Procida Capitale Italiana della Cultura 2022: “Echi delle distanze”

A Procida Capitale Italiana della Cultura sono in arrivo musicisti da isole di tutto il mondo:

  • Taiwan,
  • Mauritius,
  • Madagascar,
  • Marshall Islands,
  • Tahiti,
  • Papua Nuova Guinea,
  • Australia,
  • Sardegna,
  • Sicilia,
  • Creta.

Il 3 maggio parte la rassegna “Echi delle distanze” con una rappresentativa di artisti e attivisti dall’Oceano Pacifico e Indiano. E tra maggio, giugno, fine agosto e settembre, prenderà forma un vero e proprio arcipelago di concerti, laboratori e incontri capace di esaltare il tema ‘La cultura non isola’ tra spiagge, giardini, belvedere, moli e piazzette. “L’isola è oggi più che mai modello delle culture contemporanee, l’altrove per eccellenza – spiega infatti il direttore di Procida 2022, Agostino Riitano – Nasconde tesori o è meta di fuga, espediente di ricerca della felicità”. Si chiama Small Island Big Songla piattaforma che raccoglie musicisti, artisti e attivisti provenienti da isole dell’Oceano Pacifico e Indiano a rischio di spopolamento e scomparsa per l’innalzamento del livello del mare. Atteso sul fronte del clima l’intervento di Selina Leem, classe 1997, già ambasciatrice delle Isole Marshall nel film “Before the Flood” prodotto da Leonardo DiCaprio, la più giovane oratrice alla COP21 per l’Accordo di Parigi. Tra i tanti appuntamenti anche un set acustico all’alba (5 maggio) sulla Spiaggia della Lingua con le sonorità ancestrali delle isole Mauritius (la cantautrice e attivista Emlyn) che intrecciano quelle di Taiwan (la cantante e bassista Putad, la cui vocalità unisce le antiche tradizioni del popolo Amis con una ruvida attitudine rock.

E ancora,

  • i concerti di Sauljaljui,(Taiwan),
  • il malgascio Sammy,
  • la violoncellista canadese Julia Kent.
  • Il 4 giugno sbarcherà l’Orchestre Tout Puissant Marcel Duchamp, collettivo franco/svizzero.
  • Tra fine agosto e inizio settembre, attesi l’olandese Yuri Landman, Paolo Angeli, , Teho Teardo,
  • chiusura dal 16-18 settembre, con Alfio Antico la musica cretese della famiglia Xylouris.

“Siamo lontani dalle regole del mainstream e del mero intrattenimento – sottolinea Marco Stangherlin, curatore della rassegna e titolare di Wakeupandream – con un cartellone che sfugge alla logica effimera e verticale dei grandi eventi”.

  • .ilmattino.it – Procida 2022, musicisti da tutto il mondo per il «climate change» In alcuni tra gli angoli più belli di Procida, sono in programma incontri, laboratori e concerti. Il 4 e 5 maggio saranno dedicati all’approfondimento delle questioni ambientali che vedono queste isole in prima linea, con interventi di Selina Leem e degli artisti della piattaforma, che saranno anche protagonisti di workshop sulla costruzione di strumenti musicali con i rifiuti di plastica recuperati sull’isola di Procida (4 maggio) e sulle danze tradizionali delle isole austronesiane (6 maggio); tra i concerti ricordiamo il set acustico all’alba (5 maggio) sulla spiaggia della lingua con le sonorità ancestrali delle isole Mauritius (la cantautrice e attivista Emlyn) che intrecciano quelle di Taiwan (la cantante e bassista Putad, la cui vocalità unisce le antiche tradizioni del popolo Amis con una ruvida attitudine rock); e ancora, il set solista di Charles Maimarosia (4 maggio) da A’re’A’re (Isole Salomone) che suona flauto di pan, chitarra e canti tradizionali e trasporta l’ascoltatore in un viaggio spirituale nella cultura ancestrale di cui è portavoce; per arrivare al concerto collettivo del 7 maggio alla Marina Grande, dove canti, danze e groove oceanici interagiranno con le immagini del film/documentario dedicato al progetto «Small Island Big Song» a cura del filmmaker e produttore australiano Tim Cole. La prima settimana di «Echi delle Distanze» si conclude l’8 maggio con la violoncellista canadese Julia Kent, che si esibirà in un concerto speciale ispirato alla sua (premiata) colonna sonora per il film austriaco «Stories from the sea». Il film – storia di tre donne e del loro rapporto con il Mediterraneo – sarà proiettato dopo il live, alla presenza della regista Jola Wiezcorek. La rassegna proseguirà con appuntamenti il 4 giugno e tra fine agosto e settembre (in particolare, il 2 e 3 sono attesi Paolo Angeli e Teho Teardo e tra 16 e 18 settembre Alfio Antico e il leggendario Psarantonis, da Creta). Le voci «L’isola è oggi più che mai modello delle culture contemporanee, l’altrove per eccellenza – spiega il direttore di Procida 2022, Agostino Riitano – Nasconde tesori o è meta di fuga, espediente di ricerca della felicità. Attraverso il lavoro di sperimentazione e condivisione di alcuni tra i più straordinari musicisti del mondo esploreremo, dall’osservatorio di Procida 2022, questo privilegiato regno di doppi: apertura/chiusura, accoglienza/esclusione, libertà/reclusione, legame/distanza. Il nostro sarà, in linea con l’intero progetto di Procida Capitale, un laboratorio di felicità sociale aperto ai cittadini, residenti o temporanei, per lanciare messaggi di sostenibilità, integrazione e apertura al mondo».
  • Il Mattino – Procida 2022, la violoncellista Julia Kent in concerto a Casale Vascello Il mare e le sue storie, tra musica e identità: la violoncellista e compositrice canadese Julia Kent, di base a New York, conclude con un grande concerto gratuito, in programma domenica 8 maggio a Casale Vascello a partire dalle 21.30, la prima settimana della rassegna “Echi delle distanze” per Procida Capitale Italiana della Cultura 2022.

