“Terra mia, Chiesa partenopea, viva e ardente, questo è il tuo tempo!” | Il Cardinale Don Mimmo Battaglia 

Migliaia di persone hanno camminato la sera del 29 dicembre come pellegrini dalla Parrocchia dei Santi Apostoli alla Cattedrale seguendo la Croce di Lampedusa, realizzata col legno delle barche dei migranti.

Il Cardinale Don Mimmo Battaglia ha presieduto la Celebrazione alla presenza dei Vescovi Ausiliari, dei sacerdoti, dei diaconi, delle consacrate e dei consacrati e dei fedeli laici. Presenti tutte le componenti laicali della Chiesa di Napoli e il Prefetto Michele Di Bari e il Sindaco Gaetano Manfredi.

  • Oltre alla Cattedrale, vi sono altre chiese giubilari nei vari decanati che saranno a disposizione dei fedeli: l
  • basilica del Carmine maggiore,
  • la basilica del Buon Consiglio a Capodimonte, l
  • chiesa di San Pietro ad Aram,
  • la chiesa di San Mauro Abate a Casoria,
  • la chiesa di Santa Maria di Pugliano a Ercolano,
  • la basilica di Santa Maria della Neve a Ponticelli,
  • il santuario del Sacro Cuore di Gesù a Mugnano,
  • il santuario di Santa Maria delle Grazie Incoronata a Procida e
  • la cappella dell’ospedale Monaldi.

Tutte le parrocchie, i santuari e le chiese dovranno essere pronte ad accogliere i pellegrini e facilitare l’accesso al sacramento della penitenza.

Il Testo dell’Omelia è a disposizione qui.

Chiesa di Napoli

Il Natale di Sant’Egidio – #Natalepertutti

Un pranzo che unisce generazioni.
Giovani e anziani, insieme, per condividere il calore di un Natale speciale, in cui ogni tavola è un segno di accoglienza e speranza.

 Fai la differenza: dona oggi e aiuta a portare un sorriso a chi ha bisogno. Come? Visita il nostro sito per saperne di più: https://bit.ly/3ZR202Z

“Ao, ma che so il principe di Roma?”

Con questa battuta piena di ironia e orgoglio, Silvano, 64 anni, si racconta. Si definisce un “rumeno-romano” che ha attraversato tanti momenti difficili prima di ricominciare. Arrivato in Italia 20 anni fa, ha vissuto 8 anni per strada, finché la Comunità di Sant’Egidio gli ha donato molto più di un tetto.

Palazzo Migliori, il palazzo donato dal Papa, è diventato la sua “seconda casa”, un luogo dove ha ritrovato dignità, sorrisi e quel calore umano che scalda più di qualsiasi coperta.

Oggi Silvano guarda al futuro con occhi che brillano e la serenità di chi ha riscoperto la bellezza dell’accoglienza.

Dove si fa la festa del Natale?

Ovunque c’è bisogno di speranza e amore. Nelle scuole, nei villaggi, negli orfanotrofi e persino nei luoghi più remoti dell’Africa, dove molti bambini aspettano un gesto che possa illuminare il loro Natale.

Il senso è portare gioia anche dove regnano la povertà e le difficoltà. Con il tuo aiuto, possiamo portare un sorriso a tanti bambini che ne hanno bisogno.

Fai la differenza: aggiungi un posto a tavola e dona un Natale speciale ➡https://bit.ly/3ZR202Z

Ti raccontiamo la storia di Carla, 78 anni.

Lo scorso Natale era sola nella sua casa. “Il pranzo con Sant’Egidio è stata la mia salvezza. Ho ritrovato il sorriso e tanti nuovi amici.”

Un piccolo gesto può trasformare la vita di qualcuno.

Regaliamo a tutti loro la gioia del Natale: un pranzo e un regalo.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione

“Nel mondo di oggi, diciamo la verità, la #democrazia non gode di buona salute.

Questo ci interessa e ci preoccupa, perché è in gioco il bene dell’uomo, e niente di ciò che è umano può esserci estraneo.”

