MediTerranei. #Suoni. Mauro Di Domenico – Nati In Riva Al Mondo

Mauro Di Domenico-Nati In Riva Al Mondo copertina album

Mauro Di Domenico – Nati In Riva Al Mondo

Etichetta:Besa (2) – none
Formato:CD, Album
Paese:Italy
Uscita:
Genere:Folk, World, & Country

Sul finire degli anni ’70 entra in contatto con il gruppo cileno degli INTI-ILLIMANI e inizia con loro una lunga collaborazione che lo porterà in America Latina e in giro per l’Europa: PERU’ Lima, COLOMBIA Bogotà, Cali, Pasto, Manizales, Medellin, CILE Santiago, Conception, Tirua, Isla Negra, Amsterdam, Dortmund, Copenaghen, Oslo, Roma, Napoli, Benevento, Castellammare, Maddaloni. Un lungo sodalizio musicale, di amicizia e di ideali condivisi tuttora vivo e che segnerà il cammino di Mauro Di Domenico nel suo progetto multimediale “NATI IN RIVA AL MONDO”. A questo progetto partecipano oltre agli INTI-ILLIMANI, lo scrittore LUIS SEPULVEDA, COMPAY SEGUNDO, ANGEL PARRA, ISABEL PARRA, FERRUCCIO AMENDOLA, CLORIS BROSCA, ITALO MORETTI, L’AMBASCIATA CILENA IN ITALIA, IL GOVERNO CILENO, LA FUNDACION PABLO NERUDA.

  • Nati in riva al mondo. Con CD Audio di Mauro Di Domenico
  • Editore ‏ : ‎ Salento Books (1 giugno 2015)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 124 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8849710178
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8849710175
  • Peso articolo ‏ : ‎ 320 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 21.2 x 2.2 x 14.4 cm

Nati in riva al mondo: Questo libro è il racconto di un viaggio che raccoglie emozioni, verità, risate, voci e suoni. Un ponte che unisce la gente, la musica e la poesia di Napoli e Santiago del Cile: due città in cui si vive in «riva al mondo». Ed è anche un reportage che non si dimentica di raccontare ciò che è accaduto in Cile dal 1973 in poi: la tragedia dei cileni, di chi è stato cancellato. Con un’introduzione di Luis Sepúlveda.

MediTerranei. #Suoni. L’infinitamente piccolo – Angelo Branduardi

L’infinitamente piccolo è un album del cantautore italiano Angelo Branduardi, pubblicato nel 2000.

Nel disco, il musicista lombardo ha messo in musica la storia di san Francesco d’Assisi. Tutti i testi sono curati da Luisa Zappa e sono basati sulle fonti francescane.

Tracce
  1. Il cantico delle creature – 3:35
  2. Il sultano di Babilonia e la prostituta (cantata con Franco Battiato) – 5:25
  3. Il lupo di Gubbio – 3:58
  4. Audite poverelle (con Nuova Compagnia di Canto Popolare) – 3:06
  5. Divina Commedia, Paradiso, Canto XI – 4:42
  6. Il trattato dei miracoli – 4:02
  7. Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò per pregare e tutto tacque (con Madredeus) – 3:49
  8. La regola – 3:30
  9. La predica della perfetta letizia – 4:33
  10. La morte di Francesco (con I Muvrini) – 5:35
  11. Salmo (diretta da Ennio Morricone) – 3:14

Al disco è seguito un lungo tour europeo che continua tuttora sotto varie versioni tra cui La lauda di Francesco: un viaggio in musica che ripercorre la vita del santo di Assisi, che la Chiesa celebra il 4 ottobre, raccontata dallo stesso cantautore con l’ausilio di attori, ballerini e mimi.