Cimitile “Maggio dell’Architettura AnnoQuindici”. Complesso delle Basiliche Paleocristiane.

Un mese con l’architettura, con il paesaggio, l’ambiente, l’arte e il territorio. Un mese, Maggio 2022, interamente con i grandi maestri dell’architettura, dalle eccellenze napoletane e campane a quelle internazionali, alle archistar, da Massimiliano Fuksas a Paolo Portoghesi, il primo atteso venerdi’ 27 e il secondo sabato 28 maggio, quando terrà una Lectio Magistralis. La kermesse, che si terrà nel complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, riparte con maggiore slancio dopo la sosta forzata per pandemia. E come sempre, da quindici anni, in prima linea per l’organizzazione sono gli architetti Claudio Bozzaotra, presidente dell’associazione SIEBENARCHI – architetti urbanisti designers – e Antonio Ciniglio, consigliere referente dell’ordine degli architetti di Napoli e Provincia, presieduto da Leonardo di Mauro. ”

Il Maggio dell’architettura” prenderà il via venerdi’ 6 maggio, alle 17, e proseguira’ nei giorni 13-20-27 alla stessa ora. La manifestazione terminerà il 28 maggio con l’assegnazione dei premi, a partire dalle 9.

“Il Maggio dell’Architettura”, alimentando la discussione intorno all’argomento architettura, come di consueto, con visione e riflessione trasversale che negli anni ha portato a parlarne architetti, urbanisti, artisti, filosofi, cuochi, scienziati, religiosi, archeologi, critici dell’arte e dell’architettura, coreografi, stilisti, sociologi, quest’anno si arricchisce ancora di piu’ e vede la presenza nei rispettivi giorni della programmazione di Alberto Cuomo e Orazio Carpenzano sul tema “Quale abitare, oggi, per l’architettura?” di Massimo Bignardi e Filippo Cannizzo su “Processo di democratizzazione per una rigenerazione umana e urbana”; Franco Poli su “Geometria post-euclidea e design contemporaneo”.

Gran finale con Massimiliano Fuksas che parlera’ su “Innovazione e Architettura” e Paolo Portoghesi con una Lectio Magistralis. Durante la manifestazione, saranno assegnati i premi Campaniarchitetture, Cultarchi, e Maggio dell’architettura 2022.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione –  Vesuvio, 365 giorni da raccontare

Slobodanka Ciric “Maria Maddalena Una e Trina”. Basiliche Paleocristiane di Cimitile, sabato 7 maggio 2022 – ore 11.00

“- Maria: Tu ami mio figlio, vero? Devi essere preparata, come me.
- Maria Maddalena: A cosa?
- Maria: A perderlo. ”

Di Maria Maddalena Gregorio Magno alla fine del V secolo volle fare un’unica figura, variegata tra il peccato, la devozione, l’elezione a prediletta, la grazia. Poi la Chiesa successiva ha voluto distinguere, puntualizzare, scindere tra Maria di Magdala, Maria di Betania e la peccatrice perdonata da Cristo; poi, a scopo purificatore ed espiatorio, ha voluto accorpare, interpolare intorno al IX secolo Maria Egiziaca, cortigiana d’Alessandria, che dopo diciassette anni di vita dissoluta si converte, e si ritira nel deserto di Transgiordania con tre pani, dei cui soli si nutrirà per sessant’anni…

Ma non hanno importanza le numerose revisioni, i ripensamenti, le scissioni in più personaggi storici che, fin dagli albori del cristianesimo, sono state fatte per distinguere tra Maddalena peccatrice, penitente, eversiva, devota: l’archetipo rimane complesso, multiforme, vigoroso; se la congiunzione tra opposti è il segreto di ogni epifania archetipica, quella riunita in Maddalena è una triade femminile antica, che non conosce cesure nella sua potenza luminosa. Slobodanka Ciric

  • Saluti istituzionali:
  • Saverio Romano, Presidente del Consiglio Comunale di Cimitile
  • Intervento di:
  • Felice Peluso, Presidente del gruppo AIDO Nola – Cimitile
  • con la collaborazione di:
  • Felice MEO, scultore
  • Massimo VITIELLO, scultore
  • Ottica De Martino
  • Cancelli di Sumadija

Felice Meo è tra gli artisti più dotati di spiritualità dell’intera isola. Sono le croci in ferro le sue opere più conosciute e apprezzate, una di queste è situata nel bosco di Zaro, lì dove un gruppo nutrito di fedeli si riunisce due volte al mese per l’apparizione della Madonna. Per l’artista ogni croce scaturisce da un percorso religioso – artistico personale e per realizzarle utilizza materiale riciclato che, spesso, recupera all’interno delle discariche. Ogni croce assume così una diversità che ognuno interpreta a suo modo.