💬 Le parole di Papa Francesco durante la sessione conclusiva delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia
— a Trieste.
Azione Cattolica Italiana

#Libri

Andrea Vitali – Di Ilde ce n’è una sola
«Chapeau a Andrea Vitali, inesauribile tessitore di trame.»
ttL La Stampa – Bruno Quaranta


«Secondo me, Vitali sorpassa con la sua levità Guareschi.»
«Il suo è puro gioco narrativo con momenti di alto virtuosismo.»
Antonio D’Orrico, «La lettura – Corriere della Sera»


«Un grande narratore che, come Piero Chiara e Mario Soldati, sa raccontare la profondità della superficie.»
Bruno Quaranta, «Tuttolibri»

#ScattidAmore

Silvana Guida

Bluweb

“Blu…” | Open Space
#Libri

Speciale Tg1 | “Tesori Sotterranei” di Patrizia Angelini | Storie e misteri del sottosuolo

L’Italia è un Paese ricco di cave e miniere, molte delle quali dismesse quando ancora non si supponeva che minerali come litio, rame o manganese sarebbero diventati fondamentali per lo sviluppo della tecnologia elettronica e dell’evoluzione energetica.
La svolta viene dall’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che ha avviato un programma di esplorazione sulle riserve di oltre trenta materie “critiche e strategiche”, così definite dall’Unione europea perché oltre a garantire un diverso approvvigionamento rispetto agli altri materiali, potrebbero influenzare anche il mercato europeo. Risorse che adesso potrebbero accelerare la transizione verde e digitale del nostro Paese, grazie all’entrata in vigore della legge 115 sulle “materie critiche di interesse strategico”, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 13 agosto.
Lo Speciale Tg1 “Tesori Sotterranei” di Patrizia Angelini – in onda domenica 8 dicembre alle 23.30 su Rai 1 – ripercorre la storia delle miniere e la ricerca di minerali a impatto zero in Toscana, da Grosseto a Livorno. Dal parco minerario di San Silvestro alle cave di Monte Calvi e San Carlo, attraverso la teleferica di San Vincenzo progettata da Pier Luigi Nervi, lasciando le colline metallifere verso le acque sotterranee di Venturina e dei giacimenti di allume realizzati da Elisa Bonaparte a Montioni. All’isola d’Elba, con uno degli ultimi minatori di Capoliveri, lo Speciale ripercorre l’estrazione del ferro nella Costa degli Etruschi del Parco di Baratti e Populonia, mentre, a Follonica, il ferro con il carbone raccontano come la ghisa, in forte crescita nella produzione mondiale, sia famosa a New York.

Testimonianze di insediamenti prestorici e di antiche civiltà nell’estrazione di minerali, ma anche la narrazione del passaggio dei templari e di Leonardo Da Vinci come nelle grotte di calcarenite a Bibbona o nei sotterranei delle Fortezze di Livorno costruite sopra la roccia sedimentaria di pietra panchina.
Il sottosuolo della Puglia rivela, invece, l’estrazione di calcarenite nei secoli con la trasformazione da “cave a cielo chiuso” in magazzini, rifugi o luoghi di culto come a Castellaneta, Ginosa e Gravina. Terre di villaggi rupestri e delle “Gravine della Murgia” che risalgono a 800mila anni fa con insenature rocciose, di oltre 100 metri. Canyon, più grandi d’Europa, che contrastano con le cave a cielo aperto, ormai abbandonate, come quelle di Palagianello (vicino a Taranto) o in Basilicata nel Parco delle Cave di Matera.
“Tesori sotterranei”, come altre migliaia di giacimenti, che potrebbero essere bonificati con la realizzazione di parchi, musei o aree protette evitando discariche e focolai di inquinamento. Un ecosistema naturale, modello di sostenibilità ambientale e artefice di vera economia circolare.

Patrizia Angelini  
Amici delle Gravine di Castellaneta
Ginosa da Vivere
Parchi Val di Cornia 

Napoli  | Museo di Capodimonte, squadra ampliata e nuovo brand identity

“Capodimonte ha una ‘squadra’ finalmente più grande e più forte. Era dal secolo scorso che non si registrava un ingresso di personale qualificato così importante”.   Lo ha annunciato il direttore del Museo e Real Bosco Eike Schmidt presentando tutti gli ‘arrivi’ del 2024 (immissioni completate il 1 dicembre) e la nuova identità di marchio (brand identity) del Museo.  “Un dato per tutti: siamo passati negli ultimi mesi da uno a sei funzionari storici dell’arte. In un museo come Capodimonte da un ventennio mancava un curatore dell’arte del Seicento, così come uno specialista che si occupasse del Gabinetto disegni e stampe, che custodisce i capolavori di Raffaello e Michelangelo, di fatto quasi sempre inaccessibile.

