“…Voi stessi giudicate, insultate e deridete.” Martedì 21 giugno 2022, Slobodanka Ciric “La Colonna infame”.

E voi, guardate me.
Voi stessi giudicate, insultate e deridete.

Martedì 21 giugno 2022, ore 18:30. A pochi passi dal “salotto buono” di Napoli, a Salita Vetriera – Open space “Quartierino d’Autore” galleria d’arte We Space, un pomeriggio un martedì, giugno, il 21 di quel 2022 che riPorta in presenza storie, persone, idee.

Slobodanka Ciric scrittrice e performer “serbo-napolitana” a proporre “La Colonna infame” una rivisitazione poetica e performativa – direzione artistisca Mila Maraniello – dell’umiliante gogna riservata ai debitori insolventi che aveva luogo di fronte alla Porta di Castel Capuano nell’epoca vicereale (XVI secolo), allorché per volere di don Pedro de Toledo il Castello divenne sede del Tribunale della Vicaria (Palazzo di Giustizia) e delle carceri della città.

E voi, guardate me.
Voi stessi giudicate, insultate e deridete.

Inserita nell’apposita sezione curata da Vincenzo Crosio della Prima edizione del Festival Internazionale delle Arti – PREMIO GIACINTO GIGANTE, promosso dall’associazione culturale, WeSpace nei giorni 20, 21 e 22 giugno 2022 presso i propri locali in Vico del Vasto a Chiaia 52, in Via Vetriera e tutt’intorno agli scaloni di Chiaia e del ‘Quartierino d’Autore’, la performance ha minuziosamente descritto – presente un pubblico attento e partecipativo – con un linguaggio incisivo e pregno di significato il rito mortificante e dileggiatorio in uso nella città partenopea nei secoli addietro, che con un parallelismo “attualizzato” potremmo identificare con la “gogna mediatica” dei nostri giorni, fenomeno disperato sempre più poliedrico e dilagante al quale tutti siamo esposti e del quale diveniamo, consapevolmente o inconsapevolmente, spettatori o, senza comprenderlo, attori.

E voi, guardate me.
Voi stessi giudicate, insultate e deridete.

Una colta rappresentazione storica, invito ad una fondamentale riflessione: cambia il tempo, cambiano gli strumenti, ma non l’ ”umano gusto di una qualunque forma di sopraffazione dell’altro”. – Voi stessi giudicate, insultate e deridete.

cedo bonis,
cedo bonis,
cedo bonis.
Vendo tutto,
vendo tutto,
vendo tutto…
ma non mi svendo!
Slobodanka Ciric
  • Slobodanka Ciric, performance a Napoli sulla Colonna Infame della Vicaria ilmattino.it – Nuova rievocazione storica, tra le strade della città, dell’artista serba Slobodanka Ciric. Puntando sulla famosa “Colonna Infame” della Vicaria, la performer e scrittrice trapiantata a Napoli, con un suo ennesimo momento di arte performativa fa in modo che a prendere corpo tra il pubblico sia l’antica vicenda di una sofferente debitrice alle prese con la terribile colonna di marmo bianco collocata durante il viceregno spagnolo nei pressi di Castel Capuano (palazzo della Vicaria). «È da tempo -spiega l’artista- che mi tormentava l’idea di raccontare la storia della colonna infame della Vicaria. Una narrazione a mio avviso riferibile al tempo che ci vede protagonisti, colmo di incertezze e quesiti che non sempre trovano adeguata risposta; e nel quale tutti, per una differente motivazione e sotto diversi profili, possono considerarsi attori di diverse “insolvenze”». Artista poliedrica e ricca di mille risorse umane, Slobodanka Ciric anche con questa sua nuova prova tra le vie partenopee, si conferma come una delle più apprezzate figure dell’arte contemporanea. Più napoletana di tanti napoletani veri, nonostante sia nata a Belgrado, è riuscita a trasformare il personale genere artistico e letterario in un motivo di vita saturo di arte e sensibilità. Partendo dalla sua difficile storia, fino a giungere alle performance che da anni accompagnano la sua vita, Slobodanka, pone sempre dinanzi agli occhi dello spettatore e del lettore, una magica pozione fatta di arte e di vita vissuta. Ecco perché il patimento, il dispiacere, la tribolazione umana e l’amore, per la scrittrice e performer si mutano ben presto in tante esperienze da ricostruire. Oltrepassando con la sua arte dimensioni e confini difficilmente superabili con le sole parole, Slobodanka Ciric, tra gioiosità, paure, emozioni e stati d’animo, porta in mezzo alla gente il suo trascinante e poetico linguaggio. Divisa tra l’azione e quella sua tipica “body art”, l’artista conferma senza mezzi termini l’incommensurabilità del suo pensiero insieme al valore di quelle forme espressive pronte a stimolare il corpo e il connubio tra la mente pensante e la mente osservatrice.
  • La sua esibizione nella famigerata colonna di Slobodanka Ciric e Vicaria – twnews.it/it – L’artista Slobodanka Syrick segue il passaggio di persone che si dividono costantemente la strada, promettendo di tornare alla memoria del Napoli. Sto continuando. Tra miti, dominazioni e credenze generali.

