Pozzuoli Foto Fest. Sabato 12 ottobre 𝗘𝗻𝗻𝗲𝗿𝘆 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗺𝗲𝗹𝗹𝗶 presenta in anteprima il saggio dal titolo “𝙇𝙤 𝙨𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙤 𝙣𝙤𝙢𝙖𝙙𝙚 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙛𝙤𝙩𝙤𝙜𝙧𝙖𝙛𝙤 𝙙𝙚𝙡 𝙉𝙚𝙤𝙧𝙚𝙖𝙡𝙞𝙨𝙢𝙤. 𝙋𝙞𝙚𝙩𝙧𝙤 𝘿𝙤𝙣𝙯𝙚𝙡𝙡𝙞. 𝘼𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙉𝙖𝙥𝙤𝙡𝙞 “.

Incontro con la storica e critica d’arte Ennery Taramelli

Secondo appuntamento di Pozzuoli Foto Fest, Anteprima II edizione – kermesse ideata e diretta da Gianni Biccari – con Ennery Taramelli, storica e critica d’Arte, saggista, curatrice di esposizioni nazionali e internazionali di autori della fotografia italiana dagli anni ’50 ad oggi.

La Taramelli presenterà a Magazzini in anteprima assoluta la sua ultima fatica dedicata al lavoro “Aria di Napoli” del fotografo Pietro Donzelli.

Donzelli nelle sue fotografie realizzate nell’immediato dopoguerra, racconta una Napoli priva di ogni retorica come lui stesso dichiara: «Le mie foto non hanno un carattere turistico e Napoli non è stata illustrata con la retorica che purtroppo caratterizza una buona parte di coloro che si accingono a fotografarla. In poche parole, è una Napoli antiretorica, senza chitarre e mandolini». Protratto fino al 1953 il lavoro fotografico diventa un libro che Donzelli divide in nove capitoli e intitola ARIA DI NAPOLI.
Pregno della suggestione letteraria del romanzo Il Ventre di Napoli di Matilde Serao e della lezione delle avanguardie fotografiche degli anni Venti e Trenta da László Moholy-Nagy a André Kertész, Aria di Napoli racconta la vita sommersa dei quartieri bassi della kasba napoletana, il paesaggio fisico e umano dei paesini della costiera campana esclusi dai circuiti turistici, le isole dei pescatori di Ischia e di Procida, senza trascurare la storia millenaria custodita nei siti archeologici di Pompei ed Ercolano.

Le ragioni di poetica che renderanno Donzelli il capofila del Neorealismo nella fotografia italiana sono dunque le stesse che spingono registi come Rossellini, Visconti, Zavattini/De Sica, a raccontare l’Italia inedita e sconosciuta dell’immediato dopoguerra; vale a dire il credo etico di riscatto e di rigenerazione sociale e l’impegno fortemente sentito di solidarietà umana.

Le fotografie di Donzelli fanno parte di importanti collezioni di molti musei internazionali, tra i quali il Folkwang Museum di Essen, lo Stadel Museum di Francoforte, la George Eastman House, il Museum of Modern Art di New York, il MAST di Bologna.

Pietro Donzelli è stato uno dei protagonisti della fotografia italiana degli anni Cinquanta e Sessanta non soltanto come fotografo ma anche come curatore di mostre e pubblicista.
La sua attività di fotografo ha inizio nel 1946 al ritorno dal conflitto bellico che lo segna profondamente decidendo l’allineamento della sua ricerca agli assunti etici ed estetici dei registi del Neorealismo cinematografico.

Introdurrà l’incontro coordinato da Luciano D’Inverno, il fotoreporter Luciano Ferrara.

  • Sabato 12 ottobre 2024 ore 17.00
  • Magazzini Fotografici
  • Via S. Giovanni in Porta 32 Napoli
  • Ingresso Libero

Main sponsor: Fotoema
Partner: Magazzini Fotografici, Leica Store Napoli, Cuori Flegrei – Imprese dei Campi Flegrei – I Colonnese Studio Bibliografico e Phlegraea Socialbookbar

Pozzuoli Foto Fest

Museo di Capodimonte | Mostra antologica “Giuseppe Pirozzi. L’atelier dello scultore” | 16 settembre 2024 > 6 gennaio 2025

Martedì 10 dicembre 2024 (ore 16:30sala 20 al primo piano del Museo di Capodimonte) sarà presentato il catalogo, edito da Arte’m, della mostra Giuseppe Pirozzi. L’atelier dello scultore, in corso al Cellaio – Museo e Real Bosco di Capodimonte fino al 6 gennaio 2025.

Saranno presenti con l’artista, il Direttore del Museo di Capodimonte, Eike Schmidt, la Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – Museo Madre, Angela Tecce, l’imprenditore mecenate, Gianfranco D’Amato, e le curatrici Luciana Berti e Maria Tamajo Contarini.

Il catalogo documenta le opere esposte e l’elegante allestimento della mostra nei suggestivi spazi del Cellaio che ospitano una selezione di oltre cento lavori, costituiti in gran parte da sculture – tra cui bronzi, gessi, terrecotte e preziose sculture-gioiello in argento fuso a cera persa – e da numero minore di grafiche, espressione della lunga attività creativa dell’artista.

Il progetto mira così a ricreare l’esperienza della visita all’atelier dello scultore, offrendo un dialogo intimo con le opere attraverso un percorso cronologico che rappresenta il periodo compreso tra gli anni Cinquanta e oggi. Le opere, provenienti dallo studio dell’artista e da varie collezioni museali e private, individuano un tracciato antologico completo che evidenzia l’evoluzione delle tecniche, delle forme e dei linguaggi utilizzati dall’autore. L’evento espositivo coincide inoltre con l’acquisizione alla collezione del Museo e Real Bosco di Capodimonte di sette opere donate dall’artista, tra cui il dittico monumentale in bronzo, La fisicità che si scioglie nell’amplesso con l’anima / Due corpi riflessi nell’onda infranta, installato en plein air, in prossimità del Cellaio

Dal 16 settembre 2024 al 6 gennaio 2025, il Museo di Capodimonte – ospiterà nello storico edificio del Cellaio la mostra antologica “Giuseppe Pirozzi. L’atelier dello scultore”.
Inaugurazione: lunedì 16 settembre 2024, ore 12:00

La mostra antologica “Giuseppe Pirozzi. L’atelier dello scultore”, aprirà le porte ai visitatori dal 16 settembre 2024 al 6 gennaio 2025 all’interno del Cellaio, edificio storico situato all’interno del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Napoli. La mostra, attraverso l’esposizione al pubblico di circa 80 opere, intende rappresentare i momenti salienti della lunga attività dello scultore.

L’esposizione presenterà una selezione di opere scultoree, tra cui bronzi, gessi, terrecotte e preziose sculture-gioiello in argento fuso a cera persa, nonché un certo numero di grafiche. Il progetto mira a ricreare l’esperienza della visita all’atelier dello scultore, offrendo un dialogo intimo con le opere attraverso un percorso cronologico che copre il periodo dagli anni Cinquanta a oggi. Le opere, provenienti dall’atelier dell’artista e da varie collezioni museali e private, rappresentano un percorso antologico completo che evidenzia l’evoluzione delle tecniche, delle forme e dei linguaggi utilizzati. La mostra è stata realizzata in stretta collaborazione con l’artista e con il prezioso contributo di sua figlia, Francesca Pirozzi.

L’artista prof. Giuseppe Pirozzi afferma: Questa mostra, in un museo prestigioso a livello internazionale, rappresenta una tappa significativa del mio lungo percorso di artista. Il Cellaio, che la ospita, in quanto integrato perfettamente nel Real Bosco, rispecchia in qualche modo il rapporto stretto con l’elemento naturale che da sempre caratterizza il mio sentire e conseguentemente la mia produzione artistica. Inoltre Capodimonte è per me un luogo del cuore, in quanto vi ho abitato con la mia famiglia, mia moglie insegnava all’Istituto per la Porcellana G. Caselli, qui ho avuto il mio studio, a villa Fagella, già sede di diversi atelier d’artista, e non ultimo, associo Capodimonte all’ex Soprintendente, Raffaello Causa, che, accanto all’arte antica, riconosceva e valorizzava i giovani artisti e nel 1961 mi invitò a partecipare alla mostra “Giovani artisti italiani alla casina Pompeiana”.

Il Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, prof. Eike Schmidt commenta: È un onore inaugurare una mostra dedicata a Giuseppe Pirozzi nell’anno in cui ha compiuto il suo novantesimo compleanno. Pirozzi è tra gli artisti che hanno maggiormente contribuito al rinnovamento della scena napoletana, recependo e rielaborando le tendenze internazionali attraverso un percorso straordinario di oltre sette decenni.

In occasione della mostra verranno inoltre donate dall’artista e acquisite alla collezione del Museo e Real Bosco di Capodimonte sette opere, tra cui una grande scultura in bronzo che sarà installata en plein air, in prossimità del Cellaio.

L’ingresso alla conferenza stampa sarà consentito esclusivamente ai giornalisti accreditati.
Accesso e parcheggio a Porta Piccola fino ad esaurimento posti.

  • Titolo: Giuseppe Pirozzi. L’atelier dello scultore
  • Luogo: Museo e Real Bosco di Capodimonte – Cellaio
  • via Miano 2 – 80131 Napoli
  • Conferenza stampa: lunedì 16 settembre 2024, ore 11:00
  • Inaugurazione: lunedì 16 settembre 2024, ore 12:00
  • Apertura al pubblico: 16 settembre 2024 – 6 gennaio 2025
  • dalle ore 10:00 alle 16:00. Ultimo ingresso alle ore 15:30
Museo e Real Bosco di Capodimonte 
Francesca Pirozzi
“Giuseppe Pirozzi. L’atelier dello scultore”

Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026: scelte le 5 finaliste

Il Ministero della Cultura rende noto che la giuria per la selezione della città “Capitale italiana dell’Arte contemporanea” per l’anno 2026, presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e composta da Sofia GnoliWalter GuadagniniRenata Cristina Mazzantini Vincenzo Santoro, ha scelto i 5 progetti finalisti dopo aver esaminato le 23 candidature pervenute.

Parteciperanno, dunque, alla fase finale della selezione i seguenti Comuni, con i dossier di seguito indicati:

  • – Carrara (MS): “Carrara – Da 2000 anni contemporanea”
  • – Gallarate (VA): “La Cultura del Fare. Il Fare della Cultura”
  • – Gibellina (TP): “Portami il futuro”
  • – Pescara (PE): “Pescara città contemporanea – Una porta aperta ai sogni”
  • – Todi (PG): “Ponte contemporaneo”

I Comuni selezionati saranno convocati a Roma il 25 ottobre 2024 per le audizioni pubbliche. Sarà l’occasione per ogni città candidata di illustrare nel dettaglio il proprio progetto agli esperti che dovranno valutarli. Per ciascun dossier le audizioni avranno una durata di massimo 60 minuti, di cui 30 per la presentazione del progetto e 30 per una sessione di domande effettuate dalla giuria.

I dettagli delle audizioni pubbliche saranno resi noti in un successivo comunicato.

Entro il 30 ottobre 2024, la giuria proporrà al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di “Capitale italiana dell’Arte contemporanea” per l’anno 2026, che riceverà un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione delle attività progettate nel dossier.

Il nuovo riconoscimento di “Capitale italiana dell’Arte contemporanea”, il cui bando è stato lanciato dalla Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura il 15 aprile scorso, è stato istituito per incoraggiare e sostenere la capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea, attraverso il finanziamento di progetti culturali che prevedono attività come mostre, festival e rassegne, oltre alla realizzazione e alla riqualificazione di spazi e aree dedicate alla fruizione dell’arte contemporanea. 

