo pellegrino,
che ancora cerca strade e parole per dire Dio
a un mondo assetato di senso e di significato.
Resta con noi, e insegnaci come hai insegnato a Papa Francesco,
ad avere un passo capace di non lasciare indietro nessuno
e un’ostinata fiducia nella bontà di ogni uomo e dell’intero creato.
Sostieni la nostra fede,
aiutaci a custodirla come il tesoro più prezioso
e a viverla ogni giorno, nella concretezza delle piccole cose,
lavandoci i piedi gli uni gli altri.
Liberaci dalle paure che ci trattengono
nei recinti comodi del sacro,
da riti che non toccano il cuore
e da parole di verità che non sanno incontrare i volti e parlare ai cuori.
Rendici profeti della prossimità,
artigiani della pace,
testimoni di un Dio che in Cristo si fa vicino ad ogni uomo e ad ogni donna,
soprattutto a coloro che sono stanchi, affaticati, al margine della strada.
E quando ci sentiremo soli,
fermi, o disorientati,
ricordaci che la vita risorta passa anche dalle crepe,
che il Regno si costruisce a mani nude,
e che il Vangelo è ancora la notizia più bella che possiamo annunciare.
Proprio come ci ha insegnato papa Francesco.
Amen.”

Giovedì 24 aprile 2025, alle ore 19.00 nella Chiesa Cattedrale, il Cardinale Arcivescovo Domenico Battaglia ha celebrato la Messa in suffragio di Papa Francesco.

La Chiesa di Napoli, in comunione con la Chiesa Universale, è in lutto per la improvvisa morte di Papa Francesco. Ma è l’intera Città Metropolitana che piange la dolorosa perdita del Paladino degli ultimi, che si è fatto missionario di pace, che si è battuto per il disarmo, che ha gridato la fine di tutte le guerre, che ha invocato l’apertura dei confini ai migranti perché “fratelli tutti”, che ha richiamato l’attenzione dei governanti sulle periferie esistenziali fatte non di “scartati” ma di persone, che ha lottato contro le diseguaglianze, le ingiustizie e le illegalità.

Un Magistero forte e sconvolgente il Suo che già nel 2015, durante la entusiasmante visita pastorale del 21 marzo, conquistò, in maniera dirompente, la simpatia e l’animo dei napoletani con i quali Papa Francesco volle trascorrere una intera giornata stando con i carcerati, con i lavoratori, con gli ammalati, con i giovani, con i disoccupati, parlando di Cristo e della dignità della persona umana. A conclusione della intensa giornata si disse stanco ma contento, perché aveva parlato con il cuore e aveva avuto modo di toccare il cuore dei napoletani.

Era nato l’idillio, un legame di amore sincero e puro, irrobustito dalla successiva visita del 21 giugno del 2019 all’Istituto dei Gesuiti a Posillipo per un convegno su una necessaria forma di riflessione teologica non astratta ma contestualizzata. Un amore che ha portato al dolore e alle lacrime di questi giorni per la morte del Grande Amico, il Portavoce di coloro che non riescono a gridare i propri diritti.

La commozione è diffusa ed enorme. Ci si sente più soli e indifesi ma, forti della speranza cristiana che Lui ha predicato costantemente, si sta pregando nelle chiese, nelle comunità, nelle famiglie, nei posti di lavoro. E nell’attesa dei solenni funerali di sabato a Roma, dove tanti napoletani saranno presenti di maniera spontanea, la Chiesa locale, in persona del Cardinale Arcivescovo don Mimmo Battaglia,  ha invitato tutti alla Santa Messa in suffragio. 

Chiesa di Napoli

𝐆𝐢𝐮𝐛𝐢𝐥𝐞𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓 | #GiubileodellaSperanza

With the opening of the Holy Door, the Jubilee of Hope 2025 has officially begun! Vatican News
Lista dei Giubilei cristiani ordinari:
1. 1300: Bonifacio VIII
2. 1350: Clemente VI
3. 1390: indetto da Urbano VI, presieduto da Bonifacio IX
4. 1400: Bonifacio IX
5. 1450: Niccolò V
6. 1475: indetto da Paolo II, presieduto da Sisto IV
7. 1500: Alessandro VI
8. 1525: Clemente VII
9. 1550: indetto da Paolo III, presieduto da Giulio III
10. 1575: Gregorio XIII
11. 1600: Clemente VIII
12. 1625: Urbano VIII
13. 1650: Innocenzo X
14. 1675: Clemente X
15. 1700: aperto da Innocenzo XII, concluso da Clemente XI
16. 1725: Benedetto XIII
17. 1750: Benedetto XIV
18. 1775: indetto da Clemente XIV, presieduto da Pio VI
19. 1825: Leone XII
20. 1900: Leone XIII
21. 1925: Pio XI
22. 1950: Pio XII
23. 1975: Paolo VI
24. 2000: Giovanni Paolo II
25. 2025: Francesco