Formazione

L’album nasce da una commissione francescana, accettata invero con qualche dubbio da Branduardi. Evidentemente però, e lo testimonia la musica, l’artista è stato ispirato dai testi del frate umbro. Utilizzando un vasto repertorio di strumenti, in particolare percussivi, Branduardi crea delle ballate rock dal fascino immediato e mai banale. La voce particolarmente dal vivo, le registrazioni non rendono pienamente giustizia a Branduardi, è calda e unica riuscendo a fondere le parole nel dettato musicale con esiti di alta comunicatività poetica. Tutte le canzoni sono immediatamente orecchiabili ma non esauriscono mai la loro carica evocativa al primo ascolto. Particolarmente riuscito il “Cantico delle creature”, “La regola” e “Audite Poverelle” per il loro ritmo incalzante e l’uso originale delle percussioni. L’Album vanta la collaborazione di grandi artisti come Ennio Morricone, Franco Battiato, la Nuova Compagnia di Canto Popolare e il gruppo portoghese dei Madredeus.

Nella seconda parte del concerto Branduardi si concede, come prassi, ai suoi cavalli di battaglia facendo andare in delirio il suo pubblico. Accanto alla “Pulce d’Acqua”, “La Fiera dell’est” e “Si può fare” però aggiunge anche alcune canzoni intimiste per cui si accompagna solamente con la chitarra ribadendo, se ce ne fosse bisogno, la sua vocazione di menestrello. https://www.operateatro.it/it/Recensioni-Cultura-e-musica/Branduardi-LInfinitamente-Piccolo

Io, straniero ai miei fratelli,
pellegrino per mia madre,
ho guardato
ma non c’era chi potesse
consolarmi… 
Il fascino di Francesco si nutre anche delle sue debolezze: 
ne conosciamo la grande solitudine che ce lo fa apparire vicino a noi 
proprio perchè diverso dalle irreali figure mistiche di cui l’agiografia abbonda.

L’INCONTRO CON FRANCESCO (SAN) – Presenza d’obbligo di tutti i suoi concerti, le canzoni su testi francescani dell’album L’infinitamente piccolo. «Uscì nel 2000, da allora ha continuato a vendere senza mai fermarsi. Credo che ormai sia il mio album più venduto. E pensare che quando lo presentai, a Milano, al teatro Smeraldo, mi guardavano come un pazzo. Era giugno, mi dicevano: vedrai che ci saranno al massimo trecento paganti in costume da bagno. Si sbagliavano di grosso. C’era una tale ressa fuori del teatro che ci vollero i carabinieri. Del resto, il mio incontro con Francesco era atteso, stava nella logica delle cose, nel mio percorso». Perché San Francesco? «Ma, intanto, chi era Francesco? Le due immagini più frequentate sono, da un lato, quella del ribelle, un antesignano della teologia della liberazione, una sorta di Frate Mitra. L’altra è quella del giullare di Dio, del menestrello un po’ pazzo, come nel film di Rossellini. Dei film su Francesco a me, detto fra parentesi, ne piace uno solo, il secondo di Liliana Cavani, con Mickey Rourke. Questi due stereotipi non mi hanno mai convinto. Io però non volevo neppure fare un Francesco per devoti e pellegrini. Cosa che nemmeno richiedevano i francescani di Assisi: a loro interessava una figura in grado di parlare a tutti, non solo inter nos, per i fedeli e basta. C’era poi anche il problema dei testi, che io volevo rispettare integralmente, senza alterare o adattare nemmeno una parola. Insomma è stato un gran lavoro, ma il pubblico lo ha capito». «Certo, Francesco è una figura complessa, uomo di pace e non violento ma non pacifista come si dice oggi; uomo di mediazione, che va a parlare con il Sultano; uomo che non vuole rompere con la Chiesa, magari per riformarla dall’interno ma senza drastiche fratture. E poi, quel suo Cantico delle creature non è una cosa da volemose bene. È un’opera profondissima, che echeggia le più antiche cosmogonie che parlano di un canto incrociato fra creatore e creature, in uno scambio di suono e luce. Qualcosa che fa pensare ai riti degli sciamani. Per questo c’è voluto molto tempo per comporre quest’opera».

