Si intitola #QuattroxQuattro la Mostra di arte contemporanea visitabile dall’8 Marzo presso la Orza Arte Gallery
Quattro donne, quattro artiste, quattro generazioni a confronto. È questo il tema della mostra che dal prossimo 8 marzo avrà luogo presso la Orza Arte Gallery in Via Matteotti 62 a Sarno.
L’esposizione, curata da Elio Rumma, oltre che un omaggio al femminile nell’Arte, vuol far conoscere al pubblico del territorio, e non solo, il lavoro di quattro validissime artiste che hanno riscosso un grande consenso di critica in Italia e all’estero.
Le opere esposte rappresentano il lavoro più recente delle artiste e sono indicative della loro ricerca nel campo della pittura. Risulta anche evidente che la differenza di età tra loro non implica maggiore o minore personalità.
Il lavoro di Enrica Capone parte da lontano, dalle sue figure femminili degli anni ’80/’90del secolo scorso (la serie delle Penelopi) e approda negli anni più recenti ad una astrazione materica costruita con materiali spesso inusuali.
Angela Filippini, un passato nel mondo della moda, ha saputo trarre dalla sua esperienza di lavoro con stoffe e tessuti una propria caratteristica espressiva, destrutturando la tela su cui dipinge in una rigorosa ricerca di costruzione di paesaggi fantastici.
Stefania Sabatino, di formazione accademica, ha una tecnica raffinata e una mano di rara abilità nel realizzare le sue composizioni ma ciò non le impedisce di usare il segno ed il colore per creare figure femminili delicate epoure sensuali.
Una donna che dipinge la donna, cosa che fino all’800 era di una rarità assoluta. Infine, ma non per minor merito, la più giovane del gruppo, Marianna Di Filippo, persona e artista schiva che non ama la ribalta. Le sue opere hanno una maturità di grande impatto emotivo, rigorosamente aniconiche, hanno la capacità di liberare la fantasia dello spettatore e lasciano alla sua sensibilità, come nella musica, l’interpretazione delle proprie composizioni.
Insomma, una mostra da non perdere, di grande qualità e di forte impatto espressivo.
Fiera dei Territori – Agritravel e Slow Travel Expo (ATEST), in programma alla Fiera di Bergamo dal 16 al 18 febbraio 2024 (16 febbraio B2B per operatori e 16 – 18 febbraio 2024 B2C per il grande pubblico) è una manifestazione internazionale che promuove il turismo slow, outdoor e active a livello locale, nazionale e internazionale.
Un’imperdibile opportunità per promuovere le bellezze che valorizzano destinazioni tra natura, arte, tradizioni e buon cibo per turisti e operatori del settore alla ricerca di percorsi autentici ed emozionali che sempre più manifestano forti legami con concetti quali qualità della vita, sostenibilità e ambiente.
In questo contesto si sviluppa la conoscenza dei territori anche attraverso modalità di viaggio che si concretizzano in cammini, trekking, cicloturismo, itinerari in montagna e collina, vie d’acqua, esperienze enogastronomiche e percorsi spirituali per assaporare anche gli aspetti più intimi di un luogo legati alla sua cultura, alle sue eccellenze e al suo paesaggio.
E in tutto questo, viene portato alla luce ogni aspetto della filiera del viaggio che in AGRITRAVEL E SLOW TRAVEL EXPO trova uno spazio di espressione vivace e attrattivo per tutti.
L’esposizione si svolgerà a Bergamo città che nel 2023 è con Brescia Capitale Italiana della Cultura. Un’importante opportunità nel cuore della Lombardia, regione che si trova in una posizione strategica di connessione con l’Europa e il resto del nostro Bel Paese, con un ricco bacino d’utenza alla ricerca di esperienze autentiche ed emozionali. Inoltre, molteplici sono gli utenti nazionali e internazionali attratti dai vantaggi ineguagliabili del polo fieristico che dista solo sette minuti dall’aeroporto Milan Bergamo (BGY), primo aeroporto italiano e internazionale Bike Friendly e terzo hub italiano per numero di passeggeri annui e a meno di un’ora dagli aeroporti di Linate e Malpensa.
Ad Agri Travel e Slow Travel Expo puoi trovare attività manuali, laboratori creativi e artigianali, mostre e dimostrazioni per scoprire le arti tradizionali e l’artigianato locale di diverse regioni d’Italia e dal mondo. Un’occasione di conoscenza dei territori per tutte le età!
𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏𝟕 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 alle ore 10:00 si terrà il convego dal titolo 𝐁𝐞𝐬𝐭 𝐩𝐫𝐚𝐜𝐭𝐢𝐜𝐞𝐬 𝐚𝐧𝐝 𝐭𝐫𝐚𝐢𝐧𝐢𝐧𝐠 𝐩𝐚𝐭𝐡𝐬 𝐢𝐧 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐢𝐛𝐥𝐞 𝐭𝐨𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦 Presso Sala Caravaggio – Fiera di Bergamo Evento in lingua inglese e italiana
Ad Agri Travel e Slow Travel Expo puoi trovare tante attività da fare all’aperto e prove su pista per tutte le età!
Ad Agritravel Expo – Fiera dei Territori puoi trovare folklore e tradizione da tutto il mondo, non mancare!
Il Parco Nazionale dell’Aspromonte è presente alla “Fiera dei territori”, salone internazionale del turismo slow.outdoor e active.
Secondo una ricerca condotta da ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, negli ultimi due anni il 53% degli italiani ha utilizzato la bicicletta in vacanza, soprattutto chi è stato al mare o in luoghi immersi nella natura. Tra le principali motivazioni rilevate troviamo:
Comodità (26%),
Contatto con la natura (21%)
Forma fisica (20%)
“Il cicloturismo rappresenta una forma rispettosa e sostenibile della pratica del turismo, favorisce il contatto più autentico e diretto con i territori. Un segmento che vale 5 miliardi e contribuisce alla destagionalizzazione e alla crescita del Pil con ricadute positive su tutto l’indotto. La bici delinea itinerari e panorami variegati della Penisola, delle piccole comunità e dei luoghi meno noti e questa è una grande occasione per conoscerli divertendosi” dichiara Ivana Jelinić Presidente e Ceo Enit.
Il 21 febbraio 2024 alle 17,30, presso il Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli, Clara Garesio sarà protagonista, insieme ad altre artiste, scrittrici, intellettuali, attrici – Francesca Amirante, Maria Cristina Antonini, Manuela Augelli, Francesca Maria Borgogna, Paola De Ciuceis, Laura Cristinzio, Elisa D’ Arienzo, Yvonne De Rosa, Benedetta De Falco, Gabriella Ferrari Bravo, Alessandra Frosini, Ellen G., Graziella Geraci, Diana di Girolamo, Fuani Marino, Laura Mazzella, Enza Monetti, Deborah Napolitano, Simona Ottieri, Vittoria Piscitelli, Antonella Raio, Rosy Rox, Daniela Scalese, Teresa Tauro – dell’art action Ecce Domina Partenope a cura di Maria Grazia Gargiulo e Laura VdB Facchini, Presidente della Wind Mill. Le partecipanti esprimeranno con la loro voce, il loro sentire, vivere, lavorare, amare, studiare e realizzarsi in questa città millenaria. Porteranno i loro ricordi, simboli, oggetti, opere, il loro punto di vista personale di donne sulla complessità di questa meravigliosa città di Napoli.
Nel talk verrà presentato il progetto Women Visual Artists Database, che prevede la costruzione di una banca dati concepita come archivio in divenire dedicato all’opera delle artiste internazionali, con una never ending open call rivolta alle artiste visive contemporanee e del Novecento. Un progetto senza fine di lucro che unisce i due obbiettivi di WindMill: da una parte la promozione di studi specifici da parte delle Accademie d’Arte e delle Università, resi possibili grazie alla catalogazione e alla valorizzazione delle opere e dei profili biografici delle artiste; dall’altra la creazione di una community di artiste che condividano l’esperienza di questo database come un organismo vivente, inteso a favorire scambi di idee e collaborazioni con la finalità di porre la complessità dell’esperienza artistica femminile al centro del dibattito culturale.
“Ille terrarum mihi praeter omnis angulus ridet – Quell’angolo di terra più degli altri mi sorride…”. Prorogata fino al 06 aprile 2024 la permanenza a Castel di Sangro (AQ) della mostra di Pittura Digitale “MyAr” | Napoli, Mystica et Arcana di Mila Maraniello.