La “Capitale italiana dell’Arte contemporanea” è un’iniziativa del Ministero della Cultura che si affianca alle già esistenti “Capitale italiana della Cultura” e “Capitale italiana del Libro”.

Per maggiori informazioni:
https://creativitacontemporanea.cultura.gov.it/ciac-2026 

Ministero della Cultura
Roma, 4 ottobre 2024
Ufficio Stampa e Comunicazione MiC

Naples Shipping Week 2024

Dal 30 settembre fino al 4 ottobre, Napoli diventerà la capitale del cluster marittimo nazionale.

🌊 La sesta edizione animerà il capoluogo campano con sette giorni di eventi e convegni in tutta la città.

  • ⚓ Il palinsesto si prospetta ricchissimo di contenuti con interventi dei maggiori esperti del mondo accademico, delle istituzioni, delle associazioni oltre ai principali protagonisti in ambito shipping.
  • 🚢 La Naples Shipping Week ospiterà Port&ShippingTech, XVI Forum internazionale, dedicato alle innovazioni tecnologiche per lo sviluppo del sistema logistico e marittimo.

📍 L’appuntamento è presso il Centro Congressi della Stazione Marittima dal 3 e 4 ottobre 2024.

🧑‍💻 Trovi tutti gli aggiornamenti sul sito dell’evento: https://www.nsweek.com/palinsesto-2024/

Ritorna a Napoli Port&ShippingTech, forum internazionale dedicato all’economia e all’industria marittima e main conference della  VI edizione della Naples Shipping Week. La 16ª edizione si distingue per il suo carattere internazionale, coinvolgendo operatori e organizzazioni di rilievo globale, anche a fronte del gemellaggio tra la Shipping Week e Malta Maritime Summit, evento a cadenza biennale, focalizzato sul settore marittimo e della sua sostenibilità.
La manifestazione ha tra i suoi obiettivi quello di favorire nuove alleanze e sinergie tra le economie portuali, dello shipping dei diversi paesi del Mediterraneo e dei mari del nord d’Europa. 
Particolarmente autorevole il palinsesto 2024 con i principali rappresentanti istituzionali del cluster marittimo nazionale ed internazionale, tra cui:
Chris Bonett, Ministro dei trasporti, delle infrastrutture e delle grandi opere di Malta
Johan Vibe, 
Ambasciatore Reale Ambasciata di Norvegia

Manuela Tomassini, 
Head of Sustainability & Technical Assistance Department, EMSA 

Edoardo Rixi 
Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti
Ammiraglio Pierpaolo Ribuffo, 
Coordinatore Struttura Di Missione Per Le Politiche Del Mare
Riccardo Rigillo, 
Capo Gabinetto, Ministero Protezione Civile e Politiche del Mare
Enrico Pujia
, Capo del Dipartimento per le infrastrutture e le reti di trasporto, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Amm. Sq. Enrico Credendino,
 Capo di Stato Maggiore, Marina Militare Italiana
Amm. Isp. Capo (C.P.) Nicola Carlone,
 Comandante Generale, Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera

Benjamin Wong, 
Head of Maritime division, Invest Hong Kong

Emanuele Grimaldi, 
Presidente International Chamber of Shipping
Pino Musolino, 
Presidente MEDports Association
Mario Mattioli, 
Presidente, Federazione del Mare
Rodolfo Giampieri
, Presidente, Assoporti
Stefano Messina
, Presidente Assoarmatori
Alessandro Santi
, Presidente, Federagenti
Alessandro Pitto
, Presidente, Fedespedi
Tomaso Cognolato, 
Presidente Assiterminal 

Massimo Deandreis, 
Direttore generale, SRM
In programma il 3 e il 4 ottobre, presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli con circa 150 relatori e 14 sessioni, P&ST è il principale appuntamento in Italia dedicato al settore dello shipping e della logistica portuale. Un momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico e player nazionali e internazionali sui principali temi del settore: dalla geopolitica alla blue economy, dalla crisi energetica alla transizione green fino alle nuove tecnologie.
SCOPRI IL PROGRAMMA
NON PERDERTI LE OPPORTUNITA’ DI NETWORKING
Il FULL VIP PASS consente l’accesso a tutti gli eventi di networking (non riservati) della Naples Shipping week. Acquistando il full pass si avrà diritto alla Cena ‘Ritorno alle origini’ a Villa Campolieto, al Cocktail del giovedì sera e si potrà partecipare ai lunch e usufruire dell’open bar alla Stazione Marittima, durante le giornate del 3 e 4 ottobre. 
ACQUISTA QUI IL FULL VIP PASS
Per partecipare alle conference di Port&ShippingTech, sia in presenza, che in  streaming,è sufficiente cliccare sul pulsante in basso e compilare il form sul sito della manifestazione. La registrazione ai soli convegni è gratuita. 
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Diventare partner della manifestazione significa partecipare attivamente all’evoluzione del mondo dello shipping e della logistica portuale, condividere innovazioni e trainare i cambiamenti. Significa entrare da protagonisti nel network consolidato di enti, istituzioni e aziende che contribuiscono a sviluppare un settore da cui dipende gran parte dell’economia del nostro Paese.
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Naples Shipping Week

Appia day 2024 

Carinola, Caserta, Cellole, Curti, Maddaloni, Mondragone, San Nicola La Strada, Sessa Aurunca, Capua e Santa Maria Capua Vetere (CE)  – dal 22 settembre 2024

Caserta

Domenica 22 Settembre, Planetario e Museo Michelangelo, ore 10.30/ 11.15/ 12.00, Astronomia e topografia al tempo dell’Appia
A cura del Planetario di Caserta e del Museo Michelangelo
Eventi gratuiti. Max 50 partecipanti per turno
Info: Pietro Di Lorenzo 347.1923889 – museomichelangelo@yahoo.it – info@planetariodicaserta.it
https://www.planetariodicaserta.it/eventi/astronomia-e-topografia-al-tempo-dellappia-a/

Domenica 22 Settembre, Oasi Bosco San Silvestro, San Leucio dalle 10.30-13.00, Back To School
A cura dell’Associazione “La Mansarda – Teatro dell’Orco”
Animazione teatrale, laboratori a tema e spettacolo
Costo 10 euro adulti e bambini (da 3 anni in su)
Info: 339.8085602 – lamansarda@lamansarda.com

Domenica 22 settembre, Ore 9.00, Fiab Caserta In Bici – Pedalata rurale lungo il Tifata e l’Appia Cicloescursione attraverso le stradine interpoderali sotto il Tifata, a S.Angelo in Formis. Visita ad un’azienda vitivinicola di Bellona per scoprire la valenza del vino e dell’olio in questi territori.
Appuntamento: Caserta- Piazza Carlo di Borbone Ritorno a Caserta con sosta all’Anfiteatro Campano di Santa Maria CV.
Referente: Carlo Scatozza: 3384707230
Adesioni e info a casertainbici@gmail.com

Capua

22 settembre, Visite guidate: Capua al Quadrato
Capua al Quadrato è una rivisitazione suggestiva e ragionata della Città di Capua nella sua interezza dalle sue origini ai nostri giorni, occasione unica per trascorrere una giornata tra la storia e i monumenti di due splendide realtà urbane lungo la via Appia – Regina Viarum – Patrimonio UNESCO, che le unisce.
Appuntamento: Capua (CE): Monumento al Placito Capuano Durata Ore 9.45 – 18.00
Referente: Amelia Valletta 347 910 6364

22 settembre, Museo Provinciale Campano e Corso Appio h. 10.00 alle 13.00
Le pietre antiche dell’Appia parlano nella Capua Nuova
A cura di Touring Aperti per Voi Capua
Passeggiata guidata Ore 9.45 presso Cippo del Placito Capuano
Info e prenotazioni: Annamaria Troili 347.3737037 – annamaria.troili@gmail.com
L’organizzazione è a cura della Direzione regionale Musei nazionali Campania

22 settembre, sala d’armi H. 10.15/13.00, Le meraviglie della sala d’armi
Visite Guidate a cura della Pro Loco di Capua
Apertura a cura della Pro Loco di Capua e del Comune in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento.
Prenotazione non obbligatoria. Ingresso gratuito

Carinola

22 settembre, Basilica Santa Maria in Foro Claudio, h. 9.00/13.00, Bellezza nascosta nell’ager Falernus…
Apertura e visite guidate a cura della Pro Loco di Carinola e del Comune in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento.
Prenotazione non obbligatoria. Ingresso gratuito

Cellole

22 settembre, Villa Romana di San Limato, H. 9.00/13.00
Apertura e visite guidate a cura del Comune di Cellole in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento
Prenotazione non obbligatoria. Ingresso gratuito

Curti

22 settembre, Conocchia H. 9.00/13.00, Conocchia Day
Apertura a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento in collaborazione con il Comune di Curti.
Visite Guidate a cura dei giovani del Servizio Civile della Pro Loco di Curti.
Prenotazione non obbligatoria. Ingresso gratuito

Maddaloni

22 settembre, Museo Archeologico di Calatia, 19.30-23.30 (Ultimo ingresso ore 23.00), Notte Al Museo
Il Museo, situato lungo il tragitto della Regina Viarum, apre le sue porte in orario serale. I visitatori potranno immergersi nella sala multimediale dedicata alla via Appia e rivivere le emozioni degli antichi viaggiatori, scoprendo i tesori archeologici che raccontano la storia dell’importante strada romana.
Ingresso 5 euro
Info: 0823 844206 – drm-cam.maddaloni@cultura.gov.it

Mondragone

Domenica 22 Settembre, Visita guidata al Mausoleo del Paladino, monumento funebre del I sec a.C. e degustazione vino Falerno, amato dagli antichi romani.
Tenuta Bianchino ore 16.00 – 18.00
a cura di Sara Prossomariti. Prenotazione gradita 3518338243(whatsapp)

Domenica 22 Settembre, Parco Archeologico Della Regina Viarum, Apertura H. 9.00/12.00
L’organizzazione è a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento in collaborazione con il Comune di Mondragone
Prenotazione non obbligatoria. Ingresso gratuito

San Nicola La Strada

Domenica 22 Settembre, Piazza Parrocchia H. 9.00/12.00, L’Appia a San Nicola La Strada
Flash mob lungo la via Domenica 22 Settembre, Appia a partire dalla colonna romana di piazza Parrocchia.
Info: Pasquale Delli Paoli – 338.2578191 – prolocosannicolals@libero.it

San Prisco

Domenica 22 Settembre, Carceri Vecchie – Ore 9.15/ 10.15/ 11.15/ 12.15, Le Carceri Vecchie e l’appia Antica: Storia Ed Aneddoti
Visite guidate con pannelli espositivi a cura di Associazione “Storia Locale San Prisco”
A cura della Direzione regionale Musei nazionali Campania in collaborazione con il Comune di San Prisco.
Info: Gaetano Visconte 349 7426857 – ing.visconte@gmail.com – storialocalesanprisco@gmail.com
http://www.sanprisco.net
Prenotazione non obbligatoria. Ingresso gratuito

Santa Maria Capua Vetere

Domenica 22 Settembre, Anfiteatro Campano H. 19.30/23.00 (ultimo ingresso h. 22.30), apertura straordinaria serale
A cura della Direzione della Direzione regionale Musei Campania
Info: Info: 338.6353806

Domenica 22 Settembre, Anfiteatro Campano,
– ore 09.00, Special Walking Training (Risveglio muscolare con base musicale)
– ore 10.30, Cammino cittadino (durata 2 ore)
A cura della ASD Federazione Italiana Camminatori Sportivi
Area archeologica dell’Anfiteatro campano
Partecipazione gratuita
Info: 335460682 Fiorentino federazioneitalianacamminatori@gmail.com