Mila Maraniello “Indicazione”. Prima edizione del Festival Internazionale delle Arti – Premio Giacinto Gigante (sezione pittorica a cura di Antonella Nigro).

Mila Maraniello “Indicazione”

Indicazione” è il titolo dell’opera eseguita con tecnica mista pittura, collage e texture digitali, (stampa 50x70cm) che la giovane digital artist Mila Maraniello presenta nella sezione pittorica, curata da Antonella Nigro, della Prima edizione del Festival Internazionale delle Arti – Premio Giacinto Gigante, ideato ed organizzato dall’associazione culturale We Space, a cura di Vincenzo Crosio, Deborah Di Bernardo, Antonella Nigro e Paolo Menduni, che si svolgerà a Napoli nei giorni 20, 21 e 22 giugno 2022 presso l’open-space e galleria d’arte fondati da Willy Santangelo tra Vico del Vasto a Chiaia 52 e Via Vetriera, tutt’intorno agli scaloni di Chiaia e nel ‘Quartierino d’Autore’, il quartiere dove Giacinto Gigante aveva il suo studio pittorico. 

“L’opera presentata per la sezione pittorica del Premio Giacinto Gigante di We Space, si chiama “Indicazione”. Rappresenta una persona giovane dal genere ambivalente, che indica lo spettatore. Se si guarda attentamente la figura, la parte posta all’ombra ne rivela la vera identità, un diavoletto. La mia opera rappresenta la cattiveria che si cela in ognuno di noi quando deridiamo o sminuiamo un’altra persona. La cattiveria richiama altra cattiveria, e il messaggio dell’opera e di fermarsi a pensare prima di dire qualcosa, perché altrimenti diventiamo questo diavoletto”.  Mila Maraniello

Mila Maraniello è una giovanissima DIGITAL ARTIST ITALO-SERBA che vive a Napoli.  Dopo aver studiato illustrazione e concept art presso la Scuola Italiana di  Comix, attualmente  frequenta  l’Accademia di Belle Arti. Gli artisti che l’hanno maggiormente ispirata sono Egon Schiele, Edward Hopper e Francis Bacon. I suoi principali  ambiti di espressione sono il Design e la Comunicazione, anche se la sua vera passione  è  il disegno digitale.

Diversi i libri di cui la giovane Mila Maraniello ha curato l’editing grafico, tra i quali “Napoli senza RiSerbo”, ‘’Aurea Aetas: Eros e Thanatos’’ e Cantico dei Cantici di Slobodanka Ciric, il quale ultimo ha altresì illustrato con dodici tavole interlocutorie e figurative, e del quale è anche autrice del disegno di copertina. Le sue opere, sono state presenti in numerose esposizioni nazionali ed internazionali,  tra le quali:

  • ‘’Desiderio d’Arte’’, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, 27 Giugno / 10 Luglio 2019;
  • ’Break Napoli: La Notte dell’arte’’, Napoli, Piazza Del Gesù, 14 dicembre 2019; 
  • Napoli Expò Art Polis, giugno 2020 / gennaio 2021; “Vita di carta”;
  • Napoli, Nuts cafe’,  febbraio / dicembre 2020; 
  • Napoli, Centro Studi Pietro Golia “Donna Terra”, luglio / settembre 2020; 
  • XLVII Premio Sulmona “Per Gaetano Pallozzi”, 07 novembre / 5 dicembre 2020; 
  • Benevento, BeneBiennale 23 / 30 agosto 2020; 
  • Roma, Palazzo Velli Expo, “70insieme”, 10 / 17 Maggio 2021.
  • Nel 2020 ha partecipato ad Art for Aid – Un’opera: un dono con l’opera “Sbarre.
  • Nel 2021 l’Associazione Annalisa Durante, in occasione della Seconda Edizione del Premio Nazionale Annalisa Durante “Per Annalisa”, ha premiato per la categoria “Arte & Cultura” lo street artist Jorit con la sua opera “Annalisa”.

Lo scopo della sua arte, afferma, è “esprimere il senso di inquietudine, specialmente  riguardo la tecnologia, che può  renderci macchine: individui coscienti, ma senza nè scopo, nè anima”. http://milamaraniello.github.io

"E' meglio conoscere alcune domande che tutte le risposte" 
James Grover Thurber 
giornalista, fumettista, favolista, scrittore, novellista e umorista statunitense

Festa della musica. Napoli 21.06.2022

  • L’edizione 2022 della Festa della Musica con il tema del “Recovery sound green music economy” si caratterizza con l’obiettivo della ripartenza del settore musicale attraverso l’attenzione e il rispetto dell’ambiente.
  • In occasione della Festa della Musica il 21 giugno tante piazze cittadine accoglieranno concerti e performance di artisti con 10 postazioni musicali:
  • Villa Floridiana
    piazzale antistante il Museo Duca di Martina
    ore 18 – 20 Coco in “Floridiana” lo spettacolo sarà preceduto dall’esibizione di rapper napoletani
  • Via Filangieri Gradinata angolo via dei Mille
    ore 11.00-13.00 | 17.00 – 20.00
    Musica classica
  • Piazza del Gesù
    ore 11.00-13.00 | 17.00 – 22.00
    Musica rock