👉🏻 Giubilei straordinari:
1. 1423: Giubileo straordinario indetto da Martino V per il ritorno del papato a Roma dopo l’esilio avignonese;
2. 1585: Giubileo straordinario indetto da Sisto V per l’inizio del suo pontificato;
3. 1655: Giubileo straordinario indetto da Alessandro VII per l’inizio del suo pontificato;
4. 1745: Giubileo straordinario indetto da Benedetto XIV per la pace tra i principi cristiani;
5. 1829: Giubileo indetto da Pio VIII;
6. 1886: Giubileo straordinario indetto da Leone XIII;
7. 1933/1934: Giubileo straordinario indetto da Pio XI per il 1900º anniversario della Redenzione;
8. 1966: Giubileo straordinario indetto da Paolo VI per la conclusione del Concilio Vaticano II;
9. 1983/1984: Giubileo straordinario indetto da Giovanni Paolo II per il 1950º anniversario della Redenzione;
10. 2015/2016: Giubileo straordinario indetto da Francesco per il 50º anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II.
Programma Giubileo 2025
DICEMBRE 2024.
24 Dicembre 2024 – Apertura della Porta Santa della Basilica di San Pietro
GENNAIO 2025
24-26 Gennaio – Giubileo del Mondo della Comunicazione
FEBBRAIO 2025
8-9 Febbraio – Giubileo delle Forze Armate, di Polizia e di Sicurezza
16-18 Febbraio – Giubileo degli Artisti
21-23 Febbraio – Giubileo dei Diaconi
MARZO 2025
8-9 Marzo – Giubileo del Mondo del Volontariato
28 Marzo – 24 Ore per il Signore
28-30 Marzo – Giubileo dei Missionari della Misericordia
APRILE 2025
5-6 Aprile – Giubileo degli Ammalati e del Mondo della Sanità
25-27 Aprile – Giubileo degli Adolescenti
28-30 Aprile – Giubileo delle Persone con Disabilità
MAGGIO 2025
1-4 Maggio – Giubileo dei Lavoratori
4-5 Maggio – Giubileo degli Imprenditori
10-11 Maggio – Giubileo delle Bande Musicali
16-18 Maggio – Giubileo delle Confraternite
24-25 Maggio – Giubileo dei Bambini
30 Maggio – Giubileo delle Famiglie, dei Nonni e degli Anziani
GIUGNO 2025
7-8 Giugno | Giubileo dei Movimenti, delle Associazioni e delle nuove Comunità
9 Giugno | Giubileo della Santa Sede
14-15 Giugno | Giubileo dello Sport
20-22 Giugno | Giubileo dei Governanti
23-24 Giugno | Giubileo dei Seminaristi
25 Giugno | Giubileo dei Vescovi
26-27 Giugno | Giubileo dei Sacerdoti
28 Giugno | Giubileo delle Chiese Orientali
LUGLIO 2025
28 Luglio – 3 Agosto | Giubileo dei Giovani
SETTEMBRE 2025
15 Settembre – Giubileo della Consolazione
20 Settembre – Giubileo degli Operatori di Giustizia
26-28 Settembre – Giubileo dei Catechisti
OTTOBRE 2025
5 Ottobre | Giubileo dei Migranti
8-9 Ottobre | Giubileo della Vita Consacrata
11-12 Ottobre | Giubileo della Spiritualità Mariana
18-19 Ottobre | Giubileo del Mondo Missionario
30 Ottobre – 2 Novembre | Giubileo del Mondo Educativo
NOVEMBRE 2025
16 Novembre | Giubileo dei Poveri
22-23 Novembre | Giubileo dei Cori e delle Corali
DICEMBRE 2025
14 Dicembre | Giubileo dei Detenuti
Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei  

Preghiera del Giubileo 2025

Padre che sei nei cieli,la fede che ci hai donato neltuo figlio Gesù Cristo, nostro fratello,e la fiamma di caritàeffusa nei nostri cuori dallo Spirito Santo,ridestino in noi, la beata speranzaper l’avvento del tuo Regno.La tua grazia ci trasformiin coltivatori operosi dei semi evangeliciche lievitino l’umanità e il cosmo,nell’attesa fiduciosadei cieli nuovi e della terra nuova,quando vinte le potenze del Male,si manifesterà per sempre la tua gloria.La grazia del Giubileoravvivi in noi Pellegrini di Speranza,l’anelito verso i beni celestie riversi sul mondo interola gioia e la pacedel nostro Redentore.A te Dio benedetto in eternosia lode e gloria nei secoli.Amen