È la frase di Orazio “Ille terrarum mihi praeter omnis angulus ridet – Quell’angolo di terra più degli altri mi sorride…”. quella che meglio descrive lo stato d’animo della giovane digital artist Mila Maraniello, che innamorata delle terre d’Abruzzo, ha fortemente voluto prorogare la permanenza della sua mostra “MyAr” | Napoli, Mystica et Arcana a Castel di Sangro, presso il Lavatoio Dimora Storica (Via Paradiso 18) fino al 06 aprile 2024.
L’incantevole Dimora Storica, che dopo il recupero del vecchio lavatoio comunale ospita una struttura di supporto all’area museale, situata a soli 9 chilometri dal centro turistico Roccaraso – Rivisondoli – Aremogna, dispone infatti di diverse stanze che consentono ai visitatori e ai turisti in vacanza nell’area dell’Alto Sangro di pernottare in un luogo fiabesco dal quale è possibile ammirare le montagne che circondano il paese (http://www.lavatoio.com).
La mostra – DICIASSETTE opere che interpretano con un linguaggio non convenzionale e contemporaneo miti e leggende partenopee – sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 15:30 alle ore 19:30.
“il legame sentimentale col passato prepara e aiuta l’intelligenza storica, condizione di ogni vero avanzamento civile, e soprattutto assai ingentilisce gli animi”. Benedetto Croce (Pescasseroli, 25 febbraio 1866 – Napoli, 20 novembre 1952)
“Tratto dal vecchio lavatoio comunale di Castel di Sangro, questo hotel è il risultato di un recupero architettonico eccellente. Dodici le stanze a disposizione in un ambiente elegante, dove la pietra si fonde con il coccio e il design moderno all’arredamento classico.
Al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli sarà presentata la straordinaria mostra personale di Maurizio Esposito, “Vesuvio, 11 luglio 2017”, a cura di Chiara Pirozzi. Venerdì 15 dicembre alle ore 17.00, le Sale 25-26 della Collezione Farnese si trasformeranno in un viaggio emotivo attraverso le fotografie di Esposito, catturando la devastazione e la rinascita del paesaggio del Parco Nazionale del Vesuvio in seguito agli incendi del 2017. Un’esperienza visiva che intreccia l’arte, la natura e la memoria, rivelando una storia di resilienza e speranza.
La mostra Vesuvio, 11 luglio 2017 presenta il progetto fotografico realizzato da Maurizio Esposito sulle pendici del Vesuvio a partire dall’11 luglio del 2017 quando un incendio travolse e distrusse numerosi ettari del paesaggio boschivo del parco Nazionale del Vesuvio che tutt’oggi rappresentano una peculiare testimonianza di biosistema in equilibrio. Coinvolto come volontario sin dai primi momenti dell’incendio per aiutare nei soccorsi, Maurizio Esposito ha successivamente avviato la sua ricerca fotografica durata oltre tre anni grazie alla quale è riuscito a registrare non solo le forme di devastazione di un paesaggio ferito ma anche un tempo che, nelle sue espressioni più latenti e inesorabili, risana i danni e parallelamente una natura che si riappropria dei suoi spazi. La ricerca sul paesaggio e la sua rappresentazione è al centro dell’indagine che Maurizio Esposito conduce da tempo e che lo ha portato a interessarsi ai cosiddetti “paesaggi in sparizione” ovvero a quei contesti naturali dal potere evocativo – come ghiacciai o ambienti subacquei – fortemente riconoscibili nell’immaginario collettivo e che – a causa dei danni provocati dall’inquinamento, dal surriscaldamento climatico e dall’incuria dell’uomo – stanno radicalmente scomparendo. Le fotografie di cui si compone il corpus Vesuvio, 11 luglio 2017 lasciano trapelare un sentimento personale e una storia familiare dell’autore con il paesaggio vesuviano che rendono le immagini non solo una testimonianza d’archivio ma soprattutto uno stato d’animo emozionato che, dall’esperienza del singolo, riesce ad aprirsi al percepito di un’intera comunità. Le fotografie dal grande formato hanno la capacità di avvolgere lo spettatore che risulta accolto nell’immagine, quasi come a calpestare la fauna del sottobosco e a sentirsi parte integrante e attiva del paesaggio. Il percorso espositivo della mostra si inserisce nella Collezione Farnese ospitata nelle sale del MANN, stringendo con essa un dialogo sottile fatto di storie, testimonianze e memorie e che trova un denominatore comune nella luce; fra le ombre plastiche della scultura classica e la luce fendente che plasma il paesaggio raccontato da Maurizio Esposito. Nelle fotografie di Maurizio Esposito le forme di una natura devastata lasciano il posto a una visione poetica dove lo sguardo fatica a distinguere la cenere dalla neve, la roccia magmatica increspata dalle radici sinuose degli alberi, il dramma dalla lenta rinascita.
