
- Comune di Cautano
- Festival degli Artisti di Strada, in programma il 4 e 5 agosto 2022 nel paese della valle Vitulanese.
- L’appuntamento organizzato dall’Associazione Pianeta Sannio, in collaborazione con il Forum dei giovani di Cautano, si terrà tra i vicoli del borgo (per culminare a piazza Simonetta Lamberti) e vedrà la partecipazione della Compagnia dei Saltimbanchi e della Tribute Band Litfiba, che allieterà le due serate a ritmo di musica e spettacoli.
- All’interno della manifestazione ci sarà spazio anche per il Salotto poetico, un talk con autori indipendenti nonché contest di Poesia.


Cautano è un borgo campano di 2.008 abitanti, situato alle pendici del Monte Taburno – Camposauro, in posizione centrale rispetto alla “Dormiente del Sannio” e all’intera Valle Vitulanese di cui fa parte. Il suo territorio è attraversato dai torrenti Jenga e dal suo affluente Jerino, oltre ad altri corsi d’acqua minori. L’altezza sul livello del mare è di 385 metri, con un’escursione nel territorio comunale dalla minima di 161 metri (in contrada Loreto) alla massima di 1325 metri (sulle coste del Camposauro), con un’escursione quindi di 1164 metri.
Con le incursioni barbariche i centri del Taburno fecero parte del ducato di Benevento sotto il gastaldato di Tocco, tra questi i 3 Casali: Cautano, Cacciano e Fornillo. In questo periodo si hanno le prime notizie ufficiali del paese, che risalgono ad uno scritto di Rodelgario dell’852 nel quale si legge “Cautano, finibus Folianensibus” e al 1109, quando per mano di Roberto d’Alife la chiesa di Tocco perse i suoi diritti di importanza sulla valle in favore di quella di Sant’Andrea Apostolo, a Cacciano. Il nome riconduce alla Città di Caudium e a un gruppo di pastori, esuli dalla distruzione del centro sannita, insediatisi, poi, in una suggestiva gola che penetra il monte Taburno. Alcune ipotesi collocano proprio in una di queste lande, la Piana di Prata, lo scenario del famoso episodio delle Forche Caudine in cui il fiero esercito romano fu sconfitto e pesantemente umiliato. Ancora oggi è possibile osservare dall’alto la distesa in cui 20.000 romani furono intrappolati in un “campo esteso” descritto da Livio come “satis patens, pieno di erbe e di acque con una via nel mezzo contornato da monti e con due varchi stretti e profondi, uno in principio e l’altro alla fine della valle”. Quei due varchi, secondo un’opinione storica, sarebbero da collocare, il primo, nel territorio dell’attuale Frasso Telesino, il secondo, presso Tocco Caudio. All’inizio del XVII secolo, quando l’intero comune si chiamava Cacciano di Tocco, sul territorio abitava una popolazioni di 136 famiglie. Dopo il passaggio del capoluogo di provincia da Montefusco ad Avellino nel 1806, con un decreto regio Cautano e Cacciano furono unificati in un solo comune con il nome di Cacciano-Cautano. Lo stemma era costituito da una ghirlanda ottagonale con tre stelle a rappresentarne i casali storici, fu poi inscritta la dicitura CCAV (Cacciano-Cautano provincia di Avellino). Al principio del XIX secolo Cacciano-Fornillo contava 491 abitanti e Cautano 680, questa prevalenza del secondo paese fece decidere la soppressione del Comune di Cacciano nel 1851. Con l’Unità d’Italia il comune di Cautano venne a far parte del mandamento di Vitulano, nel circondario di Benevento della nuova provincia di Benevento (decr. 25/10/1860).

Cautano è il posto ideale per una sosta di qualche giorno all’insegna delle innumerevoli escursioni nel meraviglioso Parco Regionale Taburno-Camposauro. All’interno del Parco si possono infatti percorrere vari percorsi, come la via dei Mulini, la via del Borgo, la via del Grano, la via dei Briganti, la via del Vino; oltre a numerosi sentieri. La variegata morfologia del territorio è dovuta alla sensibile oscillazione dei valori altimetrici, che variano dai 160 metri del fondovalle fluviale ai 1.325 metri della cima del Monte Camposauro. Dal punto di vista naturalistico, particolarmente interessanti sono i castagneti e i boschi di querce e faggi. Passeggiando nel Parco, si potranno incontrare varie specie di animali, come i cinghiali, le volpi, le lepri, i fagiani, gli scoiattoli, le cornacchie grigie, i merli, i ricci, le talpe. Sollevando lo sguardo verso il cielo, si potranno scorgere i maestosi voli della Poiana e del Falco Gheppio. Sono inoltre presenti anfibi e rettili; una colonia di corvo imperiale; diverse specie di uccelli rapaci; e vari uccelli comuni. Ancora oggi, come in passato, prosegue la coltivazione di uliveti e vigneti, i cui colori mutano con il cambiare delle stagioni e dipingono una tela a cielo aperto che è possibile ammirare soffermandosi nei vari punti panoramici. Il Parco è interessante in tutti i periodi dell’anno, in particolar modo a primavera e in autunno. A fine maggio, le conche (Campo Cepino, Campo Trellica e Piano Melaino) ospitano stupende fioriture di Viole e di Orchidee. Chi volesse, può trascorrere la notte in tenda o presso il rifugio Camposauro, apprezzando così anche il magnifico paesaggio notturno.

In questo paesino tranquillo ci si può rigenerare dai ritmi frenetici della città. L’attuale centro storico è un piccolo gioiello da scoprire passo dopo passo, lungo la strada principale, impreziosita, da un lato e dall’altro, da numerosi vicoli ognuno con la sua storia, con i suoi portoni e con i suoi abitanti semplici ed accoglienti. Un reticolo di vicoli antichi e pieni di fascino che durante la stagione estiva si ripopolano e riprendono vita attraverso manifestazioni culturali, sagre, concerti, eventi religiosi e spettacoli teatrali. Passeggiando tra i vicoli del centro storico del borgo, arriverete a Piazza Principessa di Piemonte (Curticella) in cui domina l’antica Chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo, consacrata nel 1703 e restaurata dopo l’ultimo terremoto del 1980, circondata da magnifici palazzi signorili appartenuti alle più antiche famiglie nobiliari del luogo. Da ammirare è l’ottocentesco Palazzo Izzo, col suo magnifico portale in pietra scolpito a mano. Il Palazzo Procaccini, un tempo imponente edificio, conserva solo alcune strutture come ad esempio due portali, dei quali l’uno risale al 1820 mentre l’altro, più antico, di mole maestosa, presenta conci in pietra da taglio disposti radicalmente la tipica orditura seicentesca. Merita una visita anche la Cappella rupestre di San Rocco, risalente al XII secolo, che sorge nella parte più alta del paese, su di un eremo che offre uno splendido panorama sull’abitato. A Cacciano, frazione del borgo, da non perdere uno splendido Lavatoio dell’Ottocento. Comune di Cautano Storia e Territorio










