Slobodanka Ciric  performer, scrittrice e artista poliedrica “serba-napolitana”, cittadina del mondo. Autrice – La Città del Sole, luglio 2021 – della riscrittura in chiave personale del testo biblico Cantico dei Cantici (tavole illustrative della giovane digital artist Mila Maraniello) presentata ad Ischia (NA), precisamente a Lacco Ameno,  presso Villa Arbusto, nell’ambito della mostra “Forme di libertà” di Felice Meo.

  • Nel novembre 2021 protagonista alla Sala Delle Carceri di Castel dell’Ovo a Napoli, della performance “L’incontro di Maria Maddalena con il Risorto”, da lei stessa ideata, in occasione della presentazione dell’opera scultorea Cristo Rivelato di Domenico Sepe

Nel dicembre 2021, a Castel di Sangro (AQ),- manifestazione “Natale 2021 Città di Castel di Sangro”, – la riscrittura del Cantico dei Cantici è stata poi oggetto, presso la Pinacoteca Patiniana, di un dialogo a più voci nel quale l’autrice ha coinvolto anche gli studenti delle classi IV-B TUR, III TUR dell’I.I.S.S. PATINI-LIBERATORE dello stesso Comune, che hanno interpretato il Coro.

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione 

"Io l'ho sempre amato, ma non è stato mai completamente mio."

#i…il Dialogo

  • Strada Matrone
  • Napoli. La fontana del Nettuno (detta anche fontana Medina)
  • Giuseppe Antonello Leone
  • Polvere di Napoli di Antonio Capuano
  • Signori si nasce film del 1960 diretto da Mario Mattoli
  • 1° maggio 2022 – Green pass, mascherine. Ordinanza 28 aprile 2022
  • I diavoli rossi del Vesuvio. Storia del gruppo sporvo dileansco «Umberto Granato» di Trecase
  • Mondo contadino e azione meridionalista. L’esperienza del Gruppo Rossi-Doria a Porci di Gilberto-Antonio Marselli

Blu Parthenope Eventi e Comunicazione –  Vesuvio, 365 giorni da raccontare

  • Normalità.
  • Narrazione Attiva:
  • Storie di Vita quotidiana
  • Start us (ripartire insieme)
  • I colori delle Idee
  • “Green”…natura è Vita. Rispettiamola

MediTerranei. #Suoni. Mauro Di Domenico – Nati In Riva Al Mondo

Mauro Di Domenico-Nati In Riva Al Mondo copertina album

Mauro Di Domenico – Nati In Riva Al Mondo

Etichetta:Besa (2) – none
Formato:CD, Album
Paese:Italy
Uscita:
Genere:Folk, World, & Country

Sul finire degli anni ’70 entra in contatto con il gruppo cileno degli INTI-ILLIMANI e inizia con loro una lunga collaborazione che lo porterà in America Latina e in giro per l’Europa: PERU’ Lima, COLOMBIA Bogotà, Cali, Pasto, Manizales, Medellin, CILE Santiago, Conception, Tirua, Isla Negra, Amsterdam, Dortmund, Copenaghen, Oslo, Roma, Napoli, Benevento, Castellammare, Maddaloni. Un lungo sodalizio musicale, di amicizia e di ideali condivisi tuttora vivo e che segnerà il cammino di Mauro Di Domenico nel suo progetto multimediale “NATI IN RIVA AL MONDO”. A questo progetto partecipano oltre agli INTI-ILLIMANI, lo scrittore LUIS SEPULVEDA, COMPAY SEGUNDO, ANGEL PARRA, ISABEL PARRA, FERRUCCIO AMENDOLA, CLORIS BROSCA, ITALO MORETTI, L’AMBASCIATA CILENA IN ITALIA, IL GOVERNO CILENO, LA FUNDACION PABLO NERUDA.

  • Nati in riva al mondo. Con CD Audio di Mauro Di Domenico
  • Editore ‏ : ‎ Salento Books (1 giugno 2015)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 124 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8849710178
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8849710175
  • Peso articolo ‏ : ‎ 320 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 21.2 x 2.2 x 14.4 cm

Nati in riva al mondo: Questo libro è il racconto di un viaggio che raccoglie emozioni, verità, risate, voci e suoni. Un ponte che unisce la gente, la musica e la poesia di Napoli e Santiago del Cile: due città in cui si vive in «riva al mondo». Ed è anche un reportage che non si dimentica di raccontare ciò che è accaduto in Cile dal 1973 in poi: la tragedia dei cileni, di chi è stato cancellato. Con un’introduzione di Luis Sepúlveda.

