Seconda tappa – dopo Napoli, Palazzo Venezia lo scorso 30 gennaio 2022 – delle quattro previste nel progetto “La Favola del principe di Sansevero” – a cura del Dott. MIMMO MACALUSO, Ispettore Onorario dei Beni Culturali Regione Siciliana.
A Procida il 23 aprile 2022 presso la Congrega dei Turchini, si terrà la presentazione di “Dinanzi al Cristo dei Misteri di Procida” racconto dedicato a ENRICHETTA CAPOBIANCHI, interprete unica del canto antico dei Misteri di Procida tratto dal libro di Elviro Langella “La favola del principe di San Severo”
- L’ appuntamento, che propone anche una mostra multimediale, sarà introdotto
- dal Priore MATTEO GERMINARIO
- e dal Dottor GABRIELE SCOTTO DI PERTA
- a seguire gli interventi
- dello Scrittore GIACOMO RETAGGIO e
- del Dottor SERGIO ZAZZERA.
- il commento al libro video-registrato della Professoressa CARLA SANTORO, dirigente dell’I.C. «Ugo Foscolo» di Taormina.

Il professore ELVIRO LANGELLA illustrerà il progetto ed i prossimi appuntamenti di Taormina, il 26 maggio 2022 e, successivamente, di Roma.

Nel corso della presentazione, il soprano ANNA LUBRANO LAVADERA, diretta dal Maestro MARISA PUGLIA, renderà omaggio a ENRICHETTA CAPOBIANCHI interpretando i brani “Maria a lu Giovedì Santo”, canto della Settimana Santa procidana; “Settima parola”, tratto dalle “Sette parole di Gesù in croce”, composto dal sacerdote procidano Nicola Martiniano, e fino ad alcuni anni fa eseguito costantemente nelle funzioni del Venerdì santo; e, per finire, “Ave Verum” di W. Amadeus Mozart.
IL CRISTO MORTO Fin dal primo Settecento la Congregazione dei Turchini possiede una scultura in legno policromo dello scultore napoletano Carmine Lantriceni. Questa sacra immagine viene portata in processione il giorno del Venerdì Santo. La struggente drammaticità di questa scultura è da sempre nell’anima di ogni procidano, di conseguenza è oggetto di culto e di venerazione. L’effetto più immediato che suscita in chi l’ammira per la prima volta è straordinario. Vedere un corpo straziato dal supplizio della Croce, giacente nell’ultimo spasimo di un dolore atroce, non può non suscitare che profonde emozioni e un immediato desiderio che si trasforma in istinto di voler avere un contatto fisico con l’immagine toccando quel corpo martoriato quasi a voler alleviare il dolore. Ma al di là delle emozioni e dei sentimenti, questa stupenda immagine riporta il credente al Vangelo, dove è spiegato perché un Uomo-Dio soffre e muore in croce. È la pazzia di un Dio che per amore e solo per amore, non esita a sacrificare se stesso sulla Croce per poi riaffermare la sua divinità, non da solo ma coinvolgendo l’umanità intera. http://www.elvirolangella.com/lavori/procida-il-cristo-morto.php