MediTerranei. #Sogni, #Scelte, #Sapori, #Suoni. “Il bacino del Mediterraneo”

Il bacino del Mediterraneo è un’area geografica riferita agli stati che si affacciano sul Mar Mediterraneo; nella biogeografia ci si riferisce invece alle nazioni che possiedono un clima mediterraneo, e quindi con ecosistemi adatti a questo clima. Il bacino del Mediterraneo è compreso fra le terre emerse di tre continentiEuropaAsia ed Africa, ha forma allungata in direzione est-ovest e si estende dall’Europa alla parte occidentale dell’Asia, comprendendo la penisola dell’Anatolia, con l’eccezione della parte centrale con clima differente.

L’Europa costituisce il bordo settentrionale del bacino, con tre penisole: l’iberica, l’italiana e la balcanica che si protendono nel bacino mediterraneo e posseggono clima corrispondente. Queste tre penisole sono separate dall’Europa centrale da sistemi montuosi come i Pirenei, che dividono la Spagna dalla Francia, le Alpi, che separano l’Italia dall’Europa centrale, e i Monti Balcani, che separano la penisola balcanica dal clima continentale formatisi nel corso dell’orogenesi alpina. Il bacino è delimitato meridionalmente dalle coste settentrionali africane, tra queste la regione del Maghreb che è separata dal deserto del Sahara dalla catena montuosa dell’Atlante.

Gli stati che vi si affacciano sono:

  1. Gibilterra (Regno Unito)
  2. Spagna
  3. Francia
  4. Monaco
  5. Italia
  6. Malta
  7. Slovenia
  8. Croazia
  9. Bosnia ed Erzegovina (Neum)
  10. Montenegro
  11. Albania
  12. Grecia
  13. Turchia
  14. Cipro
  15. Cipro del Nord
  16. Akrotiri e Dhekelia, tre tratti di costa separati (Regno Unito)
  17. Siria
  18. Libano
  19. Israele
  20. Palestina (Striscia di Gaza)
  21. Egitto
  22. Libia
  23. Tunisia
  24. Algeria
  25. Marocco tre tratti di costa separati dalle Plazas de soberanía spagnole

C’è un mare Mediterraneo, un bacino che unisce una decina di paesi. Gli uomini che strepitano nei caffè concerto in Spagna, quelli che gironzolano nel porto di Genova, sui moli di Marsiglia, la razza curiosa e forte che vive sulle nostre coste, provengono tutti dalla stessa famiglia. Quando si viaggia in Europa, scendendo verso l’Italia o la Provenza si ritrovano con un sospiro di sollievo uomini sbracati e quella vita intensa e colorata che ben conosciamo. Ho passato due mesi in Europa centrale, dall’Austria alla Germania, a chiedermi da dove venisse la strana angustia che mi pesava addosso, l’inquietudine sorda che mi abitava. Di recente l’ho capito. Tutti erano sempre abbottonati fino al collo. Non sapevano lasciarsi andare. Non conoscevano la gioia, così diversa dal riso. (Albert Camus)

Che il Mediterraneo sia | la fortezza ca nun tene porte | addo’ ognuno po’ campare | d’a ricchezza ca ognuno porta, | ogni uomo con la sua stella | nella notte del dio che balla | e ogni popolo col suo dio | che accompagna tutti i marinai | e quell’onda che non smette mai. (Eugenio Bennato)

Sono convinto che mai come oggi, pur vivendo in contesti sempre più dilatati, nei quali i contatti sono velocissimi, per resistere non dobbiamo mai abbandonare le nostre radici. Per diventare internazionali, dobbiamo appartenere a un Paese. Quel Paese, per me, è il Mediterraneo, che è sterminato patrimonio di culture e di visioni. (Mimmo Paladino)

Il Mediterraneo è una grande patria, una dimora antica. A ogni mia nuova visita me ne accorgo con evidenza sempre maggiore. Che esista anche nel cosmo, un Mediterraneo? (Ernst Jünger)

  • Various – Mediterranean
  • Etichetta: Travelogue – TRAVCD004
  • Formato:
  • CD, Compilation
  • Uscita: 2002
  • Genere: Folk, World, & Country
Riccardo Tesi & Banditaliana - Argento album cover
Etichetta:Visage Music – VM 3020
Formato:CD, Album
Paese:Italy
Uscita:
Genere:Folk, World, & Country

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione –  Vesuvio, 365 giorni da raccontare