Domenica 22 Settembre, Anfiteatro Campano, H. 18.30, “Le Fenicie”
Rappresentazione teatrale del poeta Euripide.
Info: Vincenzo Oliviero 3881167175
oliviero.vincenzo@gmail.com
https://www.comune.santa-maria-capua-vetere.ce.it/it
Prenotazione obbligatoria – Ingresso gratuito

Domenica 22 Settembre, Anfiteatro Campano, H. 11.00 e 17.30, Vita da gladiatori: una giornata in compagnia degli eroi di Capua
A cura di APS Pro Loco Spartacus/Lvdvs Capvanvs;“Legio I Adiutrix”; “Opus est”; Militum Schola; Reenactment Society; e Legio VIII Augusta Salento APS/Gladiatores Rudini.
Raduno partecipanti: Piazza Adriano
Attività adatte ai bambini
Info e prenotazioni:Luigi Gicco 347.8681602 – prolocospartacus@hotmail.com
L’organizzazione è a cura della Direzione regionale Musei nazionali Campania

Domenica 22 Settembre, Anfiteatro Campano, H. 10.00/18.00, Una giornata a Capua: mestieri e divertimenti lungo la via Appia
Esposizione di tavoli didattici – Attività particolarmente adatte ai bambini
A cura di APS Pro Loco Spartacus/Lvdvs Capvanvs (Santa Maria Capua Vetere); “Legio I Adiutrix” (Pompei); “Opus est” (San Prisco); Militum Schola (Bacoli); Reenactment Society (Pozzuoli); Legio VIII Augusta Salento APS/Gladiatores Rudini (Lecce) in collaborazione con la Direzione del Circuito archeologico dell’antica Capua
Info e prenotazioni: Luigi Gicco 347.8681602 – prolocospartacus@hotmail.com

Domenica 22 Settembre, Museo Archeologico Nazionale Dell’antica Capua, – Mostra “I Segni del Paesaggio: l’Appia e Capua” H. 20.00/23.00. Visite guidate alla mostra
A cura della Direzione del Circuito Archeologico dell’antica Capua
Info: 338.6353806
L’organizzazione è a cura della Direzione regionale Musei nazionali Campania

Domenica 22 Settembre, Museo Archeologico Nazionale Dell’antica Capua, h. 10.00 e h. 16.30, Appia teatro di vita: un viaggio alla scoperta di Capua e della Regina Viarum
A cura della Direzione del Circuito archeologico dell’antica Capua
La visita si propone come un viaggio alla scoperta della fase romana della città attraverso racconti, schizzi, dipinti di vedutisti del 700 e dell’800. Il tour partirà dal Museo archeologico nazionale dell’antica Capua.
In collaborazione con APS Pro Loco Spartacus/Lvdvs Capvanvs (Santa Maria Capua Vetere) e con le associazioni culturali “Legio I Adiutrix” (Pompei), “Opus est” (San Prisco), Militum Schola (Bacoli), Reenactment Society (Pozzuoli) e Legio VIII Augusta Salento APS/Gladiatores Rudini (Lecce).
Prenotazione obbligatoria
Info: 338.6353806

Domenica 22 Settembre, Museo Archeologico Nazionale Dell’antica Capua, h. 10.00 e h. 16.30, Accompagnamento musicale all’evento “Appia teatro di vita”
A cura dell’associazione musicale “G.B. Pergolesi”
Al flauto Maestra Emanuela Dessì.
Info: 349.6660147 Maestro Raffaele Salemme – raffaelesalemme@alice.it

Domenica 22 Settembre, Museo Archeologico Nazionale Dell’antica Capua, Mitreo, Domus Di Confuleius H. 15.00/18.00, Appia Day: Capua al Quadrato
A cura di Touring Aperti per Voi Capua
Passeggiata guidata all’Anfiteatro campano, al Museo dei gladiatori, alla Domus Confuleius, al Museo archeologico nazionale dell’antica Capua, alla Mostra “I Segni del Paesaggio: l’Appia e Capua” e al Mitreo.
Evento a pagamento.
Info e prenotazioni: Console Tci Capua Antica e Nuova e mediocasertano Annamaria Troili 347.3737037 – annamaria.troili@gmail.com
Organizzazione Direzione regionale Musei nazionali Campania

Domenica 22 Settembre, Museo Archeologico Nazionale Dell’antica Capua, Piazza Adriano-Anfiteatro Campano, H. 10.00/12.30, Sulle tracce di Spartaco
L’attività verrà realizzata dagli studenti del Liceo “F. Quercia” di Marcianise in collaborazione con Italia nostra sezione di Caserta “Antonella Franzese”
Info e prenotazioni: Giancarlo Pignataro 377.3137142 – giancarlopignataro4@gmail.com

Domenica 22 Settembre, Domus Confuleius H. 9.00/13.00 E H. 16.00/20.00, La casa con un messaggio beneaugurante
Visite guidate a cura della Soprintendenza
Apertura a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento in collaborazione con il Comune di Santa Maria Capua Vetere.
Prenotazione non obbligatoria – Ingresso gratuito

Domenica 22 Settembre, area archeologica di via Galatina h. 9.00/13.00 e h. 14.00/18.00, Un monumento e la sua necropoli
Apertura a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento
Ingresso gratuito

Domenica 22 Settembre, Museo Civico Del Risorgimento H. 9.30/12.30
Apertura straordinaria del Museo Civico del Risorgimento, accompagnata da un evento musicale nella Chiesa di San Bonaventura
Info: Vincenzo Oliviero 3881167175
oliviero.vincenzo@gmail.com
https://www.comune.santa-maria-capua-vetere.ce.it/it
Prenotazione obbligatoria – Ingresso gratuito
Evento organizzato dal Comune di Santa Maria Capua Vetere

Domenica 22 Settembre, Arco Adriano H. 21.30 – Arco Di Note – I Edizione
Evento musicale organizzato dal Comune di Santa Maria Capua Vetere
Info: Vincenzo Oliviero 3881167175
oliviero.vincenzo@gmail.com
https://www.comune.santa-maria-capua-vetere.ce.it/it
Prenotazione obbligatoria – Ingresso gratuito

Domenica 22 Settembre, Centro Regionale Incremento Ippico – H.18.00/22.00, Festival della storia
A cura del Centro Regionale Incremento Ippico
Apertura straordinaria con rievocazioni storiche dell’epoca medioevale, musica, danze, giochi e sport, area ristoro con prodotti tipici
Info: 0823841200 – incrementoippico@regione.campania.it
Direttrice Agnese Rinaldi
Prenotazione obbligatoria – Ingresso gratuito

Domenica 22 Settembre, Muteg – Teatro Garibaldi – H.11.00/13.00 e 18.00/20.00, Muteg in musica
Apertura straordinaria del Museo del Teatro Garibaldi accompagnata da un’esibizione di musica jazz
Evento organizzato dal Comune di Santa Maria Capua Vetere
Info: Vincenzo Oliviero 3881167175
oliviero.vincenzo@gmail.com
https://www.comune.santa-maria-capua-vetere.ce.it/it
Prenotazione obbligatoria – Ingresso gratuito

Domenica 22 settembre – Special Walking Training e Cammino Turistico
Appuntamento: Anfiteatro Santa Maria Capua Vetere Ore 9.00
Durata: 40/50 minuti, Cammino turistico 2h, aperto a tutti
Referente: La Greca Fiorentino 335460682
Info: federazioneitalianacamminatori@gmail.com
Necessaria la prenotazione, evento gratuito

Sessa Aurunca

Domenica 22 settembre – Ecotrekking archeologico a Pertecare – San Limato con pulizia dei percorsi di accesso e visita guidata su Appia Antica a Sant’Eufemia.

Domenica 22 Settembre, Apertura straordinaria dell’Antiquarium 9.00/18.00
Evento organizzato dalla Direzione regionale Musei nazionali Campania
Info: 0823.936455
Ingresso gratuito

Falciano Del Massico

Evento di chiusura AppiaDay 2024
Venerdì 4 ottobre, Ore 17.00 – Convegno “Falciano: memoria e territorio”
Il Progetto borghi e l’Appia Antica Patrimonio UNESCO.
Sabato 5 Ottobre, Dalle Ore 19.00 – Festa del Vino “Falerno” Il vino dell’Appia Antica
Nel borgo antico con artisti di strada e degustazione di vino Falerno delle cantine di Falciano.

Campania Teatro Festival | 21 settembre > 15 dicembre 2024 | “Battiti per la libertà”

“Battiti per la libertà”. È questo il significativo slogan della diciassettesima edizione del Campania Teatro Festival, l’ottava diretta da Ruggero Cappuccio, in programma dal 21 settembre fino al 15 dicembre.

Realizzato con il sostegno concreto della Regione Campania, e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Alessandro Barbano, il Campania Teatro Festival, che è parte rilevante della rete Italia Festival e dell’EFA (European Festival Association), si avvale anche nel 2024 del contributo che il Ministero della Cultura destina al rilievo multidisciplinare e alla qualità della programmazione. 

Tante le novità di questa edizione. Non solo la data, slittata di tre mesi rispetto a quella tradizionale, ma anche la rinuncia alle sezioni e agli spazi all’aperto. Tuttavia, il Festival anche quest’anno sarà ricco di appuntamenti importanti, con ben 40 spettacoli, molti dei quali al debutto, privilegiando, come da virtuosa strategia, le drammaturgie contemporanee.

INTERNAZIONALI

Otto gli attesissimi spettacoli internazionali, con grandi nomi del panorama teatrale che faranno tappa a Napoli: Bob Wilson, Jan Fabre, Euripides Laskaridis, Nat Randall e Anna Breckon, Patrick Blenkarn e Milton Lim, Luciano Rosso, il “nostro” Antonio Latella con Maria Kallimani e una giovane e talentuosa Compagnia greca.

  • Il geniale regista americano Bob Wilson proporrà il suo “Ubu” il 12 ottobre (con due repliche il giorno successivo), nello spazio del Galoppatoio della Reggia di Portici. L’opera naturalmente si ispira al famosissimo testo che Alfred Jarry scrisse nel 1896. Una critica contro la guerra e il totalitarismo che presenta ancora oggi elementi di preoccupante modernità. Nell’affascinante messa in scena di Wilson, che nasce dallo stretto legame con le ricerche e le creazioni di Joan Mirò intorno all’universo di Ubu Roi, il tiranno ritorna sotto l’ombrello dei paradossi e delle attuali disuguaglianze. Con Mona Belizán, Biel Morro, Marina Nicolau, Alejandro Navarro, Joan Maria Pascual, Sandrine Penda, Joana Peralta, Sienna Vila & Alba Vinton. Il cast- come scrive nelle note il co-regista Carlo Chemin– è però considerato come un insieme, dove la nozione di personaggio sfuma. “È tutta una recita ed è tutta danza. Utilizzando il montaggio di testi e movimenti come un collage dinamico, con mezzi diversi come burattini, striscioni, animali, danze grottesche e voci registrate, costruiamo una costellazione di sequenze che consentono al pubblico la libertà di interpretare e costruire la propria prospettiva su questa rappresentazione ridicola del potere e della barbarie”. Lo spettacolo è stato commissionato come momento finale della mostra “Personae. Maschere contro la barbarie”, ispirata alla fascinazione di Joan Mirò per l’opera di Jarry, curata e presentata da Imma Prieto all’Es Baluard Museo d’Arte Contemporanea di Palma di Maiorca. Bob Wilson il 12 ottobre, giorno del debutto di “Ubu”, incontrerà il pubblico del Festival prima dello spettacolo alla Reggia di Portici. Un appuntamento da non perdere.
  • Sono due, invece, gli spettacoli che il talentuoso e sempre originale regista belga Jan Fabre propone al Festival, entrambi nella Sala Assoli di Napoli. Una protesta contro la realtà e le sue leggi, contro i fatti e il loro conformismo. Questo, e non solo questo, è “I am a mistake”, letteralmente sono un errore, il testo di Jan Fabre che va in scena con la sua regia il 12 e il 13 novembre. Scritto da Fabre nel 1988, e dedicato non a caso al sovversivo cineasta Luis Bunuel e ad Antonin Artaud, il lavoro teatrale è una professione di fede da parte dell’artista, una schietta confessione, un mantra che ripete e divide. “Io sono un errore Perché non appartengo a una razza/Io sono un errore Perché sono un movimento solitario/Io sono un errore Perché sono ancora curioso/Io sono un errore Perché sono l’acerrimo nemico di me stesso”. Questo l’incipit di un monologo per fumatore incallito, come lo definì lo stesso Fabre, che invitò a partecipare alla creazione il compositore tedesco Wolfgang Rihm. Protagonista dello spettacolo è Irene Urciuoli.