“Quando Maurizio Esposito ci ha proposto di patrocinare e sostenere la mostra “Vesuvio, 11 luglio 2017” – dice il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Raffaele De Luca – abbiamo subito apprezzato le potenzialità e la bellezza del progetto e per questo motivo non abbiamo esitato a concedere il nostro sostegno per la realizzazione della mostra. Sapere che le bellissime foto di Maurizio Esposito saranno in mostra al MANN dal 15 dicembre al 19 febbraio – aggiunge il Presidente – sono motivo di grande soddisfazione e ci confermano di aver fatto la scelta giusta. La mostra “Vesuvio, 11 luglio 2017” di Maurizio Esposito al MANN offre uno sguardo intimo sulle cicatrici e al contempo sulla bellezza del paesaggio vesuviano. Le fotografie, realizzate durante il devastante incendio che ha colpito alcune aree di pregio del Parco Nazionale del Vesuvio, sono cariche di emotività personale, e trasmettono non solo la devastazione, ma anche la delicatezza della natura nel suo processo di rinascita. Nelle immagini di Maurizio Esposito – conclude il Presidente Raffaele De Luca – “la luce fendente” che incontra e attraversa i paesaggi è presagio e speranza di rinascita della biodiversità. Dall’incendio del 2017, il Vesuvio è rinato facendo tesoro di quella esperienza e mettendo in campo collaborazioni e interventi di rinaturalizzazione che oggi sono best practices per tantissime aree protette italiane.”
Con il Patrocinio e il contributo dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, e degli sponsor RDR, Collezione “i Cotroneo-Roma”, based
Maurizio Esposito nasce a Napoli nel 1982 dove vive e lavora tuttora. Nel 2014 consegue un dottorato in Gender studies. Negli ultimi anni ha esposto i suoi lavori in diverse mostre e musei, tra cui: il museo d’arte contemporanea di Napoli MADRE (2011), la Fondazione Forma per la fotografia di Milano (2011), al Centro di fotografia d’Autore di Bibbiena (2012), risultando tra i vincitori della terza biennale dei giovani fotografi italiani, alla triennale d’architettura di Milano (2012). Nel 2015 viene selezionato per partecipare alla seconda edizione del Laboratorio Irregolare tenuto da Antonio Biasiucci, con il quale espone presso lo SMMAVE di Napoli (2017), la Galleria del Cembalo di Roma (2017), ARCOS il Museo d’arte contemporanea di Benevento, La bottega di Cecè Casile, Milano (2018). Successivamente il progetto Vesuvio, 11 luglio 2017 viene esposto a Bolzano (2019), al Museo e Certosa di San Martino di Napoli (2019), la Galleria Fonti di Napoli (2019), a Tokyo (2020), Villa Pignatelli- Casa della fotografia, Napoli (2020), Braga e Lisbona (2021),al Donggang international photo festival di Seoul (2023). Le sue opere sono presenti in diverse collezioni tra cui Imago mundi di Luciano Benetton e la Collezione Cotroneo (2017) e la Collezione Matacena (2023).
23 novembre / 16 dicembre 2023 – Mila Maraniello, giovane artista serbo-napoletana, a Castel di Sangro (AQ) per una nuova tappa del progetto “MyAr” | Napoli, Mystica et Arcana.
1 delle 17 icone – Palazzo Donn’Anna
“MyAr” | Napoli, Mystica et Arcana -17 icone dei miti e delle leggende partenopee rivisitate, o meglio rimodellate dalla creatività di Mila Maraniello
“Quei fantasmi sono quelli degli amanti? O divini, divini fantasmi! Perché non possiamo anche noi, come voi, spasimare d’amore …”
M. Serao, Il palazzo dogn’Anna, in Leggende napoletane, Roma, Edoardo Perino, 1895.
Il palazzo Donn’Anna, ubicato all’inizio di via Posillipo, a metà tra la terra e il mare, è un palazzo monumentale del XVII secolo, nonché uno dei più celebri palazzi di Napoli.