Normalità: Punto di incontro…#iVesuvio

  1. Museo Matt di Terzigno: Il salone della Villa 6
  2. Napoli. La fontana del Nettuno (detta anche fontana Medina)
  3. Giuseppe Antonello Leone
  4. Polvere di Napoli di Antonio Capuano
  5. Signori si nasce film del 1960 diretto da Mario Mattoli
  6. 1° maggio 2022 – Green pass, mascherine. Ordinanza 28 aprile 2022
  7. I diavoli rossi del Vesuvio. Storia del gruppo sporvo dileansco «Umberto Granato» di Trecase
Normalità.
Punto di incontro
Punto di ascolto
Punto di proposta
Punto di ri-generazioni
Punto.
Buon Vivere, “insieme”
  • Normalità.
  • Narrazione Attiva:
  • Storie di Vita quotidiana
  • Start us (ripartire insieme)
  • I colori delle Idee
  • “Green”…natura è Vita. Rispettiamola

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“La favola del Principe di Sansevero” di Elviro Langella. Mostra iconografica con opere digitali realizzate da Elviro Langella

Un luogo incantato, una domenica pomeriggio d’inverno… Domenica 30 gennaio 2022, in Napoli, nel giardino della Casina Pompeiana di Palazzo Venezia, la presentazione del libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella promossa dall’Associazione Culturale “MUSEO MINIMO”,  sèguito della mostra allestita al Museo Minimo Gallery “La Cappella Sansevero nelle lastre di Umberto Santamaria Amato” Omaggio a Raimondo di Sangro a 250 anni dalla scomparsa”.

Venerdì 22 aprile 2022, in Napoli, nello Spazio espositivo Museo Minimo – Via detta San Vincenzo 3 angolo Via Leopardi 47 – quartiere Fuorigrotta, vernissage della mostra iconografica con i pannelli realizzati da Elviro Langella nel giorno antecedente la presentazione a Procida del racconto «Dinanzi al Cristo dei Misteri di Procida» tratto dal menzionato libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” – evento dedicato a Enrichetta Capobianchi, interprete unica delle antiche tradizioni di Procida. Vedi Tavole

Un progetto culturale di respiro nazionale, correlato ad un percorso didattico mirato alla diffusione della figura e delle opere del principe di Sansevero, in continuità con le attività intraprese da Elviro Langella con istituzioni, scuole e associazioni  in occasione dei 250 dalla morte di Raimondo di Sangro (22 marzo 1771).

  • Orari di apertura
  • lunedì e mercoledì ore 15,00 – 18,00
  •  martedì, giovedì e venerdì ore 9,00 – 12,00 / o  previo appuntamento
  • Chiusura mostra: 22 giugno 2022
  • ingresso libero
  • Spazio espositivo: 
  • Museo Minimo 
  • Via detta San Vincenzo 3 angolo Via Leopardi 47
  • 80125 Napoli (Fuorigrotta)
  • info 3402558990
  • Vernissage:  22 aprile 2022 – ore 19,00

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Congrega dei Turchini, Procida, 23 aprile 2022 ore 18.00. Dinanzi al Cristo dei Misteri di Procida racconto tratto dal libro di Elviro Langella “La favola del principe di San Severo”.

Seconda tappa – dopo Napoli, Palazzo Venezia lo scorso 30 gennaio 2022 – delle quattro previste nel progetto “La Favola del principe di Sansevero” – a cura del Dott. MIMMO MACALUSO,  Ispettore Onorario dei Beni Culturali Regione Siciliana.

A Procida il 23 aprile 2022 presso la Congrega dei Turchini, si terrà la presentazione di “Dinanzi al Cristo dei Misteri di Procida” racconto dedicato a ENRICHETTA CAPOBIANCHI, interprete unica del canto antico dei Misteri di Procida tratto dal libro di Elviro Langella “La favola del principe di San Severo”

  • L’ appuntamento, che propone anche una mostra multimediale, sarà introdotto
  • dal Priore MATTEO GERMINARIO
  • e dal Dottor GABRIELE SCOTTO DI PERTA
  • a seguire gli interventi
  • dello Scrittore GIACOMO RETAGGIO e
  • del Dottor SERGIO ZAZZERA.
  • il commento al libro video-registrato della Professoressa CARLA SANTORO, dirigente dell’I.C. «Ugo Foscolo» di Taormina. 

Il professore ELVIRO LANGELLA  illustrerà il progetto ed i prossimi appuntamenti di Taormina, il 26 maggio 2022 e, successivamente, di Roma.

Nel corso della presentazione, il soprano ANNA LUBRANO LAVADERA, diretta dal Maestro MARISA PUGLIA, renderà omaggio a ENRICHETTA CAPOBIANCHI interpretando i brani “Maria a lu Giovedì Santo”, canto della Settimana Santa procidana; “Settima parola”, tratto dalle “Sette parole di Gesù in croce”, composto dal sacerdote procidano Nicola Martiniano, e fino ad alcuni anni fa eseguito costantemente nelle funzioni del Venerdì santo; e, per finire, “Ave Verum” di W. Amadeus Mozart.

