- LucioDallaLive – La neve con la luna …
- Quello di Igort, al secolo Igor Tuveri, era uno degli esordi più attesi della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia…
- L’Adamello è una montagna delle Alpi Retiche meridionali, in Lombardia (Val Camonica) – #ascoltando Rexanthony – Polaris Dream
LucioDallaLive – La neve con la luna … è un doppio CD live del cantautore bolognese Lucio Dalla, registrato durante il tour del 2008 successivo alla pubblicazione dell’album Il contrario di me.
Sul palco, Lucio Dalla è stato accompagnato da Iskra Menarini, con cui duetta nella traccia Amore disperato, tratta dall’opera teatrale da lui stesso curata Tosca – Amore disperato, cantata originariamente in duetto con Mina nell’album Lucio, del 2003. L’attore Marco Alemanno, invece, introduce la traccia Henna, recitandone il testo, cui il cantautore fa capire di essere profondamente affezionato. Dell’album è disponibile una versione DVD; la regia delle riprese è affidata ad Ambrogio Lo Giudice FONTE
Lucio Dalla – Lucio Dalla Live – La Neve Con La Luna……
| Etichetta: | Pressing Line – 88697228022, Sony BMG Music Entertainment – 88697228022 |
|---|---|
| Formato: | 2 x CD, Album, Digipak |
| Uscita: |









Quello di Igort, al secolo Igor Tuveri, era uno degli esordi più attesi della 76esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia apertasi ufficialmente ieri con la proiezione dell’intenso La vérité di Kore-eda. Dell’adattamento cinematografico del suo romanzo grafico più noto, 5 è il numero perfetto, se ne parlava difatti da più di un decennio. Inizialmente tra i produttori doveva figurare l’ex direttore del Festival di Venezia Marco Müller e dietro la macchina da presa nel corso degli anni si è pensato al regista romano classe 1955 Egidio Eronico e al cineasta cinese Johnnie To, con Igort che avrebbe dovuto partecipare solo in veste di sceneggiatore. Il progetto però ha preso definitivamente piede solo quando il nostro, in assoluto uno dei più celebri autori di fumetti e illustratori italiani a livello internazionale insieme a Lorenzo Mattotti (curioso come anche quest’ultimo abbia esordito nel lungometraggio con l’ottimo La famosa invasione degli orsi in Sicilia), ha accettato di curarne la regia.
Presentato in concorso alle Giornate degli Autori, 5 è il numero perfetto è un adattamento piuttosto fedele della pluripremiata graphic novel edita in Italia nel 2002 e poi pubblicata in numerosi paesi del mondo: siamo a Napoli nel 1972 e il vecchio guappo Peppino Lo Cicero (Toni Servillo), ritiratosi da tempo a vita privata, si trova costretto a tornare in azione per vendicare il figlio, giovane sicario ucciso durante una notte di lavoro in seguito al tradimento di un uomo di cui non si conosce l’identità. Per raggiungere il proprio scopo, Peppino coinvolge di nuovo il suo storico braccio destro, il temibile Totò ‘o Macellaio (Carlo Buccirosso), con il quale farà scorrere molto sangue per le vie del capoluogo campano alla ricerca della verità sulla morte dell’amato figlio. articolo completo: www.fabriqueducinema.it
Ad Igort più che il personaggio realisticamente inteso, sembra interessare la maschera; nella graphic novel un personaggio non è un vero attore e nemmeno un disegno statico, Igort li definisce “maschere che si muovono” e la creazione dei sentimenti è tutta legata all’abilità dell’autore.
“5 è il numero perfetto” è una grandissima graphic novel, ed averla letta dopo averne visto la trasposizione cinematografica, è stato un piacere supplementare. In una chiacchierata con l’autore, nel settembre scorso, ho avuto conferma che il modo migliore per scoprire se un fumetto è di buona qualità, è sfogliarlo velocemente, percependo il segno, il colore (in questo caso la raffinatissima bicromia).
Inutile cercare nel testo i prodromi di una grande storia, nella graphic novel, la percezione può avvenire solo attraverso il colpo d’occhio, il sentore visivo. Una pratica che metto in atto da anni, senza aver mai sbagliato un colpo.
Prendetela tra le mani, fate scorrere le pagine tra le dita, Igort, come lo spietato Peppino Lo Cicero, colpisce al cuore. Sempre. articolo completo https://offtopicmagazine.net
L’Adamello è una montagna delle Alpi Retiche meridionali, in Lombardia (Val Camonica), che costituisce la vetta principale del gruppo omonimo e della provincia di Brescia.
La vetta dell’Adamello fu vinta per la prima volta da un giovane alpinista boemo, Julius von Payer, assieme alla guida alpina Giovanni Catturani, il 15 settembre 1864, tre settimane dopo la conquista della vicina Cima Presanella da parte di un’altra spedizione alpinistica. La squadra che supportò i due primi salitori era composta, oltre a loro, dall’altra guida alpina Girolamo Botteri e da un portatore locale, Antonio Bertoldi.
Partita l’8 settembre, la spedizione commise due errori, dovuti alla mancanza di orientamento, scambiando due vette secondarie (il Dosson di Genova, 3419 m, e il Corno Bianco, 3434 m) per la cima principale, conquistandole entrambe prima di affrontare la vera cima. La via di salita scelta da Payer, Botteri e Caturani è quella considerata ancora oggi come una delle più facili (anche se da allora molto è cambiato nella conformazione dei ghiacciai), partendo dalla Val Genova, sul versante trentino, e attraversando il Pian di Neve sino alle vette.
La prima ripetizione, sempre estiva, venne portata a termine, seguendo un percorso simile, da una squadra in gran parte di nazionalità britannica, composta dal londinese Douglas William Freshfield, dal celebre Francis Fox Tuckett, dagli alpinisti Fox e Backhouse, dalle guide svizzere Devouassoud e Michel, e per finire dal portatore Gutmann.
La cima dell’Adamello si trova all’interno del territorio comunale di Saviore dell’Adamello, sebbene il confine con Edolo sia a pochi metri. Sulla vetta è installata una piccola croce montata su un cavalletto con la fotografia di Giacomo Comincioli, eroe camuno. Questa sorregge anche una campanella; sotto la croce si trova inoltre una piccola targa recante la Preghiera dell’Alpino. FONTE










































