Il progetto per la realizzazione fu commissionato al più importante architetto della città di quel periodo, Cosimo Fanzago, che nel 1642 approntò un disegno secondo i canoni del barocco napoletano; per costruirlo fu necessario demolire una preesistente abitazione cinquecentesca, villa Bonifacio. Il Fanzago, però, non riuscì a completare l’opera per via della prematura morte di donn’Anna, avvenuta in un contesto di insurrezione popolare a causa della temporanea caduta del viceregno spagnolo, con la conseguente fuga del marito della stessa verso Madrid (1648).
Sul Palazzo aleggiano varie leggende. Donna Anna Carafa amava organizzare magnifici ricevimenti a cui partecipava tutta la nobiltà spagnola e napoletana. Durante una delle feste era stato allestito, in fondo al salone, un teatrino per lo spettacolo di una commedia, i cui attori, erano tutti nobili. Tra essi vi era anche la bellissima e giovane Donna Mercedes de las Torres, che recitava nel ruolo della schiava innamorata del suo padrone interpretato da Gaetano diCasapesenna….
Secondo questa leggenda nel palazzo appaiono, di tanto in tanto, il fantasma della crudele Donna Anna e le presenze dei due sfortunati amanti, Mercedes e Gaetano, che si cercano disperatamente in eterno. wikipedia.org
La Pinacoteca Patiniana di Castel di Sangro (AQ) ospiterà infatti, la seconda stagione del binomio Mila-Slobodanka dal 23 novembre, giorno del vernissage con una performance dedicata all’universo Donna. Sofferenza e Passione, amore e malinconia, colore e buio.
Chi lo vorrà, avrà modo di visitare il progetto di Mila fino al 16 dicembre 2023 che, con rigore e rispetto, “interpreta” argomenti complessi attraverso linee che raccordano il “loro” ieri per aprire al “nostro” domani.
“MyAr” | Napoli, Mystica et Arcana -17 icone dei miti e delle leggende partenopee rivisitate, o meglio rimodellate dalla creatività di Mila Maraniello – ha già raccolto giudizi lusinghieri nel doppio appuntamento estivo – Napoli e Ischia luglio 2023,
Apertura giovedì 23 novembre con la prima visione de “Il Cerchio” di Sophie Chiarello – David di Donatello Miglior documentario 2022
Un nudo di donna. Un’antica fotografia. Questa immagine, rivelatoria, lancia la terza edizione di “Europa cinema al femminile”. Una fotografia che è quasi una dichiarazione d’intenti: mettere a nudo, scoprire i segreti del cinema delle donne. La rassegna realizzata con il contributo di Regione Campania e Fondazione Film Commission, si terrà all’ Institut français di NapoliLe Grenoble in 6 giornate, da giovedì 23 a sabato 25 novembre, da giovedì 30 novembre a sabato 2 dicembre. “Il percorso dei film proposti ritaglia uno spazio di visione alternativa a Napoli sul cinema di ricerca e d’autore proposto dalle registe contemporanee. Film che non arrivano nei circuiti canonici della distribuzione – spiega l’ideatrice e curatrice Antonella Di Nocera – con le registe che saranno presenti sempre in sala. Il dialogo e l’incontro, insieme alle visioni, si terranno nella piccola casa del cinema che è la Salle Dumas dell’Istituto Francese di Napoli. E francese è l’ospite d’onore della rassegna, Claire Simon, che il primo dicembre sarà protagonista di una giornata di masterclass in occasione dell’anteprima a Napoli, dopo Torino e Milano, del suo ultimo documentario Il nostro corpo”. Ad aprire la kermesse giovedì 23 novembre la proiezione, in prima assoluta a Napoli, de “Il Cerchio” di Sophie Chiarello, film vincitore del David di Donatello 2023 come Miglior documentario, e menzione speciale della giuria per Alice nella Città alla Festa del Cinema di Roma 2022: il documentario segue un gruppo di bambini dalla prima alla quinta elementare, esplorando il loro mondo e le loro emozioni attraverso il tempo del cerchio in un’aula scolastica. A seguire il film “Dalva” di Emmanuelle Nicot che ha vinto due premi alla settimana della Critica al Festival di Cannes del 2022, migliore interpretazione a Zelda Simpson e premio Fipresci: un’opera prima coraggiosa in cui il processo di maturazione della protagonista è ribaltato, nella ricerca della protagonista della spensieratezza dell’essere bambina. Il 24 novembre sarà la volta di Veronique Jardine e del suo “L’employée du moi”, commedia belga graffiante e impetuosa che ha come protagonista un’addetta alle pulizie, presentata al Tribeca Festival. La serata si chiude alle 19 e trenta con la proiezione di “Six Weeks” dell’ungherese Noémi Veronika Szakonyi lungometraggio d’esordio, ritratto sfumato e privo di giudizi di una giovane donna che dà in adozione il suo bambino.