 Il 10 dicembre (con replica l’11) approda a Napoli “I am sorry”, con Stella Hottler, che avevamo già apprezzato nel Campania Teatro del 2020. In questo caso la bravissima performer tedesca interpreta un personaggio perso e confuso, in un mondo che cambia. Si scusa per tutto, per come appare, per come si comporta, per quello che dice. Si incammina sulla strada dell’autocensura, mentre crede fermamente che invece il percorso giusto sarebbe quello di impegnarci in discussioni, scambiare idee o semplicemente parlare tra di noi. Quando una società si rifiuta di ascoltare le opinioni dissenzienti, finisce con l’indebolirsi e non rafforza le proprie argomentazioni. Il dialogo, si chiede e ci chiede Fabre, non è forse la base della democrazia?

Una donna affascinante, in Italia il ruolo è affidato ad Euridice Axen, recita la stessa breve scena per 100 volte con altrettanti attori non professionisti per 24 ore di fila. È questo il particolarissimo schema drammaturgico di “Second woman”, lo spettacolo di Nat Randall e Anna Breckon che il Campania Festival propone dal 14 al 15 dicembre al Teatro di Corte di Palazzo Reale. Ispirato a “Opening night”, il famoso film di John Cassavetes del 1977, questo singolare esperimento teatrale esplora, anche attraverso un uso sapiente del video dal vivo, le regole comportamentali di genere e le dinamiche di potere. La trama è semplice: Virginia attende in una stanza la visita di Marty, con il quale in precedenza ha litigato. Lui arriva, si scusa per la sua reazione precedente, bevono un drink, lei gli chiede rassicurazioni, ballano. Lui se ne va, lei riordina, resetta la musica, si siede ad aspettare il prossimo ragazzo. Co-produzione della Fondazione Campania dei Festival.

Un’altra maratona teatrale che va vissuta fino in fondo è “Asses Masses”, co-creazione di Patrick Blenkarn e Milton Lim, con la drammaturgia di Laurel Green, che si potrà vedere il 17 novembre alla Sala Pasolini di Salerno. Asses Masses è un videogioco progettato per essere giocato interamente dal pubblico dal vivo, una persona alla volta. Un’opera immersiva e originalissima. La storia epica, della durata di oltre 7 ore, di un branco di asini disoccupati, che cercano di riottenere le proprie mansioni sostituite dall’automazione. Spettatori coraggiosi si alternano alla guida della mandria, per scoprire la differenza, in una società post-industriale, tra il lavoro che ci determina e il gioco che ci libera. I canadesi Patrick Blenkam e Milton Lim sono artisti concettuali che si fanno domande sull’attuale valore sociale dell’arte, regalandoci un’opera sfrontata e politica. Una sorta di “La fattoria degli animali” che incontra “Pokemon” e “Final Fantasy”.

Lo avevamo conosciuto e apprezzato nel 2018 in “Un poyo rojo”. Lo ritroviamo con piacere al Festival in “Apocalipsync”, in programma il 19 e il 20 ottobre al teatro Nuovo di Napoli. È Luciano Rosso, talentuoso performer argentino che ci accompagnerà questa volta in un viaggio sbalorditivo e divertente sui molteplici modi per evitare la noia. Nato nel 2020, durante la pandemia, lo spettacolo di Luciano Rosso e Maria Saccone ci offre una riflessione sull’isolamento e la creatività, mostrandoci un uomo immerso in un mondo che limita la sua libertà, che attraversa una crisi esistenziale, al termine della quale ritroverà se stesso. Con grande autoironia e momenti di pura comicità, tra trasformismi, lipsync, clownerie e danza, “Apocalipsync” è il cammino che il protagonista percorre per trovare la propria natura più pura, per dare un senso alla propria vita. La regia è di Luciano Rosso, Maria Saccone e Hermes Gaido.

“The Glass Menagerie”, ossia “Lo zoo di vetro”, di Tennessee Williams è il capolavoro teatrale che Antonio Latella ha scelto per il suo primo lavoro in Grecia, nato grazie all’incontro con la famosa attrice Maria Kallimani e una Compagnia di giovani e talentuosi attori. Lo presenta al pubblico napoletano il 17 ottobre al teatro Nuovo. La famiglia come Nazione, la memoria storica e individuale, il tema della trasparenza che diventa quello della ricerca. Sono questi gli elementi fondanti, come spiega Latella nelle note di regia, di un emozionante testo. ” Guardare attraverso il vetro. Guardare attraverso le emozioni dell’anima. Togliere le impurità del vivere e cercare un’ “assoluta” perfezione, anche se sappiamo bene che così non si può vivere, come ne sono consapevoli tutti i protagonisti di questa nostra grande storia. Allora perché ricordare? Perché raccontare la storia della propria famiglia al grande pubblico, perché far diventare una questione privata una questione pubblica? Forse esiste una risposta, ma credo che questa risposta vada cercata nella vita privata di Williams stesso. Un autore che  chiede a tutti noi di allontanarci dal realismo e provare a rivisitare questa storia attraverso gli occhi della mente, andare oltre ciò che si vede per provare a vedere nell’oscurità”.

Un arazzo poetico e immaginifico. Così si annuncia “Titans”, l’originale mix di performance, danza, circo contemporaneo e arti visive nato dal genio creativo di Euripides Laskaridis, in programma al Festival in data e luogo da stabilire. In un vuoto indefinito, un essere cosmico dal genere non specificato si dondola dolcemente su un’altalena. Fronte larga, ventre gravido, forse per un bambino o forse soltanto di idee. Onnipotente e sempre presente, da prima dell’inizio di tutto. Immortale e irrequieto. Sempre bisognoso di un compagno: una presenza impercettibile, una figura-ombra che scivola nell’oscurità circostante per far girare questo particolare cosmo. L’artista greco, tra i più importanti coreografi del panorama internazionale, crea in questo lavoro un nuovo mondo accattivante ed enigmatico, e ci conduce per mano in un viaggio alla scoperta dei nostri desideri ancestrali. In un luogo dove la magia dell’ideale si scontra con la crudezza del reale, svelandoci come in un sogno le nostre fragilità e i nostri limiti. Con Euripides Laskaridis, che cura anche la regia, e Dimitris Matsoukas.

PROSA NAZIONALE

  • Il Festival partirà il 21 settembre (replica il giorno dopo) al teatro Mercadante di Napoli con “La prima luce di Neruda”, la trasposizione teatrale del famoso romanzo di Ruggero Cappuccio. Lo spettacolo, coprodotto dalla Fondazione Campania dei Festival e dal Teatro dell’Elfo di Milano, porta in scena, con la regia di César Brie, due stagioni della vita del famoso poeta cileno: quella dell’amore, delle speranze e di un mondo che si trasforma, ma anche la stagione del buio, della violenza e della morte. Una storia soprattutto di libertà. La invocano alla stazione di Roma grandi intellettuali italiani (Morante, Moravia, Guttuso, Levi), che si oppongono al decreto di espulsione che vuole Neruda estradato in Svizzera; la cerca una donna, Matilde Urrutia, che osserva e attende che si liberi anche il suo amore per Pablo. Il plot narrativo viaggia tra presente, passato e futuro, tra l’isola di Capri, dove i due amanti danno profondità e luce a una passione segreta, e il Cile del golpe di Pinochet, teatro di una sanguinaria dittatura. “Il potere non perdona la capacità di essere liberi”, scrive Cappuccio. In scena Cristina Crippa, Elio De Capitani, Silvia Ferretti, Umberto Terruso e Francesca Breschi, che incalzerà e cullerà con la musica e il suo canto dal vivo la sensualità dei corpi.
  • Nello stesso spazio di piazza Municipio si potrà assistere il 26 settembre a “Il medico dei maiali”, testo e regia di Davide Sacco, con Luca Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti e Mauro Marino. Un intelligente gioco teatrale sulla monarchia, dove la raffinata strategia di un veterinario, coinvolto per caso nella constatazione del decesso regale, diventa il pretesto per indagare sulle trasformazioni che genera il potere e sulla natura ferina dell’uomo. “Quando le certezze cadono, quando muoiono i padri e crollano le torri, l’essere umano si mostra sempre per quello che è: una bestia, una bestia pronta a essere un uomo”, scrive Sacco nelle note di regia. Il testo, vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2022, è il terzo capitolo della trilogia “La ballata degli uomini bestia” di Davide Sacco (Caracò Editore), che comprende “L’uomo più crudele del mondo” e “Sesto potere”.

Un lavoro di indagine ricco di spunti di riflessione è anche quello nel teatro fisico, alla ricerca di gesti che raccontino il nostro presente. La storica Compagnia dei Gordi, prodotta dal Franco Parenti di Milano, porta al Mercadante il 28 settembre “Note a margine”, per la regia di Riccardo Pippa. Le premesse di un’ultima tragica commedia, quella del rituale funebre, si infrangono contro l’impaccio della materia, la verità del corpo, le diverse sensibilità e gli imprevisti della vita. La nota a margine, un appunto che trova spazio sui bordi o alla fine di un testo impaginato, viene qui intesa come ogni gesto dedicato a chi se n’è andato, ma è anche rompere più o meno volontariamente la linearità di una cerimonia; è ogni nostra smarginatura, o sconfinamento, dovuta all’irrompere delle emozioni o a quella sensazione tutta umana di essere parte di una storia che ci precede e che non finisce con noi.

Cosa avrebbero detto Giorgio Gaber e Fabrizio De Andrè di questo nostro tempo presente? Quante nuove canzoni ci avrebbero regalato per aiutarci a comprendere meglio, sul filo dell’ironia e della poesia, una realtà che sembra esserci sfuggita di mano? Un omaggio a due grandi cantautori italiani, ma sappiamo bene che è riduttivo definirli tali, è “Tra Gaber e Faber”, lo spettacolo che Neri Marcorè propone il 1° novembre al Mercadante. Un viaggio emozionante, dove, tra capolavori intramontabili, monologhi e poesia in musica, Marcorè dimostra, con passione e rispetto, che il genio è sempre profetico. E riesce a parlarci oggi, a distanza di 21 e 25 anni dalla scomparsa di Gaber e Faber, di temi come la necessità di confronto e la libertà, anche di amare chi si voglia. Tanto, certo, avrebbero potuto ancora raccontarci, tanto ci hanno lasciato in eredità di pensiero.  Con Marcorè in scena un’inedita band composta da sei talentuosi musicisti (Anais Drago, Fabrizio Guarino, Domenico Mariorenzi, Alessandro Patti, Simone Talone e Alessandro Tomei). Co-produzione della Fondazione Campania dei Festival.

Il ritratto di uno degli scrittori più importanti del nostro tempo, morto suicida nel gennaio del 2022, rivive il 3 novembre al Mercadante in “La notte di Vitaliano Trevisan”, una drammaturgia di Jacopo Squizzato con la mise en éspace di Andrea Baracco. I talenti attoriali, tra i quali quello di Massimiliano Gallo, incrociano il talento letterario di Trevisan e, attraverso un montaggio incrociato di alcune delle sue opere più famose (I quindicimila passi, Tristissimi giardini, Standards, Back tulips, Works) danno corpo e voce a un racconto di appassionata intensità emotiva.