  • Piazza Municipio parte alta nei pressi della Fontana del Tritone
    ore 11.00-13.00 | 17.00 – 20.00
    Musica pop
  • Largo Berlinguer
    ore 11.00-13.00 | 17.00 – 20.00
    Cantautori
  • Galleria Principe di Napoli
    ore 11.00-13.00 | 16.00 – 19.00
    Musica in acustica
  • Piazza Italia
    ore 11.00-13.00 | 17.00 – 20.00
    Cantautori
  • Piazza Nazionale arena
    ore 16.00 – 21.00
    Musica Urban
  • Piazza mercato
    ore 17.00 – 21.00
    Musica Urban
  • Via Scarlatti nei pressi di piazza Vanvitelli
    ore 11.00-13.00 | 17.00 – 20.00
    Musica Pop

Blog – EMOZIONI #SenzaFrontiere

“lo sono il vostro specchio, voi la mia Colonna infame.” Martedì 21 giugno 2022, Slobodanka Ciric – Open space “Quartierino d’Autore” galleria d’arte We Space. 

Colpa, colpa, colpa,
ma di chi è la colpa?
E perché proprio a me
questa umiliante e infamante condanna?
Guardatemi.
Guardatevi!
  • Martedì 21 giugno 2022 alle ore 18:30 
  • La Colonna infame, ideata, scritta ed interpretata da Slobodanka Ciric
  • Salita Vetriera, Napoli – Open space “Quartierino d’Autore” galleria d’arte We Space 
Cedo bonis,
cedo bonis,
cedo bonis.
Vendo tutto,
vendo tutto,
vendo tutto…
ma non mi svendo!

Napoli, Martedì 21 giugno 2022 – Open space “Quartierino d’Autore” galleria d’arte We Space – ore 18:30 Salita Vetriera, la scrittrice “serbo-napolitana” Slobodanka Ciric sarà protagonista della performance “La Colonna infame”, da lei ideata e scritta – ispirata all’antica storia della Colonna infame della Vicaria -.

Le rappresentazioni si inseriscono nell’apposita sezione curata da Vincenzo Crosio della Prima edizione del Festival Internazionale delle Arti – Premio Giacinto Gigante -, ideato ed organizzato dall’associazione culturale We Space, a cura di Vincenzo Crosio, Deborah Di Bernardo, Antonella Nigro e Paolo Menduni, che si svolgerà nei giorni 20, 21 e 22 giugno 2022 presso l’open-space e galleria d’arte fondati da Willy Santangelo tra Vico del Vasto a Chiaia 52 e Via Vetriera, tutt’intorno agli scaloni di Chiaia e nel ‘Quartierino d’Autore’, il quartiere dove Giacinto Gigante aveva il suo studio pittorico. 

La storia della Colonna infame della Vicarìa. Ci fu un tempo in cui dinanzi al Tribunale della Vicarìa, Castel Capuano, si ergeva un prezioso lascito della Napoli greco-romana, una piccola colonna di marmo che divenne presto l’incubo di ogni debitore della città. Gli insolventi erano infatti costretti a salire sulla colonna, calarsi le brache e declamare dinanzi al popolo le proprie insolvenze attraverso la formula latina “cedo bonis”, che tradotto vuol dire: rinuncio ai miei beni. A partire dal XVI secolo, in epoca vicereale, Castel Capuano fu infatti riorganizzato da don Pedro de Toledo e venne destinato a svolgere la funzione di palazzo di giustizia, accogliendo nelle sue tetre segrete carceri e camere di tortura raccapriccianti che gli conferirono un aspetto tutt’altro che rassicurante. sulsud.it

Sono il vostro specchio.
Su, venite, prendete.
Chi ha da avere,
si venga a pagare.
Me ne vaco cu 'na mana annanze e 'n'ata arreto!
Slobodanka Ciric

IL CONO D’OMBRA – Narrative decoloniali dell’Oltremare. Napoli, Maschio Angioino, 25 giugno al 25 agosto 2022

  • IL CONO D’OMBRA
  • Narrative decoloniali dell’Oltremare
  • Mostra a cura di Marco Scotini
  • Dal 25 giugno al 25 agosto 2022
  • Napoli, Maschio Angioino
  • Ingresso gratuito

Si inaugura sabato 25 giugno alle ore 17.30 al Maschio Angioino la mostra Il Cono d’Ombra, un progetto di Andrea Aragosa per Black Tarantella e FM Centro per l’Arte Contemporanea, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli e della Mostra D’Oltremare.

L’esposizione a cura di Marco Scotini, direttore artistico di FM Centro per l’Arte Contemporanea di Milano, raccoglie più di 50 opere, fra cui opere storiche del periodo coloniale in dialogo con i lavori di 12 artisti contemporanei appartenentialla diaspora africana ed è allestita in due spazi di Castel Nuovo: Antisala dei Baroni nell’ala nord, al primo piano e Sala dell’Armeria, al piano terra. Gli stessi spazi che furono parte della Seconda Mostra Internazionale d’Arte Coloniale tenutasi proprio a Napoli, nel Maschio Angioino, dal 1 ottobre 1934 al 31 gennaio 1935.