Diocesi di Roma

Il Papa ha aperto la Porta Santa della Basilica di San Pietro !!! #Giubileo2025
Credit Aigav
ACI Stampa
𝐋𝐮𝐜𝐞, 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐨𝐭𝐭𝐞 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐢𝐮𝐛𝐢𝐥𝐞𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓
Iubilaeum25
𝐈𝐥 𝐆𝐢𝐮𝐛𝐢𝐥𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐏𝐫𝐨 𝐋𝐨𝐜𝐨
📅𝟐𝟗 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓
📍𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨

𝐈𝐥 𝐆𝐢𝐮𝐛𝐢𝐥𝐞𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐏𝐫𝐨 𝐋𝐨𝐜𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚 𝐢 𝐆𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐄𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐢𝐮𝐛𝐢𝐥𝐞𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟓! Un riconoscimento importante per il ruolo fondamentale delle Pro Loco nella valorizzazione delle tradizioni e dell’identità dei territori italiani.
Un evento straordinario di 𝐮𝐧𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, dedicato a tutti i 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢 che custodiscono e tramandano il patrimonio culturale, storico e spirituale delle nostre comunità.

Sarà un’occasione unica per vivere un’esperienza di sacralità popolare e rinnovare il senso di appartenenza alla 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐟𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐏𝐫𝐨 𝐋𝐨𝐜𝐨. Attraverso cammini, eventi e celebrazioni, questo Giubileo diventa simbolo di una spiritualità vissuta nel quotidiano e radicata nelle nostre radici culturali.
🔹𝐕𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝟐𝟗 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝐢𝐧 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐚𝐥𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐨𝐥𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀!
🔸Per maggiori 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 sulla partecipazione all’evento, visita il 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐌𝐲𝐔𝐧𝐩𝐥𝐢 sezione “Giubileo”

giubileoproloco@unpli.info
Pro Loco UNPLI

Marzo Donna 2025, un mese di eventi “Alla scoperta di sé”

Un mese di eventi in città, a partire dall’8 marzo, promosso dal Comune di Napoli in occasione della ricorrenza internazionale che celebra il ruolo della donna e sottolinea l’importanza della lotta per i diritti e l’emancipazione femminile. Mostre, dibattiti, spettacoli, laboratori e concerti sono dedicati al tema nell’ambito della rassegna Marzo Donna 2025 che quest’anno si intitola ‘Alla scoperta di sé’. 

Il programma delle iniziative, realizzato con il contributo di associazioni ed enti del terzo settore, è stato illustrato oggi alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, con la vicesindaca, Laura Lieto, l’assessora alle Pari Opportunità, Emanuela Ferrante, l’assessora al Turismo e alle Attività Produttive, Teresa Armato, l’assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità, Antonio De Iesu, e la consigliera comunale Mariagrazia Vitelli.

Da sabato 8 marzo, e fino al 31, si terranno eventi al Maschio Angioino, al Parco Viviani, una ciclopasseggiata da Piazza Plebiscito; sono previsti dibattiti a Palazzo San Giacomo, al complesso monumentale dell’Annunziata, nella sacrestia della chiesa di San Severo al Pendino ed incontri di sensibilizzazione nelle scuole sul lavoro femminile in Italia. 

Nel corso della presentazione sono state consegnati riconoscimenti ai testimonial della campagna contro la violenza sulle donne, #IoLotto, e alle Sirene partenopee della Lilt.

Ci auguriamo che in un futuro prossimo – ha auspicato il sindaco Manfredi  ci sia una politica più donna, meno maschile e più capace di contemperare gli interessi di tutti. In un mondo complesso e globale non ci può essere una visione unilaterale perché questa porta sempre a soluzioni che a noi non piacciono. Ci auguriamo che già nei prossimi giorni la diplomazia che è chiamata ad operare in questi tempi difficili sia più femminile che maschile”. 