Presenti nella stagione del Teatro di Napoli, e in collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival, vanno segnalati altri tre spettacoli. Dal 25 ottobre al 3 novembre va in scena al Ridotto del Mercadante “Controimmagini”, l’omaggio che Michelangelo Dalisi dedica a Joseph Beuys, artista sciamano per eccellenza. Accostando immagini, azioni e frasi iconiche dell’inimitabile genio tedesco, si squarciano riflessioni sul mercato dell’arte, sul politicamente corretto, sulle etichette e su temi di stringente attualità. Aprendo a una visione olistica della realtà in cui nulla è più separato: società, natura, politica, economia, vita, tutto diventa opera d’arte. Con Michelangelo Dalisi, che cura anche la regia, e Marco Cacciola.

Non meno intenso, ma per motivi diversi, è “Laguna Cafè”, lo spettacolo di Giuseppe Affinito, con la regia di Benedetto Sicca, in programma dal 28 novembre all’8 dicembre sempre al Ridotto. In uno spazio sospeso tra realtà e immaginazione, due uomini si ritrovano dopo anni per affrontare ricordi e rimpianti. Compiono un viaggio emotivo che esplora l’amore e le relazioni e che li condurrà fino al compimento ineluttabile del loro destino. Un incontro che mette a nudo la vulnerabilità umana, l’inadeguatezza dei sentimenti e la ricerca di una verità condivisa. In scena Giuseppe Affinito e Gianluca Merolli.

Il 4 dicembre al Mercadante c’è poi l’atteso “Macbeth” di William Shakespeare, per la regia di Jacopo Gassmann, con Roberto Latini, Lucrezia Guidone, Nicola Pannelli e Olga Rossi. “Macbeth – come scrive Gassmann nelle note di regia – è il lungo viaggio di un uomo alle radici del male. O meglio ancora, il progressivo inabissamento di una coscienza nel vasto e inesplorato territorio del rimosso. Una lunga giornata che procede inesorabilmente verso la notte, una notte in cui tutto va storto, in cui l’ordine delle cose è rovesciato e la natura stessa viene ferita e violentata”. Attraverso un percorso a ritroso, che trasforma lentamente un guerriero all’apice della virilità in “un bambino sperduto con i capelli bianchi”. Co-produzione della Fondazione Campania dei Festival con il Teatro di Napoli.

E a conferma di una virtuosa sinergia con il Teatro di Napoli, il Campania Teatro Festival ospita anche “Noccioline”, il testo di Fausto Paravidino con cui si è concluso il triennio della Scuola per attori diretta da Renato Carpentieri. Lo spettacolo si potrà vedere dal 4 al 6 ottobre al teatro San Ferdinando di Napoli. Ventitré sequenze: ognuna ha un titolo che, con pungente ironia, collega ciò che accade in scena al mondo. Nella prima parte un gruppo di adolescenti passa dai giochi a confrontarsi con il presente, tra chiacchiere e piccoli soprusi. Nella seconda parte precipitiamo in una realtà possibile, in cui il gruppo si è separato in vittime e carnefici. “Noccioline è un testo politico e allo stesso tempo commedia divertente” afferma Carpentieri, che cura la regia dello spettacolo: “nasce all’indomani dei fatti del G8 di Genova. Una fortuna per giovani attrici e attori appena diplomati, per i quali vale ancora quello che dice l’autore: percepire la tragedia non vuol dire diventare migliori, ma volerlo sì”.

Particolarmente interessanti sono anche le 6 proposte del Campania Teatro Festival 2024 al teatro Sannazaro di Napoli.

Il 24 settembre si potrà assistere a “Ternitti”, la trasposizione teatrale del bellissimo romanzo del premio Strega Mario Desiati realizzata da Giusy Frallonardo e Paolo Russo. Una storia di emigrazione, sofferenza, ma anche amore e riscatto. Quello di Mimì, operaia cinquantenne, che, attraverso un dialogo con la figlia Arianna e la sua amica Teresa, traccia le linee della sua esistenza e fa rivivere sulla scena, con una narrazione di libertà che diventa impegno civile, il viaggio della sua famiglia in cerca di fortuna in Svizzera e il ritorno in Puglia, con maggiore consapevolezza e con la stessa voglia di lottare contro le ingiustizie. “Ternitti” è il nome che i salentini davano all’eternit, una promessa di ricchezza che si trasformò ben presto in dolore e morti per amianto. In scena con Giusy Frallonardo ci sono Magda Marrone e Maria Giacquinto, che nel doppio ruolo di attrice e cantante connette il piano narrativo a quello musicale dei Radicanto. La regia è di Enrico Romita.

“La denuncia”, scritto e diretto da Ivan Cotroneo, è invece la storia di una ragazza diciassettenne e della sua professoressa di italiano. Il plot si fonda su due versioni contrastanti, quasi un giallo, nel quale ogni dettaglio può essere essenziale. Lo spettacolo, in programma il 26 settembre nello spazio di via Chiaia, affronta i temi del consenso, del rispetto e del ricatto emotivo in un rapporto che contiene naturalmente in sé gli elementi della seduzione intellettuale. Una sfida dialettica e di visioni del mondo tra due donne in due età diverse della vita, che si rivelano, solo alla fine, più vicine di quanto si potrebbe immaginare.  Le due protagoniste sono Marta Pizzigallo ed Elisabetta Mirra.

“Leviatano” di Riccardo Tabilio, con Giulio Forges Davanzati, Alessia Sorbello e Andrea Trovato, è la proposta del 2 ottobre. Lo spettacolo, profondamente radicato negli anni 90, decennio del grunge, neo punk e breat pop, nasce dall’immaginario dell’adolescenza dei protagonisti e approda, attraverso esperienze di vita vissuta e notizie di stampa incredibilmente vere, a un’indagine sulle infinite risorse della stupidità umana. Come dimostra in maniera chiara la storia di McArthur Wheeler, il rapinatore che assaltò due banche convinto che il succo di limone lo rendesse invisibile e finì col diventare soggetto di analisi per due studiosi di psicologia sociale. Nello stesso modo in cui il romanzo di Paul Auster, a cui “Leviatano” deve il titolo, ricerca attraverso la vicenda di un uomo solo tra le rovine dell’America post-industriale la filigrana del mondo contemporaneo, così il testo di Tabilio parte dall’episodio di cronaca che ha consegnato al mondo l’archetipo mitologico degli stolti per affondare lo sguardo nelle origini e nelle interpretazioni di quella stupidità che rappresenta da sempre il potente motore della Storia.

Quali sogni aveva negli occhi e nel cuore il giovane Marco Polo? Un monologo di Ettore Bassi, con un delicato accompagnamento di fisarmonica del Maestro Attilio Galizia, prova a rispondere a questa domanda il 3 ottobre sempre al Sannazaro. Prodotto nel settecentesimo anniversario della scomparsa del grande esploratore veneziano, morto l’8 gennaio 1324 all’età di 70 anni, lo spettacolo “Marco, un giovane sognatore”, esclusiva di Vivere d’Arte Eventi, prova a indagare sulle esperienze più profonde dell’autore de “Il Milione”: come viveva le attese del ritorno, le emozioni delle scoperte, la lontananza dalla sua Venezia, i nuovi costumi e le abitudini di popoli così diversi da lui? Un viaggio straordinario sulle rotte dell’anima di un personaggio e del suo capolavoro letterario.

Il tema dell’incomunicabilità tra artista e pubblico è il motore portante di “Nina Zarecnaya-personaggio immaginario”, testo e regia di Mauro Santopietro, che va in scena il o il 6 ottobre. Ripercorrendo la trama del “Gabbiano” di Cechov, ci si accorge di quanto sia dilaniante e grottesca, ma anche attuale, la figura di Nina: una giovane ragazza che spende la sua esistenza alla rincorsa del sogno di diventare attrice, per poi concludere rovinosamente la carriera in un piccolo teatro di provincia. La pièce diventa così un modo per indagare su quello che lega oggi l’arte al mondo reale, sapendo bene che la vita non sempre riserba un lieto fine e che l’essere apprezzati ed accettati dagli altri è l’unico modo per trovare la felicità. Con Daniela Giordano, Luigi Diberti, Laura Mazzi e Sonia Barbadoro.

Paola Minaccioni presta, invece, corpo e voce alla figura di Elena Di Porto in “Elena, la matta di piazza Giudìa”, monologo di Elisabetta Fiorito, con la regia di Giancarlo Nicoletti, e musiche dal vivo originali di Valerio Guaraldi, l’appuntamento dell’11 dicembre al teatro Sannazaro. Il 16 ottobre 1943 le SS naziste rastrellano il ghetto di Roma, deportando ad Auschwitz oltre 1000 ebrei. Fra questi c’è anche Elena, che fino alla sera prima ha provato ad avvertire del pericolo imminente. Nessuno, però, le ha creduto, perché lei è la “pazza” del quartiere ebraico, “la matta di piazza Giudìa”. A ottant’anni da quella tragica pagina di storia, lo spettacolo è un emozionante viaggio nell’Italia della Seconda guerra mondiale, delle leggi razziali, della paura, ma anche della speranza e della solidarietà. Una straordinaria prova d’attrice, fra dramma e comicità, di una delle più apprezzate interpreti del panorama nazionale. Il lavoro teatrale è liberamente tratto dal saggio storico di Gaetano Petraglia “La Matta di Piazza Giudìa”, edito dalla Giuntina.

Il Festival farà tappa, come è tradizione, anche al teatro Nuovo, dove, oltre allo spettacolo internazionale diretto da Antonio Latella, sono previsti 4 appuntamenti.

Il 9 ottobre va in scena “Aldilà”, un progetto di e con Alessandro Mor, Maria Grazia Solano e Marina Sorrenti, autrice del testo. Legati dalla comune esperienza al Piccolo Teatro di Milano diretto da Giorgio Strehler, i tre attori lavorano su un terreno che conoscono bene, dove hanno mosso i primi passi teatrali: la drammaturgia di Anton Pavlov Cechov. Ne è nato così un testo sulla vita, la morte, il teatro e l’amore, nel quale i personaggi attraversano l’opera del genio cecoviano e ne sono attraversati, mentre le loro esistenze si intrecciano in drammi amorosi e vicende ironiche e surreali. La vita e la morte convivono senza separazione, come un flusso continuo che li muove, li smuove e li rende eterni, nella scoperta che il confine tra la loro esistenza e l’agire teatrale è impalpabile e che il mistero della vita e della non vita è tale solo nell’immaginazione. La regia è dei tre protagonisti.

Due giorni dopo, l’11 ottobre, il Campania Teatro Festival propone “PAPàVERI-Sempre in piedi” di e con Rossella Pugliese, monologo originale e tragicomico che, a chiusura di una trilogia sui rapporti parentali iniziata con “Rusina” e proseguita con “Ultimo strip”, indaga sul rapporto difficile tra un padre e un figlio. Felice Mondo, su cui grava un nome e un cognome che sembrano farsi beffa di lui, è una personalità non risolta. La sua storia e quella del padre Giuseppe aprono interrogativi sulla totale incomprensione generazionale e sui legami di sangue, non più la forza che unisce ma il mostro contro il quale si lotta tutta la vita. Fino a diventare quasi un gioco perverso, in cui si cade e ci si rialza. Un misirizzi, il balocco di una volta con cui giocavano i bambini, capace, nonostante le continue percosse, di tornare sempre in piedi.