IL CRISTO MORTO Fin dal primo Settecento la Congregazione dei Turchini possiede una scultura in legno policromo dello scultore napoletano Carmine Lantriceni. Questa sacra immagine viene portata in processione il giorno del Venerdì Santo. La struggente drammaticità di questa scultura è da sempre nell’anima di ogni procidano, di conseguenza è oggetto di culto e di venerazione. L’effetto più immediato che suscita in chi l’ammira per la prima volta è straordinario. Vedere un corpo straziato dal supplizio della Croce, giacente nell’ultimo spasimo di un dolore atroce, non può non suscitare che profonde emozioni e un immediato desiderio che si trasforma in istinto di voler avere un contatto fisico con l’immagine toccando quel corpo martoriato quasi a voler alleviare il dolore. Ma al di là delle emozioni e dei sentimenti, questa stupenda immagine riporta il credente al Vangelo, dove è spiegato perché un Uomo-Dio soffre e muore in croce. È la pazzia di un Dio che per amore e solo per amore, non esita a sacrificare se stesso sulla Croce per poi riaffermare la sua divinità, non da solo ma coinvolgendo l’umanità intera. http://www.elvirolangella.com/lavori/procida-il-cristo-morto.php

ENRICHETTA CAPOBIANCHI
GIACOMO RETAGGIO – 18 marzo 2022
Attenti alla spada! Mantenete la bilancia!
La voce tesa di don Luigi Fasanaro, il curato, echeggiò nella chiesa di S. Michele. La buona Enrichetta, che tutti chiamavano “Richetta”, ebbe un sobbalzo. Conosceva a fondo il curato e sapeva bene che quando si arrabbiava diventava intrattabile. Ormai erano cinquant’anni e più che frequentava la chiesa e lo conosceva bene. Anzi tutti si chiedevano cosa avrebbe fatto il curato senza l’aiuto di “Richetta”. E questa faceva finta di niente; non si offendeva mai ed offriva tutte le offese che riceveva a San Michele, in sconto dei propri peccati.
Era quello della mattina uno dei momenti più importanti per questa chiesa, vale a dire l’intronizzazione della statua di San Michele sull’altare maggiore in occasione dell’8 maggio, ricorrenza dell’apparizione dell’Arcangelo. I confratelli dei “Gialli” avevano prelevato l’immagine argentea dalla propria nicchia nella sua cappella e l’avevano spostata sull’altare. Era sempre una manovra delicata perché l’argento della statua si poteva graffiare, la spada sguainata poteva cadere o urtare a qualche parte, così come la bilancia poteva oscillare troppo.
L’8 maggio di ogni anno era la giornata più importante per la chiesa e Procida. E don Luigi e la buona “Richetta” lo sapevano. Non si potevano permettere errori. Il prete si definiva “il custode del tempio”; la donna era per contro “L’anima della chiesa”. La manovra dell’intronizzazione di S. Michele era una manovra molto delicata e bisognava stare molto attenti. Si trattava di roba molto preziosa e delicata, frutto della pietà dei Procidani e Richetta lo sapeva benissimo. Cosa sarebbe stata la chiesa di San Michele senza di lei? 01 Ricordo di Enrichetta Capobianchi di Giacomo Retaggio

Elviro Langella è nato il 3 luglio del 1950 a Torre Annunziata (Napoli) e vive oggi a Giardini Naxos in Sicilia. Ha insegnato per 35 anni la Storia dell’arte nei licei, promuovendo iniziative per sensibilizzare attivamente i giovani ad un consapevole accostamento alla ricchezza dell’inesauribile patrimonio artistico del Paese, attraverso linguaggi espressivi ad essi congeniali ed in linea con i new media. A riguardo, ricordiamo i progetti di sua creazione: Interactive Media, Viaggio nella storia del pianoforte e La stanza del sogno presentato in Sicilia e in Calabria e dedicato all’amato deltaplanista ed etologo Angelo d’Arrigo spentosi tragicamente il 26 marzo 2006.

La realizzazione del progetto Il sogno di Polifilo ha richiesto l’intero arco di un triennio, articolandosi in una serie di performance multimediali ambientate in molti siti d’arte tra i più rappresentativi: dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, alle Cappelle Medicee di Firenze, all’abbazia arabo-normanna dei Santi Pietro e Paolo in Val d’Agrò in Sicilia, al Parco dei Mostri di Bomarzo, al cinquecentesco castello del Carafa di Santa Severina e all’antica Acherontia in Calabria. È autore dei seguenti libri: “La favola alchemica di Raimondo di Sangro” per i tipi di Tullio Pironti (1a edizione) e dell’Ippogrifo (2° edizione); “I marmi filosofali del principe di Sansevero”, E.M.I.S. Multimedia editore; Una Sirena di nome Pegeen (E.M.I.S.); Kubrick. Oltre l’infinito per la rassegna organizzata dallo stesso scrittore nel 2001 a Giardini Naxos, in onore del regista Stanley Kubrick scomparso il 7 marzo 1999. elvirolangella.com/biografia

La favola alchemica di Raimondo di Sangro – da Il Mattino 19 Maggio 1984 IL TEMPIO DEI SEGNI INEFFABILI. La Cappella Sansevero di Napoli testimonia dell’enigmatica personalità di Don Raimondo di Sangro, il Principe che a metà del Settecento ne ideò e diresse la ricostruzione e collocò la serie di sculture allegoriche appositamente commissionate. Se nell’edificio entrasse un greco antico resterebbe turbato scorgendo, a sinistra, il giovane cinto da pelle di leone che rappresenta il Decoro.