La mostra Il Cono d’Ombra è dedicata a Lidia Curti (1932-2021), co-fondatrice del Centro Studi Postcoloniali e di Genere di Napoli. Resterà aperta fino al 25 agosto 2022 e si potrà visitare gratuitamente dal lunedì al sabato dalle 10 alle 17.

Nonostante oggi la rimozione del passato coloniale italiano sia stata compensata da una ricca mole di studi storici e accademici, rispetto a venti anni fa, la mostra Il Cono d’Ombra muove dalla necessità di trovare altre categorie concettuali (più sperimentali e meno canoniche), per ripensare quell’esperienza storica in un mutato contesto politico-sociale.

Ancora lontano dall’essere una eredità contestata, la politica coloniale fascista in Italia è stata oggetto di ben poche occasioni espositive e di riconfigurazione critica degli oggetti museali accumulati. La felice coincidenza di poter riallestire a Napoli, nello stesso complesso monumentale, quella che fu la vera e propria anticipazione della imperiale Triennale d’Oltremare del 1940, rappresenta la giusta occasione per poter agire all’interno di quell’esperienza, oltre ogni lettura storicamente corretta e plausibile. Non si tratta più di ricostruire un insieme di fatti per integrarli nella conoscenza comune. In gioco c’è la stessa possibilità di lasciar parlare quell’alterità che per secoli ha rappresentato un “cono d’ombra” della civiltà e a cui l’occidente si è rivolto in modo paternalistico, come qualcosa da emancipare.

Quando si tiene la Seconda Mostra Internazionale d’Arte Coloniale, siamo negli anni Trenta: una decade aperta con la più grande esposizione coloniale del secolo inaugurata a Parigi, al Bois de Vincennes nel maggio 1931. Napoli, in quel periodo, è pronta a diventare il principale dei porti coloniali e la sede ideale per una proiezione ideologica e di conquista con il sud del Mediterraneo. Vista la presenza in città di una delle associazioni più antiche del nazionalismo colonialista come la Società Africana d’Italia e l’istituto Orientale. Allo stesso tempo, sono questi gli anni del passaggio dal carattere economico-commerciale del colonialismo italiano della fase liberista a quello propagandistico-consensuale del tempo fascista.

Gli aspetti innovativi della mostra al Maschio Angioino del 1934-35, rispetto alle mostre coloniali precedenti, sono improntati dalla fabbrica del consenso fascista e si riassumono nell’invito di otto artisti italiani a ritrarre le colonie in presa diretta, nella volontà di far risalire al quattrocento veneziano la vocazione orientalista e colonialista della pittura italiana, nella ricostruzione di un villaggio indigeno nel fossato di Castel Nuovo. Tutti elementi che anticipano e che confluiranno nella Triennale d’Oltremare del 1940, con cui si rapporta anche Il Cono d’Ombra.

Dopo aver raccolto – in archivi privati e istituzioni pubbliche – molti documenti, pubblicazioni, foto e lavori originali presenti in quelle esposizioni, la posta in gioco di Il Cono d’Ombra è di far riallestire queste memorie culturali (oggetti idiosincratici e assemblaggi eterogenei) agli artisti africani che da anni lavorano sulla questione coloniale e post-coloniale.

In qualche modo superare la sempre presunta “innocenza bianca” sarà possibile solo attraverso una contro-narrazione condotta dagli ex soggetti colonizzati che, come in uno specchio rovesciato, possano aprire ad altre rappresentazioni.

  • Gli artisti invitati, alcuni di fama internazionale, hanno provenienze geografiche diverse e appartengono alla diaspora africana contemporanea:
  • Kader Attia (Algeria/Francia, 1970),
  • Yto Barrada (Marocco, 1971),
  • Intissar Belaid (Tunisia, 1984),
  • Nidhal Chamekh (Tunisia, 1985),
  • Jermay Michael Gabriel (Etiopia/Eritrea/Italia, 1997),
  • Kiluanji Kia Henda (Angola, 1979),
  • Delio Jasse (Angola, 1980),
  • Ibrahim Mahama (Ghana, 1987),
  • Muna Mussie (Eritrea/Italia, 1978),
  • Pamina Sebastião (Angola 1988),
  • Pascale Marthine Tayou (Camerun, 1967),
  • Amina Zoubir (Algeria, 1983),
  • Aimé Césaire (Martinica/Francia 1913-2008).

Blog – EMOZIONI #SenzaFrontiere

NEW WORLD del collettivo ArgilRosa a cura di Francesca Pirozzi. Maiori (Sa) – inaugurazione: sabato 18 giugno 2022 alle ore 11.30 

  • “NEW WORLD”, personale del collettivo ArgilRosa
  • MAIORI (SA), Palazzo Mezzacapo – Corso Reginna
  • CURATORE: Francesca Pirozzi
  • INAUGURAZIONE: sabato 18 giugno 2022 alle ore 11.30 
  • APERTURA AL PUBBLICO: Dal 19 Giugno 2022 al 30 Giugno 2022
  • ORARI: da martedì a domenica 9.00-21.00
  • INGRESSO GRATUITO
  • INFORMAZIONI: e-mail argilrosa@virgilio.it 
  • tel.: +39 348 7805795, +39 328 553014
  • CATALOGO: Freemocco, Deruta

La personale del collettivo ArgilRosa, dal titolo “New World”, a cura di Francesca Pirozzi, in programma dal 18 al 30 giugno 2022, al Palazzo Mezzacapo di Maiori, in Costa d’Amalfi, propone l’ultimo inedito progetto delle ceramiste Giovanna D’Ausilio, Angela De Luca, Giovanna Fauci, Paola Impagliazzo e Sara Schetter. La mostra, che inaugura sabato 18 giugno 2022 alle ore 11.30, è patrocinata dal Comune di Maiori ed è accompagnata da un catalogo edito da Freemocco, Deruta.