Il sabato pomeriggio sarà dedicato alla giovanissima documentarista Chiara Rigione scomparsa quest’anno con le sue due opere “Domani, chissà, forse” e “Orfani del sonno”, mentre la sera sarà la volta del cinema tedesco con il film presentato quest’anno a Venezia alla Settimana internazionale della Critica “Life is not a competition, but I’m winning” di Julia Fuhr Mann, che indaga le regole legate al genere nel mondo dello sport agonistico. “La rassegna porta con sé dalla nascita il concetto di Europa, un territorio antico che si rigenera nella connessione tra i popoli e le culture. In questa terza edizione – spiega la direttrice artistica Elisa Flaminia Inno – abbiamo dato uno spazio privilegiato alle questioni di identità di genere e a temi come il trauma, la maternità e lo sport”.
La seconda parte della rassegna si apre il 30 novembre con una matinée con le scuole e la proiezione di “Donne di Terra” proprio della direttrice artistica e regista Elisa Flaminia Inno: un documentario che tratteggia il ritratto di cinque donne, contadine di nuova generazione, attive nel Sud Italia. A seguire il talk con la regista e le protagoniste del documentario. La sera alle 19 e trenta si terrà la proiezione di “Breaking the ice” di Clara Stern un film che narra la storia di una capitana di una squadra di hockey alla ricerca di un equilibrio personale autentico.
Venerdì primo dicembre sarà tutto dedicato alla regista francese Claire Simon: alle 16:30 si terrà una masterclass a lei dedicata in cui dialogheranno con la regista stessa Leonardo Di Costanzo e Antonella Di Nocera. A seguire la proiezione, in prima visione a Napoli, del suo documentario “Notre corps”, indagine in una clinica ginecologica parigina, tra nascite, diagnosi di cancro, consultazioni sull’endometriosi e terapie ormonali per donne trans.
Sabato 2 dicembre si aprirà alle 17 e trenta con la proiezione de “La volontaria” della spagnola Nely Neguera in cui la protagonista, una dottoressa in pensione, volontaria in una ong in Grecia si troverà ad esplorare i limiti tra l’amore per il prossimo e il bisogno di sentirsi utile.
Gran finale alle 20 con “La bella estate” di Laura Luchetti, tratto liberamente dalla novella di Cesare Pavese, il film racconta la complessa storia d’amore di Ginia con il proprio corpo e il desiderio nel tempo inquieto della giovinezza.
Tutti i film saranno preceduti e seguiti da un confronto con le registe e autrici.
“Europa – Cinema al femminile” nasce da un’idea di Antonella Di Nocera, a cura di 15 06 Film, con la direzione di Elisa Flaminia Inno e il supporto del comitato scientifico che include Gina Annunziata, Anna Masecchia e in partnership con l’Accademia di Belle Arti di Napoli. È stata realizzata con il sostegno di Regione Campania e Film Commission Regione Campania, promossa con EUNIC- European National Institutes of Culture in collaborazione con Institut Français Napoli, Goethe Institut Neapel, Instituto Cervantes Nápoles, Accademia d’Ungheria a Roma, Wallonie-Bruxelles International, Forum Austriaco di Cultura Roma, l’Accademia delle Belle arti di Napoli, Università Federico II di Napoli. In collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Con il patrocinio di Città Metropolitana di Napoli e Comune di Napoli. Si ringrazia Parallelo41 produzioni e l’Archivio fotografico Carbone per l’immagine della locandina. L’ingresso a tutta la rassegna è libero fino a esaurimento posti | È consigliata la prenotazione infoline 081 761 6262. L’Institut français di Napoli Le Grenoble è in via Crispi 86 – uscita metropolitana p. Amedeo e funicolare Chiaia.
“Fabrizio… Fabrizio…
Arcangelo mio…”
“…Questa è la storia che oltrepassa la Storia.