Il 13 ottobre va in scena, invece, “Acquario” di Dario Postiglione, una delle due sezioni del dittico EternautI, testo teatrale vincitore del premio InediTO – Colline di Torino 2024. Da qualche parte sul pianeta Terra, nella periferia depressa di una città costiera. L’Onda è forse solo una voce che si propaga, una psicosi collettiva che cresce e sembra sempre a un passo dall’accadere. Una ragazza ferma ad aspettare qualcosa, a bordo vasca di un delfinario in stato di abbandono. Una donna che vuole andarsene a ogni costo, invischiata nell’inferno di un call center. Un custode sordomuto che si aggira per il parco fatiscente e si cura degli animali lasciati lì a morire. E Miele, il delfino più solo al mondo, che manda enigmatici richiami dalla vasca. Un sogno, che forse non è solo un sogno, conduce tutti nelle profondità di un pozzo carsico, dove le cose precipitano senza rumore. La regia è di Giuseppe Maria Martino. Con Giulia AcquasanaGiampiero De Concilio e Simona Fredella. Un progetto del collettivo BEstand.

Nove giorni dopo, il 22 ottobre, nello stesso spazio di via Montecalvario, si potrà vedere “Il principe dei sogni belli”, con Noemi Francesca e Riccardo Festa, per la regia di Pierpaolo Sepe. Il testo di Tobia Rossi, drammaturgo, sceneggiatore e story editor, è una favola amara che parla di crescita e cura, di paura e responsabilità, di padri e di figli. Il racconto di un pomeriggio incandescente, di una proposta senza il carattere dell’indecenza, che procede a spirale fino a stringersi sul concetto di menzogna, inossidabile caposaldo della nostra educazione e identità. Produzione La Fabbrica dell’Attore.

La musica di grandi artisti, da Giovanni Lindo Ferretti ai Depeche Mode, si mescola alle parole più antiche e universali del mondo in “Ismene” del poeta greco Ghiannis Ritsos, l’“opera rock” in programma il 12 ottobre alla Galleria Toledo di Napoli. Interpretata da Flavia Pezzo, che sarà in scena con Massimo Bevilacqua, la protagonista è la quarta e dimenticata figlia di Edipo, sorella di Antigone. Ismene, apparentemente rimasta ai margini della storia, denuncia uno ad uno i familiari e il contesto che ha determinato la rovina nella quale essa stessa si trova, rivendicando infine la libertà di decidere del proprio destino. “Un monologo intimo e potente che entra nelle viscere della contemporaneità”, come lo definisce il regista Fulvio Cauteruccio. Un inno alla vita, alla forza femminile, al coraggio delle donne, ma che affronta tanti altri temi che appartengono al nostro vissuto quotidiano: l’incomunicabilità che cresce e finisce per divorarti come un cancro, l’illusione del potere, il timore dei propri limiti o delle proprie emozioni, la paura, il rancore, l’amore rinnegato o respinto, il rimpianto, la tentazione della resa, la scelta di andare avanti mettendo sé stesse al primo posto. Produzione Krypton.

Prodotto, invece, da Ente Teatro Cronaca (Italia), Compagnie D’Amato Stahly (Francia), Théâtre Molière-Sète, Scène nationale archipel de Thau (Francia) e Fondazione Campania dei Festival (Italia), approda il 19 ottobre al teatro Politeama “Orpheus Groove”, drammaturgia di Elvira Buonocore e Annalisa D’Amato, che cura anche la regia. Luogo dell’azione scenica è il laboratorio del fisico del suono, musicista e poeta Orfeo Shivandrim. Qui, un team di scienziati conduce studi sul suono allo scopo di riarmonizzare la vibrazione degli esseri umani e della Terra, che si sta drammaticamente affievolendo. Un progetto mirabolante che parte da un assunto reale: esiste una condizione globale, un malessere che ci riguarda tutti. E un obiettivo cruciale: come fare a stare bene? Come curare questo mondo troppo offeso? Una donna, in particolare, si staglia al centro della narrazione. A lei si affidano tutte le istanze di rinascita. Mescolando le altezze dei grandi compositori alle più piccole fragilità dell’essere umano, la guida orfica conduce lo spettatore lungo un viaggio iniziatico di cura e svelamento del sé e della propria voce. L’opera finale, multidisciplinare e multilinguistica, vede in scena Andrea de Goyzueta, Juliette Jouan, Savino Paparella, Stefania Remino e Antonin Stahly.

Da segnalare, poi, al Teatro di Corte di Napoli, a cura della regista Nadia Baldi, gli spettacoli del Campania Teatro Festival realizzati in collaborazione con il Campania Libri Festival: quattro incontri tra reading teatrali e letterari, consacrati alle “Eretiche”, e altrettanti eventi dedicati a Giacomo Leopardi. Tre in programma il 4 e il 5 ottobre, mentre il 6 ottobre Anna Foglietta porterà in scena un suo omaggio teatrale al grande poeta.

La Reggia borbonica di Portici ospiterà invece dal 26 settembre al 2 ottobre “Sette arti di libertà”, con l’allestimento di altrettante microdrammaturgie affidate a venti attori under 28. Performance a vario titolo su architettura, cinema. danza, letteratura, musica, pittura e scultura che andranno a concludere un percorso di due settimane di prove libere. Spettacoli tratti da Fernando Arrabal, Alessandro Baricco, Truman Capote, Ruggero Cappuccio, Aldo Masullo, Fabio Pisano e Alexander Puskin. “Se la parola libertà-scrive Claudio Di Palma, curatore e regista del progetto- allude in senso letterario al concetto di piacere, le sette arti concorrono a strutturare una grammatica articolata e raffinata attraverso la quale il piacere cerca le sue forme. Le dinamiche controverse con le quali l’arte prova a riconoscersi e a manifestarsi saranno l’oggetto di studio delle prove-laboratorio. Sette testi, tra teatro e narrazione, proporranno alle attrici e agli attori parole che indagano e vivono il faticoso, a volte doloroso, piacere della creazione artistica”.

Al teatro Solot, la Compagnia dello Stabile di Benevento propone il 12 ottobre “Luna 57”, drammaturgia e regia di Noemi Francesca, una interessante e moderna messa in scena su un fenomeno preoccupante che coinvolge il mondo giovanile. In Italia, secondo uno studio condotto dall’istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, sono più di 50mila gli adolescenti che vivono tra le quattro mura della propria camera, comunicando quasi esclusivamente su internet. Numeri che secondo l’Istituto Superiore di Sanità e il CNR sono anche superiori e che in Giappone, forse anche a causa del Covid, arrivano addirittura a un milione e mezzo. Ragazzi che vivono una forma di ritiro sociale patologico e percepiscono generalmente la figura paterna come “un’assenza ingombrante”. Da questo allarme, ancora in embrione nel nostro Paese, nasce uno spettacolo di grande intensità emotiva, dove la simbolica preparazione a una missione lunare ci trasporta in una dimensione ultraterrena e ci parla di fragilità, di famiglia, e di una realtà che gli adulti non si sono sforzati di comprendere. Con Alessandra Masi.

Nello stesso teatro beneventano, il 5 ottobre Enzo Mirone e la performer tedesca Karla Kracht porteranno in scena al teatro Solot di Benevento “O.M.A. Oneiric Multiple Artifex”, uno spettacolo della Immaginaria Cooperativa Sociale nel quale immagini, voci, suoni e oggetti del passato appartengono al presente e prefigurano il futuro. Come un mantice che si apre e si chiude, soffiando sul fuoco della realtà per individuarne altre all’orizzonte o, più semplicemente, per liberare aria e musica. Un incontro di mondi differenti, tra sogni, linguaggi multipli e artisti capaci di essere anche artefici.

Il 28 ottobre, invece, al teatro Comunale di Caserta c’è “La tenda di Achille”, regia, drammaturgia e spazio scenico di Adriana Follieri. Lo spettacolo è il capitolo secondo del progetto DISADIRARE, nato dalla ricerca artistica a cura di Manovalanza, che vede protagonisti giovani attori detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Airola (Bn). L’azione si sviluppa tra quello che potrebbe essere l’accampamento degli Achei e il mare, uno spazio esteso e desolato abitato da persone lontane con all’orizzonte l’agognata Itaca, incombenti le mura di Troia da espugnare. In una suadente prossimità la tenda di Achille, dove i corpi in vicinanza seppur apolidi trovano la casa, il nido ideale per elaborare la propria crescita e la trasformazione che ne deriva. La violenza incombe, straziante. Tuttavia, il processo che porta ciascuno a “disadirarsi” continua tenacemente. “Dentro la tenda – scrive la Follieri – si protegge e si crea il piccolo esercizio di pace partecipata, di libero arbitrio che muove l’abitudine a disfare in guerra, provocando il cambiamento di un sé sottratto, che proprio nell’assenza lascia campo aperto a una nuova forma di partecipazione, riflessiva e spiccante di vita”. Con Paola Maria CacaceFrancesca Capasso, Veronica D’Elia, Federica Di Gianni Gianluigi Signoriello e Andrea W. in arte Oblio. Regia  e disegno luci di Davide Scognamiglio, elementi di scena di Emanuele Perelli, paesaggio sonoro di Luca Caiazzo in arte Lucariello.

In provincia di Salerno, il Festival farà tappa, oltre che nel capoluogo con l’evento internazionale Asses Masses, il 29 settembre a Palazzo Coppola di Valle-Sessa Cilento (Sa), dove sarà proiettato “Il puzzle”, un lungometraggio di Renato Salvetti prodotto dall’associazione culturale Articolart, con Marina SorrentiFranca Abategiovanni ed Emanuele Zappariello. Il film, che strizza l’occhio a Frank Capra, racconta la storia di un gruppo di angeli incaricati di consegnare delle lettere in un paese dl Cilento. In ognuna c’è il frammento di una frase e un’esortazione a mettere insieme i pezzi del puzzle per condividerne il significato. La missione avrà però degli intoppi e cambierà in corso d’opera.

Costruito come un mosaico, composto di diverse tessere, è il progetto “Eretika”, realizzato in collaborazione tra la Fondazione Campania dei Festival e la Fondazione Giordano Bruno. Prodotta dal Teatro Franco Parenti di Milano, questa giornata di eresie intorno a Giordano Bruno, è fissata per il 7 novembre al teatro Mercadante. Inizierà in mattinata con un convegno dedicato, proseguirà con una lettura-spettacolo su testi del grande filosofo nolano e si concluderà con “Il rogo al contrario”, una specie di rito collettivo dove ognuno scriverà su un pezzo di carta un frammento di ignoranza a cui vorrebbe rinunciare nel futuro dell’umanità. L’atto finale sarà un falò, a ritmo di musica, dove verranno bruciate l’ignoranza, la chiusura mentale e le storture del mondo. Una giornata sull’eresia non può che essere una giornata sulle Verità scomode. Oggi tanta ricchezza, a partire dall’etimologia di una parola che fiorisce in bocca come scelta divergente, nasce dalla sua emancipazione dal contesto religioso che per così lungo tempo l’ha assorbita: in politica, nell’arte e in generale ovunque vi sia un gruppo omogeneo per credenze o idee, per valori o interessi, ci possono essere eretici, persone che scelgono di portarsi fuori dalla via usata.

Un atto di fede e di amore è invece Dietro le Quinte Experience, una vera e propria mostra virtuale, fruibile attraverso l’utilizzo di visori ottici necessari per la realtà aumentata, che ha l’obiettivo di raccontare la bellezza del patrimonio teatrale italiano, soprattutto dal punto di vista delle maestranze che lavorano dietro le quinte. Si offre dunque per la prima volta, grazie alla regia di Claudio di Palma, la possibilità di “visitare” quei luoghi storici nascosti, fruibili solo dagli addetti ai lavori, ricchi di fascino e non di facile accesso, solitamente interdetti al pubblico che è invece seduto in platea con gli occhi puntati verso il palcoscenico. Ideato e prodotto dalla società di servizi per lo spettacolo Dietro le Quinte s.r.l., il progetto si avvale della voce narrante di Francesco Pannofino e della partecipazione straordinaria di Isa Danieli.