Abbiamo voluto aprire tutte le strutture del Comune non solo alle donne, ma anche agli uomini che sono disposti a dare un contributo al tema della parità di genere. Se vogliamo veramente un cambiamento concreto nella nostra società, abbiamo bisogno anche degli uomini – ha rimarcato l’assessora Ferrante –. Purtroppo, nel nostro Paese, le donne continuano a scontare differenze rispetto alle opportunità di lavoro e ai salari, e mancano strumenti di welfare adeguati affinché la cura della famiglia possa essere equamente ripartita tra uomini e donne. C’è poi il tema della violenza di genere. I dati dei nostri Centri antiviolenza ci dicono che si sta spaventosamente riducendo l’età delle ragazze che chiedono aiuto. Questo vuol dire che anche nelle relazioni tra i giovani c’è qualcosa che non va, ed è da qui che dobbiamo partire”. 

Comune di Napoli

”𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗢𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗔𝗟 𝗠𝗨𝗦𝗘𝗢 𝗜𝗥𝗣𝗜𝗡𝗢”

‘𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗢𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗔𝗟 𝗠𝗨𝗦𝗘𝗢 𝗜𝗥𝗣𝗜𝗡𝗢”
𝗖𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗕𝗼𝗿𝗯𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼
𝟭𝟰 𝗠𝗮𝗿𝘇𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟱 | 𝟮𝟴 𝗠𝗮𝗿𝘇𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲

L’arte contemporanea ritorna al Museo Irpino per il terzo anno consecutivo con il ciclo 𝗨𝗡 𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗢𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗔𝗟 𝗠𝗨𝗦𝗘𝗢 𝗜𝗥𝗣𝗜𝗡𝗢, ideato e promosso dall’Amministrazione Provinciale di Avellino.

10 mostre, a partire dal 𝟭𝟰 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼, si susseguiranno, nell’arco temporale di un anno, nelle sale espositive del #Museoirpino presso la sede del 𝗖𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗠𝗼𝗻𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗖𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗕𝗼𝗿𝗯𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼 di Avellino.

> Inaugura il ciclo 𝘃𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱ì 𝟭𝟰 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 la personale dell’artista irpina 𝗘𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗣𝗲𝘁𝗿𝗶𝘇𝘇𝗶, “𝗔𝗻á𝗯𝗮𝘀𝗶” 𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗠𝗼𝗻𝘁𝗼𝗿𝗼𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼𝗿𝗮𝗻𝗲𝗮. L’intento di Eliana con “Anábasi” è quello di costruire un percorso narrativo emozionale, attraverso la pittura di figura e di paesaggio, declinata in chiave onirica e metafisica.
Programma:

𝟭𝟰 𝗠𝗔𝗥𝗭𝗢 | 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟮𝟲 𝗔𝗣𝗥𝗜𝗟𝗘
𝗔𝗡Á𝗕𝗔𝗦𝗜 𝗗𝗜 𝗘𝗟𝗜𝗔𝗡𝗔 𝗣𝗘𝗧𝗥𝗜𝗭𝗭𝗜 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗢𝗡𝗧𝗢𝗥𝗢𝗖𝗢𝗡𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢𝗥𝗔𝗡𝗘𝗔

𝟵 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 | 𝟮𝟲 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢
𝗔𝗕𝗔𝗦 𝗠𝗜𝗖𝗛𝗔𝗘𝗟 𝗥𝗜𝗖𝗖𝗜𝗔𝗥𝗗𝗜 𝗣𝗜𝗡𝗚𝗘𝗕𝗔𝗧. 𝗔𝗡𝗜𝗠𝗘 𝗣𝗨𝗥𝗚𝗔𝗡𝗧𝗜, 𝗔𝗡𝗜𝗠𝗘 𝗗𝗔𝗡𝗡𝗔𝗧𝗘 𝗘 𝗔𝗡𝗜𝗠𝗘 𝗣𝗜𝗘 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗣𝗥𝗜𝗡𝗧𝗘𝗡𝗗𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗔𝗥𝗖𝗛𝗘𝗢𝗟𝗢𝗚𝗜𝗔, 𝗕𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗔𝗥𝗧𝗜 𝗘 𝗣𝗔𝗘𝗦𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗔𝗟𝗘𝗥𝗡𝗢 𝗘 𝗔𝗩𝗘𝗟𝗟𝗜𝗡𝗢

𝟭𝟲 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 | 𝟯𝟭 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢
𝗚𝗥𝗔𝗣𝗛𝗜𝗔 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗜𝗢𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗨𝗥𝗔 𝗕𝗥𝗨𝗡𝗢 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗚𝗔𝗕𝗥𝗜𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗧𝗔𝗗𝗗𝗘𝗢