…Storie di donne che, come me,
hanno onorato l’Amore.
Donne mai sconfitte,
immiserite,
che dimorano in alto
straordinariamente vive…”
Maria d’Avalos, nobile e bellissima fanciulla napoletana nata nel 1560, sposatasi giovanissima in prime nozze e rimasta vedova per due volte, nel maggio 1586, per questioni di natura economica, sposò, con una speciale dispensa papale, il cugino Carlo Gesualdo, signore di Venosa. La coppia viveva a Palazzo Sansevero, di fronte alla Chiesa di San Domenico Maggiore.
I primi due anni di matrimonio trascorsero tra banchetti, un’intensa vita mondana e la nascita di un erede. Carlo e Maria, però, non condividevano alcuna passione, tantomeno interessi: Carlo, madrigalista di grande talento, viveva per la musica e trascurava la bella moglie, sempre più infelice. Durante una festa danzante, Maria incontrò Fabrizio Carafa, duca D’Andria, conosciuto con l’appellativo di “Arcangelo” per la sua grande bellezza, anch’egli sposato e padre di quattro figli.
I due si innamorarono e diventarono amanti appassionati e sempre più imprudenti.
La bellezza di Maria, intanto, aveva fatto breccia anche nel cuore di Giulio Gesualdo, uno zio di Carlo, da lei sempre rifiutato.
Fu così che allorché Giulio scoprì la relazione tra Maria e Fabrizio, ne riferì al nipote, che decise di tendere una trappola ai due amanti.
Un giorno, con la scusa di una battuta di caccia, Carlo disse alla moglie che non sarebbe rientrato a casa. Maria, pur insospettita dal comportamento del marito, non rinunciò ad incontrare Fabrizio. Era la notte tra il 16 e il 17 ottobre 1590.
Maria, così come era stata colpita, venne esposta nuda in mezzo alle scale del palazzo. Carlo, terrorizzato dall’eventuale reazione dei familiari di Maria, fuggì nella sua residenza a Gesualdo, dove visse recluso per diciassette anni.
Leggenda narra che per decenni, di notte, nel luogo della tragedia, si sentissero le urla di Maria e di Fabrizio, e ancora oggi c’è chi dice che tra la Chiesa di San Domenico Maggiore e il Palazzo Sansevero di notte si aggiri una bellissima figura eterea che piange invocando il nome del suo amato.
Fabrizio… Fabrizio…
Arcangelo mio, dove sei?
Il dipinto “Maria d’Avalos”
ha ispirato i versi “Il canto del Nudo Amore”, dedicato da Slobodanka Ciric a Maria d’Avalos e Fabrizio Carafa.
Dalla Congrega dei Turchini a Procida -Tav. 1/4 – si intraprende il “viaggio” visivo offerto dalla mostra iconografica di circa 40 tavole – alcune delle quali corredate di QR Code – “Invito al viaggio a Cartagena”, del prof. Elviro Langella (commento e “guida alla mostra” a cura di Domenico Macaluso, Ispettore Onorario dei Beni Culturali assessorato Regione Siciliana), per l’occasione integrata dalla collezione «La Spagna e la sua influenza sulla moda» (abiti e accessori progettati e realizzati dagli allievi del Corso di laurea magistrale di Fashion Design dell’Accademia di Belle Arti di Napoli con la supervisione della Prof. Maddalena Marciano).
Un “Viaggio nelle antiche dimore dell’Arte” di Cartagena, di Napoli, di Portici (le vie del “Miglio d’oro”), di Roma, di Firenze, di Procida, di Parma, di Bergamo, di Bassano Romano e di Viterbo attualizzato dalla presenza di volti noti e meno noti della scena contemporanea che incuriosirà e stupirà il visitatore con storie antiche raccontate con un linguaggio immediato, pur se sofisticato.
La mostra, inaugurata lo scorso 16 novembre in una alla presentazione del libro “Invito al Viaggio a Cartagena” – autore lo stesso prof. Langella -, ha visto, tra le altre
la presenza di alcuni studenti del descritto corso dell’Accademia di Belle Arti, in particolare Tecla Gigli, – che ha magistralmente descritto i capi sartoriali -,
Davide Manganella,
e Silvia Riscigno che ha curato l’illustrazione della mostra in lingua spagnola
sarà visitabile fino al 25.11.2023 – Tutti i giorni ore 9:00 / 20:00 – Ingresso gratuito
L’esposizione è parte integrante della tappa partenopea – patrocinata moralmente dall’Instituto Cervantes de Nápoles diretto dalla prof.ssa Ana Navarro Ortega – del progetto interculturale del prof. Elviro Langella “2022 ~ 2023. PROCIDA, NAPOLI, CARTAGENA. Omaggio alla Virgen de la Caridad di Cartagena nel tricentenario dell’arrivo da Napoli”.