Un festival nel festival, pensato per sostenere e promuovere la scena musicale emergente, è “Cosmofonie”, affidato alla cura e alla passione di Massimiliano Sacchi. Sono 100 i promettenti giovani musicisti under 30 che daranno vita ai concerti che si potranno ascoltare nel mese di ottobre nella Reggia di Portici. Tra ribellione e ironia, fascino del passato e shock del nuovo, il palinsesto si apre in un ventaglio di proposte ricco e vario, in cui la musica fluisce in tutte le sue forme chiedendo soltanto che l’ascolto sia curioso. Un partecipe vagare qui e là, nel dubbio e nell’errore fecondo che ti porta altrove, in terre incognite, attraversando territori che si formano nell’istante, in una comune ricerca. La produzione è della Fondazione Campania dei Festival.

Tutti gli eventi in programma nella Reggia di Portici sono stati realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, diretto dal professor Danilo Ercolini.

  • Da segnalare, infine, i due laboratori previsti in questa edizioneil workshop di Claudio Di Palma, da oggi al 24 settembre, propedeutico agli spettacoli di “Sette arti di libertà”, e il laboratorio di scultura curato da Christian Leperino, aperto al pubblico presso la Chiesa della Misericordiella di Napoli tutti i venerdì e i sabato di ottobre dalle 10 alle 12.

I ticket costeranno da 8 a 5 euro, a conferma della politica dei prezzi popolari voluta dal direttore artistico Ruggero Cappuccio. I possessori della card Feltrinelli potranno acquistare i biglietti a prezzo ridotto, mentre l’ingresso sarà totalmente gratuito per le fasce sociali più deboli. Nel segno della continuità è anche l’anima green della rassegna e la sinergia tra la Fondazione Campania dei Festival, gli Istituti di Cultura e le Università.

Campania Teatro Festival

EMOZIONI D’IRPINIA – Concorso fotografico 2025

Al via l’XII edizione del concorso fotografico che racconta la bellezza del territorio irpino, attraverso gli scatti di tutti Voi.
Emozioni d’Irpinia, grazie alle oltre 15.000 fotografie inviate nel corso di 11 anni di concorso, ha contribuito in modo notevole a valorizzare la nostra amata terra sia sui social networks che attraverso i tanti calendari prodotti.

Partecipare è semplice e possono farlo tutti: basta guardarsi intorno con occhi curiosi e inviare i propri scatti alla email emozionidirpinia@gmail.com. Tutte le fotografie saranno online, sulla Pagina Facebook di Info Irpinia, e contribuiranno a raccontare e promuovere la bellezza della nostra terra.

E’ possibile inviare le foto già da adesso: mandaci i tuoi scatti! Le pubblicazioni sulla Pagina Facebook di Info Irpinia partiranno dal 10 Settembre alle ore 12.00, con indicato il luogo e il nome dell’autore.

I 13 scatti vincenti comporranno il calendario Emozioni d’Irpinia 2025 con una foto per mese!

Ci saranno molti premi in palio! Tutti gli autori delle 13 foto vincenti riceveranno una pergamena di ringraziamento e un calendario gratuito. Inoltre, le prime 3 foto che avranno totalizzato il voto più alto come media tra quello della Giuria Emozionale e quello della Giuria Tecnica vinceranno: 

  • 1° Premio (a scelta) – Buono da Foto Diego di €250 / Percorso Spa per 2 persone / Cena + pernotto in borgo
  • 2° Premio – Cesto di prodotti tipici irpini
  • 3° Premio – Penna Usb Info Irpinia da 16Gb in legno di castagno

Ci saranno anche ulteriori 2 premi:

  1. Premio Like – La foto che riceverà più like in assoluto vincerà la borsa Info Irpinia
  2. Premio Tradizione – La foto che permetterà di far rivivere meglio una tradizione riceverà la borraccia Info Irpinia

REGOLAMENTO

1) La partecipazione è gratuita e aperta a tutti
2) Le foto vanno inviate alla mail emozionidirpinia@gmail.com con nome e cognome dell’autore, luogo di scatto, data ed un riferimento telefonico dell’autore
3) Possono partecipare tutti gli scatti, sia con smartphone che con macchina fotografica, che hanno l’Irpinia come tema centrale con i suoi paesaggi, le sue tradizioni, i borghi e tutto il bello che la caratterizza
4) Ogni partecipante può inviare un massimo di 10 fotografie
5) Le foto saranno in concorso sulla Pagina Facebook di Info Irpinia, in album appositi, e saranno votate dagli oltre 42.000 followers
6) Gli scatti inviati saranno pubblicati costantemente dal 10 Settembre 2024 fino al 10 Ottobre 2024, in ordine di ricezione
7) Tutte le fotografie saranno vagliate da 2 Giurie, una interna fatta da Soci Info Irpinia che valuterà l’impatto emozionale e l’altra esterna a cura di Foto Diego Avellino, che valuterà l’aspetto tecnico. Le foto più originali avranno mezzo voto in più! La media delle due valutazioni genererà una prima classifica: le 15 foto con il voto più alto (tra emozione e tecnica) andranno a sfidarsi nuovamente su Facebook, a suon di like
8) Le 13 foto che, fra le 15 finaliste avranno totalizzato il maggior numero di like su Facebook, comporranno il Calendario Emozioni d’Irpinia 2025: sarà inserita una foto per ogni mese riportandone il nome dell’autore
9) Riguardo l’invio di più di 10 fotografie da parte dello stesso autore, vi sarà una cernita automatica da parte di Info Irpinia, anche nel caso di foto chiaramente malriuscite, sgranate o non attinenti
10) Gli scatti devono essere propri, non violare alcun copyright e non possono avere più di 8 anni
11) Al concorso possono partecipare anche foto delle precedenti edizioni, che però non siano risultate vincitrici
12) Le fotografie devono avere configurazione orizzontale (indicativamente 2:3), le foto verticali saranno caricate sulla pagina Facebook ma non potranno accedere alla finale
13) Gli scatti non possono avere watermark (firme) né cieli o altri elementi artefatti (incollati).
14) Le foto possono ritrarre persone singole previa liberatoria o agglomerati in eventi pubblici tradizionali.
15) Ogni partecipante dovrà accettare integralmente il suddetto regolamento; acconsentire al trattamento dei propri dati personali; autorizzare Info Irpinia a pubblicare online ed offline ed a rendere fruibile al pubblico le fotografie, anche dopo il termine finale del presente concorso; rinunciare al diritto di rivalsa nei confronti dei vincitori (D.P.R. 600 art.30 del 29/09/73).

SVOLGIMENTO – Il Concorso si svolgerà in 3 fasi

FASE 1
Inizierà Martedì 10 Settembre alle ore 12.00, con la pubblicazione delle prime foto arrivateci, e terminerà Giovedì 10 Ottobre alle ore 12.00. Le fotografie possono essere inviate già da ora e saranno pubblicate dal 10 settembre al 10 ottobre in ordine di ricezione negli album appositi, ognuno dei quali conterrà 50 foto. Ogni like raccolto dall’istantanea rappresenterà una preferenza: si ricorda che gli unici like validi saranno quelli di chi già segue la Pagina Facebook.
Naturalmente prima si inviano le foto e maggiore sarà il tempo per accumulare i like degli utenti, durante l’arco del mese.

FASE 2
Terminata la prima fase (alle ore 12.00 del 10 ottobre) saranno 15 le foto che accederanno alla finale. La scelta sarà affidata al vaglio di due Giurie, una emozionale e una tecnica a cura di Foto Diego Avellino. Esse valuteranno tutte le prime 300 foto in ordine di like, i quali forniranno soltanto l’ordine di valutazione e un indirizzo di gradimento ma l’accesso alla finale sarà determinato dalla media dei voti delle due giurie. Non basterà assolutamente, quindi, accumulare molti like nella prima fase: l’unico modo per vincere è realizzare davvero una bella foto.

FASE 3
La finale sarà in 24 ore: dalle ore 12.00 di Sabato 12 Ottobre alle ore 12.00 di Domenica 13 Ottobre. Verrà pubblicato un nuovo album con solo le 15 fotografie finaliste selezionate dalla Giuria: le 13 foto che riceveranno il maggior numero di like nel corso delle 24 ore risulteranno le vincitrici e saranno pubblicate nel calendario, una per mese, col nome dell’autore. Nel caso di ex-aequo prevarrà la foto che avrà avuto una valutazione più alta da parte della Giuria tecnica nella seconda fase. Nel caso in cui 2 foto ritraggano lo stesso tema o paesaggio, prevarrà anche in questo caso lo scatto con la valutazione più alta da parte della Giuria tecnica nella seconda fase.

PREMIAZIONEDurante il convegno di presentazione del nuovo calendario “Emozioni d’Irpinia 2025” che si terrà ad Avellino all’inizio di dicembre, verrà effettuata la premiazione per tutti gli autori delle foto vincitrici. I dettagli riguardanti la data, il luogo e l’orario ufficiale saranno comunicati a tutti i partecipanti e resi pubblici sui social di Info Irpinia.

Lo spirito che genera questo concorso è quello di valorizzare la bellezza della nostra Irpinia, in modo semplice, partecipato ed efficace. Chi non approva tale regolamento è pregato di astenersi dalla partecipazione.

Info Irpinia

Cultura, MiC: “23 candidature per Capitale dell’Arte contemporanea 2026”

Il Ministero della Cultura comunica che sono 23 le città italiane ad aver inviato la candidatura per concorrere al titolo di Capitale italiana dell’Arte contemporanea edizione 2026, istituito per la prima volta quest’anno.

Il bando si è chiuso il 30 giugno scorso, data in cui i Comuni hanno inviato le domande corredate da dossier alla Direzione generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Di seguito le 23 candidature:

  1. Aielli (AQ),
  2. Bolsena (VT),
  3. Carrara,
  4. Cassano allo Ionio (CS),
  5. Catanzaro,
  6. Fabriano (AN),
  7. Gallarate (VA),
  8. Gibellina (TP),
  9. Lignano Sabbiadoro (UD),
  10. Mantova,
  11. Moliterno (PZ),
  12. Nichelino (TO),
  13. Palazzolo Acreide (SR),
  14. Palmi (RC),
  15. Peccioli (PI),
  16. Pescara,
  17. Quarto (NA),
  18. Quattordio (AL),
  19. Reggio Calabria,
  20. Rionero in Vulture (PZ),
  21. Todi (PG),
  22. Venezia,
  23. Vigevano (PV).

Ad individuare la Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026 sarà una giuria composta da 5 esperti indipendenti, di comprovata fama nel settore della cultura e delle arti visive contemporanee. 

Entro il 15 settembre 2024, la Giuria esaminerà i progetti pervenuti, per poi selezionare tra questi un massimo di 5 città finaliste, che saranno invitate ad audizioni pubbliche. Entro il 30 ottobre 2024, la giuria proporrà al Ministro della Cultura la candidatura ritenuta più idonea a essere insignita del titolo di Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026, che godrà di un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione delle attività progettate nel dossier.

La Capitale italiana dell’Arte contemporanea, iniziativa da me fortemente voluta che si affianca a quelle già esistenti della Capitale della Cultura e della Capitale del Libro, nasce per creare il passato del nostro futuro, ponendo l’obiettivo di proiettarsi in avanti e soprattutto permettere ai giovani di misurarsi con l’arte e le loro idee. Nell’Italia di domani, ci dovrà essere qualcosa di bello e apprezzabile che è stato creato in questi anni. Questa attività consentirà di accendere un faro sulle città capaci di fare della creatività il cardine del proprio sviluppo“, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano.