La statua ha struttura e linee classiche, quasi pervase da una serenità apollinea; il “profano” di oggi potrebbe cogliervi l’invito ad un tranquillo e austero itinerario contemplativo tra le figure schierate più innanzi. Il nostro greco, però, noterebbe che al forte giovane manca un calzare, lo avrà smarrito: pauroso inizio di un viaggio recente, e forse non concluso in territori d’oltretomba inaccessibili ai comuni viventi. Nell’antichità vennero immaginiati come monosandalos Giasone e Dioniso, entrambi protagonisti di miti tenebrosi, tragici. Il particolare è rilevato e commentato da Elviro Langella nel recente volume La favola alchemica di Raimondo di Sangro e può essere il primo inquietante segnale d’un percorso lungo il quale ai simboli cristiani s’intrecciano fittamente quelli più segreti, iniziatici. http://www.elvirolangella.com/lavori/favolaalchemica.php

  • Il dott. Domenico Macaluso è Ispettore Onorario dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia. Le sue singolari esperienze spaziano a tutto campo, dall’archeologia subacquea alla medicina, sposandosi intimamente all’originaria professione di chirurgo, nell’alveo della tradizione di illustri predecessori qual è stato, ad esempio, il medico e vulcanologo Carlo Gemmellaro, per rimanere ai grandi esploratori del mistero dell’Isola Ferdinandea, sulle cui orme Macaluso ha condotto la straordinaria scoperta dell’immenso complesso vulcanico “Empedocle” sui fondali siciliani tra Sciacca e l’isola di Pantelleria. Ci piace ricordare anche l’arditissimo progetto sulla “Space Surgery”, di sperimentazione di telechirurgia appoggiato alla Stazione Spaziale Internazionale. Da una nuova eccezionale scoperta, appunto, del nostro archeologo l’autore del nostro libro ha tratto l’ispirazione dell’intero progetto del suo “Viaggio in sogno”. Si tratta del ritrovamento del relitto dell’ Angelika proprio sulle coste di Ribera, a qualche chilometro da Sciacca www.elvirolangella.com
  • ripost.it – Ribera: Mimmo Macaluso ricorda Letizia Battaglia che fotografò “Lu ‘ncontru” di Pasqua – Quella che allego in questo mio ricordo di Letizia, è una scena dell’incontro di Pasqua scatta dal sottoscritto, non per raffrontarmi alla grande fotografa, ma per focalizzare l’attenzione sul soggetto, che in fondo è quello che ha colpito Letizia Battaglia: alcuni masculuna siciliani, che come bambini saltano e corrono felici, tenendosi per mano.
  • Carla Santoro – Commento al libro “La Favola del principe di Sansevero”
  • ilgolfo24.it – “Procidani si nasce e io lo nacqui” dello scrittore Giacomo Retaggio
  • ilprocidano.it – Procida: Concerto di Natale Congrega dei Turchini – diretto dal maestro Marisa Puglia

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#PasseggiArte. #NarrazioniArtistiche, Masaccio, soprannome di Tommaso di Ser Giovanni di Mòne di Andreuccio Cassài 

«Le cose fatte inanzi a lui [prima di Masaccio] si possono chiamar dipinte,
e le sue vive, veraci e naturali.»
(Giorgio VasariLe vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori,
Vita di Masaccio da San Giovanni di Valdarno pittore)

Masaccio, soprannome di Tommaso di Ser Giovanni di Mòne di Andreuccio Cassài (Castel San Giovanni in Altura21 dicembre 1401 – Romagiugno 1428), è stato un pittore italiano. Fu uno degli iniziatori del Rinascimento a Firenze, rinnovando la pittura secondo una nuova visione rigorosa, che rifiutava gli eccessi decorativi e l’artificiosità dello stile allora dominante, il gotico internazionale. Partendo dalla sintesi volumetrica di Giotto, riletta attraverso la costruzione prospettica brunelleschiana e la forza plastica della statuaria donatelliana, inserì le sue «figure vivissime e con bella prontezza a la similitudine del vero» (Vasari) in architetture e paesaggi credibili, modellandole attraverso l’uso del chiaroscuroBernard Berenson disse di lui «Giotto rinato, che ripiglia il lavoro al punto dove la morte lo fermò».

«Fu una persona astrattissima e molto a caso, come quello che, avendo fisso tutto l’animo e la volontà alle cose dell’arte sola, si curava poco di sé e manco d’altrui. E perché e’ non volle pensar già mai in maniera alcuna alle cure o cose del mondo, e non che altro al vestire stesso, non costumando riscuotere i danari da’ suoi debitori, se non quando era in bisogno estremo, per Tommaso che era il suo nome, fu da tutti detto Masaccio. Non già perché e’ fusse vizioso, essendo egli la bontà naturale, ma per la tanta straccurataggine.»
(Giorgio Vasari)

Cassoni nuziali (Museo Bardini). Era l’attività del nonno di Masaccio nella quale egli si formò forse come pittore.