Come il giovane artista protagonista del libro Alvaro sogna di destinare un affresco che evochi l’odissea della traversata del Mediterraneo della Virgen de la Caridad, allo stesso modo nella realtà Francesco sogna di diventare un bravo pediatra e di aiutare i bambini in difficoltà; Mattia vuole fare l’attore; Marco pensa di seguire le orme di papà Antonio, artigiano, mani operose e creative, per continuare la tradizione di famiglia così da tramandarla magari, ai suoi figli;
Nicole si immagina musicista; mentre Giusy ed Elisabetta discutono già sul colore delle pareti di quello che sarà lo studio di architettura e design che insieme vogliono impiantare… Parole, colori, speranze… colori, parole, sogni.
Avrà luogo da venerdì 17 a domenica 19 novembre, all’Art Garage di Pozzuoli (Viale Bognar, 21), la V edizione di “IMMAGI]NA Film Festival”, una tre giorni di video danza e di film sperimentali. Nel corso del festival, organizzato e promosso da ArtGarage, centro di produzione delle arti performative contemporanee, con il sostegno della Fondazione Film Commission Regione Campania, saranno presentati i film selezionati tra 100 candidature provenienti da 30 paesi del mondo.
“IMMAGI]NA Film Festival” si concentra principalmente sull’interazione tra la danza e le tecniche del cinema, esplorando le possibilità e i confini di queste forme d’arte, divulgando il linguaggio della “dance for camera”, sempre più diffuso e utilizzato dai coreografi per lo sviluppo della propria ricerca coreografica. Il Festival sarà suddiviso in due categorie: Dance for camera (cortometraggi e documentari) ed Experimental Film.
Visual di Jessica Incerti Telani
Nei tre giorni si svolgeranno inoltre:
Workshop con: Simona Lisi laboratorio di Screen Contact – Masterclass di Videodanza ed embodiment dei processi creativi.
Performance di Compagnia danza Estemporada – Compagnia Vialuni di Ajaccio – Dance Hause di Milano.
Gli incontri con i registi dei corti in concorso e con Francesco Lettieri, affermato regista partenopeo, saranno moderati da Manuela Barbato.
Tra i Premi anche uno dedicato alla memoria di Marilena Riccio, prima ballerina del Teatro di San Carlo e ideatrice del Coreografo Elettronico, il festival precursore che ha contribuito allo sviluppo della video danza nel nostro paese. Una giuria di esperti, oltre che una giuria popolare costituita da studenti e danzatori professionisti, proclamerà i migliori video di questa edizione.
LA GIURIA:
Giuseppe Borrone – Presidente di giuria Storico del cinema e direttore artistico e collaboratore per numeri festival cinematografici – IT
Francesco Lettieri Regista e sceneggiatore Premiato con il Premio alla 78° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia
Ana Macara Direttrice Quinzena de Danca de Almada – International dance Festival – PT
Maria di Razza Regista film di animazione premiata ai Nastri d’Argento
Letizia Gioia Monda Ricercatrice Discipline dello Spettacolo Università di Torino
IL PROGRAMMA:
17 novembre 2023 a partire delle ore 20.00
Performance di Gruppo Emotion e Danza Estemporada
Proiezione dei corti realizzati con Simona Lisi da HumanBodies program – Napoli e Ways Traning Program – Bruxelles –
A seguire, proiezioni video in concorso
18 novembre 2023 a partire dalle 19.00
Performance della Compagnia Vialuni di Ajaccio e Dance Hause di Milano
Talk with Manuela Barbato ospiti i registi dei corti in concorso
LA GIURIA: Giuseppe Borrone – Presidente di giuria Francesco Lettieri Regista e sceneggiatore Ana Macara Direttrice Quinzena de Danca de Almada – International dance Festival – PT Maria di Razza Regista film di animazione Letizia Gioia Monda Ricercatrice Discipline dello Spettacolo Università di Torino