Abruzzo – Aielli (AQ)
BORGO UNIVERSO
Borghi e Meraviglie Italiane
Moliterno, Basilicata.
Basilicata Turistica

La “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale riconosciuto dall’UNESCO. 

Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Nuova Delhi nella 46esima sessione, ha deliberato l’iscrizione della “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale che diventa così il 60esimo sito italiano riconosciuto dall’UNESCO. 

Si tratta della prima candidatura promossa direttamente dal Ministero della Cultura, che ha coordinato tutte le fasi del processo e ha predisposto tutta la documentazione necessaria per la richiesta d’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale. Il risultato è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento di molteplici istituzioni: 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 13 Città metropolitane e Province, 74 Comuni, 14 Parchi, 25 Università, numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali, nonché il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede. 

“Esprimo tutta la mia soddisfazione e il mio orgoglio per il grande risultato ottenuto. La ‘Via Appia. Regina Viarum’ da oggi è patrimonio mondiale dell’umanità. L’UNESCO ha colto l’eccezionale valore universale di una straordinaria opera ingegneristica che nei secoli è stata essenziale per gli scambi commerciali, sociali e culturali con il Mediterraneo e l’Oriente. Congratulazioni a tutte le istituzioni e  comunità che hanno collaborato con il Ministero della Cultura per arrivare a questo prestigioso traguardo. È un riconoscimento del valore della nostra storia e della nostra identità, dal quale può nascere una valorizzazione in grado di portare benefici economici ai territori interessati”, ha dichiarato il Ministro della Cultura,Gennaro Sangiuliano.

“La Via Appia Patrimonio UNESCO è un grande successo per il Ministero della Cultura, ma soprattutto per quei milioni di italiani che vivono nei territori della Via Appia, simbolo mondiale della storia da cui proveniamo. Si aggiunge alla straordinaria affermazione ottenuta meno di un anno fa dalla lirica italiana e sono felice che coincida con il mio mandato”, ha commentato del Sottosegretario alla Cultura con delega all’UNESCO, Gianmarco Mazzi.

Cenni Storici L’Appia fu la prima delle grandi strade di Roma costruite con tecniche innovative, veri e propri capolavori di ingegneria civile che si affiancarono alle vie naturali e che costituiscono i monumenti più durevoli della civiltà romana. Il tracciato, iniziato nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco per collegare Roma a Capua, fu poi prolungato fino a Benevento, Venosa, Taranto e Brindisi, testa di ponte verso la Grecia e l’Oriente, man mano che avanzava la conquista romana e lungo la Via Appia Traiana, la variante fatta realizzare dall’imperatore Traiano nel 109 d.C. per agevolare il percorso nel tratto da Benevento a Brindisi. 

Concepita per esigenze militari, la Via Appia divenne da subito strada di grandi comunicazioni commerciali e di primarie trasmissioni culturali e, nel tempo, è diventata il modello di tutte le successive vie pubbliche romane così come, in un certo senso, l’origine del complesso sistema viario dell’Impero, che è anche alla base dell’attuale rete di comunicazione del bacino del Mediterraneo. 

La creazione di questa rete stradale ha permesso la strutturazione di rotte di scambio anche con le vie d’acqua, permettendo così, nel corso dei secoli, un flusso praticamente ininterrotto di persone, idee, civiltà, merci, religioni e idee, percorsi che sono ancora vivi e sentiti da chi abita ancora oggi questi territori. Gli appellativi con cui gli stessi autori antichi la definirono, insignis, nobilis, celeberrima, regina viarum, testimoniano tutte le valenze politiche, amministrative, economiche, sociali e propagandistiche che le valsero la sua millenaria fortuna.

Mercoledì 31 luglio 2024 (ore 19.00), a Roma, avrà luogo l’evento celebrativo per l’iscrizione del sito “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, alla presenza del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, del Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi e di tutte le istituzioni pubbliche e private coinvolte nel percorso di candidatura.

Fino all’ultimo abbiamo tenuto le dita incrociate ma ora è giusto celebrare questo importante risultato che porta a 60 i siti UNESCO presenti in Italia – riferiscono dagli uffici ministeriali – Nelle prossime ore sarà reso noto il luogo dove si svolgerà l’iniziativa insieme a tutte le realtà che hanno contribuito a ottenere questo risultato“.

Assessorato alla Cultura e ai Beni Culturali
La Città di Sessa Aurunca è orgogliosa di essere presente a Roma, presso il Mausoleo di Cecilia Metella nel Parco Archeologico dell’Appia Antica, per l’evento celebrativo dell’iscrizione del sito “Via Appia Regina Viarium” nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.
Questa importante riconoscimento è un motivo di grande orgoglio per il nostro territorio, che vede valorizzata la storica Via Appia, un simbolo di connessione e cultura che attraversa il cuore della nostra città.
Comune di Sessa Aurunca
Comune di Formia
Quando fu costruita, a partire dal 312 a.C., la Via Appia era la strada più larga e lunga esistente al mondo, fatta di grandi pietre piatte di basalto che hanno resistito alla prova del tempo, era solo l’inizio di un progetto molto, molto più grande”. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunitosi oggi a Nuova Delhi, capitale dell’India, nella 46esima sessione, ha deliberato l’iscrizione della “Via Appia. Regina Viarum”, che diventa così il 60esimo sito italiano riconosciuto dall’UNESCO. Una splendida notizia accolta con grandissima soddisfazione anche nella città di Formia e dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gianluca Taddeo che ha sempre portato avanti sin dall’inizio del mandato un ampio discorso di progettualità e condivisione con gli altri enti coinvolti direttamente dal Ministero della Cultura, che ha coordinato tutte le fasi del processo.
Un lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento di molteplici istituzioni: 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 13 città metropolitane e Province, 74 Comuni, 14 Parchi, 25 Università, numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali, nonché il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede. La strada consolare, circa 900 km di tracciato da Roma a Brindisi, per promuovere le bellezze culturali e paesaggistiche, è un simbolo millenario delle relazioni tra le civiltà del Mediterraneo e quelle dell’Oriente e dell’Africa. La Via Appia, monumento gigantesco dell’ingegneria stradale, fatta realizzare dal censore Appio Claudio nel 312 a.C., esibisce ancora in molti tratti la perfezione tecnica delle pavimentazioni, la grandiosità dei ponti, delle sostruzioni, delle tagliate e delle innumerevoli altre opere infrastrutturali e di bonifica idraulica. L’appellativo di “Regina Viarum”, come la definì il poeta Stazio nel I sec. d.C., è la prima vera strada pubblica, imponente opera di ingegneria e visione pioneristica che diverrà prototipo dell’intero sistema stradale romano. Antichissima e allo stesso tempo modernissima a testimoniare tutte le valenze politiche, propagandistiche, economiche e sociali che le valsero la sua millenaria fortuna.
𝐋𝐄𝐆𝐆𝐈 𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐓𝐈𝐙𝐈𝐀 𝐂𝐎𝐌𝐏𝐋𝐄𝐓𝐀 𝐒𝐔𝐋 𝐒𝐈𝐓𝐎:
https://www.comune.formia.lt.it/…/via-appia-regina…

Concorso nazionale di Poesia “SIMONETTA LAMBERTI” 2024 – Termine ultimo per le iscrizioni, 25 agosto.

“Io mi accontento di essere serena nel tempo; la felicità sono attimi, e quando arrivano me li prendo senza esitare.” Alda Merini

SCADENZA PRESENTAZIONE OPERE DI POESIA per le sezioni ADULTI E GIOVANI: 25 AGOSTO 2024 con premiazione in data 7 SETTEMBRE 2024.
Il Comune di Cautano su idea dell’autore Michele Piramide, nel quarantaduesimo anniversario della prematura scomparsa della piccola Simonetta, intende continuare a promuovere un concorso nazionale di Poesia con lo stesso autore e in collaborazione del “Forum dei Giovani di Cautano”.
Si intende in tal modo riprendere la tradizione italiana del Concorso di Poesia inserendola nella cornice dell’evento “Cautano in Poesia” alla sua quarta edizione.

Tra gli obiettivi del Concorso, che si inserisce in questo ambizioso progetto, si sottolinea la volontà di sviluppare l’idea e la cultura del “creare la propria vita come un’opera d’arte”, rendendo onore ad una figura come quella di Simonetta, simbolo di Legalità e legame familiare.

Il concorso vuole:
proporre l’utilizzo dell’arte e dei linguaggi artistici universali come veicolo d’incontro e di dialogo tra le persone e tra i popoli;
sensibilizzare giovani e adulti alle tematiche ambientali e culturali;
educare alla salvaguardia del territorio, delle sue bellezze e tesori.

La scelta del linguaggio creativo della poesia, inoltre, ha l’intento di tornare a dare valore espressivo alle parole per una rinnovata e profonda comunicazione interpersonale.
REGOLAMENTO di Partecipazione
 
Art. 1 – Partecipazione Il Concorso è a carattere nazionale ed aperto alla partecipazione di concorrenti di tutte le età Le poesie potranno essere inedite e dovranno essere proposte in lingua italiana. Ciascuna poesia non deve superare i 50 versi. È possibile concorrere anche con poesie che siano già state premiate in analoghe competizioni, premi, concorsi. Tema dei componimenti è libero.
Art. 2 – Modalità di iscrizione L’iscrizione al Concorso è possibile attraverso la seguente modalità: invio a mezzo email. Il termine ultimo per le iscrizioni è fissato al 25 agosto.
INVIO TRAMITE EMAIL: inviare all’indirizzo email: kaosletterario@gmail.com
con oggetto “Iscrizione al Concorso di Poesia” e con allegata la seguente documentazione: 1) dati personali anagrafici; 2) Copia (anonima, non firmata né in altro modo contrassegnata) in formato Word di ogni poesia che si intende iscrivere al Concorso (fino a un massimo di 2 poesie).
Art. 3 – Uso dei testi di ogni partecipante dovrà presentare, sotto la propria responsabilità, opere di sua produzione, esonerando l’Organizzazione da ogni possibile pretesa da parte di terzi. L’autore è responsabile unico di quanto scritto nella sua opera. L’autore, all’atto dell’iscrizione, dichiara sotto la sua responsabilità che la poesia presentata al concorso ottempera a tutte le condizioni indicate nel presente Regolamento. Tutti i testi in gara potranno essere pubblicati sul sito del comune di Cautano o riportati su materiali informativi e promozionali delle successive edizioni del concorso, con citazione dell’autore. L’opera vincente sarà, inoltre, pubblicata in una raccolta antologica del Concorso riassuntiva dei 4 anni.
Art. 4 – Proclamazione dei vincitori avverrà il 7 settembre all’interno dell’Ente Parco Taburno, giorno in cui verranno lette le 5 poesie finaliste e sarà votata la vincitrice nell’arco della serata.
Art. 5 – Giuria Le poesie verranno esaminate da una Giuria qualificata, la cui composizione sarà selezionata dall’autore e comunicata in sede di premiazione. Il giudizio della Giuria è insindacabile e inappellabile.

Art. 6 – Premi:
Al primo classificato sarà rilasciata una targa, la possibilità della pubblicazione del proprio testo su una testata giornalistica e in un’intervista per una rivista letteraria, oltre ad un omaggio dallo sponsor. Premio principale : pubblicazione nell’antologia del concorso.
Ai cinque finalisti sarà rilasciata una medaglia e un omaggio dallo sponsor.
Art. 7 – Disposizioni finali
A insindacabile giudizio dell’organizzazione il concorso potrà essere rimandato o annullato per cause di forza maggiore. In caso di rinvio e/o annullamento dell’edizione del concorso per cause di forza maggiore le iscrizioni pervenute varranno per l’edizione successiva del Concorso.
Comune di Cautano
Ente Parco Regionale Taburno-Camposauro
Angela Procaccini
Premio Poesia Simonetta Lamberti 2024