- elvirolangella.com/ – La Favola Alchemica del Principe di Sansevero
- emozioniinmostra.home.blog – Presentazione del libro “La favola alchemica del principe di Sansevero” di Elviro Langella, promossa dall’Associazione Culturale “MUSEO MINIMO”. Napoli 30 gennaio 2022
ENRICHETTA CAPOBIANCHI
GIACOMO RETAGGIO – 18 marzo 2022
Attenti alla spada! Mantenete la bilancia!
La voce tesa di don Luigi Fasanaro, il curato, echeggiò nella chiesa di S. Michele. La buona Enrichetta, che tutti chiamavano “Richetta”, ebbe un sobbalzo. Conosceva a fondo il curato e sapeva bene che quando si arrabbiava diventava intrattabile. Ormai erano cinquant’anni e più che frequentava la chiesa e lo conosceva bene. Anzi tutti si chiedevano cosa avrebbe fatto il curato senza l’aiuto di “Richetta”. E questa faceva finta di niente; non si offendeva mai ed offriva tutte le offese che riceveva a San Michele, in sconto dei propri peccati.
Era quello della mattina uno dei momenti più importanti per questa chiesa, vale a dire l’intronizzazione della statua di San Michele sull’altare maggiore in occasione dell’8 maggio, ricorrenza dell’apparizione dell’Arcangelo. I confratelli dei “Gialli” avevano prelevato l’immagine argentea dalla propria nicchia nella sua cappella e l’avevano spostata sull’altare. Era sempre una manovra delicata perché l’argento della statua si poteva graffiare, la spada sguainata poteva cadere o urtare a qualche parte, così come la bilancia poteva oscillare troppo.
L’8 maggio di ogni anno era la giornata più importante per la chiesa e Procida. E don Luigi e la buona “Richetta” lo sapevano. Non si potevano permettere errori. Il prete si definiva “il custode del tempio”; la donna era per contro “L’anima della chiesa”. La manovra dell’intronizzazione di S. Michele era una manovra molto delicata e bisognava stare molto attenti. Si trattava di roba molto preziosa e delicata, frutto della pietà dei Procidani e Richetta lo sapeva benissimo. Cosa sarebbe stata la chiesa di San Michele senza di lei? 01 Ricordo di Enrichetta Capobianchi di Giacomo Retaggio
Elviro Langella è nato il 3 luglio del 1950 a Torre Annunziata (Napoli) e vive oggi a Giardini Naxos in Sicilia. Ha insegnato per 35 anni la Storia dell’arte nei licei, promuovendo iniziative per sensibilizzare attivamente i giovani ad un consapevole accostamento alla ricchezza dell’inesauribile patrimonio artistico del Paese, attraverso linguaggi espressivi ad essi congeniali ed in linea con i new media. A riguardo, ricordiamo i progetti di sua creazione: Interactive Media, Viaggio nella storia del pianoforte e La stanza del sogno presentato in Sicilia e in Calabria e dedicato all’amato deltaplanista ed etologo Angelo d’Arrigo spentosi tragicamente il 26 marzo 2006.
La realizzazione del progetto Il sogno di Polifilo ha richiesto l’intero arco di un triennio, articolandosi in una serie di performance multimediali ambientate in molti siti d’arte tra i più rappresentativi: dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, alle Cappelle Medicee di Firenze, all’abbazia arabo-normanna dei Santi Pietro e Paolo in Val d’Agrò in Sicilia, al Parco dei Mostri di Bomarzo, al cinquecentesco castello del Carafa di Santa Severina e all’antica Acherontia in Calabria. È autore dei seguenti libri: “La favola alchemica di Raimondo di Sangro” per i tipi di Tullio Pironti (1a edizione) e dell’Ippogrifo (2° edizione); “I marmi filosofali del principe di Sansevero”, E.M.I.S. Multimedia editore; Una Sirena di nome Pegeen (E.M.I.S.); Kubrick. Oltre l’infinito per la rassegna organizzata dallo stesso scrittore nel 2001 a Giardini Naxos, in onore del regista Stanley Kubrick scomparso il 7 marzo 1999. elvirolangella.com/biografia
La favola alchemica di Raimondo di Sangro – da Il Mattino 19 Maggio 1984 IL TEMPIO DEI SEGNI INEFFABILI. La Cappella Sansevero di Napoli testimonia dell’enigmatica personalità di Don Raimondo di Sangro, il Principe che a metà del Settecento ne ideò e diresse la ricostruzione e collocò la serie di sculture allegoriche appositamente commissionate. Se nell’edificio entrasse un greco antico resterebbe turbato scorgendo, a sinistra, il giovane cinto da pelle di leone che rappresenta il Decoro.

La statua ha struttura e linee classiche, quasi pervase da una serenità apollinea; il “profano” di oggi potrebbe cogliervi l’invito ad un tranquillo e austero itinerario contemplativo tra le figure schierate più innanzi. Il nostro greco, però, noterebbe che al forte giovane manca un calzare, lo avrà smarrito: pauroso inizio di un viaggio recente, e forse non concluso in territori d’oltretomba inaccessibili ai comuni viventi. Nell’antichità vennero immaginiati come monosandalos Giasone e Dioniso, entrambi protagonisti di miti tenebrosi, tragici. Il particolare è rilevato e commentato da Elviro Langella nel recente volume La favola alchemica di Raimondo di Sangro e può essere il primo inquietante segnale d’un percorso lungo il quale ai simboli cristiani s’intrecciano fittamente quelli più segreti, iniziatici. http://www.elvirolangella.com/lavori/favolaalchemica.php
- Il dott. Domenico Macaluso è Ispettore Onorario dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia. Le sue singolari esperienze spaziano a tutto campo, dall’archeologia subacquea alla medicina, sposandosi intimamente all’originaria professione di chirurgo, nell’alveo della tradizione di illustri predecessori qual è stato, ad esempio, il medico e vulcanologo Carlo Gemmellaro, per rimanere ai grandi esploratori del mistero dell’Isola Ferdinandea, sulle cui orme Macaluso ha condotto la straordinaria scoperta dell’immenso complesso vulcanico “Empedocle” sui fondali siciliani tra Sciacca e l’isola di Pantelleria. Ci piace ricordare anche l’arditissimo progetto sulla “Space Surgery”, di sperimentazione di telechirurgia appoggiato alla Stazione Spaziale Internazionale. Da una nuova eccezionale scoperta, appunto, del nostro archeologo l’autore del nostro libro ha tratto l’ispirazione dell’intero progetto del suo “Viaggio in sogno”. Si tratta del ritrovamento del relitto dell’ Angelika proprio sulle coste di Ribera, a qualche chilometro da Sciacca www.elvirolangella.com
- ripost.it – Ribera: Mimmo Macaluso ricorda Letizia Battaglia che fotografò “Lu ‘ncontru” di Pasqua – Quella che allego in questo mio ricordo di Letizia, è una scena dell’incontro di Pasqua scatta dal sottoscritto, non per raffrontarmi alla grande fotografa, ma per focalizzare l’attenzione sul soggetto, che in fondo è quello che ha colpito Letizia Battaglia: alcuni masculuna siciliani, che come bambini saltano e corrono felici, tenendosi per mano.
- Carla Santoro – Commento al libro “La Favola del principe di Sansevero”
- ilgolfo24.it – “Procidani si nasce e io lo nacqui” dello scrittore Giacomo Retaggio
- ilprocidano.it – Procida: Concerto di Natale Congrega dei Turchini – diretto dal maestro Marisa Puglia
Blu Parthenope Eventi e Comunicazione – Vesuvio, 365 giorni da raccontare








































