Con l’arrivo di studiosi giovani e motivati il museo torna ad essere un centro di ricerca sulla storia e l’identità del Mezzogiorno e dell’Europa come confermano le nuove scoperte su Caravaggio a Napoli – ha sottolineato Schmidt – Anche la macchina amministrativa è quasi al completo.

Tutti insieme siamo pronti ad un 2025 di grandi cambiamenti e riaperture che vogliamo condividere con la città.

Con il procedere puntuale dei lavori di efficientamento della Reggia e gli interventi nel Real Bosco dove cresceranno le aree aperte al pubblico ed attrezzate, la nuova Capodimonte è più vicina. Il primo segno è una brand identity inedita e un logo, nato da un giglio angioino, poi farnese e infine borbonico, quindi profondamente napoletano”.

NUOVA LUCE A CAPODIMONTE

Sul versante dei lavori nuova luce su Masaccio, Bellini, Botticelli, Parmigianino, Raffaello: è stato riaperto con il nuovo impianto di illuminazione (già adottato nella sala 62) il corridoio centrale del primo piano, i visitatori ritroveranno un percorso denso di capolavori, dalla sala 5, dove è esposta la Crocifissione di Masaccio, alla 20 che ospita le opere di Carracci.

L’innovativa illuminotecnica a risparmio energetico, studiata per il museo, è già in funzione nell’ Appartamento Reale e nel Salone delle Feste (nuovamente visitabile dal 5 dicembre) che ospiterà il 9 dicembre alle 20. 00 lo spettacolo ‘Napul’èra’ per ‘Capodimonte in scena’ con Enzo Decaro e i Maestri Pietro Cantisani e Marco Ielpo.

Con la piena operatività dei nuovi funzionari tecnico-specialistici per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, tutti storici dell’arte (età media under 40) e grazie ad alcuni rientri, Capodimonte colma lacune importanti avvicinandosi, almeno in settori chiave, all’organico ideale. Grazie ad una squadra rafforzata sono già avviati numerosi progetti che si svilupperanno nel 2025.

LA SCOPERTA SU CARAVAGGIO NAPOLETANO

L’Adorazione dei Pastori” di Caravaggio custodita a Messina fu realizzata a Napoli e poi spedita in Sicilia nell’autunno del 1609: Vincenzo Sorrentino, nuovo curatore delle collezioni di pittura e scultura del XVII secolo, ha rinvenuto nell’Archivio Storico del Banco di Napoli tre pagamenti finora sconosciuti che fanno luce sulle commissioni ricevute dal Merisi all’inizio del suo secondo soggiorno napoletano (1609-10).

Questi documenti, importantissimi, hanno permesso ulteriori precisazioni sulle opere e sui committenti degli ultimi mesi di vita del pittore, confermando il suo grande successo nell’ambiente partenopeo.

I risultati delle ricerche di Sorrentino, pubblicati nel lungo articolo “Caravaggio 1609. Tre pagamenti inediti e una nuova committente” sulla prestigiosa rivista specializzata “Paragone” (in distribuzione a fine mese), saranno anche alla base di una mostra di futura realizzazione a Capodimonte.

2025 L’ANNO DELLE PORCELLANE

Nel corso del prossimo anno,  per la prima volta nella storia del museo saranno 14 le sale dedicate alle porcellane, con un nuovo allestimento a cura di Federico Forquet con il progetto scientifico di Angela Caròla-Perrotti.

Allo stesso tempo,  all’armeria sarà dedicato uno spazio nuovo, mentre si procede alla digitalizzazione e catalogazione degli arazzi della manifattura borbonica.

In questa fase l’allestimento del museo è oggetto infatti di una profonda revisione: il dialogo tra i diversi settori sarà rinnovato con nuovi criteri espositivi e percorsi.