𝟳 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢 | 𝟮𝟴 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢
𝗣𝗜𝗫𝗘𝗟 𝗘 𝗣𝗘𝗡𝗢𝗠𝗕𝗥𝗔: 𝗟’𝗔𝗟𝗖𝗛𝗜𝗠𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗢𝗡𝗜𝗥𝗜𝗖𝗢 𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗔𝗖𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗠𝗜𝗟𝗔 𝗠𝗔𝗥𝗔𝗡𝗜𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗚𝗜𝗔𝗡𝗣𝗔𝗦𝗤𝗨𝗔𝗟𝗘 𝗚𝗥𝗘𝗖𝗢

𝟭𝟮 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢 |𝟮𝟲 𝗟𝗨𝗚𝗟𝗜𝗢
𝗢𝗠𝗕𝗥𝗘 𝗘 𝗖𝗢𝗥𝗣𝗜 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗗𝗥𝗘𝗔 𝗠𝗔𝗧𝗔𝗥𝗔𝗭𝗭𝗢 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗔𝗨𝗥𝗢𝗥𝗔 𝗜𝗔𝗡𝗗𝗢𝗟𝗜

𝟭 𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢 | 𝟮𝟬 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘
𝗩𝗘𝗥𝗧𝗜𝗖𝗔𝗟𝗜 𝗘𝗤𝗨𝗜𝗟𝗜𝗕𝗥𝗜 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗡𝗔𝗠𝗔𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗘 𝗩𝗜𝗧𝗢 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗔𝗨𝗥𝗜𝗭𝗜𝗢 𝗩𝗜𝗧𝗜𝗘𝗟𝗟𝗢

𝟳 𝗔𝗚𝗢𝗦𝗧𝗢 | 𝟮𝟬 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘
𝗦𝗜𝗡𝗧𝗘𝗦𝗜 𝗔𝗦𝗧𝗥𝗔𝗧𝗧𝗘 𝗠𝗘𝗗𝗜𝗧𝗘𝗥𝗥𝗔𝗡𝗘𝗘 𝗗𝗜 𝗠𝗔𝗨𝗥𝗜𝗭𝗜𝗢 𝗕𝗢𝗡𝗢𝗟𝗜𝗦, 𝗠𝗔𝗥𝗜𝗔 𝗣𝗜𝗔 𝗗𝗔𝗜𝗗𝗢𝗡𝗘, 𝗥𝗢𝗕𝗘𝗥𝗧𝗢 𝗦𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗭 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗠𝗔𝗨𝗥𝗜𝗭𝗜𝗢 𝗩𝗜𝗧𝗜𝗘𝗟𝗟𝗢

𝟰 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘 | 𝟮𝟵 𝗡𝗢𝗩𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘
𝗖𝗔𝗟𝗘𝗜𝗗𝗢𝗦𝗖𝗢𝗣𝗜𝗢 𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗗𝗥𝗘𝗔 𝗕. 𝗗𝗘𝗟 𝗚𝗨𝗘𝗥𝗖𝗜𝗢

𝟭𝟯 𝗗𝗜𝗖𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘 | 𝟮𝟰 𝗚𝗘𝗡𝗡𝗔𝗜𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲
𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗠𝗔𝗥𝗚𝗜𝗡𝗘 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗔𝗡𝗧𝗢𝗡𝗜𝗢 𝗕𝗘𝗥𝗚𝗔𝗠𝗜𝗡𝗢

𝟳 𝗙𝗘𝗕𝗕𝗥𝗔𝗜𝗢 | 𝟮𝟴 𝗠𝗔𝗥𝗭𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲
𝗩𝗜𝗩𝗘𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗙𝗔𝗕𝗜𝗢 𝗖𝗔𝗟𝗩𝗘𝗧𝗧𝗜 𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗜 𝗥𝗔𝗙𝗙𝗔𝗘𝗟𝗘 𝗗𝗘 𝗙𝗘𝗟𝗜𝗖𝗘

Museo Irpino

Stella Cervasio “Viva per miracolo” – Giannini Editore – Libreria Feltrinelli, via Santa Caterina a Chiaia | Mercoledì 5 febbraio 2025

Ritorna in libreria con il suo amore per gli animali: la giornalista Stella Cervasio, che presenterà il suo ultimo libro “Viva per miracolo” mercoledì 5 febbraio alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli di via Santa Caterina a Chiaia, 23 Napoli.

  • Il libro è pubblicato dalla casa editrice Giannini Editore nella nota collana Sorsi.
  • Con l’autrice, dopo i saluti di Giulia Giannini,
  • dialogherà Enzo d’Errico giornalista del Corriere della Sera.
  • Modera la giornalista e scrittrice Tiuna Notarbartolo, direttrice del Premio Elsa Morante.