Nato a Napoli nel 2011, dal sodalizio amicale di un gruppo di ceramiste, accomunate dalla medesima esperienza di formazione artistica e dalla comune passione per la scultura fittile, il collettivo femminile ArgilRosa ha sviluppato negli ultimi anni un progetto di co-creazione dell’opera basato sull’estemporaneità, dal quale è nato il ciclo scultoreo “New World”, composto da cinque articolati altorilievi ceramici, costituenti il nucleo portante della mostra. Ad esso si affianca la sezione “Individual Worlds”, nella quale le autrici si confrontano, esponendo ciascuna una sintesi della propria produzione artistica personale.

A proposito del progetto “New World”, Francesca Pirozzi scrive: «Si tratta di un approccio analogo a quello introdotto in ceramica nel secondo dopoguerra dalla poetica informale, almeno per quanto attiene al viscerale interesse verso la materia, al ricorso al gesto istintivo, all’emergere della traccia e del segno sulla pelle dell’opera, alla sostanziale prevalenza della forma non figurativa e/o astratta, al ritorno alla naturalezza primordiale della terra rossa, che appare anche nelle opere del progetto di ArgilRosa come elemento costante della composizione. Ma soprattutto, come l’Informale riflette da un punto di vista filosofico sulla condizione umana del contemporaneo dopo il secondo conflitto mondiale, […] ricercando nell’arte una possibilità trasformativa del senso comune dell’essere uomo in una prospettiva di futuro rispetto alla continuità storica dell’età moderna, così “New World” nasce nel contesto temporale della pandemia proprio per manifestare un’urgenza creativa vitalistica in rapporto alla crisi di certezze scaturita dall’emergenza sanitaria e dal suo traumatico impatto su abitudini e comportamenti sociali del vivere quotidiano».

Dal 2011 ArgilRosa ha esposto in svariate rassegne e tenuto mostre personali, tra cui “Separazioni” alla Sala delle Carceri di Castel dell’Ovo a Napoli nel 2017, “Terra Donna” alle Scuderie di Villa Favorita a Ercolano nel 2016 e “Materia, Passioni ed Emozioni Insieme” alla Chiesa Croce di Lucca di Napoli nel 2013.

Accademia di Belle arti, Napoli – Design Beyond Design venerdì 10 giugno 2022

La Scuola di Progettazione Artistica per l’Impresa apre al territorio le stanze del suoi laboratori creativi per raccontare e per raccontarsi, durante una giornata ricca di mostre, eventi, sfilate e live drawing.  

Progettare l’oltre significa riuscire a vedere cose che ancora non sono visibili e costruire strade praticabili per raggiungerle. Perché un buon progetto non è solo una buona idea, ma la capacità di dare forma alla propria immaginazione consentendole di diventare componente concreta del mondo.

E’ questa la visione del design della scuola di Progettazione Artistica per l’Impresa dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove le culture e le persone si incontrano e lavorano insieme quotidianamente, per trasformare l’impensabile in non ancora pensato e l’impossibile in non ancora praticato

Design Beyond Design venerdì 10 giugno 2022

La giornata-evento Design Beyond Design si aprirà alle 10 di venerdì con i saluti istituzionali dei vertici dell’Accademia di Belle arti, la presidente Rosita Marchese e il direttore Renato Lori, assieme alla coordinatrice della Scuola di Progettazione artistica per l’impresa, Enrica D’Aguanno. A seguire, alle 11, si terrà la presentazione del libro Digital couture. Trend digitali nella moda contemporanea, curato da Mariangela Salvati e pubblicato dalla casa editrice artem. Nel pomeriggio, alle 16, la kermesse entrerà nel vivo con l’apertura delle varie sezioni della mostra, l’attivazione dei laboratori, le anticipazioni editoriali, accompagnati da musica live. Alle 16.30, si presenterà la rivista L’A.PE/Università di strada, del centro territoriale Mammut. Infine, alle 19, la manifestazione si concluderà con Wake Up, una presentazione delle collezioni di moda Beyond the Dress, Fili di storie in libertà, Blanc/sur/blanc. Paradiso bianco, Sete di libertà e Unhabitus, a cura del corso di Fashion design.