Maso (Tommaso) di ser Giovanni di Simone (Mone) Cassai, detto Masaccio, nacque a Castel San Giovanni (odierna San Giovanni Valdarno) il 21 dicembre 1401, giorno di san Tommaso Apostolo, da ser Giovanni di Mone Cassai, notaio, e da Jacopa di Martinozzo. I due vivevano nella casa, ancora esistente a San Giovanni, del nonno paterno Simone, che era un prospero artigiano costruttore di casse lignee (da cui il cognome “Cassai”) sia per uso domestico che commerciale. Il padre doveva essere stato incoraggiato sin da piccolo all’attività notarile, facendogli studiare latino e procedura legale, se già a vent’anni, l’età minima per la professione, prendeva l’abilitazione per l’ufficio di notaio. Nel 1406 il padre morì improvvisamente, a soli ventisette anni, e poco tempo dopo la moglie diede alla luce un secondo figlio, chiamato in onore dello scomparso padre, Giovanni, successivamente detto lo Scheggia, che intraprese anche lui la carriera di pittore. Qualche anno più tardi monna Jacopa si risposò con Tedesco di Mastro Feo, un ricco speziale anch’esso vedovo e con due figlie. Il 17 agosto del 1417 morì Tedesco di Mastro Feo e Masaccio divenne il capofamiglia. Per quanto riguarda la sua formazione, secondo il Berti (1989) egli si formò “verosimilmente nella fiorente a abbastanza modernista bottega di Bicci di Lorenzo; mentre il Boskovits (2001) pensa al cognato Mariotto di Cristofano e la Padoa Rizzo (2001) al per altro sconosciuto Niccolò di ser Lapo: tutte ipotesi che allo stato, in mancanza di documenti certi, rimangono tali.

Il primo lavoro sicuramente attribuibile a Masaccio è il Trittico di San Giovenale, datato 23 aprile 1422 e destinato a una chiesa di Cascia di Reggello. L’iscrizione alla corporazione dei pittori di soli quattro mesi prima testimonia che certamente Masaccio eseguì la commissione a Firenze. Il dipinto è composto di tre tavole e rivela già un completo disinteresse verso il gotico internazionale ed una precoce adesione ad alcune novità del Rinascimento, con elementi spiegabili solo con un contatto diretto con Filippo Brunelleschi, inventore della prospettiva, e Donatello. Nello scomparto di sinistra sono raffigurati i santi Bartolomeo e Biagio, nello scomparto centrale la Madonna col Bambino e due angeli, ed in quello di destra i santi Giovenale e Antonio abate. Nella tavola centrale è incisa in capitali latini la scritta: ANNO DOMINI MCCCCXXII A DI VENTITRE D’AP[rile], la più antica conosciuta senza le tradizionali lettere gotiche. Evidente è il rifiuto dell’artista degli ideali di bellezza del gotico internazionale, che agli occhi dell’artista dovevano apparire “amabili ma arrendevoli”[2]. Le figure sono infatti massicce e imponenti, scalate in profondità, e occupano uno spazio costruito prospetticamente, il primo conosciuto in pittura: le linee di fuga del pavimento di tutti e tre i pannelli convergono verso un punto di fuga centrale, nascosto dietro il capo della Vergine. La fisicità fredda e scultorea del Bambino mostra come Masaccio cercasse ispirazione nella scultura coeva, in particolare nelle opere di Donatello, come farebbe pensare anche il particolare delle dita in bocca, tratto dalla vita quotidiana alla quale attingeva anche il grande scultore. Lo schema prospettico rigoroso può derivare solo dalla collaborazione diretta di Brunelleschi. Conoscendo la nota riservatezza del grande architetto nel divulgare le sue scoperte, può darsi che il contatto con Masaccio fosse stato intenzionale, con la consapevolezza di vedere realizzate le sue teorie in pittura. Il primo risultato che conosciamo di tale esperimento, il Trittico, è ancora squilibrato e con gli aspetti religiosi in parte offuscati dalle preoccupazioni tecniche. Nelle opere successive Masaccio fece veloci passi da gigante.

Non si conosce esattamente quando iniziò la collaborazione tra Masaccio e il più anziano Masolino da Panicale. Essendo Tommaso di Cristoforo Fini, detto Masolino, nativo di Panicale presso San Giovanni Valdarno, era dunque conterraneo di Masaccio, e ciò spiegherebbe la collaborazione che ad un certo momento intervenne tra i due. Ossia il pittore più anziano delegava a quello più giovane parti di opere che gli venivano commissionate. In realtà, i primi quaranta anni di Masolino sono quasi completamente oscuri, incluso il luogo di nascita. Un indizio è l’iscrizione di Masolino all’Arte dei Medici e Speziali nel gennaio del 1423, forse proprio per poter tenere bottega con Masaccio che si era insediato in città almeno da un anno prima e di quell’anno è la Madonna dell’Umiltà nella Kunsthalle di Brema, un’opera molto diversa dalla Madonna di Masaccio in S. Giovenale a Cascia di Reggello dell’anno precedente. Nel 1423, Masaccio lavorò con Masolino al cosiddetto Trittico Carnesecchi per la cappella di Paolo Carnesecchi nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze. Del trittico rimangono il San Giuliano conservato a Firenze presso il museo diocesano di Santo Stefano al Ponte e attribuibile a Masolino e una tavoletta della predella con Storie di San Giuliano conservata al Museo Horne di Firenze attribuibile a Masaccio: vi è narrata la vicenda, in cui il santo, secondo la profezia del demonio, uccide il padre e la madre. La Madonna con Bambino, attribuibile a Masolino, di cui esiste ancora una fotografia fu trafugata nel 1923 dalla chiesa di Novoli.