Un’ ex garante dei diritti degli animali, il primo del centro sud, una figura nuova che ha cambiato molte cose nel campo dei rapporti tra volontariato e istituzioni, si prende un momento sabbatico a una fiera dei fiori nell’Orto Botanico della sua città. Ma, mentre respira aria pulita tra le rose, arriva una fotografia terribile sul telefonino: due volontarie hanno trovato una cagnolina nelle mani di due malfattori con un coltello tra le mani. Comincia da quel momento un percorso di “sanificazione” della cattiveria umana, fatto di cura, di amore, di conoscenza e soprattutto di rispetto tra due specie diverse ma simili in tante cose. Una storia vera che ha fatto il giro d’Italia toccando i cuori di moltissime persone.

Stella Cervasio, per quarant’anni vice capo servizio di “Repubblica”, prima cronista poi critico d’arte, ha lavorato a Milano, a Roma e a Napoli senza mai perdere i contatti con le proprie radici di studiosa di antichità e d’ arte e con i diritti degli animali, di cui è attivista da anni, presiedendo l’associazione nazionale Animal Day Aps. Ha scritto per Giannini il “Sorso”, “Babas, memorie di un cane rosso” dedicato a un altro suo cane speciale che le ha insegnato molto della vita.

La Fondazione Morra e la casa editrice Edizioni Paparo presentano “Il Museo Hermann Nitsch, archivio e laboratorio di museologia” di Massimo Maiorino – Editori Paparo.

La Fondazione Morra e la casa editrice Edizioni Paparo presentano il volume Il Museo Hermann Nitsch, archivio e laboratorio di museologia di Massimo Maiorino, edito da Editori Paparo.

Il volume di Massimo Maiorino propone una lettura preziosa che riattraversa per nuclei concettuali la vita del museo, costruendo delle costellazioni teoriche che trovano forma nella luminosa sequenza di scritture espositive che il Museo Hermann Nitsch ha conosciuto dal 2008 fino all’ultimo recente allestimento curato da Giuseppe Morra nel segno dei 50 anni di amicizia 1974-2024 con Nitsch.

Una riflessione che riconosce nella configurazione polisemantica del museo Nitsch – archivio e laboratorio per le arti contemporanee – un perimetro privilegiato d’osservazione sul museo e sulla museologia di questo nuovo millennio, uno spazio critico, che tiene insieme museo e città, pratiche partecipative e collezionismo, archivio e teatro, confermando la natura creativa e produttiva di questa istituzione in costante trasformazione.

  • Intervengono:
    Giuseppe Morra (Direttore Museo Hermann Nitsch)
    Lorenzo Mango (Università degli Studi di Napoli L’Orientale)
    Stefania Zuliani (Università degli Studi di Salerno)
    Pompeo Paparo (Editori Paparo)
    Massimo Maiorino (Università degli Studi di Salerno)
  • Introduce:
    Loredana Troise (Fondazione Morra/Accademia di Belle Arti-Napoli)
  • Fondazione Morra – Museo Nitsch

Galleria Museopossibile – Nola (Na) “LABIRINTI” Personale dell’artista Donatella Mazzoleni – 24 gennaio | 18 febbraio 2025