Le mostre visitabili a FoQus durante la giornata proporranno temi connessi al concetto di “design oltre il design”, tra comunicazione e fashion, spaziando dal design dell’accessorio alle nuove frontiere della moda al tempo dei metaversi, dal Complexity Design al manifesto cinematografico, indagando lo scarabocchio come inizio del percorso dal segno al progetto, in uno stimolante incontro tra il design e gli spazi espositivi. Inoltre, esperienze sensoriali al ritmo delle parole, contaminazioni tra scritture e immagini, il fumetto come linguaggio e arte, la ridefinizione dei confini e delle narrazioni e tanto altro ancora. gazzettadinapoli.it –  Pietro Pizzolla

DBD_programma_dettagliato.pdf

  • I titoli delle varie esposizioni:
  • Accessorable, a cura di Giulia Scalera;
  • Blanc/sur/Blanc. Paradiso bianco, a cura di Federica Bombaci e Angelina Terzo;
  • Complexity Design, a cura di Ornella Formati;
  • Comunicare il film. La fabbrica del manifesto cinematografico, a cura di Diego Del Pozzo;
  • Dal segno al progetto. Dallo scarabocchio alla narrazione per immagini, a cura di Daniela Pergreffi;
  • Design meets Space, a cura di Massimo Colombo;
  • Digital couture, a cura di Mariangela Salvati, Natascia Rezzuti, Giulia Scalera
  • Dynamic Lettering. Esperienze sensoriali nel ritmo delle parole, a cura di Enrica D’Aguanno;
  • Emaki. Contaminazioni tra scritture e immagini, a cura di Ivana Gaeta;
  • F x F. Fumetti per FoQus, a cura di Ernesto Pugliese;
  • Femminile palestinese. Ridisegnare i confini e le narrazioni, a cura di Enrica D’Aguanno e Pino Grimaldi;
  • Fili di storie in libertà. Ibridazioni, intrecci, tessiture, a cura di Mariangela Salvati e Natascia Rezzuti. Con Erminia Mitrano.
  • Hyper Views. Textures & Frames, a cura di Nadia Bronzuto;
  • Light Factories, a cura di Massimo Colombo;
  • Mechanics/Dynamics/Aesthetics. Orizzonti dell’immaginazione post-tecnologica, a cura di Pako Massimo;
  • No War. Prima la pace, sempre, a cura di Ivana Gaeta;
  • Noi a FoQus. Immagini quotidiane di comunità, a cura di Mario Laporta;
  • Pianura. Spazi non periferici di esistenza, a cura di Oreste Lanzetta;
  • Strappiamo le etichette, a cura di Oreste Lanzetta;
  • Poetiche visioni. Sperimentazioni letterarie in versi e voci, a cura di Gabriella Grizzuti
  • Public Engagement. Nuove strategie del design per la società contemporanea, a cura di Enrica D’Aguanno;
  • Sete di libertà, a cura di Maddalena Marciano e Ivana Gaeta;
  • Shapes, a cura di Marcello Pisani;
  • Tesseract. Oltre la forma del libro, a cura di Enrica D’Aguanno, Gabriella Grizzuti e Daniela Pergreffi;
  • Texting. La forma delle lettere, a cura di Gabriella Grizzuti;
  • The Dreaming Room, a cura di Francesca Biral;
  • Unhabitus. Formazioni rigenerative, a cura di Maddalena Marciano e Ivana Gaeta.

Blog – EMOZIONI #SenzaFrontiere

Aperture serali straordinarie ogni giovedì dal 2 giugno al 14 luglio 2022. MANN – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI con ticket al costo simbolico di 2 euro.

Tutti i giovedì dal 2 giugno sino al 14 luglio, il MANN sarà aperto dalle 20 alle 23 (ultima emissione di biglietto alle 22) con ticket al costo simbolico di 2 euro.

  1. giovedì 9 giugno per la rassegna “Curatori in mostra”, appuntamento con i funzionari scientifici del Museo (ore 20-21, Salone della Meridiana) per conoscere i reperti presenti nell’esposizione “L’altro MANN” . Nella sala dell’Ercole Farnese, sempre dalle 20 alle 21, l’artista Caroline Peyron spiegherà al pubblico come creare MOSAICI DI CARTA partendo da quello che potrebbe sembrare un banale cartone della pizza. In Atrio, alle 21, tango argentino con Pablo Fabian Yamil. E, per gli intenditori, una curiosità da non perdere: nel giardino del MANN, per la prima volta, saranno presentati a Napoli i nuovi prodotti wanderfuse. Si tratta di infusi a base di ingredienti certificati bio, provenienti dall’Italia e acquistati direttamente da produttori nei paesi in cui WAMI (il progetto Water with a mission) ha realizzato progetti idrici: Ecuador, Senegal, Sri Lanka, Tanzania.
  2. Fra teatro e arte contemporanea: giovedì 16 giugno (ore 21), spettacolo itinerante a cura della compagnia Ali della Mente – Fabbrica Woytila; rispettivamente alle 20.30 e alle 21.30, itinerari guidati alle mostre “E’ stata la mano di Dio/immagini dal set” di Gianni Fiorito e “Archeologia da spiaggia” di Maurizio Finotto. Nel Giardino delle fontane, degustazione di vini “biodinamici” della cantina Enoz: i prodotti sono vinificati secondo le antiche tecniche dell’affinamento in anfora. Si potrà sorseggiare un calice, accompagnati da una digressione gastronomica, a cura di Sogni di Latte, sulle origini antiche di alcuni formaggi tipici della nostra penisola.
  3. Per il giovedì successivo (23 giugno), focus sulle grandi mostre archeologiche del Museo: alle 20.30 e alle 21.30, saranno in programma tour all’allestimento “L’altro MANN”; alle 20.30, ancora, si potrà andare alla scoperta di “Sardegna Isola Megalitica”, grazie a un percorso proposto da Coopculture. Spazio anche agli appassionati di arte orientale con una visita guidata (ore 21) all’esposizione “Manga Heroes”, realizzata in rete con COMICON nella sala del Plastico di Pompei. Non mancheranno le sorprese culinarie: in rete con Archeofood, il MANN caffé proporrà ricette archeologiche, opportunamente rivisitate e adattate al nostro gusto. E, per sognare di essere su una spiaggia sarda, si potranno assaggiare anche i prodotti tipici dell’isola.
  4. Giovedì 30 giugno (ore 20), Luigi Spina guiderà il pubblico in un percorso sulla fotografia d’autore, dalla mostra “Sing Sing. Il corpo di Pompei” a “Confratelli”; alle 20.30 e alle 21.30 replica degli appuntamenti “Dietro le quinte” con gli esperti del laboratorio di restauro; alle 21, laboratorio e spettacolo teatrale “A spasso per il MANN” di Mariella Fabbris. Ancora aperitivi tematici per la serata: al fresco del Giardino, sarà presentato pyxis, un oggetto concepito e sviluppato da Eleit.it per valorizzare il consumo della mozzarella di bufala attraverso un design innovativo: si prende spunto dallo studio delle forme sinuose della “pisside”, antico contenitore femminile per profumi, gioielli e unguenti.
  5. Giovedì 7 luglio (ore 21), da non perdere il concerto jazz e swing, così come i tour sulle mostre “Manga Heroes” e “Sardegna Isola Megalitica”.
  6. Gran finale della rassegna delle aperture del giovedì, il 14 luglio con una programmazione tutta all’insegna della Sardegna: itinerari guidati e degustazioni per tuffarsi in un mare di suggestioni.