ARTI DECORATIVE

Le arti decorative costituiscono uno dei nuclei fondanti del museo di Capodimonte, sia perché lo stesso nome e il sito rimandano alla Manifattura reale di porcellana creata da Carlo di Borbone nel 1743, sia perché già dalla fine dell’Ottocento il museo iniziò ad accogliere le raccolte di arti applicate da vari Siti Reali.

Ma il palazzo ha anche una sua storia in quanto residenza della dinastia borbonica, tuttora percepibile nell’Appartamento Reale, dove gli arredi sette-ottocenteschi si accompagnano a dipinti, sculture, orologi, porcellane e arazzi.

In questo settore da sottolineare il rientro a Capodimonte di Mario Epifani, Curatore arti decorative, oggetti preziosi e armeria e coordinatore progetti speciali.  Le rilevanti esperienze di Epifani, già direttore dell’Armeria Reale a Torino e poi del Palazzo Reale di Napoli, si collegano infatti direttamente con le collezioni di Capodimonte.

In particolare, in vista del grande allestimento del Cabinet delle Porcellane, Alessandra Zaccagnini sta studiando le terraglie napoletane prodotte nella prima metà dell’Ottocento per la Corte dei Borbone dalle fabbriche partenopee Giustiniani e Del Vecchio. Le porcellane e le terraglie delle collezioni museali sono circa 6000.

RIAPRE IL GDS

Da diversi anni mancava la figura del curatore del Gabinetto disegni e stampe, un dipartimento che oltre ai meravigliosi quattro cartoni preparatori di Raffaello e Michelangelo, possiede quasi 30. 000 pezzi tra disegni e stampe.

Nel 2025 questo fondamentale patrimonio del museo sarà reso fruibile sia agli studiosi, attraverso l’allestimento di una moderna sala con postazioni dedicate, sia ai visitatori, attraverso esposizioni temporanee curate dal funzionario storico dell’arte Vincenzo Stanziola che si sta occupando della riorganizzazione.

Parallelamente è già ripreso al museo il lavoro dedicato alle collezioni del Settecento, in particolare della Scuola Napoletana, che merita di essere contestualizzata e valorizzata quale “Scuola internazionale” e non solo nell’ottica delle sue relazioni col “secolo d’oro” della pittura napoletana (ovvero il Seicento).

INCLUSIONE

In occasione della Giornata internazionale dedicata alla disabilità Capodimonte presenta anche il ‘gruppo inclusione’ con i progetti (già avviati) destinati a visitatori con problemi uditivi (E. LIS. A) e i nuovi Percorsi tattili destinati a non vedenti e, da quest’anno, anche a coloro che vogliono fare una nuova e diversa esperienza di ‘conoscenza’ delle opere d’arte.

Il primo appuntamento del calendario ‘Capodimonte tra le mani’ è fissato il 6 dicembre alle 16. 30 con la partecipazione del direttore Schmidt. È Maria Laura Chiacchio è la nuova responsabile dell’Ufficio Mostre, al lavoro per progetti futuri (pensati per gli spazi della ‘nuova Capodimonte’ disponibili al termine dei lavori alla Reggia) e per il riallestimento delle collezioni sulla base di nuovi criteri.

RESTAURI, IL CANTIERE TRASPARENTE

Partita la cantierizzazione per il restauro di venti grandi dipinti su tavola della Collezione borbonica. Si tratta di capolavori che raccontano oltre due secoli della storia di Napoli, delle sue dinastie e delle sue Chiese, attraverso i più celebri maestri del tempo.

I lavori sulle tavole visibili anche ai visitatori, inizieranno a gennaio 2025 e si protrarranno per i prossimi due anni all’interno del percorso espositivo del terzo piano. Si tratta di una grande occasione non solo per migliorare la stabilità e la leggibilità di un cospicuo nucleo di opere, ma anche per approfondire le conoscenze sulle tecniche esecutive e sugli interventi precedenti.

I restauri, con la supervisione dell’Ufficio del restauro e manutenzione del patrimonio storico artistico (direzione operativa di Loris Panzavecchia), sono in programma sulle tavole trecentesche di Giovanni da Taranto, Niccolò di Tommaso e quelle del XV sec. di Cristoforo Scacco e Matteo di Giovanni.