GALLERIA MUSEOPOSSIBILE
Officina per le arti contemporanee e lo spettacolo
Presenta – LABIRINTI
A cura di Costabile Guariglia
Personale dell’artista Donatella Mazzoleni
24 gennaio | 18 febbraio 2025
Se avessimo il coraggio di plasmare un’architettura a immagine della nostra anima il nostro modello dovrebbe essere il labirinto.
*Friedrich Nietzsche, Aurora.
Venerdì 24 gennaio alle ore 18.00 sarà presentata presso la galleria Museopossibile la mostra “Labirinti” dell’artista e architetto Donatella Mazzoleni a cura di Costabile Guariglia, – nuovo appuntamento della stagione di programmazione
2024-2025.
Per la serata dell’inaugurazione, dopo l’introduzione alla mostra di Costabile Guariglia, l’artista Donatella Mazzoleni dialogherà con l’architetto paesaggista Giuseppe Anzani sul tema intrigante e immaginifico del labirinto.
Seguirà la visita alla mostra e l’inaugurazione dell’installazione site specific voluta dall’artista.
Concluderà  la  serata  lo   spettacolo  di  danza  e  parola  sulla  figura  del  minotauro “Bella è la bestia” di Piero Leccese, danzatore e coreografo.
Donatella Mazzoleni è stata docente ordinaria di Progettazione architettonica presso l’università Federico II, è architetto progettista di architetture utopiche e architetture realizzate, autrice di numerosi volumi su temi come il significato dell’architettura, l’ecologia ambientale e antropologia dello spazio e di opere d’arte esposte al Museo della Certosa di San Martino, nella Cattedrale di Amalfi, nell’Abbazia di Fonte Avellana, al Museo MADRE, al DIARC, al Museo Ercolanense della Reggia di Portici.
Museopossibile ArteContemporanea
Vladimiro Capasso, Presidente del Museopossibile (officina per le arti contemporanee e lo spettacolo) e Costabile Guariglia, condirettore del museo e curatore della mostra, dichiarano: “Il Museopossibile è felice di accogliere la presentazione della prima opera site specific realizzata dall’artista Donatella Mazzoleni, un artista sensibile che da sempre interpreta e pone interrogativi con profondità sul rapporto tra essere umano e materia.
Il lavoro sul tema del Labirinto di Donatella Mazzoleni è messo in risalto dalla inedita installazione site specific dal titolo Archeolabirinto, l’opera plastico-architettonica che costituisce il fulcro di tutta la mostra: una riflessione sensibile, potente, viscerale sul tema del labirinto.
Donatella Mazzoleni con la sua lunga ricerca ci conduce verso uno sguardo altro attraverso la costruzione di 16 sculture realizzate in ceramica e rame: due materiali che ci riconducono all’immaginario della madre terra.
Le opere sono collocate lungo la galleria come in un percorso iniziatico, accompagnando lo spettatore fino alle ultime sale, dove si trova l’installazione site specific Archeolabirinti che reinterpreta in modi polisensoriali spazi dimenticati dell’antico edificio del Seminario e resterà permanente.
Quest’opera a prima vista disorienta, poi lentamente invita ad un attraversamento consapevole per comprenderne il senso di metafora della vita, un viaggio simbolico di andata e ritorno, come via salvifica.
L’opera ci invita ad esplorare con il movimento, lo sguardo, il tatto e infine anche la voce una dimensione altra in continuo divenire e trasformazione. Questa esperienza capovolge l’immagine tradizionale del labirinto come luogo di alienazione, perdita di vita proponendola come un nuovo luogo in cui si forgiano identità e relazioni, in un processo che amplifica le sfide e le possibilità della condizione umana e sociale di ogg
i”.
C.G.
Comunicato stampa

INFORMAZIONI MOSTRA
Titolo: Labirinti
Curatore: Costabile Guariglia
Galleria Museopossibile: Ex Scuderie del Seminario Vescovile di Nola – via della Repubblica, 36 Nola (Na)
Inaugurazione mostra: 24 gennaio ore 18,00
Sarà presente l’artista e architetto Donatella Mazzoleni
Durata mostra: 24 gennaio -|18 febbraio 2025
Orari apertura:
lunedì 10.30/13.00 -17.00/18.00
mercoledì 10.30/13.00 – 17.00/18.00
venerdì 10.30/13.00 – 18.00/20.30
sabato 10.00/12.300
Ingresso: GRATUITO

  • ORGANIZZAZIONE E CONTATTI
  • MUSEOPOSSIBILE – Seminario Vescovile, Via della Repubblica 36, Nola (NA)
  • Presidente: Vladimiro Capasso
  • Consiglieri e coordinamento: Filomena Santorelli e Nicola Velotti
  • Fotografia: Ferdinando Russo
  • Progettazione e allestimenti:
  • Architetto Roberto Paolillo


“1801 Passaggi” – edizione 2024 | Concorso nazionale per progetti di fotografia documentaria realizzati nel territorio italiano

Torna in forma rinnovata il concorso nazionale di fotografia documentaria “1801 Passaggi”, ispirato all’opera del fotografo e antropologo statunitense Frank Cancian (Stafford Springs, CT, 1934 – Irvine, CA, 2020).

Organizzato nell’ambito delle attività del MAVI–Museo Antropologico Visivo Irpino fino dalla nascita del museo, avvenuta nel 2017 alla presenza dello stesso Cancian, il concorso è oggi promosso da tre enti partner: il MAVI (Lacedonia, Av), il festival Castelnuovo Fotografia (Castelnuovo di Porto, Rm) e la Fondazione Un Paese (Luzzara, Re).

Il bando ha per tema “Un paese italiano” e invita ricercatori e fotografi, professionisti e amatori, a presentare non più singole foto come nelle scorse edizioni ma progetti fotografici: un cambiamento voluto per esaltare la funzione della fotografia come mezzo di indagine sociale e antropologica.