Tra il 1425 e il 1426 oppure, secondo altri studiosi, nel 1427 Masaccio eseguì l’affresco in terra verde, noto come la Sagra, sopra una porta del chiostro della chiesa del Carmine che commemorava la consacrazione della chiesa avvenuta il 19 aprile 1422, alla presenza dell’arcivescovo Amerigo Corsini; Masaccio, secondo il Vasari fu presente alla cerimonia con BrunelleschiDonatello e Masolino. Distrutto nei rifacimenti del chiostro tra il 1598 e il 1600, ne restano tracce in sette disegni. Verso il 1426 Masaccio era abbastanza famoso da aggiudicarsi alcune importanti commissioni private, che lo costrinsero probabilmente a spostarsi più volte in quell’anno tra Firenze e Pisa, come si evince dai solleciti minacciosi e i divieti di occuparsi di altre opere fino al completamento del polittico di Pisa da parte del committente.

Tra il 1426 e il 1428 Masaccio eseguì l’affresco con la Trinità in Santa Maria Novella. L’opera, che segna una svolta verso Brunelleschi nella poetica dell’artista, rappresenta il dogma trinitario ambientato in una cappella illusionisticamente dipinta, nella quale spicca la maestosa volta a botte con lacunari che, come scrisse Vasari, “diminuiscono e scortano così bene che pare che sia bucato quel muro”. Le linee dell’architettura dirigono l’occhio dello spettatore inevitabilmente sulla figura del Cristo in croce, sostenuto da Dio Padre e con la colomba dello Spirito Santo in volo tra i due. Questa triade divina è sottratta alle rigide regole prospettiche, in quanto immutabile e superiore alle logiche della fisica terrena; sotto la croce invece Maria e Giovanni Evangelista sono rappresentati in scorcio come se visti dal basso. Più sotto si trovano i due committenti, che assistono inginocchiati alla scena sacra e che, per la prima volta nell’arte occidentale, sono di dimensioni identiche alle divinità. Alla base è infine collocato un altare marmoreo, sotto il quale si trova uno scheletro giacente con la scritta “Io fu già quel che voi sete: e quel ch’i’ son voi a[n]co[r] sarete“.

A San Giovanni Valdarno, nella casa natale del pittore, è situato un centro sperimentale ed espositivo di arte contemporanea che si chiama Casa Masaccio. Ha l’obiettivo di valorizzare nuovi artisti e nuovi linguaggi dell’arte, ispirandosi proprio alla portata rivoluzionaria che Masaccio ha avuto nel panorama del rinascimento italiano. it.wikipedia.org – Masaccio

Procida capitale italiana della cultura del 2022. La cerimonia di inaugurazione. 

Si è alzato il sipario oggi su Procida capitale italiana della cultura del 2022 con una cerimonia sull’isola alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha rivolto un discorso quasi programmatico, che è arrivato a spaziare sulla situazione globale. «La cultura è un capitale da valorizzare» ed è anche «sinonimo di pace», ha detto il Capo dello Stato, che è stato accolto dai bambini delle scuole e ha rivolto un saluto agli abitanti dell’isola campana. E ha ribadito come lo sviluppo del Paese dipenda dalla crescita del Sud. Da Procida, ha aggiunto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, arriva «un messaggio di accoglienza. Anche nei momenti più duri la cultura può dimostrare di essere lo spazio del dialogo».

Durante l’anno saranno 150 gli eventi in 300 giorni di programmazione, con 350 artisti di 45 Paesi, secondo lo slogan “La cultura non isola”. Non nasconde la soddisfazione il sindaco di Procida, Dino Ambrosino: «Non chiamateci più “Cenerentola delle isole del Golfo”. Da oggi Procida è una regina». Il programma entrerà nel vivo con gli eventi della settimana Santa tra cui la Processione dei Misteri del venerdì che torna dopo due anni di stop per la pandemia. Le parole chiave che ispireranno il programma saranno legami, co-creazione, dimensione internazionale, inclusione ed eco sostenibilità e con la logica delle 6 “i”: Procida include, insegna, impara, ispira, inventa, innova. Tra gli eventi in programma laboratori, concerti, mostre, itinerari e percorsi, scuole per bambini ed adulti ed ancora un festival letterario, Festival di teatro e arti performative, un laboratorio di citizen science, installazione sonore, uscite in barca a vela e battute di pesca ed una mostra del maestro Mimmo Jodice.

  1. Cerimonia di inaugurazione di Procida capitale italiana della Cultura 2022
  2. Mattarella a Procida: “Cultura è capitale su cui investire”
  3. De Luca – Procida capitale italiana della cultura 2022 (09.04.22)
  4. De Luca: “Procida Capitale Cultura in sicurezza e rimprovera i giornalisti: indossate la mascherina”
  5. Procida Capitale 2022, la cultura non si isola
  6. Procida 2022, incontro tra De Luca e Dino Ambrosino: “non siamo più cenerentola”
  7. Procida Capitale italiana della Cultura 2022: accensione luminarie