Tra le molte opere del Cinquecento da restaurare anche dipinti di Andrea da Salerno, Pedro Machuca, Marco Cardisco, Paolo degli Agostini, Stefano Giordano, Leonardo da Pistoia, il Sodoma, Aert Mijetens, Giovanni Balducci, alle quali si aggiunge un dipinto del Pordenone dalla Collezione Farnese.

SQUADRA

Sono stati riattivati dopo il pensionamento i funzionari Antonio Tosini per l’armeria, Maria Tamajo Contarini per l’800, Paola Giusti per la collezione De Ciccio, mentre è stata istituita la collaborazione interistituzionale con Patrizia Piscitello (nell’organico della DG Musei Campani).   A questi si aggiunge in organico Giuseppe Dragotti (rientro), funzionario bibliotecario.

Nel settore amministrativo, dopo alcuni anni è ricoperta da Fabio Palmentieri la centrale figura del segretario amministrativo. Nuovi arrivi sono anche la funzionaria Federica Solimando e le assistenti amministrative e gestionali Flavia Avallone, Francesco Costa e Giuliana Castellano. A gennaio 2025 attese altre quattro unità.

ALES

Attraverso il supporto di Ales, dal 2024 sono ‘in squadra’ la storica dell’arte Alessandra Zaccagnini, impegnata nel settore delle porcellane, Valentina Lanzilli e Armando Lamberti all’Ufficio Mostre e Prestiti, Vittoria Panichi nella segreteria della Direzione, il geometra Salvatore di Febbraro nella divisione tecnica – Architettura, e otto unità in servizio da giugno in biglietteria.

Nel settore della Vigilanza (ex AFAV) sempre più qualificato (ma che resta in sotto organico così come l’informatico), con il ruolo di ‘Assistente per la promozione e gestione dei servizi culturali ed educazione al patrimonio’ sono stati assunti Andrea Brogi, Filippo Martini, Claudio Ruggiero, Giulia Angelino.  

Complessivamente il personale in organico è ora di 137 unità (rispetto alla Pianta organica prevista di 218, con un’ottantina di carenze soprattutto nell’ambito della vigilanza)

BRAND  IDENTITY

Il nuovo marchio, realizzato da Magister Art, reinterpreta l’immagine del giglio iscrivendolo nella lettera C.

Tra i simboli che maggiormente identificano il Museo e Real Bosco di Capodimonte c’è infatti il giglio: dagli Angiò ai Farnese ai Borbone, racchiude in sé la nascita e la storia di Capodimonte e identifica le sue più importanti collezioni d’arte.La percezione positivo/negativo che si crea, rende il segno insieme classico e contemporaneo, unico e sintetico.

La forma a foglia allude alla fusione di Natura e Cultura, di Bosco e Museo, che è uno dei caratteri distintivi di Capodimonte e segna la sua unicità.

LOGO

Il logo vuole inoltre comunicare il tema della transizione ecologica che porterà la Reggia, grazie ai lavori di efficientamento in corso, ad essere un museo energeticamente efficiente e sostenibile.

La lettera C, con le sue ‘grazie‘ tonde, si ispira al carattere Bodoni, disegnato dal tipografo parmense nella metà del ‘700, proprio gli anni della nascita di Capodimonte.

“In occasione dellapertura serale straordinaria del 9 dicembre inauguriamo ‘Capodimonte in scena’. È una nuova sezione performativa del Museo e Real Bosco che mette la danza, la musica, il teatro in dialogo con gli spazi e i capolavori di una Reggia sempre più aperta alla città. Il Salone delle feste torna ad ospitare eventi speciali per cittadini e turisti.  

Sono particolarmente lieto di annunciare che il primo spettacolo sarà dedicato alla canzone napoletana, dalle villanelle del ‘500 ai classici moderni, per un omaggio colto e originale a Pino Daniele. Capodimonte, da sempre luogo del contemporaneo, tra storia e presente, si racconterà dunque anche ‘in scena’”.   

IL DIRETTORE – Museo e Real Bosco di Capodimonte