ILa giuria dell’edizione 2024 è composta da:
Benedetta Cestelli Guidi, storica dell’arte e della fotografia;
Dario Coletti, fotografo professionista e docente;
Michael Herzfeld, antropologo, docente ordinario emerito all’Università di Harvard.

l primo premio è costituito dalla produzione di una mostra itinerante che sarà esposta nella XII edizione di Castelnuovo Fotografia, nel nuovo Museo Civico di Luzzara e nel MAVI. La giuria potrà assegnare altri riconoscimenti. Inoltre sarà aggiudicato dalla famiglia dell’antropologo statunitense, come ogni anno dopo la scomparsa di quest’ultimo avvenuta nel novembre del 2020, il Premio Speciale Frank Cancian.

Per scaricare il bando e i materiali per la partecipazione al concorso:

Bando concorso “1801 Passaggi” – 2024
Schede concorso “1801 Passaggi” – 2024

“Terra mia, Chiesa partenopea, viva e ardente, questo è il tuo tempo!” | Il Cardinale Don Mimmo Battaglia 

Migliaia di persone hanno camminato la sera del 29 dicembre come pellegrini dalla Parrocchia dei Santi Apostoli alla Cattedrale seguendo la Croce di Lampedusa, realizzata col legno delle barche dei migranti.

Il Cardinale Don Mimmo Battaglia ha presieduto la Celebrazione alla presenza dei Vescovi Ausiliari, dei sacerdoti, dei diaconi, delle consacrate e dei consacrati e dei fedeli laici. Presenti tutte le componenti laicali della Chiesa di Napoli e il Prefetto Michele Di Bari e il Sindaco Gaetano Manfredi.

  • Oltre alla Cattedrale, vi sono altre chiese giubilari nei vari decanati che saranno a disposizione dei fedeli: l
  • basilica del Carmine maggiore,
  • la basilica del Buon Consiglio a Capodimonte, l
  • chiesa di San Pietro ad Aram,
  • la chiesa di San Mauro Abate a Casoria,
  • la chiesa di Santa Maria di Pugliano a Ercolano,
  • la basilica di Santa Maria della Neve a Ponticelli,
  • il santuario del Sacro Cuore di Gesù a Mugnano,
  • il santuario di Santa Maria delle Grazie Incoronata a Procida e
  • la cappella dell’ospedale Monaldi.

Tutte le parrocchie, i santuari e le chiese dovranno essere pronte ad accogliere i pellegrini e facilitare l’accesso al sacramento della penitenza.

Il Testo dell’Omelia è a disposizione qui.

Chiesa di Napoli

Il Natale di Sant’Egidio – #Natalepertutti

Un pranzo che unisce generazioni.
Giovani e anziani, insieme, per condividere il calore di un Natale speciale, in cui ogni tavola è un segno di accoglienza e speranza.

 Fai la differenza: dona oggi e aiuta a portare un sorriso a chi ha bisogno. Come? Visita il nostro sito per saperne di più: https://bit.ly/3ZR202Z

“Ao, ma che so il principe di Roma?”

Con questa battuta piena di ironia e orgoglio, Silvano, 64 anni, si racconta. Si definisce un “rumeno-romano” che ha attraversato tanti momenti difficili prima di ricominciare. Arrivato in Italia 20 anni fa, ha vissuto 8 anni per strada, finché la Comunità di Sant’Egidio gli ha donato molto più di un tetto.

Palazzo Migliori, il palazzo donato dal Papa, è diventato la sua “seconda casa”, un luogo dove ha ritrovato dignità, sorrisi e quel calore umano che scalda più di qualsiasi coperta.

Oggi Silvano guarda al futuro con occhi che brillano e la serenità di chi ha riscoperto la bellezza dell’accoglienza.

Dove si fa la festa del Natale?

Ovunque c’è bisogno di speranza e amore. Nelle scuole, nei villaggi, negli orfanotrofi e persino nei luoghi più remoti dell’Africa, dove molti bambini aspettano un gesto che possa illuminare il loro Natale.

Il senso è portare gioia anche dove regnano la povertà e le difficoltà. Con il tuo aiuto, possiamo portare un sorriso a tanti bambini che ne hanno bisogno.

Fai la differenza: aggiungi un posto a tavola e dona un Natale speciale ➡https://bit.ly/3ZR202Z

Ti raccontiamo la storia di Carla, 78 anni.

Lo scorso Natale era sola nella sua casa. “Il pranzo con Sant’Egidio è stata la mia salvezza. Ho ritrovato il sorriso e tanti nuovi amici.”

Un piccolo gesto può trasformare la vita di qualcuno.

Regaliamo a tutti loro la gioia del Natale: un pranzo e un regalo.