26 maggio 2022 – “La favola del principe di Sansevero” di Elviro Langella riecheggia tra le mura dello storico Palazzo Duchi di Santo Stefano di Taormina.

Nel prestigioso trecentesco Palazzo Duchi di Santo Stefano, il pomeriggio di giovedì 26 maggio 2022 a Taormina, appuntamento numero tre del progetto di Elviro Langella dedicato alla complessa ed affascinante figura del Principe Raimondo di Sangro.

La presentazione del libro “La favola del principe di Sansevero” – Elviro Langella (Opus Minimum) – e la contestuale mostra delle illustrazioni del volume, fil rouge di un dialogo “aperto” e sinergico tra diversi Territori italiani – Napoli, Palazzo Venezia il 30 gennaio 2022 e Procida, Congrega dei Turchini, il 23 aprile 2022, le precedenti due tappe – hanno goduto della magnifica accoglienza della “Perla dello Jonio

  • Protagonisti dell’incontro, oltre l’autore del libro e del progetto Elviro Langella
  • Mario Bolognari, Sindaco di Taormina, che ha introdotto la presentazione rinnovando l’invito a Langella per una collaborazione alle iniziative culturali della città;
  • Francesca Gullotta, Assessore alla Cultura e Beni Culturali, ai Servizi Sociali, e alla Pubblica Istruzione del Comune di Taormina, nel suo intervento ha suggerito una nuova angolazione di approfondimento del pensiero di Raimondo di Sangro e della genesi dei capolavori custoditi nel Museo Cappella Sansevero a Napoli;
  • Carla Santoro, Dirigente dell’Istituto Comprensivo “Ugo Foscolo” di Taormina, che ha espresso con un linguaggio accessibile ai giovani studenti presenti in platea il suo personale commento al libro, ed ha sottolineato la consolidata pluriennale collaborazione dell’Istituto con il Langella, non mancando di ricordare il contributo mirato all’educazione alla legalità, da parte dei Proff. Riccardo Buzzurro, Gemma Romeo, Carmelo Ricciardi, e dell’intero corpo dei docenti di Musica, in particolare convogliata, nel tempo; (il gemellaggio tra la scuola di Taormina e l’Associazione “Annalisa Durante”, fondata dal presidente Giuseppe Perna e da Giovanni Durante, il gemellaggio artistico-musicale con la “Baby Song Annalisa Durante” e il Liceo artistico piemontese “Felice Faccio”)
  • Mimmo Macaluso, Ispettore Onorario Beni Culturali Regione Siciliana, puntuale nel sottolineare l’aspetto scientifico degli studi del principe Raimondo di Sangro, in particolare delle “Macchine anatomiche” custodite nella cripta della Cappella Sansevero, tutt’oggi oggetto di esame e controverse indagini.
  • Diversi gli intermezzi musicali ad opera di alcuni allievi dell’I.C. “Ugo Foscolo” di Taormina, accompagnati dal M. Riccardo Buzzurro il quale ha delicato un omaggio alla tradizione artistica partenopea attraverso una appassionata interpretazione alla chitarra di “I’ te vurria vasà”, (riporta ad un amore infelice dello spiantato poeta Vincenzo Russo, modesto calzolaio, per Enrichetta Marchese, figlia di un gioielliere), storia del tutto analoga a quella dell’amore impossibile di Giambattista Pergolesi per Maria Spinelli, rievocata da Elviro Langella nel suo libro.
  • Gli allievi dell’I.C. “Ugo Foscolo” di Taormina:
  • GIULIANA FERRARA e DIANA PENNISI, accompagnate alla chitarra dal Prof. RICCARDO BUZZURRO, hanno suonato l’Andante del Concerto in Sol Maggiore di Vivaldi.
  • Le violiniste AURORA PIRRI e MATILDE SILIGATO accompagnate alla chitarra dal Prof. RICCARDO BUZZURRO, hanno eseguito il brano “Danny Boy”.
  • Il sassofonista SIMONE FAMA’ accompagnato alla chitarra dal Prof RICCARDO BUZZURRO ha proposto “Careless Whisper”.

L’incontro si è concluso con l’intervento dell’autore Elviro Langella che ha illustrato gli obiettivi diversificati del progetto in funzione delle tappe programmate (Napoli, Procida, Taormina, Roma, Torino) indicando il prossimo appuntamento – Roma, presso il Wunder Musaeum Collegio Romano – data in via di definizione.

#Conversazioni: Slobodanka Ciric ci racconta… a cura di Silvana Guida – EMOZIONI #SenzaFrontiere

Slobodanka, lo scorso inverno, ti abbiamo apprezzato immersa nelle nevi d’Abruzzo, nella Pinacoteca Patiniana di Castel di Sangro a declamare, con un coro d’eccezione di studenti del luogo, la tua riscrittura del Cantico dei Cantici.

L’educazione alla lettura è un compito fondamentale, ancor più per chi fa uso della parola scritta quale mezzo di denuncia sociale più che di comunicazione. Leggere insieme è un viaggio attraverso la conoscenza di sè e dell’altro, un’avventura da condividere e da far comprendere soprattutto ai giovanissimi, protagonisti attuali di un’epoca di inarrestabile accelerazione e caratterizzata da un uso smodato di strumenti di alta tecnologia, ai quali vengono continuamente offerte nuove alternative ai libri; oltre che dal grande schermo, infatti, bambini e adolescenti sono sempre più, e più precocemente, attratti da computer, tablet e smartphone, veicoli di relazioni, di conoscenza ed emotività, di nuovi stimoli e di linguaggi più veloci. Leggere “con il pubblico”, e “al pubblico”, è stata per me un’esperienza molto gratificante e gli studenti delle classi IV-B TUR dell’I.I.S.S. “Patini-Liberatore” hanno dimostrato che la lettura condivisa con una platea suscita emozioni senza tempo.

A marzo, la dedica al femminile a Brusciano ne La forza delle donne “Sotto il segno del rosso”. Oltre alla parola scritta, è il corpo il mio mezzo di espressione e comunicazione. Anche nella performance a Brusciano la presenza degli studenti della scuola secondaria dell’Istituto “De Filippo-De Ruggiero” è stata fondamentale. Le espressioni oltraggiose messe in scena da finti aggressori, ma realmente subite da parte mia, hanno “lasciato il segno” sul corpo per circa tre settimane, ma ne è valsa la pena. Tanti presenti si sono commossi, le donne e le ragazze mi hanno circondata ed abbiamo liberato insieme delle colombe bianche, simbolo di pace nel mondo, tra l’uomo e la natura, ma soprattutto contro la violenza di genere. Per cambiare il mondo, bisogna cominciare dai più giovani.

Qualche settimana fa – il 7 maggio per la precisione – al Complesso delle Basiliche paleocristiane di Cimitile hai interpretato “Maddalena Una e Trina”, narrazione “non convenzionale” della figura di Maria Maddalena, “una rilettura” da te ideata e scritta. Porterò ancora in scena Maria Maddalena, anche se non nell’immediatezza. La sua figura costituisce dal mio punto di vista l’emblema di tutte le donne. Benamata, sapiente, Apostola degli Apostoli perché detentrice della parola e, proprio per questo, biasimata, invidiata, calunniata: se vogliamo, si può considerare aver vissuto anche lei in prima persona una sorta di violenza di genere.

Il sole, in queste settimana apre alla stagione estiva. Un tuo invito – artistico – a tutti, dedicato a quella Natura mortificata da incendi, guerre, e chi più ne ha più ne potrà lamentare. Noi abusiamo della Terra perché la consideriamo un oggetto da possedere, usare ed oltraggiare a piacimento, secondo la nostra volontà o le esigenze immediate, oppure restiamo spettatori indifferenti degli abusi che le vengono inflitti: quando tutti vivremo la Natura e la nostra terra come la nostra casa, quella in cui viviamo e cresciamo i nostri figli, e l’intero mondo come una comunità a cui apparteniamo, allora sì che potremo iniziare a convivere con la Terra con amore e rispetto. Lo stesso discorso vale per le guerre. Enormi esplosioni, proiettili volanti, il passaggio di carri armati, bombe e missili, sono distruttivi da ogni punto di vista, sia per l’uomo, sia per la natura. Basti ricordare la Sindrome dei Balcani, tuttora causa di morte sia nei Balcani, sia in Italia.

Slobodanka ci anticipa che l’invito estivo, come performer e come donna, dice: amore! Amore per la Cultura, per la Natura, per il Mare.